10/02/2018
A seguito delle recenti dichiarazioni in merito ai debiti contratti dalla Parrocchia San Luca a causa della gestione dell'housing sociale, si rende necessario da parte del gruppo scrivente (quello che vedete rappresentato nelle foto del presente profilo), precisare quanto segue:
L'Housing sociale "La Nostra Casa" gestito dalla Caritas San Luca dal 2012 al 31/12/2015, operava con la copertura totale dei costi del progetto a carico dell'Amministrazione Comunale, a loro volta derivanti da stanziamenti Regionali per il contrasto alle povertà estreme.
Tali costi, preventivamente valutati e approvati dall'Amministrazione Comunale, prevedevano il pagamento di affitto e utenze della casa e il pagamento di tre operatori e un coordinatore che turnavano 7 giorni su 7 per l'intero periodo, garantendo il controllo della casa, la corretta convivenza tra i diversi ospiti e diversi nuclei familiari presenti, nonché l'accompagnamento degli ospiti verso percorsi di autonomia che potessero permettergli di migliorare la propria condizione economica e sociale. Tutti i costi del periodo suddetto sono stati regolarmente pagati e rendicontati all'Amministrazione Comunale, come da Convenzione iniziale firmata da don Paolo Sanna e rinnovata di anno in anno.
Nei primi anni di operatività, come da Convenzione, l'Amministrazione ha anticipato le somme annuali, che la Parrocchia ha utilizzato per la gestione delle spese.
In proposito è bene chiarire, benché evidente, che non era previsto nessun importo a beneficio della Parrocchia, in quanto lo spirito della partecipazione al progetto non era quello di lucrare, ma di partecipare in qualche modo alla ricerca di soluzioni ai problemi che quotidianamente pervenivano al centro d'ascolto Caritas operante al Fortino, da parte degli utenti. A tal proposito si precisa ancora una volta che tutte le attività svolte presso il centro d'ascolto (che nulla hanno a che vedere con il progetto di gestione dell'housing), sono state sempre rese a titolo gratuito da parte di tutti i volontari qualificati (operatori di ascolto, psicologa, avvocati, ecc).
Come purtroppo accade anche nei progetti che iniziano con le più nobili intenzioni, nel corso degli anni l'Amministrazione Comunale, ha via via iniziato a non tenere fede ai propri impegni.
A causa delle ridotte risorse a sua volta a disposizione, il versamento delle somme necessarie al mantenimento dell'housing (ridotte di anno in anno anche dal punto di vista quantitativo) non avveniva più anticipatamente su base annua, ma prima con tranche trimestrali anticipate, poi sempre più in sofferenza, a trimestre finito.
L'ultimo anno, il 2015, è stato un anno di forte disagio per la gestione dell'housing.
La Parrocchia non poteva permettersi di anticipare le somme per affitti e compensi operatori, tuttavia i Servizi Sociali continuavano ad effettuare inserimenti di ospiti.
Nonostante la comprensione degli operatori, che hanno operato diversi mesi senza percepire le spettanze, e la pazienza dei proprietari dell'immobile che hanno tollerato mesi di ritardo nel pagamento degli affitti, la Parrocchia ha dovuto anticipare i costi delle utenze elettriche, ogni volta che la riduzione dei kw preannunciava il distacco del servizio.
Arresi all'impossibilità di poter gestire in questo modo l'housing, si è sollevata la questione all'Amministrazione, che essendo in periodo elettorale non poteva prendere decisioni in merito a queste questioni. Si è avuto allora l'aiuto da parte della Caritas Diocesana, che con un prestito alla Parrocchia ha permesso di continuare il progetto, pagando le spese arretrate in attesa della restituzione da parte dell'Amministrazione.
Al termine del 2015, l'Amministrazione non garantiva un rinnovo per il 2016, se non attraverso la restituzione delle somme rendicontate a consuntivo. In pratica, la Parrocchia (che ancora non aveva avuto la restituzione delle somme relative al 2015) avrebbe dovuto anticipare anche il 2016 con le proprie risorse. Di qui la decisione da parte di chi fino a quel momento aveva portato avanti il progetto, in accordo col Parroco, di non rinnovare la disponibilità per il 2016, terminando il servizio il 31/12/15, e chiedendo ai Servizi Sociali di ricollocare entro tale data gli ospiti in altri Housing in modo da riconsegnare la casa ai proprietari e concludere così il progetto. La decisione derivava principalmente dall'impossibilità da parte della Parrocchia di prendere un impegno finanziario che andava oltre la propria portata, senza garanzie né di copertura, né di date di pagamento.
Così, al 31/12/15 il gruppo Caritas scrivente mette fine all'esperienza housing.
Poco dopo, come annunciato pubblicamente dal nostro post di gennaio 2016, incomprensibilmente avviene un cambio di rotta da parte della Parrocchia, di cui abbiamo notizia dai giornali.
Più volte è stato chiesto un chiarimento, un confronto col Parroco per poter comprenderne le motivazioni e renderci se necessario e gradito, ancora utili al Progetto. Più volte e inutilmente abbiamo chiesto anche attraverso il Vescovo, un incontro pubblico o privato, utile anche a capire se ve ne fossero stati, quali fossero gli errori da noi commessi, tali da precludere un chiarimento.
Neanche il Vescovo è riuscito a convincere don Albino Lilliu ad incontrarci.
Quindi lo scrivente gruppo e il parroco prendono ognuno la propria strada.
Del prosieguo dell'housing non sappiamo altro. Evidentemente, a quel che si pubblicizza, ha causato debiti ingenti a carico della Parrocchia, che a quanto pare ha revocato la disdetta al Comune senza avere adeguate garanzie di copertura dei relativi costi.
Probabilmente i "debiti dell'housing" a cui ci si riferisce sono derivanti da questa fase, e ci spiace che tutto questo venga etichettato come "housing".
L'housing è stato qualcosa di molto diverso: è stato impegno, è stato relazioni sociali, è stato inclusione di tante persone sole. È stata un'esperienza che ha lasciato un segno in operatori e volontari, è stato molto di più che una questione di conti, costi e debiti.
Ci sembrava necessario raccontare, dal nostro pulpito, cosa è stato l'housing, anche dal punto di vista meramente gestionale.
Housing non vuol dire debiti. Finché il nostro gruppo ha collaborato al progetto, quindi fino al 31/12/15, tutto è stato pagato dal contributo comunale.
Restiamo a disposizione di chiunque abbia necessità di chiarimenti.