01/04/2026
Quando il dono diventa cura: il Club Interact del Convitto “T. Campanella” al servizio della Parrocchia “Santa Maria della Candelora”
Un defibrillatore può salvare una vita. Ma, prima ancora, può raccontare una storia: quella di un gruppo di giovani che sceglie di trasformare la solidarietà in azione concreta. È ciò che hanno fatto i soci dell’Interact Club del Convitto “T. Campanella”, guidati dalla dirigente scolastica, dott.ssa Francesca Arena, donando un defibrillatore alla Parrocchia “Santa Maria della Candelora” nell’ambito del progetto “Un Battito per Reggio”.
Un gesto semplice, ma dal valore profondo. Perché donare significa assumersi una responsabilità verso gli altri, riconoscere che la comunità è un organismo vivo e che ciascuno può contribuire alla sua sicurezza. Il defibrillatore, ora a disposizione della parrocchia e del quartiere, non è soltanto uno strumento sanitario: è un presidio di prevenzione, un segno tangibile di cura reciproca, un invito a sentirsi parte di un tessuto sociale che si protegge e si sostiene.
Il service dell’Interact è il risultato di un percorso educativo che il Convitto porta avanti da anni, fondato su un’idea di cittadinanza attiva che affonda le proprie radici nella cultura classica. I ragazzi del club, con questa iniziativa, hanno dato forma concreta a valori che appartengono alla tradizione greco romana e che il liceo del Convitto continua a trasmettere con rigore e passione.
Nell’Iliade, Achille ricorda che “non c’è nulla di più sacro dell’ospite e del supplice”; Aristotele, nell’Etica Nicomachea, definisce la philanthropía come la disposizione naturale dell’uomo a prendersi cura dell’altro; Seneca, nelle Lettere a Lucilio, afferma che “nessuno può vivere felice se guarda solo a sé stesso”. Sono principi che attraversano i secoli e che oggi ritrovano voce nelle scelte dei giovani liceali.
Il dono del defibrillatore è, in questo senso, un atto profondamente classico: un gesto che unisce responsabilità civica, attenzione al bene comune e consapevolezza del proprio ruolo nella comunità.
Grazie a questo service, la Parrocchia “Santa Maria della Candelora” diventa non solo un centro di fede e aggregazione, ma anche un punto di riferimento più sicuro per il quartiere. Un luogo in cui la spiritualità si intreccia con la cura concreta delle persone, e dove la presenza dei giovani dell’Interact testimonia che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano.
In un tempo in cui spesso si parla dei giovani in termini problematici, iniziative come questa mostrano un’altra verità: esiste una generazione capace di mettersi in gioco, di leggere i bisogni del territorio e di rispondere con gesti che lasciano un segno reale. Il progetto “Un Battito per Reggio” è la prova che la cultura del dono può diventare motore di cambiamento e che la scuola, quando educa alla responsabilità, forma cittadini consapevoli e attivi.
È da azioni come questa che nasce la speranza di una comunità più attenta, più unita e più sicura. Una speranza che, grazie ai ragazzi del Convitto “Tommaso Campanella” e alla guida della dirigente dott.ssa Francesca Arena, oggi batte un po’ più forte.