Sposi Contemplativi dello Sposo

Sposi Contemplativi dello Sposo Daniela e Martino, sposi che vivono la relazione nuziale in una contemplazione intensa con lo Sposo

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discep...
06/09/2026

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖

Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

MEDITAZIONE
In questa pagina del Vangelo, Gesù ci rivela il modo di comportarsi dei cristiani in seno alla comunità. Per comprenderlo bene, questo discorso deve essere collegato alla frase conclusiva della sezione precedente (v.14), in cui Gesù afferma che: “Dio non vuole che neppure uno di questi piccoli si perda”. Quello di non escludere nessuno è un monito a chi guida una comunità, affinché tenti con ogni mezzo di correggere il fratello perchè si ravveda dal suo errore o dal suo peccato. Niente è più difficile da mettere in pratica della correzione fraterna, ma nella relazione sponsale, che risvolti può avere?

Se in una comunità la cosa più importante è la comunione tra i fratelli, a maggior ragione deve esserlo fra noi sposi e nelle nostre famiglie. Anzi, giacché nella relazione sponsale siamo corroborati dal vincolo sacramentale, un vincolo di carne, il nostro sposo/a è ben più di un fratello nella fede e non potrà mai diventare per noi «come il pagano e il pubblicano». Tuttavia, il brano di questa domenica ci offre una dinamica d'amore straordinaria. Infatti, nelle parole di Gesù, emerge una chiara gradualità nella correzione caritatevole. Questo perché, mentre cerchiamo di aiutare il nostro sposo/a, non possiamo prescindere dalla preoccupazione di salvaguardare la dignità della sua persona. Quindi, anche se il nostro coniuge persiste nell’errore, non deve mai sentirsi giudicato, ma va aiutato a comprendere che lui stesso sta rischiando di autoescludersi dalla comunione e dalla Grazia di Dio.

Chiediamoci: quante volte abbiamo fatto sentire amato/a nostro marito/moglie mentre cerchiamo di correggerlo/a? La relazione deve essere salvata ad ogni costo, mettendo in opera ogni tentativo per aiutarci reciprocamente a desistere da una condizione che ci pone tristemente lontano dall'immagine e somiglianza di Dio. Ma dobbiamo imparare a mettere da parte le nostre emozioni istintive per lasciarci guidare dalla tenerezza di Dio, perchè è Lui che corregge, è Lui che salva, non siamo noi. Quando facciamo una correzione al nostro amato, dobbiamo ricordare che siamo una matita nelle mani di Dio. Se usiamo le nostre forze, rischiamo di spezzare la punta di questa matita e il disegno che ne verrebbe fuori sarebbe una miserabile caricatura dell'amore di Dio e non il Suo disegno.

Talvolta, dopo un timido tentativo di correggere nostro marito o nostra moglie, potremmo avere la sensazione di non essere riusciti nel nostro intento. Non dobbiamo disperare: anche noi, infatti, abbiamo bisogno di correzione. Se avremo accompagnato il nostro tentativo con la preghiera, stiamone certi, Gesù parlerà al cuore del nostro amato e presto la Grazia di Dio opererà.
«Se poi non ascolterà... dillo alla comunità».
A noi è successo di scoprire la Grazia di essere stati ascoltati nel confronto con altre coppie in una comunità di famiglie. Il Signore si serve anche di altri sposi per parlarci e per guidarci, spesso attraverso una di quelle coppie insospettabili, perchè la Grazia del Sacramento delle Nozze opera in tutti e in modi che noi non conosciamo.

«Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà». Probabilmente non crediamo abbastanza in queste parole. Se credessimo, non perderemmo tempo a lamentarci delle cose non vanno secondo i nostri piani. Se siamo giunti al Matrimonio, vuol dire che almeno una volta ci siamo messi d'accordo per chiedere qualcosa a Dio. È così che Egli ci ha concesso ciò che sarebbe umanamente impossibile, ovvero, diventare una sola carne. Se dunque il Sacramento che abbiamo ricevuto ci ha già mostrato la sua efficacia, perchè dovremmo dubitare ancora della forza della preghiera di coppia? Se non fosse possibile pregare insieme, non dimentichiamo che la preghiera insistente, anche di uno solo dei due, trova efficacia nell'altro coniuge in forza della Grazia che insieme e «d'accordo» abbiamo chiesto e che ci ha resi una sola carne per sempre. Infatti, le parole di Gesù «io sono in mezzo a loro»,sono per sempre, soprattutto per gli sposi!
Amen.

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ...
30/08/2026

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖

Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per ve**re nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

MEDITAZIONE
In men che non si dica, Pietro è passato da "beato" a "scandalo". Ma che storia è mai questa? Eppure, se riflettiamo su ciò che è accaduto, possiamo comprendere meglio i sentimenti di Pietro. Egli non è impazzito e non è nemmeno diventato improvvisamente un diavolo, ma ha manifestato la sua umana preoccupazione dinanzi ad eventi futuri che fanno oggettivamente paura. Allora in cosa consiste lo scandalo di Pietro? «Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto». Questo è probabilmente il primo chiaro annuncio di ciò che dovrà succedere e non è certo una bella notizia per gli apostoli che amano il loro Maestro. Anche noi sposi, dinanzi a prospettive infelici che coinvolgono il nostro amato/a, ci preoccupiamo oltremodo perchè vorremmo le cose più belle per lui/lei, come per i nostri figli. Proprio perchè amiamo nostro marito/moglie, assumiamo un comportamento iperprotettivo e rischiamo di sembrare quantomeno invadenti: è semplicemente una reazione umana. Ma nel Vangelo di oggi,Gesù vuole insegnarci ad amare secondo Dio, agendo di conseguenza, e non secondo gli uomini o la mentalità del mondo: «tu... non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Secondo il mondo, amare è desiderare il bene della persona amata, vederla sorridere mentre realizza i suoi sogni e raggiunge i suoi obiettivi, specie se corrispondono ai nostri. Anche secondo Dio, amare è volere il bene della persona amata e vederla sorridere mentre realizza i desideri, ma i Suoi (di Dio che è il Sommo bene), non i suoi. La differenza non è solo una questione di maiuscole/minuscole, ma risiede nel contenuto del desiderio: quello di Dio è la salvezza dell'anima, non la felicità su questa terra! Ahimè, le due cose non sempre coincidono. Tutte le volte che ci preoccupiamo di far star bene nostro marito/moglie più che della salvezza della sua anima, stiamo pensando secondo gli uomini e non secondo Dio. Se ci esaminiamo come coppia, possiamo riconoscere che la reazione ambigua di Pietro, prima beato e poi scandalo, non ci è del tutto estranea. Vogliamo il nostro sposo/a tutto per noi, le sue attenzioni e le sue coccole, con una sana gelosia che non guasta. Vogliamo stare beati l'uno fra le braccia dell'altro/a: che meraviglia! Ma dobbiamo stare attenti a non ostacolarci nel fare la volontà di Dio per giungere alla santità, "poichè la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro" (Il Profeta, di Kahlil Gibran). Similmente non possiamo sempre tenere la nostra relazione sponsale lontana dal rischio del giudizio del mondo e dalla sofferenza, qualora questi ci conducano alla salvezza dell'anima. Saremmo di scandalo al nostro Gesù che ci ha uniti nel Suo amore per darne testimonianza.

«Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà». Nella vita di coppia, abbiamo il dovere di aiutarci l'un l'altro/a a comprendere che il vero bene non è un nuovo telefonino, una nuova auto o vivere liberamente e senza problemi godendo di ottima salute, che è e resta sempre un dono inestimabile, ma fare la volontà di Dio, fino al sacrificio! Dobbiamo saper perdere la nostra vita, sperimentando ogni giorno le rinunce alle nostre personali comodità per sposare la causa del Signore, se vogliamo trovare la vera vita che non conosce fine! Se continuiamo a pensare secondo gli uomini, ignorando il pensiero di Dio che si rivela a noi nella Parola e nei Sacramenti, non decideremo mai di prendere su di noi la nostra croce e seguirLo. Gesù ce lo dice con franchezza: «il Figlio dell'uomo sta per ve**re... e renderà a ciascuno secondo le sue azioni». Quali sono le nostre azioni? Dobbiamo farci trovare con le mani piene della Sua Grazia e delle Sue benedizioni, non delle nostre preoccupazioni terrene. Altrimenti, a cosa ci sarà servito guadagnare le coccole del nostro sposo/a se perderemo la possibilità di essere coccolati per tutta l'eternità dallo Sposo Gesù? «Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?»

LA LETTERA DI SANT' AGOSTINO CHE INSEGNA ALL' UOMO COME AMARE LA DONNA Nella concezione agostiniana dell’amore, l’uomo è...
28/08/2026

LA LETTERA DI SANT' AGOSTINO CHE INSEGNA ALL' UOMO COME AMARE LA DONNA

Nella concezione agostiniana dell’amore, l’uomo è in grado di amare grazie all’Amore di cui Dio gli ha fatto dono. Un uomo che non avesse conosciuto l’Amore di Dio prima di farne esperienza umana, non sarebbe in grado di provarne appieno la gioia.
È per questa ragione che l’amore tra un uomo ed una donna è descritto da Sant’Agostino con parole così ispirate, nonostante il Santo fosse pienamente consapevole dei rischi correlati agli equivoci della possessività, del desiderio, della cupiditas, di tutto quanto sembra oro, insomma, ma non luccica.

LETTERA DI SANT'AGOSTINO

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita.
Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.
Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.
Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.
Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani.
Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.
Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.
Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.
Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.
Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila,
poiché domani ti potrà essere di rifugio.
E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.
Amala come il sole che invochi al mattino. Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.
Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

27/08/2026

𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐡𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐚 𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞
Donna tenace, amorevole e dalla fede salda: è questo il ritratto di Santa Monica. Moglie virtuosa e madre premurosa, nutriva la sua fede con la preghiera, le pie pratiche e l’ascolto della Parola di Dio. Il suo è quell’ esempio di preghiera incessante che dovrebbe alimentare la fede di ogni cristiano. In lei è costante anche attenzione per l’altro, l’anelito ad accompagnare verso il bene il prossimo e soprattutto i propri cari. Monica ebbe a cuore la conversione del marito, che abbracciò la fede cattolica spinto dal suo esempio, e non smise mai di pregare e di restare vicina al figlio Agostino perché trovasse nella Chiesa le risposte alle sue domande e vivesse da cristiano. “Nel nostro cuore dobbiamo sempre avere una “santa inquietudine” nella ricerca del vero bene che è Dio - ci dice Papa Francesco - Aiutiamo gli altri a sentire la sete di Dio. È Lui che dona pace e felicità al nostro cuore”. È quello che ha fatto Monica, ha sospinto il figlio verso la Verità con le sue preghiere; preoccupata nel saperlo fuori dalla Chiesa cattolica, la sua “santa inquietudine” era il darsi da fare, con suppliche a Dio, con preci ai santi o con il suo affetto materno, perché Agostino trovasse la fede.

𝐈𝐥 "𝐬𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐨" 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚
E infatti è la preghiera il “segreto” della vita di Monica, dialogo con Dio mai interrotto. Una preghiera che, nonostante a volte sembrasse inascoltata, era insistente, sorretta dalla ferrea volontà di voler essere una buona moglie e di vedere i propri figli sicuri nel porto di Dio. In una meditazione mattutina proposta nella Ca****la della Casa Santa Marta (11 ottobre 2018), il Papa ha definito la preghiera “un lavoro: un lavoro che ci chiede volontà, ci chiede costanza, ci chiede di essere determinati, senza vergogna. (…) Una preghiera costante, invadente. Pensiamo a Santa Monica per esempio, quanti anni ha pregato così, anche con le lacrime, per la conversione del figlio. Il Signore alla fine ha aperto la porta”.

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐡𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Ed è proprio nella preghiera che Monica raggiunge la Sapienza e la perfezione, tanto che un giorno, conversando con il figlio Agostino ormai deciso a donare interamente la sua vita per la Chiesa, sapendolo nella via di Cristo, anelando alla pienezza in Dio e alla beatitudine eterna, disse che la vita non aveva più nessuna attrattiva per lei. E prossima alla morte, trovandosi ad Ostia, lontana dalla Numidia, la regione del nord Africa che le aveva dato i natali, redarguì i suoi familiari che non avrebbero voluto lasciare le sue spoglie in terra straniera si raccomandò: “Seppellite questo corpo dove che sia, senza darvene pena. Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all’altare del Signore” (Conf. IX, 11.27).

𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐃𝐢𝐨
Senza dubbio Monica non avrebbe raggiunto una tale visione della sua esistenza se non avesse alimentato la sua vita cristiana con la preghiera.
Ascoltiamo l'intervista a Suor Ilaria Magli, monaca agostiniana che ci spiega cosa caratterizzava il colloquio di Santa Monica con Dio.

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)In quel tempo, Gesù, giunto nella region...
23/08/2026

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

MEDITAZIONE
«La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Se la stessa domanda fosse posta da Gesù oggi, le risposte sarebbero più colte di quelle riportate dai discepoli? Abbiamo chiesto a Gemini AI (intelligenza artificiale). La prima risposta che abbiamo ottenuto è: "Gesù di Nazareth è la figura centrale del Cristianesimo ed è ampiamente riconosciuto dalla storiografia moderna come un predicatore e guaritore ebreo vissuto nella Giudea del I secolo d.C.". Diciamolo francamente: non è la risposta che ci attendevamo. Eppure non è molto lontana dalla mentalità del mondo di oggi, proteso a ridurre il Cristo a mera figura storica, a promotore dell'amore fraterno e della pace fra i popoli, nulla di più, anche da noi che ci diciamo cristiani. Piacerà a Gesù ciò che il mondo dice di Lui? Noi abbiamo forti dubbi. Egli non si sofferma sulla risposta che Gli danno i discepoli e continua con un altra domanda, più importante della prima: «ma voi, chi dite che io sia?».

La nostra meditazione si potrebbe fermare qua. Ciascuna coppia deve dare la propria risposta senza cercare su ChatGPT, Gemini o Copilot. Se ci guardiamo bene attorno, comprendiamo che forse dovremmo andare oltre i falsi ideali del politicamente corretto; forse non dovremmo sperare che a rivelarci la risposta alla Sua domanda siano i nostri umani sentimenti o le opinioni di altri, come teologi o conduttori di dibattiti televisivi. Gesù vuole che come coppia, insieme, prendiamo posizione stabile e solida nei Suoi confronti. Allora abbiamo provato noi a chiederci reciprocamente: chi è per te Gesù? Con molta semplicità ci siamo detti che Lui è il nostro TUTTO. Ci aiuta, ci corregge e non ci abbandona mai perché ci ama. È il nostro Dio, Colui che un giorno ci chiamerà a condividere con Lui il banchetto delle Nozze Eterne. Poi ci siam chiesti: come ha fatto Pietro a rispondere in maniera così decisa «Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente»? Evidentemente quelle parole sono frutto di un atto di fede. «Beato sei tu, Simone», ci vien di dire, vorremmo avere la tua stessa fede per meritare di sentire la voce del Padre che è nei cieli rivelarci il Cristo, come la sentisti tu durante la trasfigurazione sul Tabor. È vero che possiamo sentire Dio attraverso nostro marito/moglie, ma spesso con la nostra stessa voce riveliamo piuttosto la parte peggiore di noi, perdiamo la pazienza e ci facciamo del male a vicenda. Eh sì, per quanto possiamo impegnarci, non riusciamo ad essere la voce di Dio per il nostro amato/a, neanche un pochino. Riusciamo a malapena ad essere promotori di pace e di amore, alla maniera del mondo.

Ma dal Vangelo di questa domenica, possiamo comprendere che, se vogliamo costruire insieme una risposta gradita a Dio alla domanda «voi chi dite che io sia», abbiamo bisogno di una «pietra» fondante per la nostra relazione sponsale, per la nostra piccola chiesa domestica. Quando il nostro Signore usa le parole «questa pietra», parla di sè stesso, tutt'altro che uno strumento artificiale o un sentimento umano. Tutti gli altri elementi a nostra disposizione per trovare una risposta sicura e costruire qualcosa di stabile non saranno mai abbastanza, perchè tutto in questo mondo è soggetto alla caducità della vita e non può reggere il peso della fede. Il nostro Matrimonio è fondato sulla fede ed ha bisogno di una roccia su cui poggiare, altrimenti Gesù resterà un profeta qualunque, una divinità qualunque ma non «il Cristo, il Figlio del Dio vivente»!

Vorremmo sentire la voce di Gesù che ci dica: "beate voi coppie di sposi, perchè né la mentalità del mondo né il quotidiano vivere ve lo hanno rivelato, ma il Creatore stesso nell'amore sponsale". E come Pietro ha ricevuto le chiavi del Regno dei cieli, per custodire gli insegnamenti del Maestro, noi sposi abbiamo ricevuto da Gesù le chiavi per comprendere e testimoniare il Suo amore per la Chiesa, Sua Sposa. Non è una responsabilità di poco conto. Abbiamo l'onore di custodire la Sua presenza nella nostra relazione per rivelare al mondo quell'amore che nessuna intelligenza artificiale potrà mai rivelare!

🙏Come pregare insieme come sposi?«Prima di tutto, è molto importante andare con calma e trovare lo stile di preghiera ch...
21/08/2026

🙏Come pregare insieme come sposi?

«Prima di tutto, è molto importante andare con calma e trovare lo stile di preghiera che funzioni per voi: siamo tutti diversi, ci sono molte spiritualità.
Per me, in particolare, pregare insieme a qualcuno - come facevano i miei genitori - pregare insieme il Rosario. I miei genitori hanno recitato il Rosario insieme per tutta la vita. Ogni giorno.
E mi sono reso conto che sono sempre stato benedetto, e sono certo che questo è dovuto al loro amore reciproco, alla loro fede in Dio e all'intercessione di Maria.
È qualcosa di meraviglioso»
Papa Leone

I QUATTRO GRADI DELL'AMORE.La riflessione di San Bernardo di Chiaravalle Il grado supremo dell’amore non è “amare Dio pe...
20/08/2026

I QUATTRO GRADI DELL'AMORE.
La riflessione di San Bernardo di Chiaravalle

Il grado supremo dell’amore non è “amare Dio per Dio”, ma “amare l’uomo per Dio”. Perché se Dio è il Creatore e Salvatore, non basta amare Lui solo, ma è bello amare in Lui anche la creatura che Egli ha amorevolmente plasmato e redento. Così Bernardo, nel De diligendo Deo (composto fra il 1130 ed il 1141[1]).

Bernardo individua nel De diligendo Deo quattro gradi dell’amore (VIII,23-XI,33). Nel primo l’uomo ama se stesso. Bernardo vuol dire che è bene amare se stessi, sebbene così si corra il rischio di giungere all’egoismo, cioè all’amor-proprio che non è il vero amore di se stessi: quando si ama veramente se stessi, si desidera aprirsi all’amore.

Nel secondo grado si ama Dio in vista di se stessi, cioè ci si rivolge con amore a Dio, ma non per suo amore bensì perché preoccupati innanzitutto del bene che si riceve da Lui e non ancora dell’amore di Lui stesso: è un amore funzionale e, quindi, imperfetto.

Nel terzo grado l’uomo giunge ad amare Dio per Dio stesso. Non esiste vero amore che non sia amore dell’altro in quanto tale, amore perché l’Altro – ma anche l’altro - è ed ama: questo amore è perfetto perché non è preoccupato dei benefici che derivano dall’amore, ma dall’amore stesso dell’Altro.

Eppure per Bernardo non è ancora in questo terzo grado la perfezione: essa si raggiunge nel quarto grado, appunto, quando l’uomo giunge ad amare se stesso – ed i fratelli tutti – per Dio. Il credente, giunto all’amore di Dio, riesce a cogliere lo splendore di Dio in tutte le sue opere, a goderne e ad amare le persone per amore di Dio.

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28)In quel tempo, partito di là, Gesù si ri...
16/08/2026

👩‍❤️‍💋‍👨𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐏𝐎𝐒𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀📖

Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28)
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

MEDITAZIONE
Gesù, dopo una controversia con i farisei, esce dal proprio territorio e si ritira verso una zona prevalentemente pagana. Incontra una donna «che veniva da quella regione», ovvero che usciva da Canaan, da uno di quei territori che in A.T. sono segnati dalla maledizione. Quella donna è uscita dal regno delle tenebre per dirigersi verso la luce ammirabile della salvezza e gridare aiuto, «ma Egli non le rivolse neppure una parola». È struggente rivolgersi a qualcuno nel momento del bisogno e non riceverne riscontro, ed è persino assurdo immaginare che a non rispondere alla nostra richiesta di aiuto sia proprio Gesù. Eppure Egli tace. Anche a noi coppie di sposi sarà capitato di non ricevere riscontro da nostro marito/moglie quando, gridando, chiediamo di soddisfare un desiderio, ma il silenzio di Gesù non è banale. Egli tace perché non siamo ancora in grado di comprendere ciò che vuole dirci o perché ama sentire la nostra voce mentre ripete incessantemente “abbiamo bisogno di Te". Tace perché non è ancora la Sua ora, come alle nozze di Cana di Galilea, ma al grido della donna fanno eco i discepoli che, come il coro degli angeli e dei santi, «gli si avvicinarono e lo implorarono: esaudiscila, perché ci viene dietro gridando». Quel grido è diventato così potente da essere esaudito.

Gesù non può uscire dal disegno del Padre: «non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma è qui che entra in gioco la fede, cioè quando la nostra volontà incontra quella di Dio, quando noi sposi accettiamo il Suo disegno riconoscendolo sopra ogni cosa: «è vero, Signore»! Dicendo «è vero», quella donna accoglie il discorso di Gesù, non si contrappone ad esso e alla Sua volontà e sembra riconoscere che è degna di ripudio perché cananea. Tuttavia, si appella alla bontà di Gesù ed insegna a noi sposi almeno tre cose: la fede, perché crede che sua figlia potesse venir sanata; la pazienza, perché persevera nella supplica benché più volte ignorata; l'umiltà, perché non solo ai cani ma ai cagnolini si paragona. Sembra che la cananea dica a Gesù: "è vero che non sono della stirpe d’Israele e quindi non mi puoi trattare come una figlia, ma lasciami almeno entrare come cagnolina perché possa mangiare delle briciole che cadono dalla mensa che hai imbandito per i figli d’Israele".

Noi sposi, dobbiamo imparare a dirci con cuore sincero l'un l'altro/a: è vero che veniamo da famiglie differenti, ma lasciami umilmente entrare nella tua vita in punta di piedi, perchè possa cibarmi delle briciole del tuo amore e, con la Grazia di Dio, riacquistare insieme a te la dignità dei figli Suoi. Invece, spesso ci accostiamo al nostro coniuge come dei lupi inferociti, crediamo che tutto ci sia dovuto e diventiamo incapaci di mostrare tenerezza. Nella dinamica che ci presenta oggi il Vangelo, la donna cananea colpisce Dio nelle viscere della Sua Misericordia. Non si tratta solo di accettare le Sue "condizioni", ella va oltre, si riconosce serva chiamando padroni le pecorelle di Israele. Così, noi sposi in Cristo, non abbiamo la sola responsabilità morale di accettare le "condizioni" del nostro amato sposo/a, ma andiamo oltre, in forza del Sacramento delle Nozze entriamo in sintonia con il cuore del nostro sposo/a e ci scopriamo servitori l'uno dell'altro/a tutti i giorni della nostra vita.

«Allora Gesù le replicò: Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». La cananea si è umiliata definendosi "cagnolina" e il Signore la esalta chiamandola "donna", ovvero dandole lo stesso titolo che ha dato a Sua Madre alle nozze di Cana: è straordinario! È vero che anche noi, marito e moglie, come dei cagnolini bastonati, talvolta dobbiamo subire piccole umiliazioni per crescere nella fede, ma il richiamo della Madre di Dio, la più umile delle Sue serve, è più che una consolazione. Ed ecco che il Signore compie miracoli nella nostra relazione sponsale: «da quell’istante sua figlia fu guarita».

Oggi la Chiesa si veste di festa grande: celebriamo l’Assunzione o Dormizione della Beata Vergine Maria.Maria è la creat...
15/08/2026

Oggi la Chiesa si veste di festa grande: celebriamo l’Assunzione o Dormizione della Beata Vergine Maria.
Maria è la creatura che ci ricorda che la nostra vita non finisce qui: è una strada che porta al cielo.
Non lasciamoci schiacciare dalle fatiche, non permettiamo al dolore di spegnere la speranza: il cielo è la nostra casa, e Maria ce lo ricorda con la sua dolcezza di Madre.
Camminiamo allora con fiducia cantando il nostro Magnificat di sposi:

🪔 Tu Signore hai spiegato la potenza del tuo braccio ogni volta che qualcuno o qualcosa minacciava la nostra unione e noi non avevamo la forza per difenderci.

Ci hai disperso ogni volta che la nostra superbia ci ha posto su un gradino più alto rispetto a nostra marito/moglie.

Ci hai rovesciato da tutti quei falsi troni sui quali ogni giorno ci siediamo pretendendo di essere serviti e dimenticando che regnare è servire.

Ogni volta che abbiamo accettato di lasciarci guardare per ciò che siamo e non che vorremmo essere, abbiamo sperimentato la consolazione del tuo sguardo d’amore per noi.

Non ci hai tolto la fame ma l’hai ricolmata di beni, affinchè non ci dimenticassimo di te, sommo Bene.

Hai svuotato le nostre mani piene di pretese per riempirle di gratuità.

Quando noi ci siamo dimenticati di te, tu ti sei ricordato di noi e della tua Alleanza con noi sancita nel giorno del nostro matrimonio.

Per questo Signore l’anima nostra ti loda, perché hai guardato la piccolezza della nostra coppia e l’hai amata...
da SEMPRE e PER SEMPRE!
Amen

Buona festa! 🌹✨🙏🏻

📖Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette ...
14/08/2026

📖Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi»
🙏Esatto, non conviene! perché il matrimonio non obbedisce ad una logica di "convenienza", non mi sposo perché "l'altro per me" diventi un vantaggio economico, affettivo, ecc...E' nel dono reciproco di sé che ognuno diventa "per l'altro" non un vantaggio ma un dono da vivere e custodire.
Dice Gesù che «non tutti capiscono questa parola» e ci sono alcune situazioni in cui andare avanti non è la scelta giusta. Ma non facciamo diventare regola l'eccezione. Torna, se puoi, a questa logica del dono, di chi pur avendo tanti motivi per tornare indietro, sceglie di andare avanti, di tornare ad investire sulla costruzione o anche sul restauro della casa che è la vostra relazione.

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