Santuario Nostra Signora di Montallegro

Santuario Nostra Signora di Montallegro Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Santuario Nostra Signora di Montallegro, Centro religioso, Salita al Santuario, Rapallo.

Il Santuario Nostra Signora di Montallegro si trova a 612 mt sul livello del mare, è raggiungibile con la strada carrozzabile, per via autobus di linea e per la comoda funivia, che in soli 7 minuti vi porta al Santuario.

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNODomenica 13  settembre 2026Il fatto che dobbiamo perdonare non nasce da una no...
13/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Domenica 13 settembre 2026
Il fatto che dobbiamo perdonare non nasce da una nostra capacità o bontà ma dalla semplice memoria che i primi ad essere stati perdonati siamo stati proprio noi, e che senza la memoria di questa grazia che abbiamo ricevuto non riusciremo mai a farlo anche noi di conseguenza. Allora il problema diventa un altro: abbiamo memoria di quanto siamo stati perdonati? Dire in confessione “non credo di peccare”, o “sono fondamentalmente una brava persona” non ci aiuta. Non metto in dubbio che c’è molta gente santa in giro, ma solitamente i santi dicono che sono dei grandi peccatori e riescono a scovare la loro fragilità nelle pieghe più nascoste della loro vita, mentre i più incalliti peccatori sembrano vivere beatamente nella convinzione che sono migliori degli altri. Si perdona solo se si domanda al Signore la grazia di vedere quanto noi stessi abbiamo bisogno di perdono.

Mt 18, 21-35
Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: "Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?". E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello".

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOSabato 12 settembr e2026A salvarci non sarà una formula o un rito, una soluzio...
12/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Sabato 12 settembr e2026
A salvarci non sarà una formula o un rito, una soluzione magica. In fondo cosa costa gridare: ‘Signore, Signore!’? Nulla. Costa e come, invece, permettere che quel Signore invocato eserciti davvero la sua signoria sul nostro cuore facendo sì che a plasmare opere e giorni sia ciò che il Vangelo propone e chiede. Costa lasciarsi modellare pensieri e sentimenti sui pensieri e i sentimenti che furono in Cristo Gesù. Ma spesso a un rapporto con il Signore profondo e radicato preferiamo uno epidermico e occasionale.

Lc 6,43-49
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOVenerdì 11 settembre 2026Quello che viviamo non è ancora il tempo del giudizio...
11/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Venerdì 11 settembre 2026
Quello che viviamo non è ancora il tempo del giudizio (che, qualora l’avessimo dimenticato, non spetta certo a noi) ma quello della misericordia.
Nel cammino della vita, io non precedo nessuno: infatti condivido con ogni uomo la stessa fragilità e il medesimo bisogno di ravvedermi. Nessuno di noi è guida di un altro ma solo compagno di cammino, un cammino che può essere compiuto solo nella fiducia reciproca. Se perdo la memoria del perdono a me concesso infinite mi porrò di fronte al male altrui con durezza e con disprezzo. Durezza e disprezzo, infatti, fanno di noi solo degli affossatori del fratello, non già occasione perché l’altro possa essere sollevato da certi pesi.
È il giusto sguardo su di sé a permettere attenzione e delicatezza verso gli altri.

Lc 6,39-42
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOGiovedì 10 settembre 2026Che cosa potrà operare il passaggio dalla cultura del...
10/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Giovedì 10 settembre 2026
Che cosa potrà operare il passaggio dalla cultura dell’ostilità alla cultura dell’ospitalità? Per Gesù la via è una sola: imparare ad amare l’altro per l’altro, senza volerlo cambiare; amarlo anche se poi si sarà ripagati con il rifiuto o con la morte, come è accaduto a lui. Questo amore è debole, povero, perdente, ma fecondo. La via per eliminare l’ostilità è anzitutto il riconoscerla e l’accettarla come presente dentro di me prima ancora che attorno a me. Riconoscere cioè che anch’io più volte sono nemico e nemico amato. Più volte mi è stata già usata misericordia.

Lc 6,27-38
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOMercoledì 9 settembre 2026Cos’avevano quegli uomini di tanto diverso da ricono...
09/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Mercoledì 9 settembre 2026
Cos’avevano quegli uomini di tanto diverso da riconoscere in loro addirittura una esperienza di felicità raggiunta? Non aveva forse davanti gente sventurata, di cui, semmai, avere compassione? Perché mai beati? Perché queste persone hanno dimostrato una maggiore disponibilità ad accogliere l’annuncio di un Dio che ti si fa accanto condividendo la tua stessa sorte. Paradossalmente chi sta male ha aperto il suo cuore alla parola di Gesù. Oppressi da sofferenze e umiliazioni di ogni tipo non hanno permesso che il loro sguardo restasse ripiegato, grazie a quell’uomo che ha ridestato la loro speranza e ha permesso che pure una esperienza di prova non diventasse mai luogo di maledizione.

Lc 6, 20-26
Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOMartedì 8 settembre 2026Ci saremmo aspettati chissà quale racconto del momento...
08/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Martedì 8 settembre 2026
Ci saremmo aspettati chissà quale racconto del momento in cui la Madre del Signore ha visto la luce. E, invece, nulla di tutto questo. In quel lungo elenco di nomi che da Abramo giunge fino a Giuseppe, Maria quasi si perde. Tuttavia, proprio quell’elenco di nomi – i più dei quali tanto inadeguati alla generazione del Figlio di Dio – ci restituisce un dato con cui questa festa ci chiede di misurarci: la trama delle nostre vicende a volte disarmoniche e contraddittorie, non rappresenta mai un impedimento definitivo al fatto che Dio porti a compimento il suo disegno di salvezza sull’umanità.

Come sarebbe bello poter proseguire quella genealogia fino a raggiungere noi! Tutti nomi, i nostri, che prendono luce da quel frutto maturo, che è il Dio con noi, il Dio mescolato con noi.

Mt 1,1-16.18-23
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo….
Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

LA PAROLA DEL RETTOREMartedì 8 settembre 2026Un giorno su Nazareth si posò lo sguardo di Dio; proprio la, da dove nulla ...
08/09/2026

LA PAROLA DEL RETTORE
Martedì 8 settembre 2026
Un giorno su Nazareth si posò lo sguardo di Dio; proprio la, da dove nulla di buono può ve**re, venne alla luce una bambina e la chiamarono Maria. E la storia da quel giorno non fu più la stessa: la terra tornava ad essere la "terra di Dio" e gli uomini "creature amate".
Un "compleanno" che ci è caro come i compleanni dei nostri bambini che domani vorrò benedire.

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOLunedì 7 settembre 2026La maniera attraverso cui Gesù mette al centro le perso...
07/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Lunedì 7 settembre 2026
La maniera attraverso cui Gesù mette al centro le persone dovrebbe essere la magna carta di ogni nostra pastorale e di ogni nostra iniziativa cristiana. Ma quando le persone non sono al centro è facile scadere in forme di perversione religiosa, dove le regole valgono più della dignità delle persone.. A noi non viene chiesto innanzitutto di fare miracoli ma di accorgerci, di cambiare il punto focale, di tornare a preferire le persone alle idee e persino alle semplici regole. Ma per fare questo non bisogna far scomparire le idee e le regole. Gesù non vuole abolire il sabato, ma vuole guarirlo da ciò che è diventato. Vuole riportare le cose a ciò che dovrebbero sempre essere.

Lc 6, 6-11
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C'era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all'uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNODomenica 6 settembre 2026Ecco il segreto che spesso dimentichiamo: quando siam...
06/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Domenica 6 settembre 2026
Ecco il segreto che spesso dimentichiamo: quando siamo in comunione gli uni con gli altri, la nostra preghiera può tutto. E ce lo ricorda anche un canto popolare :” Dove la carità vera, lì c’è Dio”. A volte pensiamo che i cieli siano lontanissimi da noi, eppure ci sono delle persone che si amano, facendo la fatica dell’amore, lì misteriosamente è presente il Signore. Ecco perché la comunione fraterna non è un optional nella fede cristiana.

Mt 18, 15-20

"Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO Sabato 5 settembre 2026Se il Signore opera in giorno di sabato non è per fare...
05/09/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Sabato 5 settembre 2026
Se il Signore opera in giorno di sabato non è per fare il bastian contrario rispetto a quanto prescriveva la legge ma per restituire l’osservanza di un precetto alla sua verità. Il sabato, infatti, era memoria della grande bontà di Dio e del bisogno di dire “basta” a una logica produttiva e gustare, così, il riposo stesso di Dio. Il sabato non lo si osserva soltanto se ci si astiene dall’operare ma se si è in grado di promuovere e alimentare la vita in se stessi e in coloro che ci sono affidati.

Lc 6,1-5
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Indirizzo

Salita Al Santuario
Rapallo
16035

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 17:00
Martedì 08:00 - 17:00
Mercoledì 08:00 - 17:00
Giovedì 08:00 - 17:00
Venerdì 08:00 - 17:00
Sabato 08:00 - 17:00
Domenica 08:00 - 17:00

Telefono

+390185239000

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