08/06/2024
OGGI 8 GIUGNO RICORRE IL 25° ANNIVERSARIO DELL'INGRESSO IN PARADISO DEL SERVO DI DIO PADRE EMILIANO TARDIF, CHE PRESTO VERRA' PROCLAMATO BEATO.
PERSONALMENTE LODO IL SIGNORE PER AVERMI DATO LA GRAZIA DI VIVERE ACCANTO A LUI PER UN MESE INTERO NEL 1977 NELLA CASA DA LUI FONDATA DEI SERVI DI CRISTO VIVO A SANTO DOMINGO.
CON LUI HO GIRATO LA REPUBBLICA DOMINICANA PER FONDARE LE SCUOLE DI EVANGELIZZAZIONE "GIOVANNI PAOLO II" E HO PARTECIPATO A DIVERSE SUE PREGHIERE DI INTERCESSIONE PER GLI AMMALATI NELLE QUALI HO VISTO LA MISERICORDIA DI DIO AGIRE CON STRAORDINARIA POTENZA ED EFFICACIA DI GUARIGIONE FISICA, PSICHICA E SPIRITUALE.
PADRE EMILIANO ERA UN UOMO UMILE, BUONO, INNAMORATO DI CRISTO E SERVO DEL SUO AMORE PER I MILIONI E MILIONI DI FRATELLI E SORELLE CHE DIO HA MESSO SUL SUO CAMMINO.
HO AVUTO LA GRAZIA DI RICEVERE DA LUI LA PREGHIERA DI EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO, DI CONFESSARMI CON LUI E LUI CON ME. POSSO DIRE CHE HO CONFESSATO UN SANTO DALLA COSCIENZA ACUTA, DELICATA E DIREI QUASI SCRUPOLOSA, MA UMILMENTE FIDUCIOSA NELL'AMORE DI DIO E UN UOMO DI DIO DAL CUORE PURO.
PREGA PER NOI PADRE EMILIANO, AFFINCHE' IL SIGNORE CI FACCIA SANTI E CI RENDA UMILI TESTIMONI DELLA SUA RESURREZIONE NELLA SOLA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO CHE SEMPRE SI MANIFETSA PER SANTIFICARE, GUARIRE, LIBERARE E RENDERE L'UOMO UN ESSERE DIVINIZZATO E FELICE GIA' SU QUESTA TERRA.
VI PROPONGO DI MEDITARE L'ULTIMA CATECHESI DI PADRE EMILIANO TARDIF RIVOLTA AI SACERDOTI IN ARGENTINA, IL GIORNO PRIMA DI ENTRARE IN PARADISO L'8 GIUGNO 1999.
* * *
Carissimi, la pace e la benedizione di Dio sia con voi e con tutti i vostri cari. La scomparsa improvvisa di Padre Emiliano, avvenuta a Cordova ( Argentina) l’8 giugno 1999, è stata per tutti noi, come un fulmine a ciel sereno, che ci ha colpito profondamente e ci ha causato un grande dolore. Dato che gli abbiamo voluto tanto bene e i suoi insegnamenti sono stati per noi di conforto, di sollievo, di guida, vorremmo presentarvi LA SUA ULTIMA MEDITAZIONE, tenuta a un ritiro di oltre trecento sacerdoti, la sera prima della sua morte, affinché possiate tenerla come un TESTAMENTO D’AMORE, che ci ha lasciato. Mi auguro, fratelli, che questo nostro contributo sia per voi tutti di gradimento. * * * Vorrei che le mie prime parole siano un saluto affettuoso per tutti quanti voi, che ci ricevete con tanto amore. Grazie per il vostro affetto. In questa prima riflessione, che vogliamo fare insieme, ho pensato che sarebbe bene contemplare il sacerdote e difatti lo siamo.
Per coloro che non lo sanno, una volta c’era un Vescovo che trovava difficoltà ad accettare il Rinnovamento. Lo tollerava, però non più di quello. Un giorno c’era la Messa di chiusura di un ritiro e si celebrava la Messa all’aperto. C’era tanta, tanta gente. Si invitò allora il Vescovo a celebrare almeno la Messa di chiusura. Certo lo poteva accettare. Quando il Vescovo salì sul palco verso l’Altare, per celebrare la Messa, non si sentiva nessun suono al microfono. Il sacrestano arrivò nervoso e cominciò a toccare gli amplificatori, i fili, ma non veniva alcun suono. Il Vescovo disse: - Penso che abbiamo dei problemi con i microfoni.- Tutta la moltitudine rispose: - E con il tuo Spirito.- , pensando che stesse cominciando la Messa e, senza rendersene conto, alcuni diedero una Parola di conoscenza.
Questa sera vorrei con voi contemplare la nostra vocazione di sacerdote. Una sera, nella capitale domenicana, stavo andando a celebrare una Messa di Guarigione e non sapevo dove era situata la Chiesa di Santa Rosa di Maniac. Stavamo andando, quando incontrammo una signora di età avanzata, che stava camminando. Ci fermammo e l’autista, che mi stava accompagnando, le chiese: -Sapete dove si trova la Chiesa di Santa Rosa di Maniac?- Rispose: - Certo, sto andando lì.- Le dissi: - Venga con noi, dato che non sappiamo dove si trova la Chiesa.- Le lasciai uno spazio a fianco a me e si sedette davanti. 2 Durante il viaggio le domandai: - Che cosa c’è questa sera in questa Chiesa?- La donna rispose: - Lì si riuniscono i Carismatici e c’è un sacerdote misterioso, che prega per gli ammalati e poi annuncia coloro che stanno guarendo.- Domandai: - Noi possiamo andare a questa Messa?- Disse: - Siete Cattolici?- Risposi: - Sì.- - Sì, potete andare.- Arrivammo alla Chiesa di Santa Rosa di Maniac e io dissi alla signora: - Lei può dire alla gente che è stata tra le braccia del Padre Misterioso, perché questo Padre Misterioso sono io!- La donna rimase molto sorpresa. La riflessione della donna mi fa pensare che molti ci vedono come “ un uomo misterioso” e questa è la pura verità.
Tutti gli uomini ci guardano con curiosità e molti vorrebbero penetrare nel segreto della nostra vita, nell’intimità del nostro ministero; molti ci vedono come qualche cosa di raro, infatti per molti il sacerdote è un uomo misterioso.
La verità è che, se noi contempliamo la vocazione straordinaria alla quale Gesù ci ha chiamati, possiamo dire: Sì, è un grande mistero, mistero dell’Amore di Dio che si manifesta nel nostro servizio, nel nostro apostolato.
E’ il mistero dell’Amore di Dio che ha tanto amato il mondo, che gli ha mandato il suo Unico Figlio, Gesù Cristo, non per condannare il mondo, ma per salvarlo. Gesù ci ha chiamati per continuare la sua missione sulla Terra.
Per molte persone, così come per quella buona signora, il sacerdote è un uomo misterioso, investito di poteri divini. Egli ha la missione di continuare e di completare sulla Terra l’opera redentrice incominciata da Gesù sulla Croce. La sua missione è quella di dare la vita, la vita della grazia, di distribuire il Pane dell’Eucaristia, è quello di offrire la propria vita per santificare il popolo di Dio.
Il Papa Giovanni Paolo II, quando ci ha visitato in Canada, diceva in una riunione in Toronto: - E’ per celebrare l’Eucaristia che esiste il sacerdote.- Il sacerdote è un mistero d’Amore, un uomo innamorato di Dio e del suo popolo e questo bisogna ripeterlo ben alto, perché sono pochi quelli che lo vogliono comprendere. Tutti quanti, guardandolo, più o meno, fanno i loro calcoli, imitano le sue opinioni. Però quanto sono pochi quelli che arrivano a sospettare quello che racchiude e suppone la vita e l’anima di qualsiasi sacerdote!
Come il Figlio di Dio, che venne in questo mondo, ma i suoi non lo riconobbero, così sono anche i suoi Ministri, i grandi sconosciuti.
Noi desideriamo giustificare i difetti dei sacerdoti, dato che siamo tutti quanti uomini e uomini con difetti, né vogliamo giustificare vite indegne di sacerdoti, che si sono sbagliati, né vogliamo negare fatti innegabili, per quanto possano risultare tristi e dolorosi.
Vi possono essere sacerdoti indegni, che cercano i piaceri pazzeschi del mondo, facendo questa ricerca, fino ad arrivare al punto di tradire la propria fede.
E’ in un impegno frustrato di cancellare la loro stessa fisionomia e spandersi in un amore sacrilego, però in niente si oppone tutto questo, per quanto possa essere doloroso e sanguinante per la Chiesa di Dio, in niente si oppone alla dignità del sacerdote cattolico. Ogni sacerdote, faccia quel che faccia, è stato chiamato da Dio; questo sigillo mai cesserà di essere impresso nella sua anima.
Scelto da Dio, il sacerdote è il collaboratore di Dio nell’opera della salvezza. Ha in suo potere, nelle sue mani la stessa arma di Dio.
Quando il Vescovo ci ha consacrato sacerdoti, ci ha unto le mani con l’Olio Santo e ci ha dato il Calice con il Vino e la Patena con l’Ostia, dicendoci: - Ricevi la potestà di offrire il Sacrificio a Dio e di celebrare Messe tanto per i vivi, quanto per i defunti.- Così il sacerdote resta costituito, rappresentante e mediatore tra Dio e gli uomini: questo costituirà la sua suprema missione sulla Terra. Infine, appoggiandoci la mano sulla testa, il Vescovo ci ha detto: - Ricevi lo Spirito Santo; a coloro, ai quali perdonerai i peccati, saranno perdonati, a coloro ai quali tu non li perdonerai, non saranno perdonati.- Così, fratelli, siamo stati scelti da Dio, abbiamo ricevuto il potere divino di legare e di sciogliere, lo stesso potere che Cristo ha dato ai suoi apostoli.
Ogni giorno della nostra vita, dobbiamo ringraziare Dio per il dono ricevuto, così grande, della nostra vocazione. Giorno per giorno dobbiamo chiedere forza per poter compiere un così grande ministero. Nel fondo dell’anima di ogni sacerdote vi è un martirio segreto e questo martirio, prima di tutto, ci deriva dal nostro Ufficio che ci schiaccia per la sua dignità.
Uno si sente troppo piccolo per questo: è come una visione grandiosa che ci piace e nello stesso tempo ci spaventa, dato che il sacerdote vive così vicino a Dio: la fiducia e nello stesso tempo la paura. Immaginate il peso dell’Ostia Santa, quando il sacerdote alza l’Ostia nel momento della Consacrazione: è piccola, però è più pesante di tutto l’Universo. Contiene in sé lo stesso Creatore del Cielo e della Terra, dato che non è una Presenza simbolica di Gesù quella che abbiamo nell’Ostia Santa.
E’ una presenza reale e viva; reale, perché, dopo la Consacrazione diciamo: - Questo è il mistero della nostra fede.- Sant’Agostino diceva: - Dio è grande e potrebbe creare mille mondi più belli ancora del mondo attuale, però nonostante tutta la sua grandezza e tutta la sua maestà, Dio non può fare nulla di più grande della Santissima Eucaristia, perché l’Ostia Santa è Gesù di Nazaret resuscitato, vivo e vero.- Noi lo crediamo, perché crediamo nella Parola di Gesù, che ha detto: - Prendete e mangiate, questo è il mio Corpo. Fate questo in memoria di me.- Quanto è grande la missione che abbiamo ricevuto!
Immaginate anche quello che rappresenta un’assoluzione data a un povero peccatore pentito.
Una volta un uomo mi ha raccontato che Padre Carlo Raner diceva: - Vi sono sacerdoti che si rompono la testa, cercando nuovi metodi per la promozione umana, e si dimenticano che la promozione umana più grande, che si possa fare a un uomo, è pigliarlo nel fango del peccato e, attraverso l’assoluzione, collocarlo nella porta del Cielo.-
Nel cuore sacerdotale si incontra il martirio delle anime e può essere che qualcuno ci dica:
- Padre, lei ha fede, perché rattristarsi tanto?-
Certo che abbiamo fede ed è esattamente la fede che ci inquieta, tanto che il ministero sacerdotale sarebbe un lavoro, come gli altri, senza la fede.
Crediamo che vi è un Dio, un Paradiso e un Inferno.
Sappiamo che abbiamo il perdono di Dio nella mano e che i nostri fedeli hanno un’anima immortale.
Per questo ogni nostra azione, ogni nostra parola ha una responsabilità molto grande, quando uno lo pensa seriamente.
Le nostre parole cadono sull’intelligenza e sui cuori con l’autorità di un’azione divina.
Sentiamo la responsabilità della vita dei nostri fedeli, perché abbiamo fede.
Sappiamo che, terminando, ogni vita umana incontra la morte e il giudizio di Dio.
Con tale preoccupazione la vita del sacerdote diventa pesante e, in alcuni momenti, piena di angustie.
Abbiamo nelle nostre mani Dio e il peso di tutte le anime.
Dio ci ha affidato questo ministero, degni o indegni, non si tratta di questo.
Siamo stati scelti e abbiamo l’impressione di essere sempre tanto insufficienti, ma dobbiamo compiere, con una così grande vocazione, un così grande ministero. Non voglio lamentarmi, perché abbiamo la vocazione più sublime, la vita più grande che possa raggiungere un uomo sulla Terra.
Il Sacerdote non può essere sostituito neppure dai Santi, che si trovano in Paradiso, perché confessare e celebrare l’Eucaristia è una missione affidata da Cristo ai Sacerdoti che abbiano le mani consacrate e a nessun altro.
Nella nostra vita è la gioia che domina; siamo gioiosi per essere stati scelti per la missione più importante e necessaria in mezzo al popolo. Abbiamo la gioia di predicare la Verità a molte anime, che ne hanno tanto bisogno, e insegnare la Verità, che non è nostra, ma di Cristo e che possiamo insegnare con tanta autorità, dato che la Verità non è un concetto intellettuale, ma una persona che si chiama Cristo.
Gesù dice: -Io sono la Verità.- Abbiamo la gioia di dare Pane all’anima, che ha fame, di dare pace a un cuore, che è triste, di passare nel mondo, come portatori di luce, distributori di grazia.
Però, fratelli, abbiamo bisogno di ricevere questa forza dall’Alto, questa forza che Gesù ha promesso ai suoi apostoli, quando nel giorno dell’Ascensione al Cielo, mangiando con loro disse: - Non allontanatevi da Gerusalemme, restate, aspettando, dato che fra pochi giorni, voi sarete battezzati nello Spirito Santo.- Gli apostoli, con la loro mentalità politica, non comprendevano di che cosa stesse parlando Gesù. Credettero che Gesù stesse parlando della restaurazione del Regno di Israele. Gesù rettificò e disse loro:
- Voi riceverete una forza, la forza dello Spirito Santo, che discenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in Galilea, nella Samaria, fino ai confini della Terra.-
Questa è la forza di cui tutti abbiamo bisogno.
Questa è quella forza che oggi il Signore sta rinnovando nella sua Chiesa in una maniera del tutto speciale.
Questa forza, che noi chiamiamo Battesimo nello Spirito Santo, è questo, che noi chiamiamo una Grazia di Pentecoste, e tutti ne abbiamo bisogno, non solo una volta nella vita, per poter compiere bene questa nostra missione, così grande, così bella.
Possiamo chiedere al Signore una nuova immersione nello Spirito Santo, che è lo Spirito di Gesù, affinché possiamo parlare, come Gesù, pensare, come Gesù, pregare, come Gesù, operare, come Gesù, e per avere nel nostro cuore gli stessi sentimenti del cuore di Gesù.
Questo è quello che chiederemo durante questa settimana.
Gesù ci dia una nuova effusione di Spirito Santo, venga a sommergerci nel suo Santo Spirito: andremo a chiedere questa Grazia di Pentecoste.
Mentre stavo predicando un ritiro a dei sacerdoti del Guatemala, trascorsi più di un’ora, cercando di spiegare quello che noi chiamiamo Battesimo nello Spirito Santo, che è la Grazia di Pentecoste, che è la Grazia che ricevettero gli apostoli nel giorno di Pentecoste, quando erano riuniti con Maria nel Cenacolo insieme agli altri discepoli. Dicevo loro che questa non è una cosa che si può imparare sui libri, è un’esperienza spirituale; uno non può nuotare per corrispondenza. Se voglio imparare a nuotare, mi devo tuffare in acqua. Così per il Battesimo nello Spirito Santo devo fare esperienza.
Dopo un’ora, uscimmo fuori per un po’ di riposo.
Fuori c’era un bambino, di circa quattro anni, che si stava succhiando il dito.
Padre Diego, che era con me, domandò al bambino:
- Che sapore ha il tuo dito?-
Il piccolo continuò a succhiarsi il dito, come per cercare una risposta.
Padre Diego nuovamente gli chiese:
- Che sapore ha il tuo dito?-
Il bambino rispose: - Provalo!-
Rientrato. Dissi ai sacerdoti: Ho impiegato un’ora, cercando di spiegare che cosa fosse questa Grazia di Pentecoste, ma il bambino, che c’era fuori, ci ha dato la risposta. Se volete sapere che cosa è il Battesimo nello Spirito Santo : Provatelo!
Siamo sacerdoti e conosciamo la grandezza della nostra vocazione, la necessità che ha il popolo di Dio di sacerdoti, però abbiamo bisogno di questa forza dall’Alto, che Gesù ha promesso ai suoi apostoli. E’ come se Gesù avesse detto:
- Non andate subito, aspettate, restate, aspettando. Fra pochi giorni voi resterete battezzati nello Spirito Santo.
- Questo è scritto al capitolo primo degli Atti degli Apostoli.
Abbiamo tutti il diritto di chiederlo a Gesù, non una sola volta nella vita, ma ogni volta che ne abbiamo bisogno, affinché lo Spirito Santo continui ad agire nella Chiesa di oggi, per darci più potere, più gioia nel nostro ministero.
Il Papa Giovanni Paolo II, in quel bellissimo documento per la Giornata Mondiale delle Missioni, nel 1998 scrisse:
- Lo Spirito Santo non ha perduto la forza propulsiva che aveva ai tempi della Chiesa nascente. Oggi, attua, come ai tempi di Gesù e degli apostoli, le meraviglie che Gesù ha fatto. Queste meraviglie frequentemente restano sconosciute, perché in molte parti del mondo l’umanità vive già in culture secolarizzate, che interpretano la realtà, come se Dio non esistesse.-
Stiamo vedendo con i nostri occhi questa realtà: le meraviglie di Pentecoste.
Noi stiamo vivendo una nuova Pentecoste d’Amore nella Chiesa, così come profetizzato durante l’ultimo secolo per mezzo di molti e differenti profeti.
La Beata Elena Guerra, una religiosa italiana, aveva ricevuto dal Signore questo messaggio: il Signore chiedeva al Papa Leone XIII di consacrare il mondo allo Spirito Santo.
Il Papa, dopo alcune richieste, accettò.
Nel 1899 in Vaticano consacrò il mondo intero allo Spirito Santo. Il Papa diceva che quel secolo sarebbe stato “Il secolo dello Spirito Santo”.
Questa rivelazione, che ha ricevuto la Beata Elena Guerra, è stata ricevuta anche da una messicana, chiamata Concita, che ha ricevuto la rivelazione circa il sacerdozio.
Da questa rivelazione scaturisce la necessità di invocare Colui che è il Signore e datore di Vita, perché l’uomo non può vivere, senza un senso e senza una speranza.
Lo Spirito Santo sta rinnovando la fede della Chiesa e molti di voi sono testimoni che qualche cosa di molto grandioso sta succedendo oggi nella Chiesa.
E’ un rinnovamento nella preghiera, come diceva Sant’Alfonso Maria de’ Liguori:
- Colui che prega si salva, colui che non prega, si condanna.-
Avevo ascoltato queste parole di Sant’Alfonso anni fa e avevo trovato questa espressione molto forte. Stavo cercando dove potevo trovare il passo di questo grande Dottore della Chiesa. Mentre leggevo il Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, mi diede grande gioia ritrovare questo passo nell’ultimo capitolo, quello sulla Preghiera.
E’ impossibile mantenere una vita fervorosa, una vita fedele al Vangelo e ai Comandamenti, senza la forza della preghiera.
Oggi, vediamo nel mondo una forte corrente di preghiera.
Lo Spirito Santo sta rinnovando le preghiere dappertutto. Dappertutto si sente parlare di gruppi di preghiera, di casa di preghiera, di riunioni sulla preghiera, di ritiri sulla preghiera: veramente è una grazia che sta scorrendo nell’umanità.
Prima del Concilio, molte delle nostre comunità stavano soffrendo di un’aridità spirituale molto grande e molte parrocchie avevano già abbandonato l’ora di adorazione del Santissimo, l’esposizione del Santissimo, avevano anche abbandonato la Novena ed alcune la recita del Rosario: senza rendersi conto sono andate inaridendosi.
Lo Spirito Santo sta rinnovando un fervore alla preghiera.
Quando un albero si sta seccando, non basta gettare acqua alle foglie, ma bisogna mettere acqua alle radici.
Lo Spirito Santo sta rinnovando la preghiera, incominciando dalle radici della Chiesa, che sono i laici.
Sono migliaia i gruppi di preghiera di laici che si riuniscono settimanalmente a pregare.
Questo è un fenomeno che dobbiamo contemplare. Voi potete fare il giro del mondo, come ho fatto io, predicando in 72 Nazioni, e mai ho potuto incontrare un uomo che dicesse: - Io sono il fondatore del Rinnovamento Carismatico.-
Questo uomo sulla terra non esiste.
E’ lo Spirito Santo del Signore che ha iniziato sulla Terra questo Rinnovamento Spirituale e, per rinnovare la fede, lo Spirito Santo inizia, rinnovando la preghiera.
Molti di voi che hanno avuto la fortuna, la grazia di ricevere un Battesimo nello Spirito Santo, possono ve**re al microfono e dare la loro testimonianza, così come faccio io, che il Battesimo nello Spirito Santo è stato per noi una grazia di Pentecoste, per il quale abbiamo ricevuto un po’ alla volta un gusto nuovo per la preghiera.
Lo Spirito Santo ci fa gustare, assaporare la Parola di Dio nella Bibbia. Lo Spirito Santo ci spinge, è uno Spirito di lode, è uno Spirito di adorazione; quanto più ci lasciamo riempire dallo Spirito Santo in un Battesimo nello Spirito Santo, vale a dire in un’immersione nello Spirito Santo, tanto più la nostra vita di preghiera cresce, diventa qualche cosa che ci dà gioia:non tanto un’obbligazione, quanto una necessità.
Lo Spirito Santo ci fa gustare la Bibbia in modo tale che leggiamo la Parola di Dio con gusto. Lo Spirito Santo dà questa grazia nel mondo intero a coloro che gliela chiedono e io vi dico, fratelli, durante questa settimana, ci prenderemo del tempo, per vedere quello che sta succedendo nella Chiesa.
Ricordo che ricevetti un Battesimo nello Spirito Santo il 24 settembre 1973, il giorno di Nostra Signora della Misericordia, e la settimana dopo mi resi conto come leggessi gli Atti degli Apostoli in una maniera nuova; incontravo lì cose che mai prima avevo notato eppure le avevo studiate nel Seminario Maggiore.
Con sorpresa, leggendo di nuovo sia gli Atti degli Apostoli, sia le Lettere di san Paolo, mi impressionava notare quante volte si manifesta lo Spirito Santo nelle comunità primitive.
Lo Spirito Santo ci dà come una nuova luce per leggere con più facilità la Parola di Dio. Voglio dirvi che io non ho sempre pensato così del Rinnovamento Carismatico.
Voglio confessarmi pubblicamente che c’è stato un tempo nel quale mi burlavo dei Carismatici.
Pensavo che quella gente fosse molto esagerata.
Io ero Superiore Provinciale della mia Congregazione a Santo Domingo, dove lavoro da 43 anni.
Nel 1973 ero già Superiore da otto anni e stavo coprendo il terzo periodo di superiorato, cosa che non è corretta, perché, dopo un primo periodo, dobbiamo terminare. Mi lasciarono un periodo in più e durante quel tempo mi ammalai molto. Quasi non potevo respirare; entrai nel Centro Medico Nazionale a mezzanotte e pensavo di morire. La mia respirazione era molto difficile. Molte volte nella vita avevo predicato sulla morte, però non avevo mai fatto la prova di morire. Quella notte la feci e non mi piacque, non mi piacque affatto.
Il giorno dopo, i medici, esaminando il mio problema, scoprirono che avevo una tubercolosi polmonare acuta e mi dissero che entrambi i polmoni erano feriti; a causa della tubercolosi, avevo quello che chiamano “caverne” ai polmoni. Mi dissero che, probabilmente, dopo un anno di cura nell’ospedale, potevo tornare a casa. Era l’unica speranza che mi davano.
Quando seppi questo, chiesi di tornare a Quebec, in Canada, dove vive la mia famiglia. Io sono Missionario del Sacro Cuore e noi lavoriamo in 40 Nazioni del mondo. Ebbi la sorte di andare a lavorare a Santo Domingo. Mi piacque e restai lì, dove però mi ammalai. I Carismatici, nella capitale domenicana, cominciavano ad avere qualche gruppetto e ci raccontavano cose così strane di loro, che io non avevo alcuna voglia di andare a quei gruppi di preghiera. Pensavo, come pensava un sacerdote della mia Nazione che diceva: - Io non dico che tutti i carismatici siano pazzi, ma nella mia parrocchia tutti i pazzi sono entrati nel Rinnovamento Carismatico.-
La mia opinione sul Rinnovamento non era troppo brillante.
Me ne andai in Canada ed entrai nell’Ospedale per i tubercolotici. I medici cominciarono a fare una serie di analisi e, prima di iniziare le cure, ricevetti la visita di cinque laici: tre uomini e due donne del Rinnovamento Carismatico, che si offrirono di pregare per me. Quando mi dissero che erano Carismatici, mi veniva da ridere, però non dissi niente per educazione.
Mi dissero:
- Siamo venuti a pregare per lei, per chiedere al Signore che la guarisca e che ritorni a lavorare nel suo apostolato in Santo Domingo.-
Mi ricordo, come se fosse adesso, che io ero lì seduto in una piccola sedia accanto al mio letto e accettai la loro preghiera. Mi si avvicinarono, mi misero le mani sulla testa, sulle spalle e cominciarono a pregare per me.
Mentre pregavano per me, mi sentivo ridicolo sotto di loro.
Mai avevo visto una cosa simile.
L’unico, che mi avesse imposto le mani, era stato il mio Vescovo, quando mi aveva ordinato sacerdote. Io ero lì seduto sulla mia sedia, mentre loro continuavano a pregare con tanto fervore. Mi resi conto che la porta della mia stanza era aperta e la gente che passava nel corridoio dell’ospedale, mi guardava e pensava che stessi morendo. Dissi allora:
- Per cortesia, se volete chiudere la porta…-
Una delle signore rispose: - Perché no!-
e andò a chiudere la porta .
Per fortuna, Gesù era già entrato. Continuarono a pregare per me e il Signore mi guarì completamente, senza nessuna medicina.
Nel tempo di tre, quattro giorni, respiravo bene, mi stava tornando l’appetito, dormivo bene e il medico non sapeva quello che mi stesse succedendo. Ancora non credevo bene nel Rinnovamento Carismatico, per promuoverlo. Non stavo facendo niente.
Il dottore disse:
- Prima di cominciare le cure, facciamo nuovamente gli esami; sembra che stiate così bene!-
Mi fecero di nuovo le radiografie e si vedevano i polmoni completamente cicatrizzati. Il dottore mi disse:
- Padre, ritorni a casa, lei sta molto bene. Però questo va contro tutte le nostre teorie mediche.-
Gli chiesi:
- Lei mi aveva detto che ero molto ammalato, non mi hanno fatto niente e mi mandano a casa. Sarà forse questo un miracolo?-
Questo dottore era molto cattolico, però mi rispose:
- Questo non tocca a me affermarlo, però non lo posso negare.-
Questo è successo 26 anni fa e oggi posso affermare che il Signore mi ha guarito, perché non ho sofferto più neppure per cinque minuti.
Posso affermare che il Signore ha guarito questi polmoni che erano così feriti a causa della tubercolosi e sono felice di mettere al servizio dell’evangelizzazione questa salute che il Signore mi ha restituito.
Continueremo a parlare di questo Rinnovamento nello Spirito Santo, che stiamo vivendo oggi nella Chiesa; è veramente una nuova Pentecoste d’Amore che sta appena incominciando.
Nell’ultima riunione a Licheres ci hanno detto che attualmente il Rinnovamento Carismatico è una realtà pastorale in 170 Nazioni del Mondo.
Quello che mi fa gioire è che più si lotta contro il Rinnovamento, tanto più cresce; è qualche cosa di bello, perché non è opera dell’uomo, ma è opera dello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è Colui che suscita nella Chiesa il Rinnovamento Spirituale; nella Chiesa Cattolica stiamo già affermando che è un frutto maturo del Concilio Vaticano Secondo.
Continueremo a perfezionare quello che lo Spirito Santo ci dà in questo Rinnovamento Spirituale.