07/06/2026
ANTONIO DI PADOVA
Antonio nacque a Lisbona con il nome di Fernando Martins de Bulhões da nobile famiglia e trascorse i suoi primi anni di vita sotto la guida dei canonici del Duomo, dove imparò a leggere e a scrivere, a cantare in chiesa e imparare le arti. A 15 anni entrò nel monastero di san Vincenzo dei Canonici Regolari di sant’Agostino, divenendo un fervente agostiniano. Nei primi mesi del 1221 un evento determinò la svolta decisiva della sua vita: cinque frati minori missionari furono uccisi e torturati in Marocco. Con il desiderio di emulare l’esempio di quei frati, decise di seguire le orme di Francesco d’Assisi, facendosi chiamare Antonio, per imitare il santo anacoreta egiziano. Entrò nell’Ordine francescano e si imbarcò per il Marocco, ma contrasse una grave malattia che lo costrinse a tornare in Italia. Nel 1221 raggiunse Assisi e incontrò Francesco, divenendo il primo maestro di teologia dell’Ordine. Nel 1224 venne mandato in Francia come predicatore ed evangelizzatore, diventando uno dei religiosi più colti dell’Europa dell’epoca. In seguito, fu nominato ministro provinciale dell’Emilia, esperienza che gli offrì l’occasione di predicare, visitare i frati e ispezionare i conventi. Alla fine del mandato, scelse di risiedere a Padova, nella piccola comunità francescana della chiesa di Santa Maria Mater Domini; instaurò con la città un fortissimo legame, prodigandosi per i poveri e contro le ingiustizie. Il 13 giugno 1321, mentre si trova nel convento di Camposampiero, viene colpito da malore e chiede di essere portato a Padova. Con le ultime forze, stringendo il Crocifisso tra le mani, esclamò prima di morire: «Vedo il mio Signore». Avvolto fin da subito da fama di santità, viene canonizzato solo undici mesi dopo la sua morte da papa Gregorio IX.