Sposi Contemplativi dello Sposo

Sposi Contemplativi dello Sposo Daniela e Martino, sposi che vivono la relazione nuziale in una contemplazione intensa con lo Sposo

Ci sono misteri che non siamo chiamati a spiegare, ma a contemplare❤️‍🔥
02/06/2026

Ci sono misteri che non siamo chiamati a spiegare, ma a contemplare❤️‍🔥

CHIAMATI AD ESSERE TRINITÀ Gli sposi cristiani ricevono una chiamata più grande di loro, ma che non li supera e non li s...
31/05/2026

CHIAMATI AD ESSERE TRINITÀ
Gli sposi cristiani ricevono una chiamata più grande di loro, ma che non li supera e non li schiaccia. Una chiamata che li trasfigura, manifesta nel loro amore l'Amore, quello Eterno, quello indissolubile, quello scambiato in un eterno Silenzio e in un'eterna Parola...

Tutto ha inizio da un sì
E da un cuore che si apre
Allo stupore che cresce
Al Mistero che nasce

Lo sguardo rapito
Il cuore ferito
Il respiro sospeso a metà
L’anima scopre la sua identità
L’anima sposa la sua eternità

Ora noi siamo qui
Primavera d’amore
Poesia nata nel cuore
Che sale a Te o Signore

Lo sguardo rapito
Il cuore ferito
Il respiro sospeso a metà
Noi due chiamati ad essere unità
Noi due chiamati ad essere Trinità

Gli sposi cristiani ricevono una chiamata più grande di loro, ma ch...

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)" In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:...
31/05/2026

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)
" In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio»"

MEDITAZIONE
«Dio ha tanto amato il mondoda dare il Figlio unigenito». Il motivo della venuta del Figlio e la sorgente prima della nostra salvezza è l’amore di Dio. La parola “agape”, che appare nel Vangelo di Giovanni qui per la prima volta, viene usata per affermare senza mezzi termini che l’amore di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, ha per oggetto la salvezza dell’umanità. Il mistero della Trinità, che la Chiesa ci offre come dogma di fede, si presenta come una verità che non riusciremo mai a comprendere fino in fondo. A dire il vero, noi non riusciamo a capire nemmeno perché Dio si interessi di noi più di quanto, forse, noi ci interessiamo di noi stessi e della nostra relazione sponsale. Fortunatamente, non siamo stati noi ad amare per primi Dio, bensì è Lui che ha amato noi (1Gv. 4,10) e nel Suo grande amore ci ha donato il Sacramento del Matrimonio del quale abbiamo ancora tanto da scoprire.

L'amore trinitario di Dio è così forte che è impossibile per Cristo non consegnarsi per noi sulla croce. E fa ancora di più: si consegna anche alla nostra decisione di accoglierLo! Gesù, nonostante il gesto disarmante del sacrificio cruento di tutto sé stesso, non si impone al mondo e non ci costringe ad accettarLo. È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarLo di uno sguardo nemmeno distratto. Tuttavia, non possiamo vivere come se Egli non esistesse senza assumerci la responsabilità delle conseguenze di questa scelta.

Chissà quante volte abbiamo sperimentato la frustrazione per un gesto d'amore compiuto, un piccolo sacrificio o una rinuncia fatta per nostro marito/moglie, che sono stati ignorati. Tuttavia, dovremmo non dimenticare tutte quelle volte in cui siamo stati noi a passare accanto a lui/lei e non lo/la abbiamo degnato/a di uno sguardo tenero o di una parola dolce ignorando i sacrifici che ha fatto per amor nostro. La festa di questa domenica ci fa guardare insieme alla SS. Trinità e alla gratuità con la quale Essa si è donata a noi, cosicché, anche se il nostro amato coniuge non si fosse accorto di un nostro gesto d'amore, noi possiamo trovare la forza e la bontà di continuare a donarci ancora come continua a fare Dio per noi. Attraverso la SS. Trinità, possiamo starne certi, la grazia del Sacramento del Matrimonio ci meriterà la salvezza, perchè lo Spirito che abita in noi ci conforma al Signore Gesù e ci ridà ogni giorno la possibilità di un nuovo inizio: la "vita eterna" inizia qui, oggi.

«Chi non crede è già stato condannato». Sono parole che possono fare paura al primo impatto, ma se apriamo la nostra unione sponsale alla dilezione della SS. Trinità, allora il Salvatore si rivela alla coppia come Colui che non solo ha suscitato in noi tutte le attese più radicali, ma le colma a dismisura. «Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». Lo scopo di Dio, che manda il Figlio Suo, non è condannare ma, lo ribadiamo, salvare! Tuttavia, condanna e salvezza sono elementi imprescindibili del giudizio divino. Quindi, se la salvezza si raggiunge abbracciando la fede in Dio, uno e trino, allora il rifiuto di credere nel Suo amore diventa conseguentemente rifiuto della Sua salvezza. La dimensione trinitaria della coppia ci suggerisce subito che tradire la fedeltà coniugale, ignorare o addirittura rifiutare l'amore del nostro coniuge non può che condurre alla distruzione della relazione. Infatti, come l'amore tra il Padre e il Figlio genera la terza persona della Trinità nello Spirito Santo che santifica, così l'amore dei due coniugi genera una terza "persona", la presenza reale del "noi" di coppia, che esprime la presenza di Dio. La custodia premurosa di questa presenza ci meriterà le nozze eterne, ma l'incuranza, se non addirittura il rifiuto persistente, della fedeltà al dono delle Nozze non promette nulla di buono! La fede «nel nome dell'unigenito Figlio di Dio», per Blaise Pascal, è una scommessa che si perde soltanto se si sceglie arbitrariamente di non credere.

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23)La sera di quel giorno, il primo della...
24/05/2026

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

MEDITAZIONE
«Mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano...». Che ne è stato del tempo vissuto accanto al Maestro per i discepoli che si sono chiusi dentro «per timore dei giudei»? Tre splendidi anni da raccontare ai posteri perchè non siano dimenticati, come una di quelle esperienze indimenticabili che piace tirar fuori dal passato per riempire gli spazi vuoti di un presente sempre più povero di ideali. I discepoli sono uomini reali, uomini normali, di quelli che incontriamo tutti i giorni, infervorati per una testimonianza di fede, ma altrettanto facili a peccare dopo pochi minuti, magari arrabbiandosi con il primo che gli passa accanto. Ancora qualche giorno chiusi in quella casa e la delusione avrebbe preso il sopravvento facendo finire tutto nel dimenticatoio, come un sogno bello da rievocare seduti attorno ad un tavolo, ma tutto finito. E noi sposi? Probabilmente la scena descritta può risultare confortante per noi che non abbiamo avuto la fortuna di vivere per tre anni accanto a Gesù. Anche noi ci proteggiamo dalla società di oggi tenendo le porte chiuse a doppia mandata, per paura del giudizio dei nostri vicini. Ma cosa ha ancora da dirci questa pagina del Vangelo?

Guardiamo a quanto poco teniamo aperte le porte di casa per testimoniare il nostro amore, questo basta per farci capire a che livello siamo, come coppia cristiana, nel nostro cammino di fede. Che ne è stato del banchetto festoso del giorno del nostro Matrimonio? Anche per noi, come per i discepoli, dell'entusiasmo dei primi giorni di vita vissuta insieme sono rimasti i lontani ricordi che raccontiamo ad amici e parenti rispolverando il nostro album fotografico a suon di “bei tempi quelli…” come se tutto fosse finito. Manca qualcosa che possa infuocare i nostri cuori e ridare vita nuova alla nostra pavida relazione. Gesù, che ci conosce da sempre, sa di cosa abbiamo bisogno e viene a trovarci con un dono: «ricevete lo Spirito Santo». Qui cambia tutto: «i discepoli gioirono al vedere il Signore». Davvero era necessario rivedere il Maestro per ritrovare la gioia del primo incontro con Lui, così come per noi sposi è necessario incontrarLo nella Santa Eucaristia domenicale. Gesù è il donante, ma è al contempo il donato dal Padre ed il dono stesso. Non c’è spazio per l’apatia nella coppia cristiana e non c’è nemmeno da preoccuparsi per il nostro futuro di sposi, perché siamo solo all’inizio del nostro viaggio nunziale. Gesù Risorto, infatti, è venuto a portare il “vento in poppa” alla nostra relazione: «detto questo, soffiò e disse loro...». Il Suo soffio è una spinta divina che ci guida attraverso una rotta priva di ostacoli insuperabili, perché è lo stesso soffio che “aleggiava sulle acque” quando fummo creati a immagine di Dio (Genesi 1,2). Come “il vento soffia dove vuole” (Gv. 3,8) e non può essere imprigionato o controllato dall'uomo, così l'opera dello Spirito Santo, che agisce sulla nostra relazione secondo un piano divino, non può restare chiusa tra le quattro mura di casa nostra e deve manifestarsi con l’evidenza dei Suoi frutti.

Gesù «mostrò loro le mani e il fianco», non solamente per ricordare loro la Gloria della Risurrezione, ma anche per ricordare a noi sposi che quella gioia, che credevamo smarrita, la ritroviamo sempre nelle Sue mani e passa spesso per le mani stanche di nostro marito/moglie, attraverso le sue carezze e i suoi abbracci. Lo Spirito Santo, che è stato effuso su di noi con il dono delle Nozze, non ha mai smesso di soffiare. Infatti, se avessimo voluto prescindere da quel soffio divino, sarebbe stato impossibile perdonarsi l’un l’altro/a: «a coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati». Per noi sposi, è Pentecoste se comprendiamo che perdonare il marito/moglie non è semplicemente giustificarlo/a o dimenticare il torto che da lui/lei abbiamo ricevuto, ma molto di più. E' Pentecoste quando riusciamo a perdonarci incondizionatamente, anche se per riuscirci può volerci molto tempo. Se lasciamo davvero agire lo Spirito Santo nella nostra relazione, sarà Pentecoste tutti i giorni e a tutte le ore.

🔔🔔 Oggi, a mezzogiorno, le campane della nostra Diocesi hanno suonato a festa per la nomina, da parte di papa Leone, del...
23/05/2026

🔔🔔 Oggi, a mezzogiorno, le campane della nostra Diocesi hanno suonato a festa per la nomina, da parte di papa Leone, del nostro nuovo vescovo Mons. Cesare Di Pietro.
Mentre lo aspettiamo con grande gioia e nella preghiera, affidiamo Mons. Francesco Oliva, che ha svolto per 12 anni il suo episcopato in questa Chiesa particolare, alla Vergine Maria perché lo custodisca sotto il suo manto.

📃Dal Messaggio di saluto di Mons.Cesare Di Pietro, indirizzato alla Chiesa di Locri-Gerace:

“Benedetto colui che viene nel nome del Signore” Salmo 118,26

" Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente! (1 Gv 3,1).
“E quale grande amore mi ha dato il Padre nel costituirmi il riflesso vivo della Sua paternità in mezzo a voi, che sento figli, e lo siete realmente!”

🕊❤️‍🔥In questa Pentecoste, lo Spirito Santo ci ha fatto questo dono, accogliamolo con amore di figli.

🙏🏼 PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO PER IL NUOVO VESCOVO CESARE DI PIETRO

Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio,
scendi copioso sul nostro nuovo Vescovo.
Tu che scruti i cuori e guidi la Chiesa,
consacralo e riempilo dei tuoi doni,
perché sia immagine viva di Gesù, Buon Pastore.

Donagli la Sapienza per discernere il tuo volere,
l'Intelletto per comprendere la tua Parola,
il Consiglio per guidare la diocesi con prudenza.
Concedigli la Fortezza nelle prove e nelle fatiche,
la Scienza per annunciare la verità del Vangelo,
la Pietà per essere padre buono e accogliente,
e il Santo Timore di Dio per rimanere sempre docile alla tua grazia.

Rendilo instancabile nell'annuncio della speranza a chi incontrerà.
Custodisci il suo cuore e illumina il suo cammino,
perché guidi la nostra comunità diocesana nell'unità e nella ca**tà.

Dona anche a noi, come popolo a lui affidato,
un cuore aperto e collaborativo,
per camminare insieme a lui,
docili all'azione del tuo Spirito.
Amen.

22/05/2026

🙏🏻 Per intercessione di santa Rita chiediamo al Signore la pace nelle famiglie e nelle comunità!

Supplica a Santa Rita 🌹

O’ gloriosa Santa Rita,
raccolti attorno a te in questo giorno solenne,
con cuore lieto e riconoscente,
ancora una volta ci affidiamo alla tua preghiera
che sappiamo potente presso Dio, Padre onnipotente e misericordioso.

Tu che hai vissuto le diverse condizioni della vita
e conosci le preoccupazioni e le ansie del cuore umano,
tu che hai saputo amare e perdonare
ed essere strumento di riconciliazione e di pace,
tu che hai seguito il Signore come il bene prezioso
davanti al quale impallidisce ogni altro bene,
ottieni per noi il dono della sapienza del cuore
che insegna a percorrere la via del Vangelo.

Guarda alle nostre famiglie e ai nostri giovani,
a quanti sono segnati dalla malattia,
dalla sofferenza e dalla solitudine,
ai tuoi fratelli e sorelle agostiniani,
ai devoti che a te si affidano con speranza.

Chiedi per tutti la grazia del Signore,
la fortezza e la consolazione dello Spirito,
la forza nella prova e la coerenza nelle azioni,
la perseveranza nella fede e nelle opere buone,
perché possiamo testimoniare davanti al mondo, in ogni circostanza,
la fecondità dell’amore e il senso autentico della vita,
fino a quando, al termine del nostro pellegrinaggio terreno,
saremo accolti nella casa del Padre,
dove insieme con te canteremo la sua lode
per i secoli eterni.
Amen

CRESCERE (come persone, nella famiglia e nella comunità)Se sul piano dell'attività e dell'efficacia c'è crescita e poi d...
17/05/2026

CRESCERE
(come persone, nella famiglia e nella comunità)

Se sul piano dell'attività e dell'efficacia c'è crescita e poi decadimento, SUL PIANO DEL CUORE, DELLA SAGGEZZA E DELLA COMUNIONE CON DIO E CON GLI ALTRI CI PUÒ ESSERE UNA CRESCITA CONTINUA.
In questa CRESCITA DEL CUORE ci sono degli stadi precisi...

ASCENSIONE DEL SIGNORE
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»
(Mt 28,16-20)

Cosi come Giovanni disse:
"Io devo diminuire e Lui deve crescere", anche Gesù oggi ci dice:
"Io me ne vado ma vi accompagno con il mio Spirito perché ora voi dovete crescere"

Gesù se ne va quando i discepoli non erano pronti.
Ogni giorno Gesù ci dà fiducia, continua a dirci: "questa strada la potete fare anche se non siete granché ma FIDATEVI (io ci sono)"

Con l'Ascensione, Gesù ha innalzato tutta l'umanità fino al suo obiettivo. Quale? Vedere il Padre.
Come Gesù anche noi vogliamo vedere il Padre e vogliamo farci amare da lui, in modo concreto.

Sia questo il nostro obiettivo: Ascendere, salire, crescere interiormente sempre di più perchè è lo Spirito Santo che trae il nuovo dal vecchio.

𝐋𝐄 𝐅𝐀𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐄 𝐒𝐀𝐋𝐕𝐄𝐑𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐈𝐋 𝐌𝐎𝐍𝐃𝐎. ❤️In un tempo in cui tutto sembra fragile, provvisorio e consumabile… il matrimonio cri...
15/05/2026

𝐋𝐄 𝐅𝐀𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐄 𝐒𝐀𝐋𝐕𝐄𝐑𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐈𝐋 𝐌𝐎𝐍𝐃𝐎. ❤️

In un tempo in cui tutto sembra fragile, provvisorio e consumabile… il matrimonio cristiano continua ad essere un 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨.

Due sposi che si amano, si perdonano, pregano insieme e rimangono fedeli nelle prove… mostrano al mondo l’amore di Cristo per la Sua Chiesa.

Un amore che non fugge davanti alle ferite.
Un amore che non si arrende ai tradimenti.
Un amore che continua a dire:
𝑡𝑖 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑔𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎.

Come diceva 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐈𝐈:

“𝐋𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 è 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐃𝐢𝐨 𝐬𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚.”

𝑵𝒐𝒏 𝒕𝒆𝒎𝒆𝒕𝒆.
𝑪𝒓𝒊𝒔𝒕𝒐 è 𝒍𝒂 𝑽𝒊𝒂. ✨

📖 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di port...
13/05/2026

📖 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
(Gv 16,12-15)

👰‍♀️🤵‍♂️ La vocazione al matrimonio, così come le altre vocazioni, non è un piano fisso deciso una volta per tutte ma è un dialogo continuo. Lo Spirito Santo è considerato la "bussola" interiore che illumina le scelte, dona discernimento e sostiene la volontà nel cammino.

🕊 Lo Spirito è il nostro Maestro interiore, Egli guida e conforta, spinge e consola, apre strade nuove e infonde nel cuore la forza di rischiare. Sì, c’è bisogno di rischiare di più nelle nostre relazioni familiari e sociali. Il rischio è parte integrante della nostra vocazione profetica ed è lo Spirito che ci unge profeti di un mondo nuovo, facendoci diventare intrepidi assertori della verità del Vangelo tra gli uomini, testimoni credibili, pur nella fragile nostra condizione umana, della verità e della misericordia.

Lo Spirito ci fa rischiare, ci spinge a mettere in discussione le nostre idee per accogliere la novità di Dio. Un amore che non sposa il rischio è un amore che già in partenza è perdente. E un amore che non gioca il tutto per tutto non è animato in pienezza dalla grazia della Vita risorta del Signore che sbaraglia ogni struttura di morte e fa rifiorire la gioia esigente del Vangelo incarnato da noi sposi cristiani.

Lo Spirito fa parlare Cristo in noi, viviamo in Lui e Lui in noi, in quella reciprocità che rende la nostra vita sponsale la sua abitazione e dimora. Il Paraclito parla in noi e tra noi. Così la nostra famiglia diventa il luogo dove Cristo è presente nella voce suadente e forte del suo Santo Spirito e dove ci vengono annunciate e spiegate le cose che accadranno. Dobbiamo sempre più vivere la nostra relazione in quella sincerità che ci permette di percepire la presenza del Signore che continua a parlarci e a spingere avanti la nostra vita matrimoniale, fidandoci di Lui, sempre.

Il Signore risorto parla alla sposa per bocca dello sposo e allo sposo per bocca della sposa, in quella reciprocità che è segno e garanzia della potenza di Dio in noi.

🙏🏼Vieni Santo Spirito e accendi, ancora, nel nostro matrimonio il fuoco del tuo Amore.

❤️‍🔥 Vergine Maria di Fatima, al tuo Cuore Immacolato ci consacriamo!


👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)In quel tempo, Gesù disse ai suoi disc...
10/05/2026

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

MEDITAZIONE
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti». Continuando il Vangelo di domenica scorsa, Gesù parla ancora ai Suoi per prepararli alla Sua dipartita. Le Sue parole sembrano essere sempre più rassicuranti, tuttavia, Egli non cessa di ripeterci che per continuare a seguire i Suoi insegnamenti, la legge dell’amore è essenziale: occorre scegliere di amare Gesù! Sappiamo bene che i comandamenti del Maestro, ovvero tutto quello che nel Suo Vangelo ci ha insegnato, non sono facili da osservare, soprattutto per noi coppie. Possiamo mantenere le nostre promesse nunziali e restare fedeli per tutta la vita, supportandoci e perdonandoci l’un l’altro/a, ma solo se amiamo Gesù ed impariamo ad amarLo anche nella persona del nostro coniuge. Quel «se mi amate» non è la condizione necessaria o sufficiente per la realizzazione di un progetto a lungo termine, ma è il punto di partenza del naturale determinarsi dell’amore stesso!

«Io pregherò il Padre…». È Gesù colui che otterrà dal Padre il dono dello Spirito Santo per la nostra coppia. La Sua passione e la Sua morte, offerte al Padre, costituiscono l’essenza di questa Sua preghiera per noi. Ci basti osservare che durante la S. Messa, nella preghiera ci rivolgiamo sempre al Padre attraverso il Figlio per ottenere in dono lo Spirito Santo. Sia così nella nostra preghiera di coppia! Le difficili prove della nostra vita coniugale, siano l’espressione compassionevole del nostro amore per Gesù affinché Egli ci ottenga dal Padre il dono dello Spirito che santifica la nostra relazione sponsale! Gesù stesso ci dice: «Egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre»! Al nostro Creatore non è bastato farci a Sua immagine e somiglianza, non Gli è bastato nemmeno accorrere in nostro aiuto nella persona del Figlio per restituirci la bellezza che abbiamo deturpato con il nostro peccato: Dio vuole restare con noi «per sempre»! Ma ci rendiamo conto del dono che abbiamo ricevuto?! Eppure continuiamo a vivere la nostra relazione sponsale alla maniera del mondo, nonostante «il mondo non Lo può ricevere perché non Lo vede e non Lo conosce»! Ahimè, siamo anche noi accecati dalla società odierna, dai social network e dalla ormai dominante “trappola” dell’intelligenza artificiale, tutte cose che non conoscono l’amore di Dio. Infatti, le parole di Gesù «ancora un poco e il mondo non mi vedrà più» sono ben più di una profezia. Sembra sia bastato davvero molto poco perchè il mondo perdesse di vista lo Sposo delle nozze eterne.

Nonostante tutto, come dicevamo, in questa domenica le parole di Gesù sono rassicuranti per chi continua a riporre in Lui la Speranza di una vita nuova: «voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi». È più di una promessa. In forza del Sacramento del Matrimonio che abbiamo ricevuto, il Consolatore rimane nella nostra relazione e ci rimarrà per sempre, anche se può sembrare una cosa impossibile. Quando litighiamo, quando non ne possiamo più di nostro marito/moglie, ricordiamoci che Lui non ci ha lasciati, è ancora lì, ansioso di sentirci dire che ci amiamo più di prima e di vederci di nuovo abbracciati. La dinamica dell'amore descritta nel brano di questa domenica, è emblematica per la vita di coppia, perchè in tutti i movimenti di apparente allontanamento dal nostro coniuge o in tutte quelle volte in cui non ci comprendiamo, ecco che quel «se mi amate» ci ottiene la Sua presenza ed un imminente e solido riavvicinamento. In questa meravigliosa dinamica, con la forza dello Spirito Santo voluto dal Padre e dal Figlio, non possiamo sentirci mai davvero soli, ed è Gesù stesso a ricordarcelo: «non vi lascerò orfani: verrò da voi»!

Ancora Gesù ci dice: «in quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi». Per noi coppie di sposi, «quel giorno» è ogni giorno, perchè in tutti i momenti della giornata in cui gioiamo delle gioie del nostro amato/a e piangiamo dei suoi dolori, noi siamo l'uno nell'altro/a e spermentiamo l'intima comunione dei cuori. In questa intimità dal sapore trinitario, ritroviamo il nostro Gesù.

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Roccella Ionica

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