Parrocchia greco-ortodossa di San Paolo dei Greci

Parrocchia greco-ortodossa di San Paolo dei Greci Pagina ufficiale della Parrocchia di San Paolo dei Greci di Reggio, Patriarcato di Costantinopoli, Sacra Diocesi Ortodossa di Italia.

09/09/2026

• Lo stesso giorno, memoria dei DUECENTO PADRI teofori riuniti ad Efeso sotto il regno dell’imperatore TEODOSIO il Giovane (431) per il TERZO SANTO CONCILIO ECUMENICO, che anatemizzò l’empio Nestorio vescovo di Costantinopoli.

Costui predicava che il Cristo non riuniva perfettamente in sé la natura umana e quella divina ma che era un semplice uomo divinizzato e che quindi non si poteva chiamare Tuttasanta, Madre di Dio (Thèotokos). È principalmente grazie allo zelo apostolico degli scritti ispirati di S. Cirillo di Alessandria, che i santi Padri, riuniti sotto la sua presidenza, rifiutarono l’eresia, confermando la fede dei due primi Concili e proclamando così chiaramente che il Signore Gesù Cristo ha veramente assunto la natura umana tutta intera, al fine di concedere a noi tutta la possibilità di una vera unione con la Sua natura divina .

08/09/2026

🌿 Ogni grande storia comincia da una nascita.

Dio aveva creato l’uomo per il bene e per la comunione con Lui. Quando l’umanità si allontanò dal suo Creatore, Dio non l’abbandonò: le donò la Legge, inviò i profeti e preparò la venuta del suo Figlio e Verbo.

Nel compimento di questo disegno di salvezza, il Signore esaudì la preghiera dei santi Gioacchino e Anna e concesse loro una figlia: Maria, colei che avrebbe dato la natura umana al Figlio di Dio.

La sua nascita è come la prima luce dell’aurora: annuncia che Cristo, Sole di giustizia, sta per sorgere sul mondo.

Per questo, celebrando la Natività della Santissima Madre di Dio, rendiamo grazie al Signore per la sua compassione e per l’opera della nostra salvezza.

«La tua natività, o Madre di Dio, ha annunciato la gioia a tutto il mondo». ☦️

08/09/2026

Il Monastero della Panagia Tsambika, memoria liturgica 8 settembre e III Domenica di Quaresima.

Si trova sulla costa orientale dell'isola prima del paese di Arcangelo ed è diviso nel monastero Alto e quello Basso. Il monastero Alto si trova in cima alla collina a est del viale Rodi-Lindos, mentre il monastero Basso si trova a ovest del viale. Un sentiero di circa 500m attraversa un bosco di cipressi salendo per la collina fino a 320m, al vecchio monastero Tutta Santa Tsambika Kyra (la Signora).

Il nuovo monastero è stato restaurato nel 1760. La chiesa è in stile del Dodecaneso, con il pavimento in ciottoli il tabernacolo intagliato è un'eccezionale opera d'arte anteriore al 17° secolo.

Secondo la tradizione il nome Tsambika viene dalla parola “tsamba” del dialetto locale che significa “scintilla” ed è collegata al ritrovamento dell'icona. Un pastore stava seduto presso la fontana di Amachiou, di fronte alla montagna, quando vide in alto delle scintille (tsambe). La luce rimase in quella posizione nelle le notti seguenti e alla fine il pastore, con altri paesani armati, sono saliti in cima, dove videro un'icona d'argento della Theotokos appesa su un cipresso e di fronte una lanterna accesa.

La notizia si diffuse e giunse perfino a Cipro, dove era sparita da un monastero l'icona della Madre di Dio con una lanterna. Commissari da Cipro vennero al paese di Arcangelo, riconobbero l'icona e la riportarono in patria, ma l'icona tornò un'altra volta in cima al colle. I ciprioti tornarono un'altra volta per riprendere la loro icona. Per assicurarsi che si trattasse della stessa icona la bruciarono un po' sul retro e il segno esiste ancora oggi. La terza volta che l'icona tornò fu costruita la chiesetta della Madonna Tsambika Kyra (la Signora).

Oggi l'icona si trova nel monastero Basso ed è considerata miracolosa per le donne che non possono avere figli e che pregano la Madre di Dio di regalarglieli promettendo poi di battezzare i loro figli nel monastero e di dargli il nome Tsambikos o Tsambika, nome molto diffuso a Rodi. Uno dei miracoli più antichi della Madonna è quello relativo alle terre intorno al monastero appartenenti a un Pascià (generale) turco: La moglie del Pascià, al sentire dei miracoli della Deipara, La pregò e mangiò lo stoppino della lanterna. La donna rimase incinta e quando nacque il bambino teneva in mano lo stoppino. Il marito si convinse che era stato un miracolo e regalò tutte le sue terre al monastero.

Fonte: http://tourism.rhodes.gr.148-251-154-143.smartculture-webgis.eu/

08/09/2026

╋ L’8 di questo mese, Natività della nostra SOVRANA e TUTTA SANTA Madre di Dio e sempre Vergine Maria.

Il Nostro Dio creò l’uomo e lo pose nel Paradiso perché si preoccupasse solo di coltivare il bene e di contemplare Dio solo attraverso le sue opere. Ma, per la gelosia del diavolo, che sedusse Eva, la prima donna, Adamo cadde nel peccato e fu escluso dal Paradiso di delizie. In seguito, Dio diede la sua Legge agli uomini attraverso Mosè e fece conoscere la sua volontà attraverso i Profeti, in preparazione di un bene più grande: l’Incarnazione del Suo Unico Figlio, il Verbo di Dio, che doveva liberarci dal legame del Male. Assumendo la nostra natura, il Cristo volle partecipare pienamente alla nostra condizione decaduta, tranne il peccato: poiché Lui solo è senza peccato, essendo Figlio di Dio. E perciò Dio preparò una dimora immacolata, una arca pura, la Tutta Santa Vergine Maria, che, benché fosse sottomessa alla morte e alla condanna dei nostri primi progenitori, fu eletta da Dio dopo l’origine degli anni, per essere la nuova Eva, la Madre del Cristo Salvatore, la sorgente della nostra redenzione e il prototipo di tutta la santità cristiana. Suo padre si chiamava Gioacchino e discendeva dalla tribù reale di Davide attraverso il ramo di Nathan, suo figlio. Netta generò Levi, Levi generò Melchi e Pantera, Pantera generò Barpantera, padre di Gioacchino. Anna, sposa di Gioacchino, discendeva anch’essa dalla tribù reale; poiché ella era di Mattha, lui stesso nipote di Davide attraverso Salomone. Mattha sposò una certa Maria della tribù di Giuda e da essi nacque Giacobbe, padre di Giuseppe il carpentiere e tre figlie, Maria, Sabè e Anna. Da Maria nacque Salomè la levatrice; da Sabè nacque Elisabetta madre del Precursore, e da Anna la Madre di Dio, Maria, che portava così il nome di sua zia. Elisabetta e Salomè, nipoti di Anna, erano dunque le cugine della Madre di Dio.
Secondo una divina economia, e per mostrare la sterilità della natura umana prima della venuta di Cristo, Dio aveva lasciato Gioacchino ed Anna senza pro genitura fino ad età avanzata. Poiché Gioacchino era ricco e pio, non cessava di rivolgersi a Dio con la preghiera e di offrirgli regali, perché Egli lo liberasse, lui e la sua sposa, dal loro obbrobrio. Un giorno di festa, allorché si era presentato al tempio per deporre la sua offerta, uno dei fedeli si rivolse a lui dicendo:>. Allora, con il cuore ulcerato, Gioacchino non rientrò a casa, ma si ritirò nella montagna, solo, per pregare e versare lacrime avanti a Dio. Durante questo tempo, Anna versava anche lei abbondanti lacrime ed elevava ferventi suppliche verso il cielo, nel suo giardino. Il Nostro Dio, ricco in misericordia e pieno di compassione, ascoltò le loro suppliche e inviò presso loro l’Arcangelo Gabriele, l’Angelo della benevolenza di Dio e, l’annunciatore della Salvezza, per annunciarle che avrebbe concepito e partorito un bambino, malgrado la sua età, e che si sarebbe parlato di questa pro genitura su tutta la terra. Ella rispose, piena di gioia e di sorpresa: >. Gioacchino, anch’egli, ricevette la visita di un Angelo che gli ordinò di mettersi in cammino con le sue greggi per rientrare a casa e rallegrarsi con la sua donna perché Dio aveva deciso di mettere fine al loro obbrobrio.
Ora, trascorsi nove mesi, Anna partorì. Ella chiese alla levatrice:>. Questa rispose:>. E Anna rispose: >. E distese delicatamente la neonata. I giorni della purificazione della madre prescritti dalla Legge erano trascorsi ed ella si alzò, si lavò, diede il sano alla neonata e le diede il nome di Maria: il nome che avevano atteso i Patriarchi, i Giusti ed i Profeti,e attraverso il quale Dio doveva realizzare il progetto che teneva nascosto dall’origine del mondo.
Di giorno in giorno, la neonata cresceva. Quando ebbe sei mesi, sua madre la mise a terra, per vedere se si teneva in piedi. Maria allora avanzò di sette passi con sicurezza, poi andò a rannicchiarsi nel grembo di sua madre. Anna la sollevò dicendo: >. Ed ella sistemò un santuario nella camera dell’infante, dove niente di vile e di sporco entrasse attraverso il mondo. E fece ve**re delle bambine di Ebrei di razza pura, per giocare con l’infante. Essendo trascorso il suo primo anno di vita della piccola, Gioacchino diede una festa. Egli invitò dei preti,degli scribi e i membri del Consiglio, e tutto il popolo d’Israele. Gioacchino presentò ai preti la bambina e questi la benedissero dicendo: >. E tutto il popolo rispose:>. Gioacchino la presentò anche ai principi dei preti e questi la benedissero dicendo: >.
Sua madre portò Maria nel santuario della sua camera e le donò il seno, indirizzando al Signore questo inno:
>. Poi ella pose la bambina nella camera del santuario, uscì e andò a servire gli invitati, che si rallegrarono e lodarono il Dio d’Israele [1].

1) Questo racconto si fonda sul Protovangelo apocrifo di Giacomo. Il suo valore storico è incerto, è perciò che non è stato accolto fra gli scritti ispirati; ma le sue evocazioni simboliche raggiungono una verità sovente così profonda come quella storica. È perciò che la Chiesa ha unito questi elementi nella liturgia e nell’iconografia per farne la materia prima del ciclo della Madre di Dio.. Cf. concezione di S. Anna, 9 dic.; Entrata al Tempio della Madre di Dio, 21 nov.; Annunciazione, 25 marzo.

Apolytìkion della Natività della santissima Sovrana nostra la Madre di Dio e sempre Vergine Maria.Tono 4.La tua nascita,...
07/09/2026

Apolytìkion della Natività della santissima Sovrana nostra la Madre di Dio e sempre Vergine Maria.

Tono 4.
La tua nascita, Madre di Dio, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distrutta la morte, ci ha donato la vita eterna

08 ΣΕΠΤΕΜΒΡΙΟΥ - 08 SEPTEMBER(Απολυτίκιο: Γέννηση της Υπεραγίας Θε...

06/09/2026

Il 6 di questo mese, memoria del miracolo compiuto dall'ARCANGELO MICHELE a Colossi, in Frigia.

Molto tempo prima dell’Incarnazione di Cristo, il grande Arcangelo Michele mostrò in vari modi la sua sollecitudine e la sua benevolenza per il genere umano, e dopo la venuta del Salvatore in questo mondo, i segni del suo amore si fecero ancora più grandi per i cristiani . Allorché andò ad attraversare la Frigia per annunciarvi il Vangelo, l’Apostolo Giovanni profetizzò, una prossima provvidenziale visita del principe degli Arcangeli, Michele, in un luogo di nome Cheretopa. In effetti, poco tempo dopo, sgorgò miracolosamente da terra una sorgente che guariva tutte le malattie. Uno dei numerosi fedeli, di cui la figlia era stata guarita da quest’acqua, fece costruire sui luoghi, in segno di riconoscenza, una bella chiesetta dedicata allo Arcangelo Michele. Settanta anni più tardi, andò ad installarsi in quella chiesa, per praticarvi l’ascesi e servire da sacrestano, un giovane uomo, di nome Archippo, originario di Ierapoli. Il suo zelo ed il suo amore per Dio erano tali che acquistò ben presto la fama di fare miracoli. Furioso di vedere questi prodigi compiersi e le grazie abbondare dalla sorgente miracolosa, il diavolo risvegliò la gelosia dei pagani dei dintorni. Dopo aver a più riprese insultato e colpito il giovane Archippo, essi pensarono una notte di murare la sorgente, ma invano, poiché il santo Arcangelo era invisibilmente presente per impedirglielo. Essi non si scoraggiarono e tentarono di deviare il fiume che scorreva nelle vicinanze, perché inondasse la chiesa ed i fedeli che si trovavano lì in permanenza. Ma l’impresa restò senza successo. Un’altra volta, essi deviarono due fiumi che scorrevano più su della chiesa, costruirono una muraglia e si prepararono a romperla per far inghiottire la chiesa dalle acque. Ma l’Arcangelo Michele apparve al benemerito Archippo, lo rassicurò, e, simile ad una colonna di fuoco, si tenne davanti alle acque furiose che devastavano la collina. Nel momento in cui esse arrivarono vicino a Lui, colpì la pietra con la punta del bastone che aveva in mano e la roccia si aprì, lasciando passare le acque, come in un gorgo naturale, deviandole dalla chiesa. E poiché è da allora che il fiume fu come assorbito dalla roccia che quel luogo si chiama > (imbuto), a gloria di Dio ed in onore del nostro protettore, il Santo Arcangelo Michele.

DIRETTA VIDEO del Mattutino e della Divina Liturgia dal Santuario dell’Arcangelo Michele di Mandamados
06/09/2026

DIRETTA VIDEO del Mattutino e della Divina Liturgia dal Santuario dell’Arcangelo Michele di Mandamados

ΙΕΡΟΣ ΠΡΟΣΚΥΝΗΜΑΤΙΚΟΣ ΝΑΟΣ ΠΑΜΜΕΓΙΣΤΩΝ ΤΑΞΙΑΡΧΩΝ ΜΑΝΤΑΜΑΔΟΥ ΛΕΣΒΟΥ...

Apolytìkion della memoria del miracolo compiuto a Colossi, cioè Choni dall’arcangelo MicheleTono 4. Tu che volontariamen...
05/09/2026

Apolytìkion della memoria del miracolo compiuto a Colossi, cioè Choni dall’arcangelo Michele

Tono 4. Tu che volontariamente.
Archistratega dei celesti eserciti, noi indegni ti supplichiamo: con le tue preghiere sii per noi baluardo; custodisci al riparo delle ali della tua gloria immateriale noi che ci prostriamo e con insistenza gridiamo: Liberaci dai pericoli, tu che sei generale delle superne schiere.

Ἦχος δ'. Ὁ ὑψωθεὶς ἐν τῷ Σταυρῷ
Τῶν οὐρανίων στρατιῶν Ἀρχιστράτηγε, δυσωποῦμέν σε ἀεὶ ἡμεῖς οἱ ἀνάξιοι, ἵνα ταῖς σαῖς δεήσεσι τειχίσης ἡμᾶς, σκέπη τῶν πτερύγων, τῆς ἀῢλου σου δόξης, φρουρῶν ἡμᾶς προσπίπτοντας, ἐκτενῶς καὶ βοῶντας· Ἐκ τῶν κινδύνων λύτρωσαι ἡμᾶς, ὡς ταξιάρχης τῶν ἄνω Δυνάμεων.

06 ΣΕΠΤΕΜΒΡΙΟΥ( Απολυτίκιο - Το εν Χώναις Θαύμα)Για Download ...

05/09/2026
04/09/2026

• 4 settembre • Sant’ERMIONE, una dei quattro figli dell’Apostolo Filippo, morta in pace.

Tra i quattro figli dell’Apostolo Filippo, che secondo la testimonianza degli Atti degli Apostoli (Atti 21,8) erano vergini e profetizzavano, Ermione ed Eutichio partirono verso l’Asia Minore per raggiungere san Giovanni il Teologo. Ma arrivando là, non lo trovarono poiché si era trasferito in cielo. Così servirono al suo posto san Petronio, suo discepolo. Ermione conosceva l’arte medica, ma apprese così a guarire le anime e numerosi erano quelli che accorrevano da lei per trovare conforto. Quando l’imperatore Traiano venne da Roma e Efeso per lottare contro i Persiani, la reputazione di taumaturga e di profetessa di Ermione arrivò fino a lui e la fece comparire avanti al suo tribunale tentando di farle rinnegare Cristo; poiché non ci riuscì, la fece percuotere al viso per lungo tempo. La santa non badava ai colpi che le venivano dati, ella scoraggiava i suoi carnefici con la sua impassibilità e la sua gioia poiché vedeva il Cristo seduto in mezzo al tribunale sotto l’apparenza del suo padre spirituale Petronio. Ella profetizzò all’imperatore che avrebbe vinto i Persiani e che il potere, dopo la sua morte, sarebbe caduto nelle mani del suo generale Adriano (117); ciò che effettivamente successe qualche anno più tardi.
Poiché la fama sempre più crescente della santa era arrivata fino ad Adriano, costui la fece a sua volta chiamare avanti al suo tribunale, chiedendole quale fosse la sua età e la sua origine. Questa rispose:>. L’imperatore, colpito dalla sua audacia, la fece spogliare e crudelmente flagellare. Mentre la flagellavano sant’Ermione non cesso di rendere grazie a Dio che l’aveva resa degna di soffrire per Lui, e la sua bocca, al posto di grida di dolore, non proferiva che delle parti di Salmi. La sua risoluzione e la sua speranza nei beni celesti, promessi a quelli che avrebbero condotto fino alla fine il combattimento della fede, erano tali che nessuna tortura sembrava colpirla. Ciò aveva come effetto eccitare ancor più la rabbia dell’imperatore impotente. Nel momento in cui i carnefici si preparavano ad eseguire la sentenza finale e alzavano le spade per tagliare la testa di Ermione, essi ebbero ambedue le mani improvvisamente paralizzate. Ma, a immagine di Dio che spande la sua misericordia sui buoni come sui peccatori, la santa li guarì con la sua preghiera ed essi cedettero al Cristo. Essendo così sfuggita a tutte le imprese del diavolo, santa Ermione rimise in pace la sua anima a Dio e fu sepolta a Efeso.

Indirizzo

Vico Sant'Anna Alle Sbarre
Reggio Di
89122

Orario di apertura

Giovedì 17:30 - 20:00
Sabato 17:30 - 20:00
Domenica 08:30 - 13:00

Telefono

+393476435019

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