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Seguire Cristo è entrare nell'amore di Cristo, nella libertà di Cristo che ci libera da tutti i pretesti esteriori. Nell...
30/09/2026

Seguire Cristo è entrare nell'amore di Cristo, nella libertà di Cristo che ci libera da tutti i pretesti esteriori. Nell'amore, dice San Paolo, abbiamo tutto, tutta la Legge, la ricchezza della Parola di Dio, perché l'amore è Dio. Se hai l'amore, l'amore è comunione con Cristo e Cristo Crocifisso, fa' quanto ti dice l'amore e tu sarai sempre sulla retta strada, sarai liberato e realmente libero, in comunione con colui che è l'amore. Così possiamo capire che seguire Cristo è realizzare noi stessi. Perché noi siamo immagine di Dio e diventiamo immagine di Dio nella misura in cui siamo uniti con Cristo, diventiamo immagine di Dio nella misura in cui diventiamo amore con Cristo e in Cristo.

Solo chi comprende queste cose è adatto per il regno di Dio, solo chi fa esperienza dell'amore del Signore tutto lascia perdere, anche se stesso, e spinto da Cristo, 'dimentico del passato e proteso verso il futuro' non si volta più indietro perché l'amore di Cristo lo attrae e lo conduce a Lui che è il 'nostro bene, tutto il bene, ogni bene'.
Preghiamo il Signore che ci aiuti ad accettare di essere coinvolti nel suo mistero Pasquale e così arrivare veramente alla vita piena.

Il Signore ci dia pace.
Buona giornata 💙💛

Gesù ha appena annunciato che il Figlio dell'Uomo sarà tradito e ucciso, ma i discepoli discutono, invece, su chi tra lo...
28/09/2026

Gesù ha appena annunciato che il Figlio dell'Uomo sarà tradito e ucciso, ma i discepoli discutono, invece, su chi tra loro sia il più grande. Gesù interviene scegliendo un bambino quale 'metro di misura'. Ed egli è nella dimensione 'del bambino in mezzo'. Noi infatti, siamo riuniti intorno a lui che sta in mezzo e aspetta di essere accolto come quel bambino. E se non diventiamo bambini a nostra volta non avremo accoglienza nel suo regno.
Il fanciullo, il piccolo rappresentano l'umile e il debole, l'indifeso e il disprezzato. Secondo Gesù questi è il più grande nella comunità del regno. Furono, infatti, i piccoli e gli umili ad attrarre l'attenzione di Gesù, essendo i preferiti di Dio, fino al punto che lui si fece uno di loro e loro servitore. Per questo egli è il più grande. Ancor di più: Gesù arriva a identificarsi con questi piccoli. Anche se il piccolo è il più grande, maggiore è chi lo serve nel nome di Cristo, perché si fa ancora più piccolo di lui, come Cristo che si è fatto servo di tutti. Pertanto il più grande del regno di Dio è il più piccolo e il più povero, chi riconosce di più la sua assoluta indigenza e dipendenza da Dio.

"E nessuno sia chiamato priore, ma tutti siano chiamati semplicemente frati minori. E l’uno lavi i piedi all'altro" (San Francesco, Regola non bollata).

Il Signore ci dia pace.
Buona giornata 💙💛

Oggi Gesù ci chiede senza mezzi termini: qual è la forma della nostra fede?È una fede fatta di parole formali, di "sì" d...
27/09/2026

Oggi Gesù ci chiede senza mezzi termini: qual è la forma della nostra fede?
È una fede fatta di parole formali, di "sì" detti per abitudine o per compiacere, a cui non segue mai una vita concreta? O è la fede di chi riconosce la propria debolezza, la propria fatica nel dire di sì a Dio, ma poi ritrova il coraggio di convertirsi e mettere le mani nella terra?
La vigna è il mondo, è la nostra comunità, sono le nostre famiglie, i nostri fratelli bisognosi. Dio non cerca cristiani dalla risposta perfetta o dalle dichiarazioni d'intenti impeccabili; cerca cuori capaci di ravvedersi. Perfino i pubblicani e le pr******te – ci ricorda Gesù – precedono nel Regno chi si sente "a posto", proprio perché hanno saputo cambiare strada davanti alla verità.
Il grande tema del Vangelo di oggi è, quindi, l'universalità della salvezza di Dio, la cui onnipotenza si dimostra nel perdono e nella Misericordia. Dio vuol salvare tutti ma allo stesso tempo tutti dobbiamo riconoscere che abbiamo bisogno di conversione e di pentimento per amare realmente Dio, per essere felici di stare con lui. Ma in che cosa consiste la conversione? San Paolo, ci dà oggi una risposta molto concreta, pratica e semplice: avere gli stessi sentimenti che erano in Cristo Gesù.
Oggi il Signore non ci chiede la perfezione, ci chiede la sincerità. Ci chiede di passare dai "sì" di facciata ai passi concreti dell'amore e dell'obbedienza. Chiediamo la grazia di saper dire, anche oggi, quel "sì" che costa fatica, ma che genera vita.

Il Signore ci dia pace.
Buona domenica 💙💛

"Ma voi, chi dite che io sia?"Poi ci sono i discepoli che sono in cammino con Gesù e questo cammino li porterà fino a Ge...
25/09/2026

"Ma voi, chi dite che io sia?"
Poi ci sono i discepoli che sono in cammino con Gesù e questo cammino li porterà fino a Gerusalemme. Luca ci dice che: "Quando Gesù era solo, in preghiera i discepoli erano con lui". I discepoli vivono con Gesù, condividono la quotidianità, ascoltano i suoi discorsi, assistono ai miracoli, Gesù permette loro di condividere anche alcuni suoi momenti intimi come la preghiera quando è solo con il Padre. E così loro hanno una comprensione più profonda di Lui, tanto che Pietro risponde: "Tu sei il Cristo di Dio". Tuttavia questa professione di fede è ancora insufficiente. Gesù aggiunge due elementi ulteriori e rivela il segreto messianico. Anzitutto dice che: "Il Figlio dell'Uomo deve soffrire molto, ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno", poi aggiunge che "chi perde la sua vita per lui la trova realmente".
Solo la confessione della Croce completa in modo indispensabile la confessione della divinità di Cristo; solo se la divinità è definita dall'Amore Crocifisso abbiamo capito chi è realmente Gesù.
"Riconoscere Cristo" significa, allora, riconoscere che è il Signore e Salvatore e restare accanto a Lui anche quando la strada si fa più stretta, anche quando la sofferenza entra nelle nostre vite, anche quando seguirlo significa prendere a nostra volta la croce delle proprie responsabilità e aderire pienamente al Vangelo...sine glossa.

Il Signore ci dia pace.
Buona giornata 💙💛

Gesù rende i Dodici partecipi della sua stessa missione. Quando li scelse li aveva chiamati “apostoli", che significa in...
23/09/2026

Gesù rende i Dodici partecipi della sua stessa missione. Quando li scelse li aveva chiamati “apostoli", che significa inviati, perché li avrebbe inviati a compiere le stesse cose da lui fatte sin dall’inizio della sua vita pubblica: guarire i malati, scacciare i demoni, predicare il Regno di Dio. Erano compiti che superavano di gran lunga le possibilità umane di quei dodici uomini, la maggioranza dei quali erano pescatori, senza una particolare preparazione. Però rimaniamo sorpresi dalla sollecitudine con la quale rispondono. Quasi senza bagaglio, senza provviste, si lanciano convinti che lì dove andranno e saranno ben ricevuti, non mancherà loro nulla del necessario per il loro sostentamento. Sanno che Dio provvederà perché si sono fidati del maestro, non delle proprie forze.

La loro vera forza è la fiducia totale in Dio.
Ogni vero discepolo di Gesù fa questa scelta radicale, perché l'amore autentico richiede povertà, non intesa come miseria, ma come atteggiamento di chi sa di essere abitato da una mancanza e sta con le mani vuote ma aperte per accogliere i doni di Dio. È necessario privarsi del superfluo perché rischia di occupare lo spazio dell'essenziale. Perché solo chi non è appesantito può camminare lontano, solo chi non è attaccato al poco che ha, perché non lo ritiene suo ma un dono di Dio, può condividerlo con i fratelli.

Il Signore ci dia pace.
Buona giornata 💙💛

WOW, CHE TRATTO! ✏️🎨🔵 È tempo di ripartire insieme e tornare a tracciare nuove linee sulla pagina della nostra vita!🟡 L’...
20/09/2026

WOW, CHE TRATTO! ✏️🎨
🔵 È tempo di ripartire insieme e tornare a tracciare nuove linee sulla pagina della nostra vita!
🟡 L’ACR è un cammino di fede che accoglie bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni.
🖌️ Impugna la matita. Inizia a tracciare! Lascia il tuo segno!
👉 Aperte le iscrizioni ACR 2026/27.
👉 Ti aspettiamo sabato 26 settembre alle 17.30 presso i locali della canonica Chiesa Matrice di Roccella Jonica.

Il vangelo di oggi ci parla di Dio e di noi. Di Dio perché dobbiamo accettare che il pensiero di Dio sia impenetrabile p...
20/09/2026

Il vangelo di oggi ci parla di Dio e di noi. Di Dio perché dobbiamo accettare che il pensiero di Dio sia impenetrabile per noi, come dice il profeta Isaia nella prima lettura "i miei pensieri non sono i vostri pensieri". E ci parla di noi, del nostro impegno di collaboratori di Dio nella vigna del suo regno. Spesso siamo portati a protestare contro Dio dicendo che è troppo buono o troppo tollerante, ma dobbiamo imparare che Dio è più grande di noi ed è buono anche quando non lo possiamo capire. Dobbiamo vivere nella fiducia della bontà di Dio e farne esperienza giorno dopo giorno. Certo i lavoratori della prima ora hanno ragione a lamentarsi: essi sono convinti che i lavoratori dell'ultima ora siano stati più liberi e non riescono a capire perché sono pagati come loro. Ma sappiamo bene che come la disoccupazione nella vita concreta non è un dono, ma una sofferenza; così anche la 'disoccupazione spirituale' non è utile, non è la vera libertà. Non è vero che stare nel lavoro del Signore è un lavoro duro perché ci costringe a stare sotto il giogo dei comandamenti. In realtà è vero il contrario: i lavoratori della prima ora sono privilegiati perché avevano un incarico importante nella vigna di Dio. Dio ha bisogno di loro, Dio ha bisogno di me, Dio mi affida parte della sua costruzione del mondo. Come ci insegna San Paolo nella seconda lettura "è preferibile stare con voi per aiutarvi e dare frutto". Anche se è una cosa impegnativa essere inseriti nell'opera della Redenzione è comunque la cosa più bella!

Il Signore ci dia pace.
Buona domenica 💙💛

"Il seme è la parola di Dio". Protagonista della parabola non è il seminatore, e nemmeno il terreno, ma lo stesso seme l...
19/09/2026

"Il seme è la parola di Dio".
Protagonista della parabola non è il seminatore, e nemmeno il terreno, ma lo stesso seme la cui efficacia è certa, anche se soggetta al rischio della risposta del destinatario e ai diversi gradi di accettazione da parte di chi ascolta. Dio offre gratuitamente all'uomo la salvezza, ma questa non si ottiene in modo automatico, né senza la collaborazione dell'essere umano. Due sono i fattori determinanti: l'iniziativa di Dio e la risposta affermativa dell'uomo e della donna, che Dio ama con amore gratuito.
Il Signore non si impone all'uomo e non forza la libertà che egli stesso gli ha donato. Anche se la parola di Dio è sempre efficace perché in ogni caso chiede una risposta e ci giudica, la sua efficacia positiva è subordinata al volere dell'uomo, che può accettare o rifiutare l'invito di Dio. Questa è la nostra responsabilità, la nostra grandezza e la nostra miseria. Perché la parola del regno fruttifichi in noi dobbiamo spogliarci di quello che la soffoca per poterle offrire un suolo soffice con la profondità adeguata di cui il seme ha bisogno per germogliare. Creare un cuore aperto e accogliente, ascoltare la parola e osservarla, perseverare nelle prove della vita, e, infine, portare frutto è un cammino lento e progressivo che possiamo compiere solo rimanendo uniti a Gesù che ci sostiene con la sua grazia.

Il Signore ci dia pace.
Buona giornata 💙💛

Le donne della Resurrezione sono tali perché hanno conosciuto bene Gesù e perché la condivisione di vita con lui ha gene...
18/09/2026

Le donne della Resurrezione sono tali perché hanno conosciuto bene Gesù e perché la condivisione di vita con lui ha generato in loro “una conoscenza intima e familiare” del Maestro. Per questo hanno potuto accogliere l’annuncio della Resurrezione. Perché Gesù crocifisso e risorto è colui che hanno imparato ad amare e a conoscere fin dal tempo della sua manifestazione pubblica.
Una persona che avesse avuto una conoscenza superficiale di Gesù non avrebbe potuto accogliere quell’annuncio: esse, che sono state “servitrici fedeli e diligenti di Gesù, hanno acquistato familiarità con lui, con il suo modo di fare, di pensare e di amare”. Questo anzitutto le abilita ad accogliere l’annuncio della sua resurrezione.
Ma c’è un altro aspetto che caratterizza le donne della Resurrezione e che le rende portatrici di una Speranza coinvolgente e travolgente. Nel seguire Gesù esse non hanno svolto semplicemente un servizio diligente e ben calcolato; hanno maturato in questo tempo un vero amore verso di lui, una vera passione, un vero sbilanciamento del cuore. Per questo quella mattina usciranno all’alba, per andare al sepolcro, con i profumi, per cercare ancora il loro amato Maestro. La morte non poteva fermare il loro amore e sospinte da questo amore scopriranno che la morte, insieme a tutti i loro peccati, era stata sconfitta per sempre. E di questo saranno testimoni.

"La cosa più importante è non pensare troppo e amare molto; per questo motivo fate ciò che più vi spinge ad amare." (Santa Teresa d'Avila)

Maria, benedetta tra tutte le donne, insegnaci ad amare e servire Gesù come hai fatto tu.

Il Signore ci dia pace.
Buona giornata 💙💛

Il fariseo e la donna peccatrice rappresentano due atteggiamenti davanti a Dio. Per il suo atteggiamento autosufficiente...
17/09/2026

Il fariseo e la donna peccatrice rappresentano due atteggiamenti davanti a Dio. Per il suo atteggiamento autosufficiente, il fariseo non ottiene il regno di Dio che già crede di avere; per la sua posizione umile, invece, la donna entra attraverso la porta del regno senza altre credenziali che la sua indigenza, il suo pentimento, la sua umiltà e il suo amore che le ottengono il perdono di Dio. Simone apre a Gesù la sua casa, la donna apre il suo cuore.
Davanti a Dio tutti siamo debitori insolventi, perdonati gratuitamente. È la forza dell'amore di Gesù che rigenera la persona, lo sguardo di Gesù, pieno di tenerezza, che può riscattare una vita perduta.
E l'amore di Dio che perdona non può far altro che spingere all'amore.

Alla donna "sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato":
non è il premio per un buon comportamento, il suo avere molto amato nasce dalla capacità che ha di accogliere una misericordia che trasforma. La grazia di Dio è gratuita, non meritata, Gesù conosce i nostri cuori, sa che non siamo perfetti, ma ci vuole rendere perfetti con la sua Grazia.
È questo il cammino che ha compiuto Francesco, di cui oggi ricordiamo le stigmate, la sua via di conversione e di salvezza inizia davanti al Crocifisso di San Damiano al quale Francesco si presenta con umiltà chiedendo: "Signore, cosa vuoi che io faccia?" e si conclude davanti al Crocifisso della Verna che gli imprime il 'sigillo' del suo amore rendendo il suo corpo come quello dell'amato.
Ci ottenga Francesco una vera conversione del cuore affinché ci lasciamo trasformare dalla misericordia ricevuta fino a diventare anche noi profumo per gli altri.

Il Signore ci dia pace.
Buona giornata 💙💛

Indirizzo

Viale XXV Aprile
Roccella
89047

Orario di apertura

Martedì 18:45 - 19:45
Sabato 16:00 - 17:30
Domenica 10:30 - 11:30

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