Ministranti della Diocesi di Pozzuoli

Ministranti della Diocesi di Pozzuoli Coordinamento diocesano dei ministranti della diocesi di Pozzuoli

14/09/2026

🌿 «Così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.»
(Gv 3,13-17)
✝️ Oggi celebriamo l’Esaltazione della Santa Croce, una festa che ci invita a guardare alla croce di Gesù con occhi nuovi.
💔 La croce rappresenta il dolore, le ferite e la sofferenza dell’uomo. Ma Gesù, sulla Croce, trasforma tutto questo in un dono d’amore: la morte diventa vita e il dolore si apre alla speranza. 🌈
💞 Attraverso la Croce, Gesù ci mostra quanto è grande l’amore di Dio e ci offre la possibilità di partecipare alla sua vita. 💫
🌸 Maria rimane accanto a Gesù fino alla Croce. Anche lei attraversa il dolore senza allontanarsi da Dio, affidandosi a Lui anche quando non riesce a comprendere ciò che sta accadendo. 💗
❤️‍🩹 Anche le nostre difficoltà e le nostre ferite possono diventare un'occasione per avvicinarci a Dio e scoprire la forza del suo amore.
🤍 La Santa Croce ci ricorda che la sofferenza non ha l’ultima parola: l’amore di Dio è più grande e può trasformare il dolore in speranza.🕊️

Vangelo e lettureESALTAZIONE DELLA SANTA CROCELUNEDÌ · CICLO A · FESTA Prima letturaOpzione 1Opzione 2Nm 21, 4b-9 • Chiu...
14/09/2026

Vangelo e letture

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

LUNEDÌ · CICLO A · FESTA

Prima lettura
Opzione 1
Opzione 2
Nm 21, 4b-9 • Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita.
Dal libro dei Numeri

In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì.
Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo.
Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Dal Salmo 77 (78): • Non dimenticate le opere del Signore!
Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. ℟

Quando li uccideva, lo cercavano
e tornavano a rivolgersi a lui,
ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore. ℟

Lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza. ℟

Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore. ℟
Acclamazione
• Alleluia, alleluia, alleluia.
Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua croce hai redento il mondo.
Vangelo
Gv 3, 13-17 • Bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo.
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Parola del Signore

13/09/2026

🌿 «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.»
(Mt 18,21-35)
📖 Nel Vangelo di oggi Pietro chiede a Gesù quante volte bisogna perdonare chi ci fa un torto.
🧮Gesù risponde: non sette volte, ma settanta volte sette, cioè sempre!
💰 Poi racconta di un servo al quale il suo padrone perdona un debito enorme. Ma quello stesso servo, poco dopo, non vuole perdonare un piccolo debito a un suo compagno.
🌈 Gesù ci insegna così che, se abbiamo ricevuto il perdono, dobbiamo anche imparare a perdonare gli altri. 💞
✨ Perdonare significa scegliere di non lasciare che il rancore rimanga nel nostro cuore. 💗

Vangelo e lettureXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIODOMENICA · CICLO A Prima letturaSir 27, 33-28,9 • Perdona l’offesa al ...
13/09/2026

Vangelo e letture

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA · CICLO A

Prima lettura
Sir 27, 33-28,9 • Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Dal libro del Siràcide

Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare,
della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 102
℟. Il Signore è buono e grande nell’amore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. ℟

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. ℟

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno. ℟

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l'oriente dall'occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. ℟
Seconda lettura
Rm 14, 7-9 • Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Parola di Dio

Acclamazione
• Alleluia, alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Vangelo
Mt 18, 21-35 • Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore

Vangelo e lettureSABATO DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIOSABATO · CICLO A · FERIA Prima lettura1Cor 10, 14-22 • ...
12/09/2026

Vangelo e letture

SABATO DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

SABATO · CICLO A · FERIA

Prima lettura
1Cor 10, 14-22 • Noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare?
Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio.
Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 115 (116)
℟. Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento.
Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. ℟

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo. ℟
Acclamazione
• Alleluia, alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Vangelo
Lc 6, 43-49 • Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Parola del Signore

12/09/2026

🌿 «Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto.»
(Lc 6,43-49)
🍎 Nel Vangelo di oggi Gesù ci insegna che le nostre azioni mostrano ciò che abbiamo nel cuore, proprio come i frutti mostrano la qualità di un albero.
❤️ Se nel nostro cuore coltiviamo amore, gentilezza e bontà, anche le nostre parole e i nostri gesti porteranno frutti buoni.
🏠 Gesù usa poi un'altra immagine: chi ascolta le sue parole e le mette in pratica è come un uomo che costruisce la sua casa sulla roccia. Quando arriva la tempesta, la casa rimane in piedi.
🌈 Anche noi possiamo costruire la nostra vita sulla Parola di Gesù, trasformandola ogni giorno in piccoli gesti concreti.
✨ Non basta ascoltare il bene: bisogna anche metterlo in pratica.

VENERDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIOVENERDÌ · CICLO A · FERIA Prima lettura1Cor 9, 16-19.22-27 • Mi sono fa...
11/09/2026

VENERDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

VENERDÌ · CICLO A · FERIA

Prima lettura
1Cor 9, 16-19.22-27 • Mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre.
Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 83
℟. Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. ℟

Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio. ℟

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore. ℟

Perché sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina nell’integrità. ℟
Acclamazione
• Alleluia, alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità:
consacraci nella verità
Vangelo
Lc 6, 39-42 • Può forse un cieco guidare un altro cieco?
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Parola del Signore

11/09/2026

🌿 «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo?»
(Lc 6,39-42)
🪞 Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita a non giudicare gli altri senza prima guardare noi stessi.
👀 Con un’immagine molto curiosa, parla di una pagliuzza nell’occhio del nostro fratello e di una grande trave nel nostro: a volte vediamo subito i piccoli difetti degli altri, ma facciamo fatica a riconoscere i nostri.
👉 Prima di correggere qualcuno, dobbiamo imparare a riconoscere ciò che possiamo cambiare in noi.
🌈 Solo così potremo aiutare gli altri con amore, senza giudicarli.

Vangelo e lettureGIOVEDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIOGIOVEDÌ · CICLO A · FERIA Prima lettura1Cor 8, 1-7.11-...
10/09/2026

Vangelo e letture

GIOVEDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

GIOVEDÌ · CICLO A · FERIA

Prima lettura
1Cor 8, 1-7.11-13 • Ferendo la coscienza debole dei fratelli, voi peccate contro Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto.
Riguardo dunque al mangiare le carni sacrificate agli idoli, noi sappiamo che non esiste al mondo alcun idolo e che non c’è alcun dio, se non uno solo. In realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra – e difatti ci sono molti dèi e molti signori –,
per noi c’è un solo Dio, il Padre,
dal quale tutto proviene e noi siamo per lui;
e un solo Signore, Gesù Cristo,
in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui.
Ma non tutti hanno la conoscenza; alcuni, fino ad ora abituati agli idoli, mangiano le carni come se fossero sacrificate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com’è, resta contaminata.
Ed ecco, per la tua conoscenza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 138
℟. Guidami, Signore, per una via di eternità.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie. ℟

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere. ℟

Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri;
vedi se percorro una via di dolore
e guidami per una via di eternità. ℟
Acclamazione
• Alleluia, alleluia, alleluia.
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi
e l’amore di lui è perfetto in noi
Vangelo
Lc 6, 27-38 • Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore

10/09/2026

🌿 «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.»
(Lc 6,27-38)
👉 Nel Vangelo di oggi Gesù ci insegna una cosa difficile ma importantissima: amare anche chi non ci ama.
🌟 Significa non rispondere al male con altro male, ma cercare di fare del bene, perdonare e pregare anche per chi ci ha fatto un torto.
✨ Gesù ci lascia una regola semplice per vivere insieme: «Come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».
🙏 Ci invita a non giudicare e a essere generosi e misericordiosi, proprio come Dio lo è con noi.
🌱 Anche un piccolo gesto di perdono, gentilezza o aiuto può spezzare la catena del male e portare un po’ di bene nel mondo. 💫

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