francescane di Poggio Bustone

francescane di Poggio Bustone La Casa " Letizia Francescana " accoglie Signore anziane nel pieno spirito di San Francesco e offre tutti i servizi e confort per la terza età.

04/10/2022
07/05/2019

Madre, il tuo manto colore del cielo tu stendi sulla Terra e rendi lieti i cuori dei tuoi figli!

03/05/2019

Un dolce saluto che viene dal cuore. Buona giornata!!!

Venerdì 3 Maggio 2019

Ss. Filippo e Giacomo apostoli
B. Maria Leonia Paradis vergine

Se i topi vuoi pigliare - non devi miagolare

Il sole sorge alle 06.05 Il sole tramonta alle 20.18

SANTI FILIPPO E GIACOMO apostoli

Filippo era originario della città di Betsaida. Fu discepolo di Giovanni Battista, e fu tra i primi a seguire Gesù. Secondo la tradizione, egli evangelizzò gli Sciti e i Parti. Non si parla molto di lui nei Vangeli, ma è colui che condusse a Gesù l’accigliato Natanaele, detto Bartolomeo.
Giacomo era figlio di Alfeo e cugino di Gesù. Era chiamato “Giusto” per l’integrità della sua vita. Incontrò Paolo dopo la conversione e lo accolse dimostrandogli amicizia insieme a Pietro e Giovanni. Nel 50 circa, ebbe luogo il Concilio di Gerusalemme in cui rivestì un ruolo importante, invitando a non imporre troppe regole ai convertiti. Con il martirio e la morte di Giacomo il Maggiore, egli divenne capo della Chiesa di Gerusalemme. Scrisse la prima delle Lettere Cattoliche del Nuovo Testamento, in cui si rivolse alle “dodici tribù disperse nel mondo”, ossia ai cristiani di origine ebraica che vivevano fuori della Palestina. Parlò loro circa la preghiera, la speranza, la ca**tà e, con parole marcate, sul senso di giustizia. Tale Lettera è un primo esempio di enciclica. Probabilmente, fu lapidato dietro incitamento del sommo sacerdote Hanna.

02/05/2019

Buon giovedì, cari amici!!!

Giovedì 2 Maggio 2019

S. Atanasio vescovo dottore
S. Antonino vescovo

Maggio troppo mollo - fa allungare il collo

Il sole sorge alle 06.06 Il sole tramonta alle 20.17

SANT'ATANASIO vescovo dottore

Memoria di sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa, di insigne santità e dottrina, che ad Alessandria d’Egitto dai tempi di Costantino fino a quelli dell’imperatore Valente combattè strenuamente per la retta fede e, subite molte congiure da parte degli ariani, fu più volte mandato in esilio; tornato infine alla Chiesa a lui affidata, dopo aver lottato e sofferto molto con eroica pazienza, nel quarantaseiesimo anno del suo sacerdozio riposò nella pace di Cristo.

01/05/2019

San Giuseppe uomo giusto, benedica il nostro lavoro quotidiano.

Mercoledì 1 Maggio 2019

S. GIUSEPPE artigiano Patrono dei Lavoratori

Festa del Lavoro

Maggio in fiore – gioia in cuore

Il sole sorge alle 06.08 Il sole tramonta alle 20.16

SAN GIUSEPPE lavoratore

Giuseppe visse un’intera vita nel nascondimento, suo segno distintivo. Infatti, questo starsene nascosto ed emergere solo nel tempo faceva parte dello straordinario ruolo che gli fu assegnato nella storia della salvezza. Addirittura, quando cominciò la vita pubblica di Gesù, egli sembrava già essere scomparso. Nel Vangelo leggiamo che era uomo Giusto. “Giusto”, nella Bibbia, si intende colui che ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volontà di Dio. Giuseppe, discendente dalla casa di David, era un artigiano e lavorava il legno. Non era vecchio, come la tradizione ce lo ha presentato, era un uomo giovane, dal cuore generoso, ricco di fede, innamorato di Maria. I due si fidanzarono secondo gli usi del tempo, ma Maria si trovò incinta per opera dello Spirito Santo (Mt 1, 18). In ogni vocazione, il mistero della chiamata si accompagna all’esercizio della libertà, il Signore non violenta le sue creature e non interferisce sul loro libero arbitrio. Così, Giuseppe poteva accettare o no il progetto di Dio. E per amore di Maria: “prese sua moglie con sé” (Mt 1, 24). Quando noi guardiamo al “Sì” di Maria dobbiamo pensare al “Sì” di Giuseppe, all’intero progetto di Dio. Egli superò le convenzioni sociali, seppe far vincere in lui l’amore e accogliere il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Giuseppe si consacrò alla sua amata: ne fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno. Fu tutto di Maria. Tra loro due esisteva una comunione sponsale che era vera comunione dei cuori, cementata da profonde affinità spirituali. E questa piccola “chiesa domestica”, sorgente di santità, fu prefigurazione del Regno, dell’Amore di Dio. Giuseppe, l’umile falegname di Nazareth, che ha vissuto la sua vita vicino a Gesù e Maria sulla Terra, sarà maggiormente a loro vicino in Cielo. Sono innumerevoli le grazie che san Giuseppe ottiene da Dio, lui che è anche Padre Universale della Chiesa.

30/04/2019

Vi auguro semplicemente… Buongiorno!!!

Lunedì 29 Aprile 2019

S. Caterina da Siena vergine dottore

Con la volpe non serve ragionare

Il sole sorge alle 06.11 Il sole tramonta alle 20.14

SANTA CATERINA DA SIENA vergine dottore

Caterina nacque a Siena, nel rione di Fontebranda, nel 1347, ventiquattresima di venticinque figli di una famiglia piccolo-borghese. A soli sei anni, ebbe la prima visione di Gesù vestito da Sommo Pontefice col manto rosso e tre corone sul capo. Accanto vi erano i santi Pietro, Giovanni e Paolo. Il Papa si trovava, a quel tempo, ad Avignone e la cristianità era minacciata dai movimenti ereticali. A sette anni, invece, Caterina fece voto di verginità e intraprese la via della perfezione cristiana: le sue giornate erano intense di preghiere, penitenze e digiuni. A dodici anni, i genitori decisero per lei il matrimonio, ma Caterina si tagliò tutti i capelli e rimase segregata in casa. Fu ostacolata e perseguitata dalla famiglia, fin quando il padre non vide una colomba bianca volare sul capo della figlia, che poté, così, liberamente indossare l’abito delle “mantellate”, un Ordine domenicano laicale le cui aderenti continuavano a vivere nel mondo, facendo voto di obbedienza, povertà e castità. Nel 1367, a Caterina apparve Gesù che le infilò un anello decorato di rubini: si svolgevano le mistiche nozze e fra lo sposo, il bene amato sopra ogni altro bene, e la sposa si stabilì un rapporto di intimità particolare e di intensa comunione. Più tardi, alla santa apparve il Cristo che scambiò il cuore con il suo. Ora Cristo viveva in lei. Ma lo sposo le fece dono anche delle stimmate spirituali, cioè interiori. Caterina si dedicò attivamente e instancabilmente a opere di ca**tà: ammalati, poveri, prigionieri ricevevano la sua consolazione. Da analfabeta, tenne una copiosa e intensa corrispondenza con personaggi politici, storici, religiosi, sovrani, prelati del tempo, perché sua premura era di raggiungere la pace della patria e la purificazione della Chiesa. Caterina soffriva molto per il mondo, in balia del disordine morale e del male e, con le sue appassionate e cocenti parole, scuoteva le menti e i cuori, provocando conversioni e rinnovamento. La sua convinzione era che l’infinita giustizia di Dio, come una fresca pioggia, ricoprisse le ingiustizie degli uomini. Tornò al cielo nel 1380, a 33 anni. Nominata Dottore della Chiesa Universale, compatrona d’Italia e d’Europa, nella Chiesa cattolica è tra i santi più venerati.

28/04/2019

Buona Domenica nella contemplazione del Volto di Gesù Misericordioso!

Domenica 28 Aprile 2019

2ª Pasq. DIVINA MISERICORDIA
S. Vitale martire

Il sole sorge alle 06.12 Il sole tramonta alle 20.12

DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

Santa Maria Faustina Kowalska mentre era nella sua cella del convento di Plock, il 22 febbraio 1931, ebbe la visita del Signore Gesù. Scrisse nel diario: “Vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. […] Dopo un istante Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te! Prometto che l’anima, che venererà questa immagine, non perirà” (Quaderno I, p. 47-48). […] “Voglio che l’immagine […] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia” (Q I, p. 47-48). Il significato di questo quadro è legato alla liturgia di questa domenica. La Chiesa legge il Vangelo secondo san Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo agli Apostoli e l’istituzione del Sacramento della Penitenza (Gv 20, 19-29). L’immagine rappresenta il Salvatore risorto che porta agli uomini la Pace con la remissione dei peccati, conquistate con la sua Passione e morte in croce. I raggi del sangue e dell’acqua scaturiscono dal cuore di Gesù trafitto dalla lancia del centurione, il Venerdì Santo (Gv 19, 17-18; 33-37). E nell’immagine di Cristo vi sono i due raggi. Santa Faustina chiede a Gesù il significato di questi raggi, e Gesù spiega: “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. […] Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra” (Q I, p. 299). Questi due raggi simboleggiano i santi Sacramenti, tutte le grazie dello Spirito Santo, di cui l’acqua è il simbolo biblico, e anche la Nuova Alleanza fatta da Dio con l’uomo per mezzo del sangue di Cristo. L’immagine di Gesù Misericordioso viene anche definita della Divina Misericordia, perché nel mistero pasquale di Cristo si è rivelato più chiaramente l’amore di Dio per l’uomo. Il fine del quadro è di rammentare il dovere del cristiano di provare sincera fiducia nei confronti di Dio e di agire con ca**tà attiva verso il prossimo. Gesù chiese inoltre a suor Faustina che nella parte inferiore del quadro fosse scritto: “Gesù, confido in Te”, porgendo agli uomini un “recipiente” al quale possono attingere le grazie. “Attraverso questa immagine concederò molte grazie alle anime, perciò ogni anima deve poter accedere a essa” (Q II, p. 742). Venerando l’immagine di Gesù Misericordioso, Egli ha promesso: la salvezza eterna, progressi nel cammino verso la perfezione cristiana, la grazia di una morte felice e altre grazie, se gli uomini gli si avvicineranno con fiducia.

26/04/2019

Dolcissima Madre, conducimi con i tuoi consigli in questa luminosa giornata!

Venerdì 26 Aprile 2019

Beata Vergine Maria del Buon Consiglio
S. Cleto papa

Chi vuol la casa monda - non tenga mai colomba

Il sole sorge alle 06.15 Il sole tramonta alle 20.10

BEATA VERGINE MARIA DEL BUON CONSIGLIO

Il culto rivolto alla Madonna come «Madre del Buon Consiglio» si è diffuso largamente traendo origine dal paese di Genazzano, vicino Roma, dove a lei è dedicato un celebre santuario. La beata Vergine è giustamente onorata sotto il titolo di “Madre del Buon Consiglio»” ella è la madre di Cristo, che Isaia profeticamente chiamò “Consigliere mirabile” (Is 9, 5); visse tutta la sua vita sotto la guida dello “Spirito del consiglio”, che la “avvolse”; “aderì intimamente all'eterno Consiglio di ricapitolare in Cristo tutte le cose” (Ef 1, 10), venne da Dio colmata dei doni dello Spirito Santo, fra i quali emerge “lo spirito della sapienza” (Sap 7, 7b). Nel formulario la beata Vergine viene celebrata come madre e maestra che, arricchita del dono del consiglio, con animo colmo di gratitudine annunzia ciò che dice la Sapienza stessa: “A me appartiene il consiglio e la saggezza, mia è la prudenza, mia la fortezza” (Pr 8, 14); e questi doni ella volentieri li elargisce ai suoi figli e discepoli, esortandoli a compiere anzitutto ciò che Cristo ha detto loro di fare (Gv 2, 1-11).

Tratto da introduzione della messa della BVMaria

25/04/2019

Angelo mio custode, guidami nel cammino del bene.

Buon riposo!!!

25/04/2019

Buongiorno e buona Festa della Liberazione!!!

Giovedì 25 Aprile 2019

S. MARCO Evangelista
S. Franca badessa

Per S. Marco evangelista - la spiga è già in vista

Festa della Liberazione

Il sole sorge alle 06.17 Il sole tramonta alle 20.09

SAN MARCO evangelista

Marco era figlio di una vedova di nome Maria, che seguiva devotamente Gesù e ospitava nella sua casa i suoi seguaci. Sembra che proprio nella sua casa si sia svolta l’Ultima Cena e, che Marco, ancora giovinetto, abbia assistito alla cattura di Gesù. Fu uno dei primi battezzati da Pietro che, come padre spirituale, lo chiamava “figlio mio”. Marco seguì il cugino Barnaba e l’Apostolo Paolo nella loro prima missione evangelizzatrice, anche se presto la abbandonò e decise di rientrare in Gerusalemme. In seguito, egli accompagnò Pietro a Roma e da lui imparò ogni cosa sulla dottrina e sulla vita di Gesù. E scrisse il suo Vangelo. Scrisse le cose fatte e dette dal Signore che ricordava, pur non avendole ascoltate direttamente e non avendolo seguito, ma solo avendo accompagnato Pietro. Questo padre spirituale fu la sua primaria fonte per la stesura di un Vangelo breve quanto stilisticamente secco e vivace, in cui conduce il lettore per mano attraverso le vicende del Signore fino alla scoperta profonda, da parte del centurione, sul Golgota, che si trattasse veramente del “Figlio di Dio”. Simbolo dell’evangelista Marco e del suo Vangelo è il leone, attraverso cui Gesù appare con caratteri forti: scaccia i demoni, guarisce i malati, vince la morte. Marco predicò ad Alessandria d’Egitto, dove fondò la prima Chiesa, ma venne arrestato e torturato: fu trascinato legato con una corda su strade irte di pietre. Più tardi, due mercanti veneziani trafugarono il corpo e riuscirono a portarlo a Venezia, qui fu custodito nella Basilica a lui dedicata, mentre il leone alato con il libro aperto tra gli artigli divenne il simbolo della città, in suo onore.

19/04/2019

Ai piedi della Croce, poniamo il carico del nostro dolore, perché. Gesù grazie alla sua Misericordia è sempre pronto a sollevarcene.

Venerdì 19 Aprile 2019

SANTO
Passione e morte di Gesù

Liturgia della Passione. Preghiera Universale.

Luna Piena a h. 13.12

Il sole sorge alle 06.26 Il sole tramonta alle 20.02

VENERDÌ SANTO – PASSIONE DEL SIGNORE

Oggi, si celebra la “Passione” di Gesù, cioè tutta la vicenda che racconta l’insieme dei fatti umani e storici dolorosi che il Signore visse, fino alla morte in croce. I Vangeli raccontano come Egli si consegnò mite e benevole nelle mani di uomini che fecero di lui quello che volevano: l’“Agnello di Dio” ha preso su di sé il peccato del mondo. Nel susseguirsi degli eventi che Egli visse, il male e il peccato gli si scatenarono contro, portandolo fino alla morte, finché con la Resurrezione la vittoria finale sulla morte fu la sua. La “Passione” è caratterizzata da grande drammaticità: il tradimento di Giuda, che lo consegnò ai sommi sacerdoti con un bacio, dopo che Gesù, avendo avuto la visione della sua prossima fine, sudò sangue, ma accettò la volontà del Padre; l’arresto dei soldati; l’interrogatorio di Anna, ex sommo sacerdote ; il giudizio del Sinedrio; l’incontro col governatore romano Ponzio Pilato, perché accusato di essersi proclamato re dei Giudei, comportamento di lesa maestà verso l’imperatore romano; la condanna a morte per crocifissione; la flagellazione; l’essere schernito con una corona di spine, infine il patibolo sul Golgota. Una straziante via Crucis che si concluse con la morte di Nostro Signore e la deposizione seguita dalla sepoltura del suo corpo mortale in una tomba, avvolto in un candido lenzuolo. Poi, la tomba scavata nella roccia venne chiusa con una grossa pietra. Gesù, con la sofferenza e la sua morte, ha voluto prendere su di sé ogni genere di dolori dell’intera umanità. Ha voluto indicare che la sofferenza è un male necessario, perché è già nella storia di ogni singolo uomo, come lo è la morte del corpo, come conseguenza del peccato, ma essa può essere trasformata in una luce di speranza, di compartecipazione con le sofferenze degli altri nostri fratelli, che condividono con noi, ognuno nella sua breve o lunga vita terrena, il cammino verso la patria celeste.

16/04/2019

Santa Bernadette, tu che hai parlato con la Madonna intercedi per noi.

Martedì 16 Aprile 2019

Santo
S. Bernardetta Soubirous vergine

Chi dimentica il bastone - non è del tutto zoppo

Il sole sorge alle 06.31 Il sole tramonta alle 19.58

SANTA BERNADETTE SOUBIROUS vergine

Maria Bernarda nacque a Lourdes, villaggio dei Pirenei, nel 1844. Figlia di un mugnaio, la sua famiglia viveva di stenti a causa di affari andati male. La mattina dell’11 febbraio 1858, Bernadette con la sorellina e una compagna uscirono a cercare legna, spingendosi fino alla Rupe di Massabielle, dove la roccia formava una piccola grotta. Bernadette, cagionevole di salute, era rimasta indietro da sola e, all’improvviso udì un gran rumore: non vi era alito di vento, ma la grotta era piena di una nube d’oro e una splendida Signora vestita di bianco apparve sulla roccia. La fanciulla subito si inginocchiò e cominciò a pregare con la sua corona. La Signora lasciò che pregasse, facendo passare fra le dita i grani del Rosario che portava in vita, senza recitare l’Ave Maria, ma unendosi a Bernadette nel Gloria al Padre. Da quel giorno al 16 luglio, vi furono altre diciassette apparizioni, in cui Bernadette chiese alla Signora chi fosse ed Ella rispose: “Io sono l’Immacolata Concezione”. La notizia dell’evento si sparse e fedeli in gran numero accorsero alla Grotta, dove i miracoli furono copiosi. Bernadette subì interrogatori pressanti sia dalle autorità civili che religiose, ma lei fu sempre limpida e sicura nelle sue risposte. Presto si ritirò in convento per condurre una vita nascosta e di preghiera. Fu tormentata da grandi sofferenze fisiche e spirituali, attraverso le quali raggiunse la perfezione e con gioia e fervore si spense all’età di 35 anni. Per tutta la vita Bernadette cercò di assomigliare il più possibile alla Vergine Immacolata, che vide, ascoltò, amò. Semplice e mite, conservò nel silenzio i segreti a lei affidati dalla Vergine, convinta, coerente e consapevole che la sua missione era di “riferire”. Per i malati nell’anima offrì la sua vita.

Indirizzo

Via Provaroni , 2 S. Pietro Di Poggio Bustone
Poggio Bustone
02018

Telefono

0746/688933

Sito Web

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