25/10/2026
Oggi, domenica 25 ottobre, nella nostra comunità, celebriamo la 𝐬𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐥𝐞, ricordiamo, cioè, il giorno in cui essa è stata consacrata e dedicata al Santissimo Salvatore.
La liturgia di questa solennità ci aiuterà a riflettere sul senso di essere Chiesa, come pietre vive e scelte di un edificio spirituale, di una comunità spirituale che si raduna nella chiesa fatta di mattoni, "per offrire a Dio un servizio puro e irreprensibile e ottenere pienamente i frutti della redenzione". È propri in essa che Dio "manifesta e opera in modo mirabile il mistero della sua comunione con noi. È sempre in essa che ci edifica come tempio vivo e ci fa crescere come corpo del Signore".
Vi riportiamo alcuni dati storico-artistici.
La chiesa del Santissimo Salvatore risulta costruita prima del 1324-25, con trasformazioni nei secoli XVIII-XIX. Essa è documentata per la prima volta proprio nelle "Rationes Decimarum" del 1324-1325, il registro delle decime papali raccolte in Abruzzo e Molise.
Questo documento storico attesta non solo l'esistenza medievale del borgo di Pollutri e del suo luogo di culto principale, ma ne specifica anche la tassa versata alla Curia romana, pari a quindici tarenos (15 tarì, un'antica moneta d'oro e d'argento di origine araba molto diffusa nel Regno di Napoli).
Nella Visita pastorale del 1595, come si legge anche nella pubblicazione "I vescovi di Chieti e i loro tempi", si attesta in maniera ancora più certa l'esistenza della chiesa del Santissimo Salvatore che il vescovo Giovanni Oliva visitò tra le chiese rurali.
Architettonicamente parlando,
in origine, la chiesa aveva una pianta rettangolare ad aula unica. Nel 1703 l’abate Pacichelli illustra la chiesa dotata di una torre campanaria cuspidata. La facciata attuale, in stile neoromanico, presenta un profilo a quattro spioventi con muratura in laterizio ed elementi architettonici in pietra: paraste e pilastri angolari, cornici ad archetti pensili, portale edicolato, bifora e rosoni. In origine, l'edificio aveva l’ingresso sul lato destro; di fatti, la facciata è stata rimaneggiata nel XX sec. Il rivestimento è del 1972 con la struttura portante realizzata in travetti. L’interno, a tre navate, separate da colonne con volta a botte e cappelle laterali, di cui la ca****la centrale sinistra dedicata a San Nicola di Bari, patrono di Pollutri, conserva all’interno una statua lignea del santo posta sopra l'altare, sulla cui parete e relativa cupola vi è un affresco datato 8 giugno 1926 del pittore molisano Amedeo Trivisonno, restaurato in un primo parziale intervento nel 1988 da Amedeo Cicchitti e, definitivamente, da Michela Tavano nel 2023. La chiesa ha una struttura ad “L”. Gli stucchi all’interno sono stati realizzati durante la prima metà del XIX secolo; di questi ultimi sopravvivono alcune tracce delle dorature originali, in quanto durante i lavori del 1985 sono stati ridipinti di bianco. Allo stesso periodo risale l'adeguamento liturgico parziale del presbiterio.