Parrocchia Ripattoni

Parrocchia Ripattoni Parrocchia di "Santa Maria in Herulis" in Ripattoni - Teramo ORARI SANTE MESSE

*SABATO (Messa Prefestiva) ore 18.30: Ss. Maria in Herulis. Santuario S. Maria SS.

Silvestro e Giustino in Ripattoni paese.

*DOMENICA e FESTIVI
ore 9.00: Santuario S. ore 9.30: Chiesa di San Mauro. ore 11.00 e 18.30: Maria SS. Regina della Famiglia (Bellante Stazione).

* FERIALI * ore 18.30
Lun. - Mar. - Gio. Mer. - Ven. Regina della Famiglia. ADORAZIONE EUCARISTICA

-Ogni giovedì del mese (per tutto l'anno 2025): Santuario di S. Maria in Herulis (ore 17.30-18.45).

VANGELO DEL GIORNO+Dal Vangelo secondo MatteoMt 5,43-48In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Avete inteso che fu ...
16/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

+Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

«Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori». Probabilmente nessuna parola del Vangelo ci appare tanto esigente quanto questa. Eppure è proprio qui che Gesù ci rivela la novità più profonda del cristianesimo. Infatti l'amore di cui parla non coincide semplicemente con un sentimento o con un'emozione. Se fosse soltanto questo, sarebbe impossibile amare chi ci ha ferito, deluso o fatto soffrire. L'amore evangelico è anzitutto una scelta. È un atto di libertà. Significa decidere di non lasciare che il male ricevuto determini il nostro modo di vivere. Significa rifiutare di consegnare il nostro cuore al risentimento, alla vendetta o all'odio. Per questo Gesù non ci chiede di provare simpatia per i nostri nemici, ma di amarli. E amare, in questo caso, significa desiderare il bene anche di chi non si è comportato bene con noi. La motivazione che Gesù offre è decisiva: «perché siate figli del Padre vostro celeste». In altre parole, quando amiamo in questo modo, rendiamo visibile il volto stesso di Dio. Il Padre infatti fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Il suo amore non è selettivo, non è una ricompensa per chi se lo merita, ma un dono che precede ogni merito. Molto spesso invece noi viviamo secondo una logica di reciprocità. Amiamo chi ci ama, rispettiamo chi ci rispetta, siamo generosi con chi è generoso con noi. Ma Gesù ci fa notare che questo comportamento non ha nulla di straordinario. È il modo normale di vivere di chiunque. La differenza cristiana emerge quando scegliamo il bene anche dove non riceviamo bene, quando continuiamo ad amare anche dove non troviamo corrispondenza. Questo non significa diventare ingenui o permettere agli altri di calpestarci. Significa custodire una libertà interiore che nessuno può rubarci. Significa non vivere semplicemente come uno specchio delle situazioni che ci circondano, ma come persone guidate dal Vangelo. La vera carta d'identità del cristiano non è ciò che dice di credere, ma il modo in cui ama. È lì che si vede la sua appartenenza a Dio. È lì che il Vangelo diventa credibile. È lì che il mondo può intravedere qualcosa del volto del Padre.

- Don Luigi Maria Epicoco

VANGELO DEL GIORNO+ Dal Vangelo secondo MatteoMt 5,38-42In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Avete inteso che fu...
15/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio». Le parole del Vangelo di oggi sono tra le più difficili da accettare perché mettono in discussione una convinzione profondamente radicata dentro di noi: l'idea che il male si possa vincere usando le sue stesse armi. Istintivamente pensiamo che rispondere a un'offesa con un'altra offesa, a una ferita con un'altra ferita, sia il modo migliore per ristabilire la giustizia. Gesù invece ci mostra una strada completamente diversa. Egli sa che il male possiede una forza contagiosa: quando gli rispondiamo con la stessa logica, finiamo per diventare simili a ciò che combattiamo. Per questo ci invita a interrompere la catena della violenza, della vendetta e del risentimento. Offrire l'altra guancia non significa accettare passivamente l'ingiustizia o rinunciare alla dignità. Significa avere una libertà interiore così grande da non lasciare che il comportamento degli altri determini il nostro. È il coraggio di chi rifiuta di reagire secondo l'istinto e sceglie invece di rispondere secondo il Vangelo. Non è debolezza, ma una forma altissima di forza. La vera domanda allora è: da dove viene una simile capacità? Certamente non nasce dal semplice autocontrollo o da una particolare predisposizione caratteriale. Nasce dalla fede. Solo chi crede davvero che Dio è il Signore della storia può rinunciare alla tentazione di farsi giustizia da solo. Solo chi sa di essere nelle mani di Dio può affidargli anche il giudizio sul male subito. Molte volte reagiamo perché abbiamo paura che il male resti impunito. Ma il credente sa che nessuna ingiustizia sfugge allo sguardo di Dio e che la sua giustizia è infinitamente più profonda delle nostre rivincite. Per questo può permettersi di non rispondere al male con il male. In fondo la più grande vittoria del male non è farci soffrire, ma trasformarci in ciò che odiamo. Quando invece scegliamo la logica di Cristo, il male può ferirci, ma non può possederci. E questa è già una vittoria.

- Don Luigi Maria Epicoco

VANGELO DEL GIORNODal Vangelo secondo MatteoMt 9,36 – 10,8In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, p...
14/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,36 – 10,8

In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Parola del Signore.

VANGELO DEL GIORNO+ Dal Vangelo secondo LucaLc 2,41-51I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la fest...
13/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

+ Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,41-51

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

La memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria ci offre una delle immagini più belle del Vangelo: quella di una madre che cerca suo figlio con ostinazione. Nel racconto di Luca, Maria e Giuseppe vivono l'angoscia dello smarrimento di Gesù e intraprendono una ricerca che nasce dall'amore. Perché l'amore autentico non si rassegna mai all'assenza, non si abitua alla distanza, non smette di cercare. Il Cuore di Maria è anzitutto questo: un cuore che custodisce, cerca e attende. È il cuore di chi non pretende di possedere, ma non smette mai di amare. Anche quando non comprende pienamente ciò che accade, Maria continua a fidarsi e a conservare tutto nel suo cuore. In questo senso diventa maestra di ogni credente. Ci insegna che la fede non consiste nell'avere tutte le risposte, ma nel rimanere fedeli anche quando attraversiamo il mistero. In questa giornata la Chiesa ricorda anche sant'Antonio di Padova, un uomo che ha conosciuto personalmente la fatica della ricerca. La sua storia è quella di qualcuno che non si è accontentato di una fede superficiale, ma ha desiderato incontrare Cristo sempre più profondamente. Ha attraversato prove, delusioni e cambiamenti inattesi, ma proprio in quelle circostanze ha scoperto che era Gesù a cercare lui per primo. E quando si è lasciato trovare, la sua vita è diventata un capolavoro di santità e di ca**tà. Forse il messaggio più consolante di questa festa è proprio questo: noi cerchiamo Dio, ma prima ancora è Dio che cerca noi. E lo fa attraverso il Cuore di Maria, che continua a esercitare una maternità discreta e tenace verso ciascuno dei suoi figli. Nessuno è così lontano da non poter essere raggiunto dal suo amore. Nessuno è così smarrito da non poter essere ritrovato. Per questo possiamo affidarci oggi al Cuore Immacolato di Maria e all'intercessione di sant'Antonio. Quando ci sentiamo confusi, quando perdiamo la direzione, quando la volontà di Dio ci appare oscura, ricordiamoci che non siamo soli nella ricerca. C'è una Madre che ci cerca con ostinazione per portarci a un Dio che non smette mai di venirci incontro. E poi è bello ricordarci delle parole che Maria dice ai pastorelli di Fatima: “Alla fine il mio cuore immacolato trionferà”. Alla fine questo amore di Madre vincerà su tutto ciò che ci separa dall’Amore di Suo Figlio.

- Don Luigi Maria Epicoco

VANGELO DEL GIORNO+ Dal Vangelo secondo MatteoMt 11,25-30In quel tempo Gesù disse:«Ti rendo lode, Padre, Signore del cie...
12/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

La festa del Sacro Cuore diventa comprensibile proprio a partire dalle parole che Gesù ci consegna nel Vangelo di oggi: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». È come se Cristo ci rivelasse il segreto più profondo del suo cuore: Dio non è qualcuno da cui difenderci, ma qualcuno presso cui trovare riposo. Il Cuore di Gesù è una vera scuola di vita. Chi frequenta il suo amore viene lentamente trasformato. Impara a guardare la realtà con occhi diversi, a giudicare le situazioni con maggiore libertà, ad amare con una misura nuova. Per questo la fede cristiana non consiste anzitutto in uno sforzo morale o in una serie di pratiche religiose, ma nel lasciarsi raggiungere da un amore che ci precede e ci accompagna. L'immagine più bella di questa esperienza è forse quella dell'apostolo Giovanni nell'Ultima Cena. Egli reclina il capo sul petto di Gesù. Prima ancora di comprendere tutto, prima ancora di essere forte nella fede, Giovanni si lascia semplicemente amare. È questa la sorgente della santità. Nessuno cambia veramente perché si sforza di essere migliore. Cambia perché fa esperienza di essere amato. Dal Cuore di Cristo riceviamo quell'ossigeno spirituale che spesso ci manca. Riceviamo speranza quando tutto sembra chiuso, forza quando siamo stanchi, consolazione quando ci sentiamo soli. E soprattutto scopriamo che i pesi della vita non devono essere portati da soli. Possiamo appoggiarli sulle spalle di Colui che ha portato per amore il peso della croce e ha dato tutto se stesso per noi. Per questo il giogo di cui parla Gesù non è un peso che schiaccia, ma una relazione che sostiene. Quando portiamo la vita insieme a Lui, ciò che sembrava impossibile diventa affrontabile e ciò che appariva insopportabile trova un significato. La festa del Sacro Cuore, allora, non è semplicemente una devozione tra le altre. È il cuore stesso del cristianesimo. È l'invito a lasciarsi amare da Cristo per imparare ad amare come Cristo.

- Don Luigi Maria Epicoco

VANGELO DEL GIORNO+ Dal Vangelo secondo MatteoMt 10,7-13In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:«Strada facendo, pred...
11/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,7-13

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Parola del Signore

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». Questa affermazione di Gesù, nel Vangelo di oggi, può sembrarci provocatoria. Gli scribi e i farisei erano persone scrupolose nell'osservanza della Legge. Eppure Gesù dice che non basta. Perché la fede non consiste semplicemente nel fare il proprio dovere, ma nel lasciarsi trasformare il cuore. Molti di noi misurano la propria vita spirituale a partire dal male che non hanno commesso. A volte anche la confessione rischia di trasformarsi nell'elenco delle cose che abbiamo evitato di fare: non ho rubato, non ho mentito, non ho fatto del male a nessuno. Certamente tutto questo è importante, ma il Vangelo ci chiede di andare oltre. La domanda decisiva non è soltanto: quale male ho evitato? Ma anche quale bene ho scelto di compiere? Esiste infatti un bene che nessuna regola può imporre e nessun comandamento può esigere fino in fondo. È il bene che nasce dall'amore. Quando si ama davvero, non ci si limita al minimo indispensabile. L'amore vive sempre di un'eccedenza, di un sovrappiù, di qualcosa che non è dovuto e che proprio per questo rivela la verità del cuore. Ciò che fa la differenza in una famiglia non è soltanto il rispetto reciproco, ma la gratuità. Ciò che rende grande un'amicizia non è semplicemente la correttezza, ma la capacità di esserci anche quando non si è obbligati. Ciò che dà spessore a una vocazione non è il semplice adempimento dei propri compiti, ma quel dono di sé che va oltre ogni calcolo. La giustizia di cui parla Gesù non è una perfezione morale più elevata, ma una qualità diversa dell'esistenza. È la giustizia di chi non si accontenta di non fare il male, ma desidera attivamente il bene. È la giustizia di chi non vive chiedendosi quanto deve dare, ma quanto può amare. Il cristianesimo comincia esattamente qui: nel passaggio dal dovere al dono, dall'osservanza all'amore, dal minimo indispensabile a quel "di più" che rende visibile il Vangelo nella vita concreta. È questo il vero valore aggiunto della fede.

- Don Luigi Maria Epicoco

VANGELO DEL GIORNO+ Dal Vangelo secondo MatteoMt 5,17-19In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non crediate che io...
10/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

Troppo spesso crediamo che il cristianesimo sia una liberazione dalle regole. In realtà il Vangelo non ci libera dalle regole, ma ci libera da un modo sbagliato di viverle. Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a mostrarne il significato più profondo. Le regole, quando sono sane, non servono a limitare la vita, ma a custodirla e a farla fiorire. Pensiamo a una ricetta: seguire alcune indicazioni non rovina la festa, ma rende possibile un buon dolce. Allo stesso modo, le regole della vita non sono ostacoli alla felicità, ma sentieri che ci aiutano a raggiungerla. Il problema nasce quando riduciamo tutto a un insieme di obblighi esteriori oppure, al contrario, quando pensiamo di poter vivere seguendo soltanto ciò che sentiamo nel momento. Gesù ci insegna un rapporto maturo con la Legge. Egli ci mostra che il centro non è la regola in sé, ma l'amore che quella regola vuole custodire. Per questo nel Vangelo combatte il legalismo, ma non l'obbedienza. Contesta il moralismo, ma non la verità. Denuncia l'ipocrisia di chi osserva esteriormente i comandamenti senza lasciarsi cambiare il cuore. Senza una regola, infatti, la nostra vita rischia di diventare un intreccio confuso di capricci, desideri, paure, entusiasmi e delusioni. Somiglia a un fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra invece di scorrere verso una meta. Le regole autentiche sono come gli argini di quel fiume: non ne soffocano la forza, ma le permettono di diventare feconda. Per questo il Vangelo di oggi ci pone alcune domande decisive. Attorno a quale criterio sto costruendo la mia vita? La maturità cristiana consiste nel riscoprire che la vera regola è Cristo stesso. Quando Lui diventa il centro, la Legge non è più una catena, ma una strada che conduce alla libertà.

- Don Luigi Maria Epicoco

VANGELO DEL GIORNO+ Dal Vangelo secondo MatteoMt 5,13-16 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Voi siete il sale ...
09/06/2026

VANGELO DEL GIORNO

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

“Voi siete il sale”. Che immagine straordinaria usa Gesù nel Vangelo di oggi. Il sale non serve a essere ammirato, ma a dare sapore. Nessuno si accorge del sale quando è presente nella giusta misura, eppure tutti se ne accorgono quando manca. Forse Gesù vuole dirci che il compito del cristiano non è occupare il centro della scena, ma rendere più vera, più bella e più umana la vita delle persone che incontra. Molto spesso pensiamo che testimoniare il Vangelo significhi convincere, vincere discussioni o imporre idee. Gesù invece ci indica un'altra strada. Il cristiano è chiamato a insaporire la realtà con la propria presenza, a introdurre nel mondo il gusto della speranza, della misericordia, della verità e della ca**tà. Dove passa un autentico discepolo dovrebbe aumentare la qualità della vita, non il rumore delle polemiche. Per questo Gesù affianca all'immagine del sale quella della luce. La luce non attira l'attenzione su di sé, ma rende visibili le cose. Non sostituisce la realtà, la rivela. Così dovrebbe essere anche la testimonianza cristiana. Un vero credente non vive per essere notato, applaudito o riconosciuto. Vive in modo tale che gli altri possano vedere il bene, la bellezza e la presenza di Dio che già operano nella loro esistenza. C'è però un avvertimento implicito nelle parole di Gesù. Il sale può perdere il suo sapore e una luce può essere nascosta. Accade quando il cristianesimo si riduce a un'abitudine, a un'etichetta o a una semplice appartenenza esteriore. Quando smettiamo di vivere un rapporto reale con Cristo, continuiamo magari a conservare la forma della fede, ma perdiamo la sua forza trasformante. Il sale e la luce diventano allora i segni distintivi di un vero discepolo. Non qualcuno che parla continuamente di Dio, ma qualcuno che, attraverso la propria vita, rende Dio più credibile. Non qualcuno che si impone agli altri, ma qualcuno che aiuta tutto ciò che lo circonda a esprimere il meglio di sé.

- Don Luigi Maria Epicoco

09/06/2026

Cari Parrocchiani,
vi scrivo per invitarvi ad essere presenti questa sera, alle ore 21.00 nella chiesa di Bellante Stazione, per la Veglia di preghiera Presieduta dal nostro Vescovo, in preparazione all'Ordinazione Sacerdotale di Don Diego. Ogni bene.
Don Attilio.

Indirizzo

Via Della Madonna 11
Ripattone
64020

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