Parrocchia Santa Croce Raviscanina

Parrocchia Santa Croce Raviscanina Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Parrocchia Santa Croce Raviscanina, Organizzazione religiosa, Via Santa Croce n. 67, Raviscanina.

*Non rimanere prigioniero delle tue ferite!*Dietro la domanda che i sadducei pongono a Gesù si nasconde qualcosa di più ...
03/06/2026

*Non rimanere prigioniero delle tue ferite!*
Dietro la domanda che i sadducei pongono a Gesù si nasconde qualcosa di più profondo. Infatti la donna viene trattata quasi come un oggetto da assegnare a qualcuno. È come se la sua persona contasse meno del problema teorico che i suoi interlocutori vogliono porre a Gesù. Gesù con la sua risposta restituisce dignità alla persona. Non ragiona in termini di possesso, ma di vita. Allora c’è da chiedersi: Quante persone, ancora oggi, sono messe ai margini, ferite, utilizzate? Persone che vengono considerate più per il ruolo che ricoprono che per la loro dignità. E ancora quante persone, soprattutto le più fragili, finiscono per sentirsi definite dalle circostanze della loro vita anziché dal loro valore davanti a Dio?. Cari fratelli e sorelle la grande novità del Vangelo è che nessuno è riducibile alla propria storia. La risurrezione significa anche questo: Dio restituisce a ciascuno la propria verità più profonda. Nessuno è destinato a rimanere prigioniero delle ferite, delle ingiustizie o delle etichette che il mondo gli ha imposto. Vivere nella logica della risurrezione significa allora imparare a guardare le persone come le guarda Dio. Significa aiutare chi è stato emarginato a rialzarsi, chi è stato usato a ritrovare la propria dignità, chi è stato ferito a riscoprire la propria bellezza. Perché il Dio annunciato da Gesù non è il Dio del possesso, ma il Dio della vita. E davanti a Lui ogni persona vale infinitamente più di qualsiasi ruolo, condizione o storia che porta con sé.

Lunedì 25 Maggio 2026Beata Vergine Maria Madre della Chiesa*La Chiesa ha una Madre, Maria*È bello pensare che la Chiesa ...
25/05/2026

Lunedì 25 Maggio 2026
Beata Vergine Maria Madre della Chiesa
*La Chiesa ha una Madre, Maria*
È bello pensare che la Chiesa nasca sotto la Croce nel momento esatto in cui sembra che tutto sia ormai finito. In realtà è finita l’esperienza terrena di Gesù, ma con un gesto di straordinaria tenerezza Egli dà inizio a una nuova fase, a una nuova modalità della Sua presenza, quella che continua a perpetuarsi attraverso ciascuno di noi. Si, La Chiesa nasce sotto la Croce e ha una Madre, Maria. È una cosa che non dobbiamo mai dimenticare perché la modalità che Gesù sceglie per dare inizio alla Chiesa rimarrà sempre valida fino alla fine della storia. Ecco perché il gesto di Giovanni di prendere Maria nella Sua casa sta a significare due cose: fare spazio a Maria significa permettere a Cristo di continuare ad operare attraverso la maternità di questa donna; e in secondo luogo che la Chiesa in Maria ha sempre vivo il modello a cui deve ispirarsi. Sarebbe bello che il ricordo mariano di oggi ci apra gli occhi anche sulla bellezza della Chiesa ed estirpi da noi un sport ormai diffuso: parlare male di essa. Si può forse parlare male della propria Madre? E se pure avessimo qualcosa da rimproverarle potremmo mai dimenticare che è comunque nostra Madre? Chissà se amiamo così la Chiesa. Maria ce lo insegni.

Signore, rendimi uno strumento della tua pace: dove c'è odio, lasciami seminare amore; dove c'è offesa, perdono; dove c'...
17/05/2026

Signore, rendimi uno strumento della tua pace:
dove c'è odio, lasciami seminare amore;
dove c'è offesa, perdono;
dove c'è dubbio, fede;
dove c'è disperazione, speranza;
dove c'è oscurità, luce;
dove c'è tristezza, gioia.
O divino Maestro, fa' che non tanto cerchi di essere consolato quanto di consolare, di essere compreso quanto di comprendere, di essere amato quanto di amare.
Perché è dando che riceviamo, è perdonando che siamo perdonati, ed è morendo che nasciamo alla vita eterna. Amen. (San Francesco d’Assisi)

*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo*Nel Vangelo di oggi Gesù lascia alla Chiesa una missione battezzat...
16/05/2026

*Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo*
Nel Vangelo di oggi Gesù lascia alla Chiesa una missione battezzate tutti i popoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La frase che leggiamo non certo una formula magica e nemmeno una indicazione liturgica dalla quale ricavare la definizione di Trinità. Il comando di Gesù “andate e battezzate tutti…” è la missione di immergere tutta l’umanità dentro l’esperienza di Dio. La parola “battezzare” significa “immergere”, ed è infatti questo il modo pratico con il quale si facevano i riti battesimali in antichità. “Battezzare tutti” è prima di tutto il compito dei cristiani di far sì che tutta l’umanità si senta immersa in Dio e che lo segua per costruire il mondo di pace e armonia che Lui ha in mente fin dalla creazione. Non tutti devono diventare cristiani battezzati, ma tutti possono partecipare all’azione di Dio, indipendentemente dal credo e dalla fede, dalla cultura e dal popolo. Fare discepoli e battezzare è la missione della Chiesa e di ogni singolo cristiano. L’amore umano è ciò che ci fa sentire avvolti dall’enorme mantello di Dio. Con l’amore umano, possibile a tutti e ad ogni latitudine, non siamo noi a portare il mare di Dio dentro la piccola buca della nostra vita, ma ci scopriamo immersi nell’oceano della Trinità.

01/05/2026
*Credere*Prima Maria di Magdala e poi i discepoli di Emmaus annunciano agli altri che Gesù è risorto, ma non vengono cre...
11/04/2026

*Credere*
Prima Maria di Magdala e poi i discepoli di Emmaus annunciano agli altri che Gesù è risorto, ma non vengono creduti. Penso che il problema fondamentale, per i discepoli di allora e per noi oggi, è la fede. Spesso pensiamo che le crisi della Chiesa o della nostra vita personale dipendano dall’organizzazione, dalle strategie, dalle idee. Ma il nodo vero rimane sempre lo stesso: credere. In effetti le parole del Vangelo di oggi sembrano parole che ci accusano per farci sentire in colpa, ma in realtà è un invito a ciascuno di noi innanzitutto a riconoscere dove siamo a prendere sul serio la nostra fatica a credere, senza nasconderla. Perché proprio lì può iniziare un cammino vero: non quello di chi si illude di avere già tutto chiaro, ma quello di chi, anche tra dubbi e resistenze, sceglie ogni giorno di fidarsi un po’ di più. Quando ci sentiamo in crisi di fede, semplicemente preghiamo così: "Signore, aumenta la mia fede".

*Venite a mangiare*Il Vangelo di oggi ci racconta l’esperienza del fallimento, della fatica senza risultato, del vuoto c...
10/04/2026

*Venite a mangiare*
Il Vangelo di oggi ci racconta l’esperienza del fallimento, della fatica senza risultato, del vuoto che tante volte segna anche la nostra vita. Gesù ci chiede: avete qualcosa che vi sostiene davvero? Avete qualcosa che dà senso alla vostra vita? Perché il vero nutrimento non è solo ciò che riempie lo stomaco, ma ciò che riempie l’esistenza. Gesù è colui che dona questo nutrimento. È colui che restituisce significato, che orienta, che dà direzione. Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia, siamo come quei discepoli sulla riva.
Arriviamo con le nostre fatiche, con le nostre “reti vuote”, e troviamo qualcuno che ci invita a mangiare. È Lui che ci nutre. È Lui che continua a darci sé stesso. Ed è proprio questo dono che riempie di senso la nostra vita, anche quando tutto sembra sterile o incompiuto. La vera pesca, allora, non è quella dei pesci, ma quella del senso. E solo chi si lascia incontrare dal Risorto può davvero fare questa esperienza.

*La Fede cristiana non è un’idea vaga*Se siamo sinceri dobbiamo ammettere che molte volte abbiamo la sensazione che Gesù...
09/04/2026

*La Fede cristiana non è un’idea vaga*
Se siamo sinceri dobbiamo ammettere che molte volte abbiamo la sensazione che Gesù sia come un fantasma, qualcosa di evanescente, di poco concreto, quasi non affidabile. Ci attraversa il dubbio che la fede sia un’illusione, una costruzione consolatoria più che una realtà. Il Vangelo di oggi ci dimostra che sbagliamo, perché la fede cristiana non è un’idea vaga, né un’emozione passeggera. È un fatto. È l’incontro con una presenza reale. Gesù non si presenta come un simbolo, ma come qualcuno che si può riconoscere, incontrare, sperimentare. Per questo dovremmo porci una domanda seria: la nostra fede è ancora un fatto oppure è diventata soltanto un’emozione? Penso che abbiamo bisogno di uscire da una fede vaga, indefinita, per entrare in una relazione concreta con Cristo. Perché solo una fede che poggia su un incontro reale può reggere nel tempo e nelle prove.

*La Fede è rimettersi in cammino*Quante volte restiamo delusi perché le nostre aspettative si infrangono? In quel moment...
08/04/2026

*La Fede è rimettersi in cammino*
Quante volte restiamo delusi perché le nostre aspettative si infrangono? In quel momento si spezza in noi l’idea che ci eravamo fatti della vita. E’ allora ci chiediamo che cosa rimane di noi? I discepoli di Emmaus sono l’immagine di ciascuno di noi quando, feriti e disillusi, ce ne torniamo indietro, ripiegando su noi stessi. Ed è qui che interviene Gesù, si accosta, ci cammina accanto, ci ascolta e cerca di aiutarci rimettendo insieme i pezzi. Quanto capiamo ciò il nostro cuore riprendere a ba***re perché qualcosa dentro di noi si è rimesso in moto. Cosi Gesù può allontanarsi ma non ci lascia soli. Cari fratelli e sorelle la fede non è trattenere Gesù, ma lasciarsi rimettere in cammino. I discepoli ripartono. Tornano a Gerusalemme, diventano testimoni. La delusione non è più un punto di arrivo, ma un passaggio. Il Vangelo ci suggerisce che anche le nostre delusioni possono diventare luogo di incontro con Dio. La Pasqua, allora, non elimina la possibilità di vedere i nostri sogni infranti, ma ci restituisce alla vita con un cuore capace di ricominciare.

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