Parrocchia San Giorgio -Tempio della Vittoria-Chiesa degli Artisti

Parrocchia San Giorgio -Tempio della Vittoria-Chiesa degli Artisti Pagina Ufficiale - Parrocchia San Giorgio al Corso Tempio della Vittoria Reggio Calabria. Chiesa degli Artisti- Arcidiocesi Reggio Calabria - Bova.

Orari Sante Messe:
Periodo invernale.
- FERIALI (Lunedì - Sabato compreso) ore 18.00
- DOMENICA ore 9.00 - 11.00- 18.00

Periodo estivo. FERIALI ( Lunedi - Venerdì) ore 18.00 , Sabato ore 18.30
DOMENICA ore 9.00, 18.30

Tantissimi auguri si nostri sposi di oggi Eugenio e Francesca 🥰18 Giugno 2026
18/06/2026

Tantissimi auguri si nostri sposi di oggi Eugenio e Francesca 🥰18 Giugno 2026

Domenica Undicesima del T.O. Anno ALa missione nasce dalla preghieraConcluso il ciclo pasquale ora la liturgia torna all...
13/06/2026

Domenica Undicesima del T.O. Anno A

La missione nasce dalla preghiera

Concluso il ciclo pasquale ora la liturgia torna alla consueta suddivisione del tempo, che per tutta l’estate sarà chiamato ordinario, un tempo dove si contempla l’ordinaria vita della comunità apostolica e quella della Chiesa contemporanea, cercando di trovare risposte alle domande di oggi nelle pagine evangeliche che domenica, dopo domenica la liturgia ci sottopone. In questa domenica ci propone il rapporto di Gesù con le f***e e la chiamata dei dodici Apostoli. Gesù vede il popolo stanco e sfinito, gregge sbandato e senza guida, mentre i suoi discepoli dispongono della sua costante presenza, sono guidati da Gesù, in questo periodo i discepoli si identificano oramai con la comunità dei credenti e Gesù allora cerca alcuni tra loro che saranno chiamati Apostoli (apòstolos) dall’ebraico (salah), inviare, incaricare, investire di poteri. A questi sarà riservato il compito di predicare il regno dei cieli, ricevono da Gesù il mandato assieme alla potestà, potere (exousìan) sugli spiriti impuri, sulle malattie e sulla parola. I compiti degli Apostoli sono quelli dello stesso Gesù, Matteo ricorda però anche il modo con la quale gli Apostoli devono esercitare questa potestà apostolica: comunitariamente, collegialmente. I Dodici costituiscono così il nuovo Israele, il nuovo popolo escatologico. Gesù costituì i Dodici perché stessero con lui e anche per mandarli. (Mc. 3,14). “Stare con Lui e, come inviati, essere in cammino verso la gente queste due cose vanno insieme e, insieme, costituiscono l’essenza della vocazione spirituale del sacerdozio” (Benedetto XVI, 11 sett.2006). Lo sguardo compassionevole di Gesù sull’umanità sfinita e abbandonata del suo tempo, non può che richiamare alla nostra attenzione lo stesso sguardo di Gesù sull’umanità di oggi, anch’essa depressa, umiliata e senza speranza. Lo sguardo del divin Pastore, considera anche oggi questa umanità disprezzata e derisa, usata e vilipesa dai poteri del mondo e a volte capita che anche dentro la stessa Chiesa, quando ci sono pastori cattivi, oppure falsi e incapaci che cercano sé stessi e il loro successo e non il bene del popolo loro affidato. Anche allora il popolo di Dio invece di essere servito e amato, viene usato e strumentalizzato per fini personali che nulla hanno a che fare con l’annuncio del Vangelo. All’origine della missione dei Dodici e per continuità spirituale e apostolica anche nella Chiesa di ogni tempo, c’è la compassione, ossia quella virtù che spinge la persona a farsi carico dei bisogni dell’altro ed aiutarlo ad uscire dalla sua condizione di bisogno e di marginalità nella quale la vita lo ha condotto. La compassione spinge alcuni a rendersi disponibili all’apostolato dell’annuncio della Parola e quindi a scegliere la via del ministero. Ma la vera compassione apostolica, ossia il ministero dell’annuncio, nasce dalla preghiera, Gesù ci invita a pregare il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe (Mt.9,37), alla base della missione c’è sempre la dinamica trinitaria che opera perché ogni vocazione, chiamata, proviene dal Padre e giunge all’uomo attraverso il Figlio e così giunge alla pienezza del suo compimento solo attraverso l’opera dello Spirito Santo che agisce nella persona e crea le disposizioni interiori per intraprendere il cammino di sequela dietro a Gesù, buon pastore.

Compassione e preghiera sono quindi gli atteggiamenti che ci dispongono a servire il Signore della messe nella Chiesa, questo invito è rivolto a tutti, nessuno escluso, sta a noi accoglierlo e farlo nostro.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

Oggi festa di Sant'Antonio di Padova, facciamo gli auguri al nostro parroco per il suo onomastico . Alle 18.30 S. Messa ...
13/06/2026

Oggi festa di Sant'Antonio di Padova, facciamo gli auguri al nostro parroco per il suo onomastico . Alle 18.30 S. Messa , ci uniamo nella preghiera per don Nuccio.

12 Giugno , Solennità del Sacro Cuore di Gesù
12/06/2026

12 Giugno , Solennità del Sacro Cuore di Gesù

I nostri migliori auguri al neo Diacono Paolo Musolino , la cui vocazione è nata nella chiesa S.Elia di Condera col sost...
11/06/2026

I nostri migliori auguri al neo Diacono Paolo Musolino , la cui vocazione è nata nella chiesa S.Elia di Condera col sostegno e la custodia del nostro parroco don Nuccio Cannizzaro. Che il Signore e S. Giorgio lo accompagnino nel suo ministero ed annunci a tutti il Vangelo con la grazia che viene da Cristo . Rendiamo grazie a Dio per il dono della sua vocazione.

08/06/2026
Nella Solennità del Corpus Domini,  Prima Comunione delle nostre bimbe Aurora e Marialuisa .🥰
07/06/2026

Nella Solennità del Corpus Domini, Prima Comunione delle nostre bimbe Aurora e Marialuisa .🥰

Tantissimi auguri ai nostri sposi di oggi , 6 Giugno 2026
06/06/2026

Tantissimi auguri ai nostri sposi di oggi , 6 Giugno 2026

Immagini dalla messa solenne del Corpus Domini
06/06/2026

Immagini dalla messa solenne del Corpus Domini

CORPUS DOMINI IL SACRAMENTO DELLA STRADAIl tempo in cui stiamo vivendo è percorso, da  guerre e conflitti vari, molte co...
06/06/2026

CORPUS DOMINI
IL SACRAMENTO DELLA STRADA

Il tempo in cui stiamo vivendo è percorso, da guerre e conflitti vari, molte cose sono state stravolte in molte nazion: la quotidianità, la vita di lavoro, la scuola, la vita delle famiglie, la vita di fede. Siamo stati costretti a ri-significare i gesti di ogni giorno, anche quelli rituali e di fede. La festa odierna è una festa nata proprio con l’esigenza di dare nuovo significato ad una fede che era stata contrastata, vilipesa e derisa. Questa festa è nata sotto l’influsso delle visioni di Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana di Liegi, dove per la prima volta si celebrò la festa del Corpus Domini, era l’anno 1247. Potente impulso alla celebrazione dell’odierna festa fu data da San Tommaso d’Aquino che segnò i contenuti teologici della festa: l’Eucaristia memoriale della passione di Cristo, sacramento di unità dei fedeli con Cristo e tra loro, prefigurazione della partecipazione alla vita divina nel convito eterno del cielo. Questa festa, teologicamente è un doppione del Giovedì Santo, tuttavia contiene delle prospettive antropologiche ed ecclesiologiche che sono state del tutto dimenticate negli ultimi anni.

Con l’incedere del relativismo e della globalizzazione, questa festa ha perso i suoi antichi connotati. Essa era nata come pubblica devozione e adorazione del popolo nella presenza reale di Cristo, nel sacramento del suo corpo e del suo sangue. E’ vero che all’inizio era nata con forti note polemiche antiprotestanti, dovuti alla reazione della Controriforma, ma col tempo assunse sempre più una valenza popolare, una vera e propria festa dell’Eucaristia. Dal chiuso delle celebrazioni, dalla solennità delle basiliche, il sacramento veniva portato lungo le strade, per le piazze, nei luoghi dove l’umanità viveva la sua quotidianità e la sua vita. Così, per certi versi, il Signore presente nel sacramento, si faceva pellegrino per le strade, incontrando il suo popolo e benedicendo così le dimore degli uomini. Un Dio vicino e amico degli uomini.

Il magistero di papa Francesco ha esortato la Chiesa ad uscire per le strade, invitando i presbiteri a non stare chiusi nelle sacrestie ed esortando i vescovi ad uscire dai palazzi, la processione del SS. Sacramento esce dalle anguste mura di un convento o di una chiesa per ritornare nella vita di ogni giorno, attraversando le nostre strade. La fede risponde al mandato di Gesù che i cristiani devono sempre ricordare: “Ite, missa est”, cioè andate ad annunciare a tutti quello che avete celebrato nella messa. Anche Benedetto XVI° più volte ha esortato i fedeli a celebrare con fede questo santo giorno. Leone XIV° proprio oggi in pellegrinaggio pastorale in Spagna, guiderà la processione del Corpus Domini per le vie di Madrid, testimoniando pubblicamente la fede in Cristo presente nel sacramento dell’Eucaristia.

La festa del Corpo e sangue di Cristo, sta versando una crisi profonda nella considerazione dei cristiani, perché nel corso degli ultimi decenni si è fatto l’errore di scindere, di staccare i segni, dal contesto celebrativo in cui sono inseriti, pensando che da soli i segni, potessero avere una capacità comunicativa assoluta, che di fatto non hanno. In altri termini, abbiamo dimenticato che il sacramento (eucaristia) può essere segno solo a condizione che riesca ancora ad essere percepito e compreso come rito. Per capirci, l’Eucaristia non può essere compresa fuori dall’azione rituale celebrativa, cioè dalla celebrazione-partecipazione alla santa messa.

I fedeli che si astengono dal partecipare alla santa messa domenicale, non posseggono le coordinate teologiche-spirituali per capire il senso del sacramento dell’eucaristia. Un esempio lampante ce l’abbiamo quando alcuni fedeli protestano perché i tabernacoli sono collocati nelle cappelle o decentrati nell’area presbiterale. A questa domanda sottende il fatto che colui che la fa ha già perso il senso della celebrazione rituale e considera il sacramento come un oggetto statico a sè, senza alcun collegamento con l’azione rituale della comunità orante. In altri termini non si è capito che è la Chiesa che fa l’Eucaristia, mentre l’Eucaristia, facendosi, fa la Chiesa. Senza il rito, nulla è fattibile nella Chiesa.

Aver sganciato il rito dal sacramento, ha prodotto una spaccatura pastorale, teologica e infine psicologica nella mentre dei cristiani che oggi si sono sentiti autorizzati a non andare più a messa, tanto basta guardarla sui social perché è la stessa cosa. Sottraendosi alla partecipazione al rito domenicale della messa, si sono sottratti alla partecipazione sacramentale, di fatto si sono esclusi dalla comunione con la Chiesa. Da qui il salto verso l’ateismo pratico “devoto” il passo è breve. Il rischio di questo atteggiamento assunto dalla maggioranza di quelli che si dicono cristiani è quanto mai grave.

Essi di fatto non sono più cristiani, ma hanno la consapevolezza di esserlo ancora, non hanno compreso che senza la domenica non si può vivere da cristiani (martiri di Abitene), ma tuttavia presumono ancora di esserlo e di poter dare giudizi e fare critiche alla Chiesa e ai suoi insegnamenti. La presunzione di credere nei sacramenti, senza vivere le loro celebrazioni, ha creato una insanabile spaccatura nella loro coscienza, portandoli di fatto a praticare una fede soggettiva ed egoista che non ha nulla di cristiano, di evangelico. Il loro è un ateismo “devoto” abitato da riti antropologici che soddisfano l’innato senso di autonomia dal sacro che sempre ha fatto capolino nella storia dell’umanità. In questo anche i pastori hanno le loro responsabilità, per scelte pastorali assurde che in certi luoghi rasentano la cultura protestante, biasimando ogni forma di pietà popolare e culto dei misteri.
La festa del Corpus Domini di oggi come di ieri, è invece un forte richiamo ad accogliere la signoria di Cristo nella nostra vita e permettergli di invadere i campi del nostro vivere, gli ambienti domestici, le strade, le piazze, i luoghi di svago, di lavoro, e riconoscere la sua signoria su tutta la nostra vita. Vita privata e sociale, perché la fede possa permeare tutti gli angoli della città, consentiamo a Cristo eucaristico di camminare ancora nelle nostre strade, certo, al suo passaggio qualcuno proverà imbarazzo, qualche altro fastidio, ma ci sarà anche qualcuno che piegherà le ginocchia e in atto di adorazione dirà: “Signore mio e Dio mio” (Gv. 20,28).

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

Indirizzo

Corso Giuseppe Garibaldi 216
Reggio Di
89125

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