Basilica Cattedrale San Procolo Martire

Basilica Cattedrale San Procolo Martire Pagina ufficiale della Chiesa Cattedrale di Pozzuoli

-L'archivio parrocchiale è aperto solo il Sabato dalle ore 10.30 alle ore 12 e dalle ore 17.30 alle ore 19.

-La Santa Messa viene celebrata solo di Domenica alle ore 11.30.

-Il Sacramento del Battesimo viene celebrato nella prima e terza Domenica di ogni mese alle ore 10.30. É necessario ritirare in archivio la modulistica per la prenotazione.

-il Sacramento del Matrimonio viene celebrato nei s

oli giorni di Lunedì, Mercoledì e Venerdì. É necessario ritirare in archivio il regolamento che solo dopo aver preso visione del testo, sarà firmato dai richiedenti e successivamente sarà prenotato il Matrimonio.

ll mio saluto alla comunitàCarissimi,           mentre scrivo queste righe di saluto a conclusione del mio servizio di p...
30/08/2026

ll mio saluto alla comunità

Carissimi,
mentre scrivo queste righe di saluto a conclusione del mio servizio di parroco della Basilica Cattedrale, cerco di non far prevalere l’emozione sulla serenità che il Signore mi concede in un momento particolare quale è quello che sto vivendo. Ho passato un lungo tratto della mia vita in mezzo a voi - ben venticinque anni - e, riandando a questo periodo, il primo sentimento che provo è quello di esprimere una commossa gratitudine al Signore al vescovo Carlo e a voi tutti. Sono consapevole che c’è un abisso tra quello che ho ricevuto e quello che ho dato: per tale motivo mi sento debitore nei vostri riguardi.
Da sempre ho amato la mia Chiesa di Pozzuoli che continuerò ad amarla e a servirla nella Curia Diocesana. Una Chiesa che ha sempre evidenziato la sua vocazione “di famiglia”, di comunità unita da legami saldi, che dà significato e dignità alle cose più semplici; una Chiesa incarnata nella vita delle persone, una Chiesa vicina alla gente.
Sono stato edificato da tante sorelle e fratelli appartenenti a quella categoria che Papa Francesco definiva “la classe media della santità”, una categoria che non compie gesti clamorosi, ma che vive l’eroismo della fedeltà quotidiana al Signore, alla propria famiglia; che è capace di sacrifici e dedizione gratuita, sensibile ai bisogni e alle necessità degli altri, solidale con chi vive momenti di difficoltà e il mio pensiero corre verso le tante persone che non ci sono più ma che continuano a vivere dentro di me.
Per ca**tà, non intendo presentare una situazione talmente ideale da renderla quasi irreale. I difetti, le fragilità, le contraddizioni, le incoerenze fanno parte di ogni cristiano, quindi anche delle nostre comunità; ma c’è un tessuto di valori che permea ancora la nostra realtà ecclesiale puteolana ed è quello che permette di guardare al presente e al futuro con speranza e fiducia nonostante la preoccupante emergenza bradisismica che ha messo in ginocchio la nostra Chiesa.
Con la gratitudine sento di dover chiedere perdono per i limiti della mia persona e per il bene che non ho fatto: anche questa non è un’affermazione di circostanza. Sono consapevole dei miei limiti e per questo mi affido alla benevolenza del Signore e alla vostra comprensione. Spero che l’affetto che mi è stato dimostrato in tante occasioni “copra” le mie inadempienze.
L’invocazione che mi viene spontanea in questa stagione della vita è quella rivolta al “pellegrino sconosciuto” da parte dei due discepoli di Emmaus: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Il Signore ha accolto l’invito, si è assiso con loro a mensa e ha ridato loro l’entusiasmo di essere annunciatori della sua resurrezione. Che il Signore si sieda alla mia, alla vostra mensa e ci renda capaci di continuare ad annunciarlo con gioia.
Con affetto profondo, Pozzuoli, 30 Agosto 2026 Franco, presbitero

XXI DOMENICA DEL TEMPO   “Chi sono io per te?” Per capire bene la domanda di Gesù, bisogna accettare di stare con Lui e ...
23/08/2026

XXI DOMENICA DEL TEMPO
“Chi sono io per te?”

Per capire bene la domanda di Gesù, bisogna accettare di stare con Lui e di andare con Lui non direttamente a Gerusalemme, centro della fede e del potere, bensì a Cesarea di Filippo, al confine nord della Palestina; occorre andare in quelle periferie nascoste, dove Gesù non è acclamato dalla folla, dove ciò che rispondi è veramente ciò che hai nel cuore, perché là, nelle periferie, con te hai solamente Dio, non hai altri punti di riferimento. È lì che ti viene rivelato che Gesù è Figlio di un Dio vivente e questo è ciò che conta nella professione della nostra fede, perché nella nostra vicenda di cristiani ci può capitare di tutto, ma finché crediamo nel Dio Vivente c'è speranza di salvezza. Il Dio di Gesù Cristo è vita, perché Gesù è un verbo, non è un sostantivo; Gesù è un'azione, non un'affermazione; Gesù è divenire, non è staticità. Egli chiede a Pietro di essere una roccia, ma di esserlo come lui è stato: una pietra d'inciampo scartata dai costruttori. Ci abbiamo già provato a mettere una pietra sulla vita di Gesù, ma era quella davanti all'ingresso del sepolcro: il mattino del nuovo giorno, il primo dopo il sabato, l'abbiamo trovata rotolata via e questa pietra ribaltata è stata la risposta più bella di Gesù alla domanda di oggi: “Chi sono io per te?”.

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  Chi siamo noi per giudicare e condannare! Quante volte come i farisei, giudichiamo colo...
16/08/2026

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Chi siamo noi per giudicare e condannare!

Quante volte come i farisei, giudichiamo coloro che sono fuori dalla comunione piena con la Chiesa come dei “diversi” impediamo loro di accedere all'incontro con Cristo, come se noi ne avessimo l'esclusiva? E ciò che più fa male, è che il più delle volte non accettiamo nemmeno di rivedere questa nostra ottusa mentalità, ritenendola giusta secondo i “canoni” della religione e della tradizione! Ma se anche Dio “si converte” di fronte a una fede pura, vera, sincera nonostante la sua presunta “irregolarità”, chi siamo noi per evitare di ricrederci? Chi ci autorizza a pensare che chi è fuori dalla Chiesa vi deve rimanere sempre e comunque? Chi siamo noi per giudicare e condannare il cuore dell'uomo, se nemmeno Gesù Maestro si permette di farlo? Dio ci liberi dalla presunzione di credere in lui in maniera impeccabile e discriminatoria!

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA AL CIELO“Le nostre strade”La solennità dell'Assunta porta sempre con sé sensazioni ...
15/08/2026

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA AL CIELO

“Le nostre strade”

La solennità dell'Assunta porta sempre con sé sensazioni particolari e pertanto immaginiamoci Maria al nostro fianco, sulle nostre strade della vita di ogni giorno. Quelle strade percorse per andare al lavoro: un lavoro che ci vogliono far credere sicuro e sempre meno precario, mentre la “nostra” borsa, quella della spesa, torna a casa sempre più vuota e sempre più cara; quelle strade che spesso sono oggetto di attenzione e di manutenzione da parte di chi ci governa, nella convinzione che una strada asfaltata qualche mese prima di un importante appuntamento elettorale serva più a far correre una carriera che a far scorrere meglio il traffico; quelle strade su cui la morte è diventata fin troppo consueta, vuoi per l'imprudenza, vuoi per la necessità di far sapere a tutti in tempo reale, anche mentre guidi, quello che stai facendo, per colpa di un mezzo che una volta usavamo solo per telefonare. Queste sono le nostre strade, nate per unire la terra da un punto a un altro e ora divenute luogo di discordia e divisione. Maria oggi ci chiama a sollevare gli occhi da terra, a guardare in alto, e guai se non fosse così: ma lo fa per aiutarci a vivere meglio, qui in basso, la vita di ogni giorno; a percorrere le nostre strade con più fiducia, con più coraggio, con più entusiasmo.

10/08/2026

I parroci della forania di Pozzuoli hanno preparato il seguente orario delle Sante Messe feriali e festive, in modo da potersi organizzare e parteciparvi agevolmente.
Si invita a salvare l’immagine sul proprio smartphone per averla sempre con sé, a inoltrarla a familiari e amici che potrebbero esserne interessati e, infine, a stamparlo per le persone che hanno meno dimestichezza con il cellulare.🙏

DOMENICA XIX DEL TEMPO ORDINARIO “Coraggio, non abbiate paura!” La Liturgia della Parola risponde a una domanda tanto se...
09/08/2026

DOMENICA XIX DEL TEMPO ORDINARIO

“Coraggio, non abbiate paura!”

La Liturgia della Parola risponde a una domanda tanto semplice quanto estremamente complessa: hai mai incontrato Dio? È una domanda a cui, dicevo, è semplice rispondere “Non ho mai incontrato Dio”, mentre è più complesso riconoscere che ognuno di noi ha fatto e fa la propria esperienza di Dio.
C'è chi incontra Dio “nel vento impetuoso e gagliardo”, quando la vita ti sbatte da una parte all'altra senza che tu riesca a dargli una tua propria direzione. C'è chi ha incontrato Dio “nel terremoto”, quando tutto ciò che ti sei costruito crolla sotto i colpi della vita, e non rimane in piedi nulla se non macerie e polvere come in questi giorni. C'è pure chi incontra Dio “nel fuoco”, quando si fa di Dio un'esperienza forte, coinvolgente quasi al punto di consumarsi totalmente d'amore per Dio e per gli altri. Sono tutte esperienze forti, molto diverse tra di loro: talmente diverse da confermarci l'assoluta impossibilità di ricondurre Dio a una “modalità” nel quale poter dire: “Lì ho incontrato Dio”. Ma Dio è l'Assolutamente Altro da noi e proprio nel momento in cui ci aspettiamo di incontrarlo, lui si presenta a noi in altre forme. La nostra “traversata” per incontrare Dio e stare un po' con lui è lunga, ed è fatta di tempeste e di mari agitati da attraversare. Ma in tutto questo, non possiamo avere la pretesa di sfidare Dio e di incontrarlo dove e come vogliamo noi. Abbiamo a disposizione un Dio che ha compassione di noi, che ci prende per mano e ci risolleva quando affondiamo nel mare delle nostre incoerenze: non possiamo avere paura! È solo questione di fiducia e di abbandono in lui, sempre, nonostante tutto.

08/08/2026
03/08/2026
03/08/2026
DOMENICA XVIII DEL TEMPO ORDINARIO Condividere….. Quel giorno, in Galilea, il tramonto si stava avvicinando: e non era c...
02/08/2026

DOMENICA XVIII DEL TEMPO ORDINARIO

Condividere…..

Quel giorno, in Galilea, il tramonto si stava avvicinando: e non era certo il caso che tutta quella gente continuasse ancora a stare addosso al Maestro, chiedendogli di tutto e di più, senza nemmeno lasciargli il tempo per riposare. Non si poteva pretendere che il Maestro, per quanto potente fosse, avesse la possibilità di dare da mangiare a tutti e la soluzione più ovvia era la stessa di oggi, pervasa di onesta pietà: “Congeda la folla, perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Qui, di pane non ce n'è; la possibilità di acquistarlo, nemmeno. Abbiamo fatto tutto il possibile, il Maestro ha avuto compassione delle f***e e ha guarito i malati: ora basta, ognuno a casa propria! Ma a questo modo di fare, il Maestro proprio non ci sta: “Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare”. Non è così necessario rimandarli a casa loro, o quantomeno non è l'unica soluzione. Un'altra via è possibile: condividere. Che siano anche solo cinque pani e due pesci, ma da condividere. Anche se è solo miseria, ma è da condividere. Anche se è nulla, è da condividere. Il nulla condiviso fa meno paura. La miseria condivisa fa soffrire di meno. Il poco condiviso addirittura fa miracoli. Perché allora, sul lago di Galilea, il miracolo lo fece il Maestro: ma oggi, qui, nella Galilea delle Genti, il miracolo lo fa la ca**tà condivisa, lo fa la povertà condivisa, lo fa la grazia condivisa. Non è vero che cinque pani e due pesci sono un nulla. Non è vero che non si può più fare nulla; non è vero che le soluzioni sono le guerre, non è vero che la soluzione è dire basta, non è vero che la soluzione è imparare a dire di no. La soluzione è continuare a dire di sì. Abbiamo forse paura di dire di sì all'amore di Dio condiviso con i fratelli? Facciamo parlare Paolo e la parola di Dio che egli oggi ci ha consegnato: il resto delle parole, soprattutto quelle dei potenti che parlano senza mai risolvere nulla, ci avanzano!

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