10/05/2026
🩷FESTA DELLA MAMMA
LO SPIRITO E LE SFUMATURE DELLA VITA
“Un bambino che fa fatica a stare seduto per ore a scuola non è automaticamente “iperattivo”; forse, ha bisogno di muoversi per concentrarsi meglio. Un ragazzo che partecipa poco alle discussioni in classe non è necessariamente "disinteressato"; potrebbe darsi che abbia bisogno di più tempo per sentirsi a suo agio, o che rifletta in silenzio. Una studentessa che apprende meglio attraverso mappe e schemi visivi non è "meno intelligente" di chi preferisce ripetere a voce alta; semplicemente, il suo stile di apprendimento è differente, più visivo che verbale, e trae vantaggio più dalle immagini che dalle parole.
Anche in famiglia possono verificarsi situazioni analoghe, e un figlio che vive le emozioni in modo intenso non è "troppo sensibile", così come un altro che esprime poco i propri sentimenti non è "freddo" o "chiuso". Le emozioni, come i pensieri, possono manifestarsi in tanti modi diversi.
E per gli adulti? Un collega che ha bisogno di silenzio per concentrarsi non è automaticamente definibile come "asociale", ma potrebbe avere una soglia sensoriale più bassa e risultare sensibile anche al minimo rumore. Genitori che si sentono sopraffatti dopo una giornata piena di sollecitazioni e stimoli non sono "deboli", ma è possibile che il loro sistema nervoso necessiti di più tempo per elaborare e recupera-re. Una persona che evita le riunioni improvvisate o le chiacchiere informali non è necessariamente maleducata o disinteressata: può aver bisogno di prepararsi mentalmente, di trovare il proprio ritmo per socializzare senza ansia.
Purtroppo, il pensiero dominante, la scuola e perfino la scienza medica spesso tendono a proporre un unico modello di funzionamento, quello che oggi viene definito neurotipico, sostenendo, più o meno aperta-mente, che ogni altra modalità sia sbagliata e, quindi, da correggere, normalizzare, rieducare. Così, se il nostro modo di pensare, sentire, apprendere o agire non rientra in quel modello finiamo per essere percepiti - e di conseguenza ci sentiamo - strani, problematici o, nei casi più estremi, malati.” (Da STEFANO VICARI, Diversamente intelligenti, Feltrinelli).
In attesa del dono dello Spirito mi sembrava bello condividere queste righe illuminanti che possono aiutare anche un cammino di Chiesa: che bello poter essere così diversi e proprio per questo una ricchezza tutta da scoprire per la mia comunità. Che il soffio dello Spirito ci aiuti ad allargare lo sguardo per poter cogliere tutte le sfumature della vita. Che ciascuno, grazie anche al mio aiuto e al tuo aiuto, possa camminare nelle proprie scarpe e trovare il suo posto nel mondo.
don Marco Prandoni