Parrocchia San Benedetto Roma

Parrocchia San Benedetto Roma La nostra Parrocchia è situata nel cuore del quartiere Ostiense in via del Gazometro 23.

Dal 2020 è affidata alla Congregazione religiosa Società del Verbo Divino (SVD).

12 Settembre 2026 h.16:00 Ti porto al…Cinema!!!
05/09/2026

12 Settembre 2026 h.16:00 Ti porto al…Cinema!!!

Dal 05 Settembre Triduo per la Festa della Natività di Maria a San Benedetto
03/09/2026

Dal 05 Settembre Triduo per la Festa della Natività di Maria a San Benedetto

Gli appuntamenti di settembre all’Eco-Charity GardenDal 1° settembre, Giornata mondiale di preghiera per la Cura del Cre...
03/09/2026

Gli appuntamenti di settembre all’Eco-Charity Garden
Dal 1° settembre, Giornata mondiale di preghiera per la Cura del Creato, ha preso ufficialmente il via il Tempo del Creato 2026, aperto presso il Borgo Laudato si’ nei giardini pontifici di Castel Gandolfo, proprio da Papa Leone XIV, con la Messa per la Custodia della Creazione. Fino al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi, la Chiesa e le comunità cristiane sono chiamate a vivere questo tempo speciale di preghiera, contemplazione e azioni per la cura della casa comune.

L’Eco-Charity Garden di via della Greca 11 riprende proprio le sue attività nel segno del tema scelto per quest’anno, che è “Acqua Viva”. Un tema che, come riferito dagli animatori dell’oasi di pace ecologica ai piedi dell’Aventino, è «ispirato alla visione profetica del libro di Ezechiele (Ez 47,9-12): un’acqua che scorre dal tempio, cresce, raggiunge luoghi aridi e li trasforma, restituendo vita».

Il primo appuntamento sarà domenica 6 settembre alle 10.30, con la Messa nel Creato e, a seguire, la mostra di arte contemporanea curata dall’artista romano Raoul Bendinelli. Sabato 12, alle 9, il “Percorso del Tempo del Creato: l’Acqua fonte di Vita e di Speranza”, mentre il giorno dopo, domenica 13, alle 17, si potrà partecipare alla “Via Creationis”.

Le iniziative nascono dalla collaborazione tra le Suore della Ca**tà di Santa Giovanna Antida, l’Ufficio diocesano della Pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato e il circolo Laudato si’ di Roma Trastevere.

Tranne che per la Messa, gli altri eventi richiedono la prenotazione on line tramite la sezione “Calendario” su ecocharitygarden.blog. Per ulteriori informazioni, scrivere a [email protected]

03-04 Settembre 2026 Primi Giovedì e Venerdì del MeseCome ogni mese, in occasione dei Primi Giovedì e Venerdì del Mese, ...
29/08/2026

03-04 Settembre 2026 Primi Giovedì e Venerdì del Mese

Come ogni mese, in occasione dei Primi Giovedì e Venerdì del Mese, si terrà l’Adorazione Eucaristica. Venite, Adoriamo!

Giovedì 03 Settembre 2026

S. Messe h. 07:30 h. 18:30

Adorazione Eucaristica h. 19:15

(dopo la S. Messa delle ore 18:30)

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Venerdì 04 Settembre 2026

Sante Messe h. 07:30 h. 18:30

Breve Adorazione Eucaristica h. 19:15

Papa Leone e Presidenza CEI: sostegno economico per le emergenze umanitarie in Colombia, Perù, Indonesia e NepalPersonal...
29/08/2026

Papa Leone e Presidenza CEI: sostegno economico per le emergenze umanitarie in Colombia, Perù, Indonesia e Nepal

Personale di soccorso all’opera dopo l’alluvione in Nepal. (AFP or licensors)
Un aiuto concreto alle comunità di Colombia, Perù, Indonesia e Nepal: la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso uno stanziamento complessivo di 500mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica per rispondere ai bisogni più urgenti.

“Si tratta – spiega il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI – di un segno di vicinanza della Chiesa italiana alle popolazioni che si trovano ad affrontare importanti emergenze umanitarie. La sofferenza di chi vive lontano non può esserci estranea: ci riguarda e ci chiama alla responsabilità. Tendere la mano a chi è in difficoltà significa riconoscere che nessuno può salvarsi da solo e che ciò che ci unisce è più forte delle distanze. Attraverso gesti di fraternità e di cura possiamo ricostruire legami, alimentare la speranza e rendere la pace una possibilità reale, soprattutto in un tempo che continua a essere caratterizzato da tensioni, divisioni e conflitti”.

Le risorse saranno destinate, attraverso Caritas Italiana e la rete delle Caritas locali, ad accompagnare nel tempo i percorsi di ripresa delle comunità colpite.

In Indonesia, il terremoto di magnitudo 7.7 che il 15 agosto ha devastato l’isola di Flores ha provocato oltre 100 vittime, più di 1600 feriti e oltre 180mila sfollati. Un’attenzione specifica – fa sapere Caritas Italiana – sarà riservata alle persone con disabilità e alle loro famiglie, attraverso interventi per l’accesso agli aiuti, ai servizi sanitari e riabilitativi, ai rifugi e al supporto psicosociale.

In Nepal, il violento fenomeno che il 26 agosto ha interessato diverse aree montane del distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet (Cina), ha causato morti, feriti e dispersi lasciando migliaia di famiglie senza casa e mezzi di sostentamento. La risposta prevede assistenza immediata, ripari, cibo e sostegno psicosociale, insieme a interventi di ricostruzione e di ripresa delle attività produttive.
Lo stanziamento disposto dalla CEI contribuirà, inoltre, alle iniziative di solidarietà promosse in Colombia e Perù, dove recenti fenomeni sismici hanno messo alla prova comunità già particolarmente vulnerabili.

Dopo aver espresso, in un telegramma, il suo dolore per quanto accaduto in Nepal mercoledì 26 agosto con l’alluvione che ha interessato una vasta regione vicina al Tibet, Leone XIV ha inviato un sostegno economico, concordato con la Nunziatura Apostolica del Nepal, per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Il contributo aiuterà Caritas Nepal, che opera sotto la direzione del Vicariato Apostolico, nelle attività già in corso fin dalle prime ore dopo l’alluvione, ovvero fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto.

“Si tratta di un primo aiuto che il Santo Padre, come in altre occasioni, ha voluto inviare per le urgenze primarie della popolazione” spiega il prefetto del Dicastero per il Servizio della Ca**tà, l’arcivescovo Luis Marín de San Martín: “E’ un segno rapido e concreto per trasmettere, soprattutto ai più vulnerabili, la vicinanza e la tenerezza del Santo Padre, come una carezza della Chiesa che li accompagna e li sostiene”.

29 Agosto Memoria del Martirio di San Giovanni BattistaLa memoria del martirio di san Giovanni Battista si affianca alla...
29/08/2026

29 Agosto Memoria del Martirio di San Giovanni Battista

La memoria del martirio di san Giovanni Battista si affianca alla solennità della sua natività, celebrata il 24 giugno. Giovanni è il cugino di Gesù, concepito tardivamente da Zaccaria ed Elisabetta, entrambi discendenti da famiglie sacerdotali: la sua nascita è collocata circa sei mesi prima a quella di Cristo, in coerenza con l’episodio evangelico della Visitazione di Maria a Elisabetta.

La data della morte, invece, avvenuta fra il 31 e il 32, si fa risalire alla dedicazione di una piccola basilica risalente al V secolo nel luogo del suo sepolcro, Sebaste di Samaria: in quel giorno, infatti, sembra sia stata ritrovata la sua testa che Papa Innocenzo II fa traslare a Roma nella chiesa di San Silvestro in Capite. La celebrazione del martirio ha origini antiche: è già presente in Francia nel V secolo, a Roma in quello successivo.

“Subito il re mandò una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il ca****re e lo posero in un sepolcro”. (Mc 6, 27-29)

Le ragioni del martirio di Giovanni Battista

Il ruolo principale del martirio è dovuto a una donna: Erodiade, attuale moglie di Erode Antipa, ex moglie del fratellastro di Antipa, pure lui chiamato Erode. L’arresto è dovuto alla denuncia fatta da Giovanni di questo matrimonio illegale. In occasione del compleanno di Erode e durante la festa, la figlia di Erodiade, Salomé, intraprende una danza in onore del re che ne resta ammaliato e le concede di chiedergli qualunque cosa, fosse pure la metà del regno. E lei, consultatasi con la madre, chiede la testa di Giovanni. Erode non vorrebbe, ma non può rifiutare: ormai ha fatto una promessa.

Il commento di papa Francesco

Quattro i personaggi: il re Erode “corrotto e indeciso”, Erodìade, la moglie del fratello del re, che “sapeva solo odiare”, Salomè, “la ballerina vanitosa”, e il “profeta decapitato solo in cella”.

Il re

Il re, innanzitutto, che “credeva che Giovanni fosse un profeta”, “lo ascoltava volentieri”, a un certo punto “lo proteggeva”, ma lo teneva in carcere. Era indeciso, perché Giovanni gli “rimproverava il suo peccato”, l’adulterio. Nel profeta, Erode “sentiva la voce di Dio che gli diceva: ‘Cambia vita’, ma non riusciva a farlo. Il re era corrotto, e dove c’è corruzione, è molto difficile uscire”. Un corrotto che “cercava di fare equilibri diplomatici” fra la propria vita, non solo adultera, ma anche piena “di tante ingiustizie che portava avanti”, e la coscienza della “santità del profeta che aveva avanti”. E non riusciva a sciogliere il nodo.

Erodìade

Erodìade, la moglie del fratello del re, ucciso da Erode per averla. Il Vangelo dice di lei soltanto che “odiava” Giovanni, perché parlava chiaro. “E noi sappiamo che l’odio è capace di tutto – commenta Francesco – è una forza grande. L’odio è il respiro di satana. Pensiamo che lui non sa amare, non può amare. Il suo ‘amore’ è l’odio. E questa donna aveva lo spirito satanico dell’odio”, che distrugge.
A Salomè il re dice “ti darò tutto” come satana.

Salomè

Infine il terzo personaggio, la figlia di Erodìade, Salomè, brava a ballare, “che piacque tanto ai commensali, al re”. Erode, in quell’entusiasmo, promise alla ragazza “Ti darò tutto”. “Usa le stesse parole che ha usato satana per tentare Gesù. ‘Se tu mi adori ti darò tutto, tutto il regno’”. Ma Erode non lo poteva sapere.

Giovanni Battista, il Santo

Dietro questi personaggi c’è satana, seminatore di odio nella donna, seminatore di vanità nella ragazza, seminatore di corruzione nel re.
E l’”uomo più grande nato da donna” finì solo, in una cella scura del carcere, per il capriccio di una ballerina vanitosa, l’odio di una donna diabolica, e la corruzione di un re indeciso.
Il Battista muore, da martire. Non un martire della fede – perché non gli viene chiesto di rinnegarla – ma un martire della verità. Egli infatti è un uomo “giusto e santo” (At 3,14), messo a morte per la sua libertà di parola e la fedeltà al suo mandato.
È un martire, che lasciò che la sua vita venisse meno, meno, meno, per dare il posto al Messia. “Il più grande finì così!”: ma Giovanni sapeva che doveva annientarsi: “Lui deve crescere, io invece diminuire”. E lui, aggiunge il Papa, “si è diminuito fino alla morte”. Giovanni ha fatto vedere Gesù ai primi discepoli, indicandoLo come la Luce del mondo, e lui, intanto, si è spento pian piano, fino all’oscuro di quella cella, nel carcere.
La vita ha valore solo nel donarla, nel donarla nell’amore, nella verità, nel donarla agli altri, nella vita quotidiana, nella famiglia. Sempre donarla. Se qualcuno prende la vita per sé, per custodirla, come il re nella sua corruzione o la signora con l’odio, o la fanciulla, la ragazza, con la propria vanità – un po’ adolescente, incosciente – la vita muore, la vita finisce appassita, non serve.

27-28 Agosto Programma Feste Santa Monica e Agostino nella Basilica di Sant’Agostino in Campo MarzioDal 24 al 28 agosto ...
26/08/2026

27-28 Agosto Programma Feste Santa Monica e Agostino nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio

Dal 24 al 28 agosto 2026 la Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio celebra Santa Monica e Sant’Agostino con un triduo di preparazione, momenti di preghiera, Vespri e Sante Messe solenni. Il 27 agosto presiederà la celebrazione il Priore Generale degli Agostiniani, p. Joseph Farrell OSA; il 28 agosto il Cardinale Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore.

La Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio si prepara a celebrare le solennità di Santa Monica e Sant’Agostino, con un programma di preghiera e celebrazioni che accompagnerà la comunità dal 24 al 28 agosto 2026.

Triduo in onore di Santa Monica
Il triduo si svolgerà da lunedì 24 a mercoledì 26 agosto.

Lunedì 24 agosto
Preghiera per la famiglia.

Martedì 25 agosto
Preghiera per la pace.

Mercoledì 26 agosto
Preghiera per le comunità religiose.

Ogni giorno il programma prevede:

ore 17.30 – Santo Rosario
ore 18.00 – Canto del Vespro
ore 18.30 – Santa Messa, con processione all’altare della Santa e venerazione delle Reliquie.

27 agosto – Solennità di Santa Monica
La giornata dedicata a Santa Monica inizierà alle ore 7.30 con le Lodi mattutine.

Alle ore 8.00 e alle ore 10.00 saranno celebrate le Sante Messe.

Alle ore 12.00 si terrà la Supplica a Santa Monica, seguita dalla Santa Messa.

Nel pomeriggio:

ore 17.45 – Canto dei Vespri
ore 18.30 – Santa Messa presieduta dal M. Rev.mo p. Joseph Farrell OSA, Priore Generale degli Agostiniani.

28 agosto – Solennità di Sant’Agostino
La solennità del Santo Padre Agostino sarà celebrata venerdì 28 agosto.

ore 7.30 – Lodi mattutine
ore 8.00 e ore 10.00 – Sante Messe
ore 12.00 – Supplica a Sant’Agostino e, a seguire, Santa Messa.

Nel pomeriggio:

ore 17.45 – Canto dei Vespri
ore 18.30 – Santa Messa presieduta da S. Em. Card. Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.

La comunità dei Frati Agostiniani invita fedeli, pellegrini e quanti desiderano partecipare a vivere insieme questi giorni dedicati a Santa Monica e Sant’Agostino, nel segno della preghiera, della comunione e della spiritualità agostiniana.

Dal 28 al 31 agosto il pellegrinaggio diocesano a LourdesSarà guidato dal cardinale vicario Baldo Reina il tradizionale ...
24/08/2026

Dal 28 al 31 agosto il pellegrinaggio diocesano a Lourdes

Sarà guidato dal cardinale vicario Baldo Reina il tradizionale pellegrinaggio diocesano a Lourdes, in programma dal 28 al 31 agosto. Organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi, vedrà la partecipazione dei vescovi Alessandro Zenobbi, Stefano Sparapani, Andrea Carlevale, Marco Valenti e Guerino Di Tora, insieme a tanti sacerdoti e a circa cinquecento fedeli romani che, a bordo di due aerei e tre pullman, raggiungeranno la cittadina alle pendici del Pirenei. Tra i pellegrini anche 150 ragazzi che, grazie all’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, prenderanno parte all’evento per il secondo anno consecutivo.

In programma la visita alla Grotta delle Apparizioni e ai ricordi di santa Bernadette, la processione au flambeaux, la Via Crucis, celebrazioni e momenti di preghiera. «Nelle giornate del pellegrinaggio la diocesi si ritrova intorno al suo vicario per condividere la preghiera, il silenzio e la meditazione», osserva suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Orp. «Lourdes è il luogo in cui si fa un’esperienza forte della presenza di Maria – prosegue -. È il luogo dello stupore. Chi può ritorna per rivivere quelle vibrazioni interne che diventano come un sacro deposito a cui attingere per avere la carica giusta e quello sguardo di fede nella vita di ogni giorno. Sostare a Lourdes significa attingere al segreto di quella vera gioia di cui Maria è la prima testimone, lei che è “beata” semplicemente “perché ha creduto”. Attorno all’Immacolata si ricongiungono cammini differenti in un’unica grande esperienza di fede».

Il pellegrinaggio di quest’anno sarà anche l’occasione per ricordare i cento anni dalla nascita di monsignor Davide Bianchi, che fu amministratore dell’Opera romana dal 1961 al 1989. «Lo ricorderemo attraverso i racconti e le memorie degli amministratori delegati succedutisi nel tempo – spiega Pietro Antonelli, vicedirettore dell’Orp – e di monsignor Di Tora, che lo frequentava da giovane seminarista».

Come detto, per il secondo anno consecutivo il pellegrinaggio coinvolge i ragazzi proponendo un’esperienza pensata su misura per loro. «Il programma è lo stesso per tutti ma ci sarà un’attenzione particolare ai giovani», afferma don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio per la Pastorale giovanile di Roma. A partire dalle scelte logistiche: i ragazzi, infatti, alloggeranno nella Città dei Giovani. «Al di là degli aspetti organizzativi – prosegue il sacerdote –, ciò che conta davvero è il profondo valore spirituale del pellegrinaggio. I ragazzi arrivano con le loro preoccupazioni e qui trovano sollievo».

Terremoto in Indonesia, le parole delll’arcivescovo di Ende monsignor Paulus Budi KledenLa comunità di Flores con l’arci...
19/08/2026

Terremoto in Indonesia, le parole delll’arcivescovo di Ende monsignor Paulus Budi Kleden

La comunità di Flores con l’arcivescovo Kleden SVD
Nonostante la distruzione provocata dal potente terremoto che il 15 agosto ha colpito l’isola indonesiana di Flores, con circa 70 morti, oltre mille feriti e 40mila sfollati, monsignor Paulus Budi Kleden, evidenzia una straordinaria solidarietà tra la popolazione e la continuità della vita di fede, sostenuta anche dal cordoglio di Papa Leone XIV.

Dopo il devastante terremoto che ha colpito l’isola indonesiana di Flores, a maggioranza cattolica, le case sono ridotte in macerie, ma le comunità si rifiutano di lasciare che la sofferenza spezzi i loro legami di fede e solidarietà. «Tra le rovine, il loro amore non si è spezzato». Lo afferma l’arcivescovo di Ende, Paulus Budi Kleden, a pochi giorni dal potente sisma di magnitudo 7.7 che si è abbattuto nelle prime ore del 15 agosto e ha devastato gran parte dell’isola. Sono stati registrati decine di feriti, migliaia di sfollati e gravi danni a case, chiese, scuole ed edifici pubblici in diversi distretti della provincia di Nusa Tenggara Orientale. Eppure, tra dolore e incertezza, l’arcivescovo Kleden afferma di aver assistito a straordinari segni di compassione e resilienza tra la popolazione.

Aumentano le vittime

Il bilancio aggiornato è di circa 70 morti, oltre mille feriti e 40mila sfollati. La reggenza di Manggarai ha registrato il maggior numero di vittime, seguita da Manggarai Est, Nagekeo, Sikka e Ende, Manggarai Ovest e Ngada. Sikka ha segnalato il maggior numero di sfollati, con migliaia di persone ospitate in rifugi temporanei e centri di evacuazione. Il terremoto si è abbattuto alle 4:58 ora locale, con epicentro situato a circa 68 chilometri a nord-nord-ovest di Ende. Sebbene le autorità abbiano successivamente revocato l’allerta tsunami, l’allarme ha scatenato il panico generale, soprattutto tra le comunità che vivono lungo la costa settentrionale di Flores. Dopo il terremoto principale, oltre 300 scosse di assestamento hanno continuato a scuotere l’isola, alimentando i timori della popolazione e impedendo a molte famiglie di tornare alle proprie case. In risposta al disastro, il governo provinciale di Nusa Tenggara Orientale ha dichiarato lo stato di emergenza per due settimane, dal 15 al 28 agosto.

L’arcivescovo tra i sopravvissuti

L’arcivescovo Kleden si trovava a Roe, vicino a Mbay, quando si è verificato il terremoto. Aveva trascorso la notte lì dopo aver partecipato alle celebrazioni del giubileo d’argento di un confratello sacerdote e si stava preparando a celebrare una Messa di Cresima più tardi quel giorno. «Eravamo tutti nel panico», ha ricordato. In seguito all’allerta tsunami, molti residenti sono fuggiti immediatamente verso zone più elevate. Nel giro di poche ore, l’arcivescovo ha iniziato a visitare le famiglie sfollate. Viaggiando in motocicletta lungo le strade danneggiate, prima con un capo villaggio e poi con l’autista diocesano, ha incontrato persone che cercavano rifugio ai lati delle strade, nei boschi e nelle aree aperte vicino a case e scuole. È tornato poi nelle stesse comunità nel pomeriggio e di nuovo la sera.

La solidarietà tra i fedeli

Riflettendo su ciò che ha visto, l’arcivescovo Kleden ha affermato che due immagini contrastanti gli sono rimaste profondamente impresse nella memoria. «Innanzitutto, ho visto il panico e la paura delle persone perché non sapevano quando sarebbero potute tornare a casa. È stato doloroso assistere a tutto ciò», ha detto. «Ma ho anche visto una straordinaria solidarietà tra i fedeli». Le famiglie che vivevano in zone relativamente più sicure hanno costruito spontaneamente rifugi temporanei e condiviso cibo e altri beni di prima necessità con coloro che avevano perso la casa, anche se molte delle loro abitazioni erano state danneggiate. «Le loro case erano lesionate, ma il loro amore non si è spezzato», ha affermato. Un incontro in particolare ha colpito l’arcivescovo. Mentre si recava da Aeramo a Danga, ha notato una madre in motocicletta con i suoi tre figli. Uno dei bambini teneva in mano un piccolo crocifisso. «Per me, quella è stata una profonda espressione di fede», ha detto. «Quel bambino portava il Signore crocifisso nel mezzo della sua personale Via Crucis».

Gratitudine al Papa

Mentre le comunità di Flores continuano a piangere le loro perdite, anche Papa Leone XIV ha espresso la sua vicinanza a coloro che sono stati colpiti dalla tragedia, in un telegramma indirizzato proprio all’arcivescovo Paulus Budi Kleden, iin cui ha offerto preghiere per i morti, i feriti e tutti coloro che partecipano alle operazioni di soccorso e assistenza. Il messaggio papale è stato accolto con gratitudine dai cattolici locali, molti dei quali continuano a riunirsi per la preghiera nonostante la distruzione di chiese ed edifici parrocchiali. Nel suo messaggio ai fedeli, l’arcivescovo Kleden ha incoraggiato le persone a non cedere alla disperazione. «Come credenti, confidiamo di non essere soli in una situazione come questa. Dio non ci ha abbandonati — ha affermato —. Con questa convinzione, aiutiamo noi stessi e aiutiamo gli altri. La solidarietà è fondamentale in una situazione come questa».

L’aiuto della Chiesa

Nonostante la diffusa distruzione, i sacerdoti di tutta l’arcidiocesi di Ende hanno continuato a celebrare la Messa all’aperto, seguendo le istruzioni dell’arcivescovo. I fedeli, ha osservato, hanno continuato a riunirsi per la preghiera e il culto anche vivendo in rifugi temporanei. Secondo Kleden, sacerdoti, religiosi e laici cattolici sono intervenuti immediatamente dopo il terremoto, ancor prima che fosse istituito un programma di emergenza diocesano formale. «Questa è la Caritas nel suo senso più vero», ha affermato. L’arcidiocesi di Ende ha quindi istituito un team di coordinamento che lavora a stretto contatto con Caritas Indonesia, per organizzare l’assistenza di emergenza per le comunità colpite. Una delle priorità immediate è fornire supporto psicologico e di recupero dal trauma, soprattutto ai bambini e alle famiglie che continuano a provare paura a causa delle scosse di assestamento. I leader della Chiesa hanno anche iniziato a pianificare il lungo e difficile processo di ricostruzione di case, chiese, scuole e infrastrutture pubbliche. L’entità della distruzione è enorme. Persino la residenza dell’arcivescovo ha subito danni strutturali significativi. «Stiamo lavorando insieme al governo, alle ong e a tutte le persone di buona volontà — ha affermato il presule — per ricostruire dalle macerie lasciate dal terremoto». L’arcivescovo Kleden ha infine chiesto ai cattolici di tutto il mondo di continuare a pregare per la popolazione di Flores mentre intraprende il suo cammino verso la guarigione e la ripresa.
(da VaticanNEWS del 18 agosto 2026)

Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio inviato dal Santo Padre Leone XIV, a firma del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, a S.E. Mons. Paulus Budi Kleden, S.V.D., Arcivescovo Metropolita di Ende, per le vittime del terremoto in Indonesia.

Telegramma del Santo Padre, a firma del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, per le vittime del terremoto in Indonesia, 17.08.2026

AL MOLTO REVERENDO PAULUS BUDI KLEDEN, SVD
ARCIVESCOVO DI ENDE

Sua Santità Papa Leone XIV ha appreso con profondo dolore la notizia della devastazione causata dal terremoto nella regione di Nusa Tenggara Orientale e assicura la propria solidarietà spirituale e vicinanza a quanti subiscono le conseguenze di questo disastro, in particolare ai numerosi sfollati e feriti. Sua Santità incoraggia le autorità ecclesiali e civili nel proseguimento dell’opera di assistenza umanitaria e prega per il personale di soccorso impegnato nelle operazioni di recupero. Affidando le vittime alla misericordia amorevole di Dio Onnipotente, il Santo Padre invoca la benedizione divina di consolazione e forza.

Cardinal Pietro Parolin Segretario di Stato

ORARI MESSE Solennità dell'Assunzione di Maria 2026
14/08/2026

ORARI MESSE Solennità dell'Assunzione di Maria 2026

Indirizzo

Via Del Gazometro 23
Rome
00154

Orario di apertura

Lunedì 07:00 - 19:30
Martedì 07:00 - 19:30
Mercoledì 07:00 - 19:30
Giovedì 07:00 - 19:30
Venerdì 07:00 - 19:30
Sabato 07:00 - 19:30
Domenica 07:00 - 19:30

Telefono

+39065740625

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