26/05/2026
MADONNA DELL'IDRIA (O ODIGITRIA)
Oggi, martedì dopo la Pentecoste, in Sicilia si celebra la Festa della MADONNA DELL’IDRIA O ODIGITRIA.
Sin dai primi secoli della cristianità, nell’Oriente greco ebbe un enorme sviluppo il culto della Vergine, tra cui quello al titolo della Madonna dell’Odigitria. A Costantinopoli, l’Odigitria venne collocata in una chiesa custodita da frati basiliani, risalente al V secolo e oggi scomparsa, e divenne famosa proprio perché l’immagine fu attribuita a San Luca. Secondo laleggenda sacra, infatti, quella dell’Odigitria è una delle tre icone dipinte dal terzo evangelista quando la Vergine era ancora in vita, in seguito portata da Eudosia, moglie dell’imperatore Teodosio il Giovane, dalla Terra Santa fino a Costantinopoli. Questa celebre immagine fu considerata la protettrice, la 'conduttrice, guida della via' della città e di tutto l’impero d’Oriente. Prima della definitiva caduta in mano ai Turchi di Maometto II (1453), si ricordano solenni processioni penitenziali con l’icona dell’Odigitria per le vie della città, ma l’ora di Costantinopoli era ormai segnata e con la rapida distruzione delle chiese e delle icone, i Turchi miravano anche ad annientare la praesentia della Madonna. Tuttavia il culto resistette e così, dopo un’iniziale diffusione avutasi in seguito all’esodo di cristiani all’epoca delle persecuzioni iconoclastiche di Leone Isarco (VIII sec.), si espanse nuovamente grazie alla devozione di marinai e di profughi - per lo più albanesi- che si diressero verso le regioni più meridionali d’Italia (soprattutto Sicilia, Calabria, Puglia). Bisanzio fu punto d’origine delle celebrazioni e dei modelli iconografici mariani: tutte le Madonne con il titolo dell’Odigitria in Oriente e in Occidente hanno l’icona di Costantinopoli come prototipo, ed essa è pure l’origine della tradizionale attribuzione a San Luca delle immagini venerate. Tra i tanti esempi da citare, si trova quello dell’icona galleggiante, rinvenuta da pescatori nell’anno 1383 nelle vicinanze dell’abitato di Tikhvin (Russia), che i devoti ritengono essere, se non l’originale di San Luca,almeno una replica fedele dell’Odigitria di Costantinopoli (Gharib).
La raffigurazione più diffusa, specialmente in chiese siciliane e sarde, appare quella della Madonna col Bambino in braccio che poggia su una cassa tenuta a spalla da due basiliani. La tradizione vuole che durante l’ assedio di Costantinopoli da parte dei Saraceni (anno 718), due monaci basiliani dopo aver collocata l’ immagine della Madonna Odigitria su una cassa, e dopo averla condotta fino al mare, la esposero verso la flotta nemica. Dopo le preghiere dei suoi devoti, improvvisamente il mare si agitò ed ecco la flotta saracena fu dispersa.
I soldati siciliani che si trovavano a Costantinopoli a fianco dei cristiani, al loro ritorno in Sicilia in ricordo di così grande prodigio fecero dipingere l’ Odigitria sulla cassa tenuta da due monaci basiliani, detti in greco “calogeri”, ossia “bei vecchi”.
In Sicilia questo culto si diffuse assai rapidamente e con l’ adattamento della denominazione nelle forme abbreviate di “ITRIA” e “IDRIA” divenne uno dei culti mariani più caratteristici della nostra Isola. A Napoli, il canonico Carlo Celani nel Seicento scrive che S. Maria dell’Idria era così denominata 'per l’immagine della S.S. Vergine con un idria, ossia un vaso sotto i piedi', con riferimento ad un tipico vaso greco per acqua (cui sembra collegarsi anche l’interpretazione di ''Odygidrya'' come 'Madonna delle acque' data alla stessa immagine devozionale nell’omonima chiesa di Ragusa Ibla). Aspreno Galante, invece, sostiene che tale dicitura sarebbe un adattamento del termine ''odigitria'' o ''odigidria'', anch’esso di origine greca (composto da 'via' e 'conduttrice'), con il significato di 'guida della via, del cammino', in relazione all’icona della Madonna dipinta da San Luca.
L’appellativo ''odigitria'' in questa accezione potrebbe far riferimento anche ad un antico prodigio attribuito alla Madonna di Costantinopoli che guidò due ciechi fino alla sua chiesa e fece loro recuperare la vista; o essere relazionato alla strada che alla chiesa conduceva, attraversata dai condottieri e sovrani dopo i trionfi in battaglia.
Il culto della Madonna in sé è come guida e protettrice del viandante, di tutti noi viandanti e pellegrini sull'esempio di Maria Madre di Dio e Madre nostra!
Foto di Gio Battaglia
Campanile Chiesa dell'Idria a Ragusa Ibla