01/09/2026
๐๐ฎ๐ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐ข, ๐๐ฎ๐ ๐๐ฎ๐จ๐ซ๐ข: ๐ฎ๐ง ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐๐๐ฌ๐ข๐๐๐ซ๐ข๐จ
Dopo don Santino Brunetti, se nโรจ andato Enzo Bianchi, due figure diverse ma con tanti elementi di somiglianza, fra lโaltro alla stessa etร , che mi fanno sorgere alcuni pensieri che vorrei condividere.
Il primo una figura di spessore per la comunitร locale, lโaltro a livello nazionale ed oltre, prete diocesano il primo, monaco lโaltro eppure, secondo me, anche accomunati da tanti tratti.
Innanzitutto di essere figli di un certo tempo, quello del Concilio, con una chiesa e una societร in fermento, tempi anche controversi e dolorosi per tante vicissitudini ma anche con una forte carica di speranza, quella che oggi facciamo cosรฌ fatica a trovare nel mondo che ci circonda, forse addirittura nella stessa Chiesa.
Il tentativo di dare risposta alle istanze del momento con la carica rivoluzionaria della Parola di Dio, testimoniata dallo sforzo di dialogo incessante di Enzo Bianchi e la sua comunitร , dialogo con altre chiese, altre fedi (ricordo un bellissimo corso sullโIslam a cui partecipai alcuni anni fa), uomini di nessuna fede, dialogo con la terra, con lโarte, con tutto ciรฒ che umano, da capire innanzitutto, da qui la necessitร del silenzio, dellโascolto, di lasciare spazio.
Don Santino che in tutti gli anni del suo servizio รจ stato anche direttore della Caritas, ma credo anche questo inserito nella sua idea di chiesa. Una chiesa che si nutre della Parola in piccole comunitร , che testimonia la caritร senza delegare a corpi specificiโฆ la parrocchia che mette a servizio gli spazi per i poveri, per le docce, la colazione, il vestiario, la casetta che tuttโora รจ sede della Ronda Caritas con ragazzi impegnati nel servizio. Una chiesa che vuol essere comunitร , che accoglie e accompagna, e che non vorrei che scomparisse via via che persone come Enzo e Santino ci lasciano. Una chiesa dove un monaco e un parroco con due mani da contadino sono piรน simili di quel che sembra.
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Don Enzo Pacini