10/08/2026
Daria e il gruppo di campisti ci hanno inviato una breve riflessione sulla prima parte del campo missionario che in queste ore sta concludendo il trasferimento a Sant'Antonio do Iça, in Amazzonia, dove i partecipanti condivideranno la vita dei nostri missionari don Paolo Bizzocchi e don Marco Lucenti.
In questi primi giorni di missione abbiamo imparato che viaggiare è scoprire, ascoltare, entrare in relazione. Può sembrare una cosa scontata, eppure avvicinarsi all’altro e alla sua realtà si rivela spesso tutt’altro che semplice.
In questi dieci giorni, però, l’ascolto e la scoperta sono diventati parte fondamentale del nostro vissuto. Abbiamo cercato di avvicinarci alla complessa realtà nella quale eravamo immersi, quella della Compensa di Manaus; abbiamo trovato un equilibrio per comunicare e farci capire dalla gente del posto, pur parlando lingue diverse. Abbiamo iniziato a conoscerci tra di noi, a costruire legami, a condividere esperienze. E, infine, ognuno di noi ha cominciato a guardarsi dentro con occhi nuovi, scoprendo qualcosa in più di se stesso.
Viaggiare in un altro Paese è, come direbbero i francesi, déplaisant: è qualcosa che disorienta, che mette alla prova, che ci costringe a cambiare prospettiva. Durante il viaggio si muta, fino quasi a doversi riconoscere con occhi nuovi; fino quasi a doversi guardare attraverso lo sguardo dell’altro per riuscire, ancora una volta, a riconoscersi.
Per questo vogliamo ringraziare anche lo spaesamento che questo viaggio ci sta regalando: quello che ci mette in discussione, che ci fa uscire dalle nostre certezze e che ci insegna a guardare il mondo da prospettive diverse.
Un ringraziamento speciale va alla Chiesa missionaria, che ci ha accolti e accompagnati in questi giorni, permettendoci di entrare in contatto con una realtà che altrimenti sarebbe rimasta lontana dai nostri occhi. Grazie a chi ogni giorno, con il proprio impegno e la propria presenza, rende possibile l’incontro tra persone, culture e mondi differenti.
Ci auguriamo di poter portare con noi ciò che stiamo vivendo e di scoprire sempre qualcosa in più di questa magnifica regione che è l’Amazzonia e, perché no, anche di noi stessi.