Santuario Nostra Signora di Montallegro

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Il Santuario Nostra Signora di Montallegro si trova a 612 mt sul livello del mare, è raggiungibile con la strada carrozzabile, per via autobus di linea e per la comoda funivia, che in soli 7 minuti vi porta al Santuario.

LA PAROLA DEL RETTORESabato 13 giugno 2026CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA – MEMORIANoi siamo amati da una Mad...
13/06/2026

LA PAROLA DEL RETTORE
Sabato 13 giugno 2026
CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA – MEMORIA
Noi siamo amati da una Madre che non si arrenderà finché non ci avrà ritrovati, finché non ci avrà riportati al sicuro. (Per info, chiedete a Gesù smarrito e ritrovato nel tempio). Ma siamo anche discepoli di un maestro che ci chiede di non perderlo di vista semplicemente perché dobbiamo andare noi dietro a Lui e non Lui dietro a noi. Gesù lo si perde spesso quando lo si sorpassa, quando si crede di conoscere già la strada che vuole fare. Ma la verità è che non sappiamo molto della strada se non seguendoLo.

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOVenerdì 12 giugno 2026SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ - SOLENNITÀ Il maestro è il c...
12/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Venerdì 12 giugno 2026
SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ - SOLENNITÀ
Il maestro è il cuore. Andare tutti a scuola di cuore! Tutti a imparare il cuore di Dio! Dove c'è l'alfabeto della vita. Dio stesso non è un concetto, ma il cuore dolce e forte della vita. Imparate da me, dal mio modo, delicato, senza violenza e senza arroganza. Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero. Un giogo: che cosa è oltre che un oggetto da museo della civiltà contadina? Oltre il ricordo degli animali da tiro, la loro grande fatica? È una metafora che non sentiamo amica: abbiamo fatto di tutto per scuoterceli di dosso, i gioghi. Gesù però dice: il mio giogo, un giogo che rimane suo, non ce lo butta addosso, con il duro della vita. Il giogo resta il suo, lui continua aggiogato allo stesso legno. A me dice: «amico d'avventura, siamo in due; non sei solo, inchiodato alla fatica del vivere, del prenderti cura di qualcuno; siamo insieme allo stesso solco, allo stesso aratro».

Mt 11, 25-30
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOGiovedì 11 giugno 2026Barnaba è originario di Cipro, si fa cristiano, vende qu...
11/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Giovedì 11 giugno 2026
Barnaba è originario di Cipro, si fa cristiano, vende quello che ha e lo consegna agli apostoli. Il suo è un gesto radicale ma lui non è affatto una persona rigida, anzi. Si fa carico del giovane Saulo, appena convertito, di cui nessuno si fida. Lo prende sotto le sue ali e lo porta con sé in missione. A Gerusalemme la comunità è turbata dalla notizia che ad Antiochia fra i fratelli si sono aggiunti dei pagani: viene inviato Barnaba che, vista la situazione, non tergiversa e li incoraggia risolutamente a perseverare nella fede. Luca nel suo resoconto dice che Barnaba fu soprannominato “figlio dell'esortazione”.



Barnaba incoraggia chi incontra, vede il positivo, trova delle soluzioni. Unisce anziché dividere, il suo nome e la sua memoria sono rimasti a incoraggiare quanti si mettono alla sequela del maestro Gesù. Abbiamo urgente bisogno, nelle nostre comunità, di persone che, come Barnaba, si mettono a costruire invece che a criticare. Abbiamo bisogno di figli dell'esortazione capaci di condurre all'unità chi, invece, contrappone le diverse posizioni nella fede. Impegniamoci, oggi, a costruire anziché criticare.

Mt 10, 7-13
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOMercoledì 10 giugno 2026«Esiste la tentazione del “cristiano light”, di chi in...
10/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Mercoledì 10 giugno 2026
«Esiste la tentazione del “cristiano light”, di chi invece di amare la roccia, ama le parole belle, le cose belle e si rivolge verso un “dio spray”, un “dio personale”, con atteggiamenti di superficialità e di leggerezza. Questa tentazione c'è ancora oggi: cristiani superficiali che credono sì in Dio, ma non in Gesù Cristo, quello che ti dà fondamento.

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOMartedì 9 giugno 2026Solo chi accoglie le beatitudini e vive secondo quello st...
09/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Martedì 9 giugno 2026
Solo chi accoglie le beatitudini e vive secondo quello stile ha lo stesso sapore di Cristo. L’essere esposti alla difficoltà, alla prova, il vivere l’esperienza della croce, questo rende i discepoli conformi al Maestro. La croce ci fa sale della terra. La croce dà il gusto, il sapore all’uomo che ne è privo.
Siamo sale quando la nostra vita ha il sapore delle beatitudini. Troppo spesso noi cerchiamo una nostra rilevanza sociale, puntando così più sul ruolo che sull’identità. Eppure la candela non si preoccupa di illuminare: semplicemente arde e, ardendo, illumina.

Mt 5, 13-16
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOLunedì 8 giugno 2026Quel giorno, su quella montagna, Gesù ridiceva il progetto...
08/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Lunedì 8 giugno 2026
Quel giorno, su quella montagna, Gesù ridiceva il progetto degli inizi: facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza. Già. Il problema, infatti, era proprio come recuperare la somiglianza perduta. Sappiamo, infatti, che l’immagine resta sempre impressa in noi: io rimango figlio di Dio, sempre, comunque. Non così la somiglianza: il vivere da figlio di Dio. Sempre da recuperare. E così quel giorno prima ancora che uno stile da assumere Gesù tratteggiava anzitutto i lineamenti del suo volto, quel volto secondo il quale ricostruire la nostra personale identità. Parole “altre” per eccellenza, quelle delle beatitudini.

Mt 5, 1-12
Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNODomenica 7 giugno 2026SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - SOLENNITÀ La noia,...
07/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Domenica 7 giugno 2026
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - SOLENNITÀ
La noia, il tedio, la fatica quotidiana a trovare sempre nuovi stimoli, a ritrovare le sorgenti interiori a dover ripetere ogni giorno le stesse mansioni, a incontrare le stesse persone, a vivere la stessa liturgia di domenica in domenica. I nostri giorni, questi giorni, sono un continuo effetto «wow», tutto deve essere sopra le righe, velocissimo, tutto deve distrarre, altrimenti cambiamo canale, antidoto contro la noia. Anche in campo spirituale viviamo una continua ricerca di esperienze forti, che scuotano. Il pane di oggi mi indica invece un elogio della noia, fondamentale per tutti noi.

Che tedio! Parola straordinaria, «tedio» è la contrazione di «Te Deum», della lunga preghiera di ringraziamento che sembra non finire mai, melodia monotona monocorde. La Messa è noiosa, è un tedio: allora ringrazia e gioisci di questo perché, se elimini la noia dalla tua vita, elimini la fatica dello studio, gli allenamenti che ti spingono un po' più oltre, grazie alla noia comprendi finalmente la persona che hai accanto, grazie alla noia sai trovare ispirazione in te stesso, grazie alla noia puoi finalmente entrare nella camera più difficile da varcare, te stesso. Colui che mangia me, vivrà per me: un Dio che si lascia mangiare, quotidianamente, un Dio che ha il sapore tedioso del Pane, necessario a dare sapore ad ogni attimo.

Gv 6, 51-58
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOSabato 6 giugno 2026La vedova del Vangelo mette una piccolissima offerta nella...
06/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Sabato 6 giugno 2026
La vedova del Vangelo mette una piccolissima offerta nella bussola del tempo ed in valore assoluto insignificante. Ma il Signore scruta le profondità dell'uomo. Sa della grandezza dell'offerta, perché quella vedova ha dato, tutto ciò che aveva. Questa immagine, fa da stridore con quella dei farisei, che vivono alla lettera, la legge. Ogni volta che Gesù rimprovera i farisei, dovrebbe stimolarci a domandare: "come viviamo la nostra fede, impregnata di legalismo oppure aperta all'amore disinteressato”? Una fede formale o una fede ricca, gioiosa? Chissà la spocchiosità con cui hanno visto la donna nel compiere quel gesto, che invece avrebbe dovuto interrogarli.

Mc 12, 38-44
«Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOVenerdì 5 giugno 2026Gesù insegna nel tempio dimostrando molte cose. Anzitutto...
05/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Venerdì 5 giugno 2026
Gesù insegna nel tempio dimostrando molte cose. Anzitutto di leggere, studiare, meditare e conoscere profondamente la Scrittura. E non per ispirazione divina ma con la frequentazione quotidiana nella preghiera. A partire dalla Bibbia argomenta con convinzione: tutti aspettano come Messia il re Davide, un Messia politico, combattente, un vero soldato. Ma, dice Gesù, come è possibile tale identificazione visto che in un salmo Davide stesso riconosce il Messia come suo re? Non possono essere la stessa persona! Così facendo Gesù sposta l'attenzione della folla da un messianismo politico ad uno spirituale, più profondo e universale.

Mc 12, 35-37
Insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
"Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi".
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNOGiovedì 4 giugno 2026Amare, voce del verbo ascoltare! Tu inizia col prenderti ...
04/06/2026

COMMENTO DEL RETTORE AL VANGELO DEL GIORNO
Giovedì 4 giugno 2026
Amare, voce del verbo ascoltare! Tu inizia col prenderti del tempo ogni giorno con il Signore e chiedi a Lui, dedicati poco per volta alla Scrittura: lascia che scenda nel tuo cuore. Ogni giorno fai piccoli esercizi di ca**tà e di silenzio. Quando meno te lo aspetterai avrai sempre l'intuizione giusta di ciò che devi fare.

Mc 12:28b-12:34

Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: "Qual è il primo di tutti i comandamenti?".

Gesù rispose: "Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi".

Allora lo scriba gli disse: "Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici". Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: "Non sei lontano dal regno di Dio". E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Indirizzo

Salita Al Santuario
Rapallo
16035

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 17:00
Martedì 08:00 - 17:00
Mercoledì 08:00 - 17:00
Giovedì 08:00 - 17:00
Venerdì 08:00 - 17:00
Sabato 08:00 - 17:00
Domenica 08:00 - 17:00

Telefono

+390185239000

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