Parrocchia S.Rita a Fontanelle

Parrocchia S.Rita a Fontanelle La nostra parrocchia, il nostro cammino

DOMENICA 13 SETTEMBRE PERDONA L’OFFESA AL TUO PROSSIMO E PER LA TUA PREGHIERA TI SARANNO RIMESSI I PECCATI.(Sir 27, 30 -...
12/09/2026

DOMENICA 13 SETTEMBRE

PERDONA L’OFFESA AL TUO PROSSIMO E PER LA TUA PREGHIERA TI SARANNO RIMESSI I PECCATI.
(Sir 27, 30 - 28, 7)

Ciascuno di noi ha qualcosa da farsi perdonare.
Qualcosa per cui deve chiedere scusa, ad un'altra persona, e certamente al Signore.

Ebbene, se non sappiamo perdonare agli altri, con quale coraggio chiediamo perdono a Dio?
O peggio...forse nemmeno glielo chiediamo, il perdono!

Chi non sa chiedere perdono, non perdona.
Chi ha ricevuto il perdono, ne ha sperimentato l'immensa gioia, la pace, e quella rinascita che riempie il cuore, e offre volentieri la stessa esperienza agli altri.

Il perdono di Dio è una Grazia, è come l'acqua per una pianta nel terreno arido: la fa rinascere!
Il perdono di Dio è ombra fresca nella calura, è un abbraccio quando quando ci sentiamo soli, è una carezza che asciuga il nostro pianto.

Quando riceviamo tanta Grazia, come possiamo non essere favorevoli con il nostro vicino che ci ha offeso?

Guardiamo al nostro errore, chiediamo perdono nel sacramento della Confessione: la nostra anima respirerà di nuovo aria pulita, e il buio diventerà luce; e così, perdonare il fratello sarà una gioia e non un sacrificio.

8 SETTEMBRE FESTA DELLA NATIVITÀ DI MARIABeata sei tu, o Vergine Maria, e degna di ogni lode: da te è nato il sole di gi...
07/09/2026

8 SETTEMBRE
FESTA DELLA NATIVITÀ DI MARIA

Beata sei tu, o Vergine Maria, e degna di ogni lode: da te è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Dio.

DOMENICA 6 SETTEMBRE SE IO DICO AL MALVAGIO: “MALVAGIO, TU MORIRAI”, E TU NON PARLI PERCHÉ IL MALVAGIO DESISTA DALLA SUA...
06/09/2026

DOMENICA 6 SETTEMBRE

SE IO DICO AL MALVAGIO: “MALVAGIO, TU MORIRAI”, E TU NON PARLI PERCHÉ IL MALVAGIO DESISTA DALLA SUA CONDOTTA, EGLI, IL MALVAGIO, MORIRÀ PER LA SUA INIQUITÀ, MA DELLA SUA MORTE IO DOMANDERÒ CONTO A TE.
(Ez 33, 1.7-9)


Leggiamo nella prima lettura dal profeta Ezechiele: "Della sua morte domanderò conto a te".
Il Signore ci chiede attenzione verso l'altro che palesemente si allontana da Dio; non essere indifferenti, perché amare significa volere il bene dell'altro.

E san Paolo dice: "Pienezza della legge è la ca**tà"; la legge di Dio infatti è l'amore.

"Ammoniscilo fra te e lui solo": nel Vangelo Gesù ci invita caldamente a compiere questo atto di ca**tà, perché si salvi il fratello, e non cada vittima del nemico.

E infine: "Se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo"; il Vangelo ci fa capire che la priorità è sempre quella della riconciliazione, il mettersi d'accordo tra noi e riconciliarci con il Signore.

Anche noi abbiamo questa grande responsabilità della pace. Noi siamo fatti per la pace, il paradiso sarà pace, e dunque tutto questo in qualche modo deve già cominciare qui.

DOMENICA 30 AGOSTO «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietr...
30/08/2026

DOMENICA 30 AGOSTO
«Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Mt 16, 21-27

Domenica scorsa abbiamo visto la professione di fede di Pietro nei confronti di Gesù: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, lo definisce Colui che è vivificante, il portatore di vita e il Vangelo di questa XXII domenica del tempo ordinario è la continuazione del brano dove invece Pietro poco dopo dimostra tutta la sua umanità e pochezza.
E’ ciò che capita anche a noi, un minuto prima diamo il meglio dopo una frazione di secondo il peggio.

Gesù rivela ai discepoli che dovrà andare a Gerusalemme e lì essere ucciso e l’apostolo si oppone dicendogli: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Pietro crede che Gesù sia il portatore della vita, è sì il Messia ma immagina che la sua missione si debba compiere sulla strada del trionfo, imponendosi e usando lo strumento della forza, eliminando attraverso una rivoluzione armata il dominio romano. Gesù lo redarguisce con vigore: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”, come Pietro anche noi sovente immaginiamo che il potere di Dio si definisca in un interventismo impetuoso e invece Gesù rivela che la vera forza è l’amore.

Noi umani fatichiamo ad entrare nella logica di Dio perché ci lasciamo trascinare dal fascino del potere e del dominio e crediamo che siano questi a dare significato all’esistenza. Gesù in quanto portatore di vita ci fa guardare ad essa con altri occhi, ciò che la rende bella è l’amore, è il scoprirsi sempre amati ed accompagnati da Dio, è il donarsi al prossimo per uscire dalla prigione dell’egoismo.

Volgiamo lo sguardo sul salmo 62, di cui vi allego il testo, vi evidenzio le parole di apertura: O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua.
A volte l’esistenza è inaridita perché perdiamo di vista l’amore che Dio nutre per ciascuno di noi mentre volgerci a Lui ci ricorda che siamo sempre amati e preziosi, che valiamo.

Sovente andiamo in cerca di potere, affermazione a tutti i costi, ci rifugiamo nei beni materiali e nell’apparenza perché così crediamo di conferire un maggior valore all’esistenza ma non è di là che si passa ci insegna Gesù, è guardando a Dio, è lasciandoci abbracciare e illuminare dal suo amore che scopriamo il nostro vero valore.

Sovente ci sentiamo aridi, il cuore è territorio arido e deserto ma è soltanto andando a Dio che ci sentiamo rigenerati. Gesù nel brano di Matteo fa questa affermazione: “Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?”, sovente crediamo che per vivere bene occorra possedere, trattenere, conquistare per sé ad ogni costo e invece Gesù insegna l’esatto contrario, non c’è nulla da trattenere semmai c’è da aprire, da lasciare.

C’è da spalancare le porte del cuore a Dio e agli altri e questo migliora alla grande la nostra vita infatti Gesù subito dopo afferma: “chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”. Gesù è portatore di vita anche perché ci insegna a vivere in modo diverso da ciò che istintivamente come umani siamo portati a pensare, ci invita ad aprirci all’amore di Dio e degli altri, non ci si salva da soli, non ci si salva trattenendo per sé.

Nel salmo troviamo questo passaggio: “il tuo amore vale più della vita”. La vita umana è preziosa ma senza l’amore rischia di ridursi a pura esistenza biologica, ad un guscio privo di senso.
Com’è giusto che sia, ci preoccupiamo della salute ma ricordiamoci che non basta perché vivere bene non consiste soltanto nel conservare il corpo affinchè viva più a lungo ma è anche accorgerci che possediamo un’anima, che c’è un oltre, che c’è Altro (con la A maiuscola) a cui affidarci e la vita prende gusto se la si dona.

La vita biologica ha durata limitata, l’amore di Dio e l’amore che mettiamo in pratica dura per l’eternità, supera tempo e spazio, va oltre la morte. Aprirci a Dio ci fa sentire preziosi e sempre accompagnati; aprirci agli altri dona gusto e senso a ciò che siamo.

Commento di Don Paolo Quattrone tratto da Il Messalino App

DOMENICA 23 AGOSTO «E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi ...
22/08/2026

DOMENICA 23 AGOSTO

«E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli».
(Mt 16, 13-20)

Alcune cose da tenere bene presenti.
La prima: Gesù ha deciso di costruire la Sua Chiesa sulle persone.
Intanto ricordiamoci che "Chiesa" non va confuso con "clero". La Chiesa è tutto il popolo di Dio, tutte le persone cristiane,, cioè di Cristo.
Se il Padre avesse voluto una cosa subito perfetta avrebbe fatto da sé. Ma ha scelto noi, suoi figli, imperfetti e perciò ancora di più amati.

Alla Chiesa ha consegnato le chiavi del Regno. Per quanto imperfetta, e manchevole, a volte addirittura fuorviante, la Chiesa è la porta che conduce al Regno, a Cristo. Gesù lo conosciamo grazie alla Chiesa: al clero certo, ma a milioni di genitori, di amici, di persone incontrate per caso che nella storia ci hanno parlato e testimoniato.

E poi una certezza: nonostante il nemico riesca a corrompere la Chiesa e a minare il progetto di Dio, "le potenze degli inferi non prevarranno".
Nulla può distruggere il progetto di Dio.
Perciò, anche se ci sembra che non ce la faremo mai, coraggio! Chiunque cade, si rialzi! Chiunque sbaglia strada, torni indietro! Chiunque si scoraggia, cerchi il Signore nei sacramenti!
Ciascuno di noi è amato immensamente e non sarà mai abbandonato!

DOMENICA 16 AGOSTO "I CAGNOLINI MANGIANO LE  BRICIOLE CHE CADONO DALLA TAVOLA DEI LORO PADRONI".(Mt 15, 21-28)La traduzi...
16/08/2026

DOMENICA 16 AGOSTO

"I CAGNOLINI MANGIANO LE BRICIOLE CHE CADONO DALLA TAVOLA DEI LORO PADRONI".
(Mt 15, 21-28)

La traduzione sarebbe "cani', cioè l'appellativo dato ai pagani che, secondo la mentalità di allora, non erano destinatari dell'amore di Dio.

Ovviamente Gesù non la pensava così, ma il suo apparente disinteresse per la donna pagana è strategico: dimostrerà che dentro ogni cuore, di ogni persona, c'è un seme di fede e di ricerca di Dio.

Ciò che fa germogliare questo seme è l'umiltà (ecco, un tema che ritorna!).
La donna, pagana, sa bene di non essere tra i privilegiati, tra gli eletti, ma insiste. La sua umiltà fa germogliare quel seme di fede, e ciò che ne vine fuori è "so di non essere degna, ma so anche che tu puoi tutto, quindi anche andare oltre il mio non essere degna, e così ascoltare la mia preghiera".

Gesù in un certo senso sembra quasi provocare la donna, perché tutto questo emerga.
Un bell'insegnamento per i suoi discepoli che dicendo "esaudiscila perché ci viene dietro gridando", in realtà volevano solo non averla più tra i piedi!

Riflettiamoci, non sarà mica che anche noi la pensiamo così, verso i "cani" che non sono "eletti" come noi?

15 AGOSTO 2026SOLENNITÀ DELLA ASSUNZIONE IN CIELO DI MARIA SANTISSIMA IN CORPO E ANIMA"L’anima mia magnifica il Signore ...
14/08/2026

15 AGOSTO 2026
SOLENNITÀ DELLA ASSUNZIONE IN CIELO DI MARIA SANTISSIMA IN CORPO E ANIMA

"L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva".
Lc 1, 39-56

Ecco le parole di Maria quando risponde al saluto della cugina Elisabetta.

L'umiltà di Maria si manifesta nella lode che esprime a Dio e non al vanto di sé stessa per la preziosità nel suo grembo.
E ci ricorda un Dio che si piega sulla umiltà, cioè sulla pochezza dell'umanità. Quanto valiamo noi in confronto a Dio? Nulla, appunto.

La Parola "umile" viene da 'humus', cioè suolo, terra. È la cosa più in basso di tutto.
Maria è umile, ma questo non vuole dire che vale poco: anzi!

Umiliarsi davanti a Dio non vuole dire pensare di non valere nulla: vuol dire riconoscere la Sua grandezza, immensa, e rendersi bene conto che riceviamo tanto amore che non meritiamo, e che non potremo mai ripagare!

Maria sa di essere amata.

Anche noi siamo amati.
E quando ci rendiamo conto di questo, la nostra anima magnifica il Signore ed esulta in Dio, nostro salvatore!

MARIA ASSUNTA IN CIELO IN CORPO E ANIMA ora rivolge a noi gli occhi suoi, e ci mostra la strada per la gioia senza fine!

11 AGOSTO SANTA CHIARA D'ASSISINata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, ha appena 12 anni quando Fr...
11/08/2026

11 AGOSTO
SANTA CHIARA D'ASSISI

Nata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, ha appena 12 anni quando Francesco d’Assisi compie il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre.
Conquistata dal suo esempio, la giovane sette anni dopo fugge da casa per raggiungerlo alla Porziuncola.

Il Santo le taglia i capelli e le fa indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di San Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tenta invano di persuaderla a ritornare a casa.

Si rifugia allora nella chiesa di San Damiano, dove fonda l’Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito “clarisse”), di cui è nominata badessa e dove Francesco detta una prima Regola.
La Santa scrive successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo il «privilegio della povertà».
Muore nel 1253 lasciandoci uno splendido esempio di luce e amore per Dio e il prossimo.

Tratto da il Messalino App.

DOMENICA 9 agostoMt 14, 22-33Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo ch...
09/08/2026

DOMENICA 9 agosto
Mt 14, 22-33

Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».

Ecco il punto: finché lo sguardo di Pietro si concentra su Gesù, cammina sull'acqua, affronta e supera ogni limite.

Poi però vede il vento forte (nella traduzione letterale "gira la faccia verso il vento"), la sua attenzione si distrae da Gesù e si concentra sul vento forte, cioè sulla difficoltà, sulla tempesta che agita la nostra vita, sulle situazioni che a noi sembrano inaffrontabili. È lì che Pietro comincia ad affondare.

Gesù glielo fa notare, e mentre lo tira sù dall'acqua gli dice, quasi sconsolato: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Perché dubitiamo e talvolta la nostra fede vacilla?
Perché il vento è forte, il mare agitato, alcune situazioni sono difficili da sopportare, altre sono dolorose, spesso più grandi di noi.

Proviamo a riportare l'attenzione su Gesù, sul suo insegnamento, sul suo amore per noi.
E se proprio non ci riusciamo, allora gridiamo: ”Signore, salvaci!". E troveremo sempre la sua mano che ci risolleva.

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