12/08/2026
“Fratelli e sorelle,
questa sera i nostri Santi sono tornati a camminare per le strade di Polignano. E forse, più ancora delle parole, è proprio questa immagine a consegnarci il significato della festa che stiamo vivendo.
I nostri padri li hanno portati a spalla. Oggi li abbiamo portati noi.
È una tradizione, maa è molto più di una tradizione… è una consegna. Una generazione passa il testimone a quella che viene dopo. Questa sera, guardando le tante persone che hanno camminato dietro ai Santi e soprattutto ai tanti che hanno offerto le proprie spalle, possiamo dire che quella storia non si è interrotta.
Per questo ritorna la parola che ha accompagnato questi giorni: RESISTENZA.
Resistere non significa rimanere aggrappati al passato, né avere paura del nuovo.
Resistere significa custodire ciò che non possiamo permetterci di perdere.
In una città che d’estate corre, si riempie, cambia volto, accoglie migliaia di persone, questa festa ci ha ricordato che Polignano non è soltanto un luogo da visitare, è una comunità, una storia, una casa.
Noi siamo chiamati a custodirne l’anima.
Resistere è scegliere la fraternità quando l’individualismo ci divide.
È scegliere la cura quando tutto ci invita a pensare soltanto a noi stessi.
È custodire la fede senza trasformarla in nostalgia.
È prendere ciò che abbiamo ricevuto dai nostri padri e consegnarlo, vivo, a chi verrà dopo di noi.
E allora grazie.
Grazie innanzitutto a tutti coloro che hanno reso possibile questa festa, a chi ha lavorato spesso nel silenzio, con generosità e passione.
Un grazie particolare ai portatori delle statue. Le vostre spalle questa sera hanno portato molto più di un’immagine: hanno portato la devozione di un popolo, la memoria di generazioni, la preghiera di tante persone. Questa è resistenza.
Un grazie speciale a Christian, giovane madonnaro, che anche quest’anno ci onora della sua presenza e attraverso la sua arte ci ricorda che la tradizione non è qualcosa di morto: può diventare creatività, bellezza, linguaggio capace di parlare anche all’uomo di oggi.
Grazie a don Carlo, Arciprete di Polignano, per la sua presenza costante e per il cammino condiviso.
Grazie al Presidente del Comitato Festa, Pasquale, a Cosimo per l’organizzazione della festa e a tutti i componenti del Comitato per l’impegno, la disponibilità e la passione con cui hanno preparato questi giorni.
Grazie al Sindaco, alla vice-sindaco, agli assessori, all’Amministrazione comunale, alle Autorità civili e militari, al comandante dei Carabinieri, al Comandante della Polizia locale, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno garantito con il loro servizio che questa serata potesse svolgersi nel modo migliore.
Grazie al servizio d’ordine san Vito che ci ha aiutato nella processione.
Grazie alle confraternite, all’Unitalsi, al gruppo di preghiera San Pio, al Comitato festa San Vito, al Comitato Zonale Casello Cavuzzi, Comitato Casello Cavuzzi per la loro partecipazione a questo momento di fede e di festa.
Grazie a voi, popolo di Polignano. Grazie perché questa sera avete camminato insieme. E forse è proprio questo il regalo più bello che i Santi ci lasciano: ricordarci che possiamo ancora camminare insieme.
Ora le statue torneranno al loro posto. La musica finirà. Le luci si spegneranno, ma non lasciamo che finisca ciò che questa sera abbiamo vissuto.
Portiamo a casa la loro benedizione.
Portiamo a casa la loro testimonianza.
Portiamo a casa la fraternità e soprattutto portiamo con noi questa parola: RESISTERE.
Resistere per custodire.
Custodire per trasmettere.
Trasmettere per continuare a vivere.
Perché una comunità resiste non quando conserva semplicemente le sue tradizioni, ma quando continua a vivere i valori che quelle tradizioni custodiscono. Mentre consegniamo ancora una volta i nostri Santi alla loro dimora, chiediamo loro di rimanere in mezzo a noi.
Santi Martiri Cosma e Damiano, pregate per noi.
Sant’Espedito, prega per noi.
E che Polignano possa continuare a camminare, con radici profonde e con il cuore aperto al futuro.
Evviva i Santi Medici!
Evviva Sant’Espedito!
Evviva Polignano!”
Ph. Nicola Parente