24/05/2026
🌱IL SEME
Solennità di Pentecoste
Anno Liturgico A – 24 Maggio 2026
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Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 14,15-16.23b-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Parola del Signore. L’assemblea: Lode a te, o Cristo.
📌RIFLESSIONE
“Vieni Santo Spirito” (Sequenza).
La solennità di Pentecoste ci conduce al cuore della vita della Chiesa. Dopo il silenzio e l’attesa del cenacolo, lo Spirito Santo irrompe come vento impetuoso e fuoco ardente: gli apostoli, prima impauriti e chiusi, diventano testimoni coraggiosi del Vangelo.
La Pentecoste é la festa di Dio che continua a soffiare nella storia degli uomini, nelle nostre comunità, nelle famiglie, nel cuore di ciascuno. Lo Spirito Santo apre porte che sembravano chiuse, dona parole nuove quando prevale la stanchezza, accende speranza quando il mondo sembra smarrito. Oggi più che mai abbiamo bisogno dello Spirito: in un tempo segnato da divisioni, paure e solitudini,
Egli ci insegna il linguaggio della fraternità. A Pentecoste, persone di lingue e popoli diversi comprendono il medesimo annuncio. È il miracolo dell’unità che non cancella le differenze, ma le armonizza nell’amore. Anche le nostre comunità sono chiamate a lasciarsi rinnovare da questo dono. Una comunità animata dallo Spirito non vive di abitudini o di semplice organizzazione, ma di fede viva, di ascolto reciproco, di ca**tà concreta. Dove c’è lo Spirito, nasce il desiderio di servire,di perdonare, di costruire ponti invece di muri.
Pentecoste ci invita allora a porci una domanda semplice ma decisiva: lasciamo davvero spazio allo Spirito Santo nella nostra vita? Oppure ci affidiamo soltanto alle nostre sicurezze, ai nostri calcoli, alle nostre paure? Chiediamo al Signore il dono di un cuore docile, capace di riconoscere il soffio di Dio nelle piccole cose quotidiane. Lo Spirito non fa rumore, ma trasforma la vita. Come gli apostoli nel cenacolo, anche noi possiamo riscoprirci inviati ad annunciare con gioia che Cristo è vivo e cammina con noi.
Vieni, Santo Spirito, rinnova i nostri cuori e rendi la nostra comunità segno di speranza e di pace per tutti.
Sac. Michele Centomo