Parrocchia Ss. Apostoli Pietro e Paolo Pisciotta

Parrocchia Ss. Apostoli Pietro e Paolo Pisciotta "Amate questa Chiesa, restate in questa Chiesa, siate questa Chiesa" Sant'Agostino

18/06/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo di Matteo:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di ve**re ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Approfondisci con le parole dei Papi:
https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/06/18.html

Arriva nel nostro cinema "SACRO CUORE" un film francese di Steven e Sabrina Gunnell che celebra il 350° anniversario del...
17/06/2026

Arriva nel nostro cinema "SACRO CUORE" un film francese di Steven e Sabrina Gunnell che celebra il 350° anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque (1673-1675) a Paray-le-Monial, in Borgogna. Il film intreccia ricostruzioni storiche, testimonianze dirette e riflessioni teologiche offrendo uno sguardo intimo su come il Sacro Cuore sia diventato un simbolo di amore misericordioso per milioni di fedeli. Queste voci diversificate mostrano come la devozione al Sacro Cuore tocchi ogni strato sociale, incontrando persone anche molto lontane dalla Chiesa.

17/06/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo di Matteo:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Approfondisci con le parole dei Papi:
https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/06/17.html

🙏🏻🙏🏻🙏🏻
16/06/2026

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16/06/2026

La Parola del giorno è tratta dal Vangelo di Matteo:

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Approfondisci con le parole dei Papi:
https://www.vaticannews.va/it/vangelo-del-giorno-e-parola-del-giorno/2026/06/16.html

Dopo la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da don Walter Santomauro, e concelebrata da don Olgierd Nyc e don An...
15/06/2026

Dopo la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da don Walter Santomauro, e concelebrata da don Olgierd Nyc e don Antonio Greco abbiamo accompagnato San Vito nella tradizionale processione per le vie del paese. Ancora una volta, con il segno prodigioso della liquefazione del sangue, il Santo ha manifestato la sua costante protezione verso tutti noi pisciottani.

W San Vito 🙏🏻

📷 Alcune foto della processione 2026

15/06/2026

Oggi nel nostro paese si festeggia San Vito, vogliamo raccontarvi questa storia che esprime bene il profondo legame che i pisciottani hanno sempre avuto con il Santo.

🔍Nell’estate del 1806, il Cilento bruciava. Il Regno di Napoli era scosso dall’occupazione francese e dalle feroci insorgenze sanfediste, e Pisciotta si trovava al centro di una tempesta che minacciava di cancellarla. Tra le pagine ingiallite del Libro VI dei Defunti (1805–1871), l'arciprete don Michele Maria Pinto ha lasciato una testimonianza indelebile di quei giorni di terrore, narrando come la fede in San Vito abbia salvato la cittadinanza dall'annientamento.

​Il luglio di sangue e le bandiere della discordia

​Il 19 luglio, Pisciotta era una polveriera. Mentre le fazioni politiche si scontravano, un gruppo di facinorosi, per compiacere il partito borbonico, aveva inalberato vessilli di Ferdinando IV sui pioppi in piazza. I "galantuomini" locali, presi in una morsa tra l’arroganza dei briganti e l’avanzata delle baionette francesi, si rifugiarono nel Palazzo Marchesale.
​Don Michele Pinto, consapevole dell'imminente catastrofe, scelse di opporre alla violenza l'arma della preghiera: allestì un altarino nella galleria superiore del palazzo, esponendo il Sangue di San Vito. Affidò la reliquia alle donne del paese e al pio sacerdote don Michele del Giudice.

​Il faccia a faccia con la morte

​Il 26 luglio, la minaccia si concretizzò: un battaglione di soldati corsi al servizio dei Francesi entrò a Pisciotta con ferocia. Il panico paralizzò il popolo. Don Pinto, sentendo che l'ora dell'esecuzione era giunta, fece un voto solenne: «Se Pisciotta deve perire, sia io la prossima vittima, anzi l'unica per tutti».
​Uscì dal palazzo e marciò incontro alle baionette nemiche, riuscendo miracolosamente a placare la furia dei soldati. Nonostante l'arresto dei notabili, del sacerdote e il successivo trasferimento verso Centola, il soccorso spirituale non venne mai meno. Come ricorda lo stesso don Pinto: «D. Michele del Giudice testè citato non manca di darci la benedizione colla reliquia di S. Vito per la finestra della Sagrestia, allo spuntar che facemmo nel piano di Mare…». Grazie a questa protezione, il gruppo, dopo essere stato sottoposto a un consiglio di guerra, fu infine liberato e tornò a Pisciotta accolto come se fossero "morti risuscitati".

​L’inviolabilità del Palazzo Marchesale

​Un'altra prova di grande fede. Il 7 luglio dello stesso anno, il famigerato capobrigante Fradiavolo giunse a Pisciotta in cerca di vendetta. Quando la sua soldataglia tentò di irrompere nel Palazzo Marchesale — rifugio di gran parte della popolazione — accadde l'incredibile. I briganti, decisi a risalire la scala di legno che fungeva da unico accesso, furono presi da un improvviso e violento tremore alle ginocchia e da un capogiro che impediva loro ogni movimento. Il Palazzo, protetto dalla presenza del Sangue di San Vito, rimase inviolato.

​Estratto rielaborato dal Libro VI dei Defunti (1805-1871), testimonianza autografa di don Michele Maria Pinto.

Oggi la nostra comunità è in festa, la Chiesa ricorda il giovane Martire San Vito. Del diletto protettore,Del gran Marti...
15/06/2026

Oggi la nostra comunità è in festa, la Chiesa ricorda il giovane Martire San Vito.

Del diletto protettore,
Del gran Martire S. Vito,
Chi prodigi veder vuole
Venga qui, ov' egli suole
Prove dar di sue virtù.

(Dal novenario del 1968)

⛪️ Santo Rosario ore 18:00, Santa Messa Solenne ore 18:30, al termine della celebrazione tradizionale processione con la reliquia e la statua del Santo per le vie del paese

🎶 Arrivo e saluto del concerto bandistico Città di S. Giovanni a Piro ore 17:00

15/06/2026

𝟭𝟱 𝙜𝙞𝙪𝙜𝙣𝙤

𝙎𝙖𝙣 𝙑𝙞𝙩𝙤, 𝙖𝙙𝙤𝙡𝙚𝙨𝙘𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙢𝙖𝙧𝙩𝙞𝙧𝙚: 𝙡𝙖 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙚𝙫𝙚𝙧𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙥𝙞𝙘𝙘𝙤𝙡𝙞

“𝙎𝙖𝙣 𝙑𝙞𝙩𝙤, 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙚𝙫𝙚𝙧𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙥𝙞𝙘𝙘𝙤𝙡𝙞, 𝙥𝙧𝙚𝙜𝙖 𝙥𝙚𝙧 𝙣𝙤𝙞.”

San Vito è uno dei santi più conosciuti e venerati della cristianità antica. La sua fama si diffuse rapidamente in Oriente e in Occidente, tanto che nel corso dei secoli la sua figura venne arricchita da numerosi racconti e tradizioni popolari. Come accade per molti martiri dei primi secoli, le notizie storicamente certe sono poche, mentre l'agiografia successiva ha sviluppato una narrazione ricca di episodi simbolici e miracolosi, destinati a mettere in luce le virtù del santo e la forza della sua fede.

Per comprendere meglio la figura di San Vito è opportuno distinguere il nucleo storico della sua vicenda dalle tradizioni che si sono sviluppate attorno al suo culto.

Le testimonianze più antiche concordano nel presentare Vito come un giovane cristiano originario della Sicilia, probabilmente nato a Mazara sul finire del III secolo. Secondo la tradizione fu educato da Modesto e Crescenza, figure che la pietà popolare ha sempre associato alla sua formazione umana e cristiana.

Durante la persecuzione di Diocleziano, una delle più dure subite dalla Chiesa antica, Vito fu arrestato a causa della sua fede. Le fonti antiche lasciano intendere che fosse ancora molto giovane, probabilmente non aveva ancora compiuto quindici anni. Sottoposto a pressioni e torture affinché rinnegasse Cristo, rimase saldo nella sua professione di fede e affrontò il martirio nell'anno 303. Con lui la tradizione ricorda anche Modesto e Crescenza, venerati come compagni della sua testimonianza.

Questi sono i dati essenziali che possono essere considerati storicamente attendibili. Attorno ad essi si sviluppò poi una ricca tradizione agiografica, che contribuì a diffondere il culto del giovane martire in tutto il mondo cristiano.

Secondo tale tradizione, Vito nacque intorno al 290 da una nobile famiglia pagana. Rimasto orfano di madre fin dalla nascita, sarebbe stato affidato alle cure della nutrice Crescenza e del precettore Modesto, entrambi cristiani, che lo educarono nella fede e lo condussero al Battesimo.

Fin da bambino si sarebbe distinto per intelligenza, bontà e profonda vita spirituale. Numerosi racconti riferiscono di guarigioni e prodigi attribuiti alla sua intercessione, segno della particolare benevolenza che il popolo cristiano riconosceva in lui.

Sempre secondo la tradizione, la sua adesione al cristianesimo suscitò l'opposizione del padre e delle autorità locali. Nonostante minacce, lusinghe e castighi, Vito rimase fermo nella fede. Per sfuggire alle persecuzioni avrebbe lasciato la Sicilia insieme a Modesto e Crescenza, stabilendosi nell'Italia meridionale, dove continuò a testimoniare il Vangelo.

La leggenda narra che la fama della sua santità giunse fino alla corte imperiale. Chiamato a Roma, Vito avrebbe ottenuto la guarigione della figlia dell'imperatore Diocleziano. Tuttavia, rifiutando onori e ricchezze e perseverando nella confessione della fede cristiana, sarebbe stato infine condannato insieme ai suoi compagni.

I racconti agiografici descrivono numerosi tentativi di esecuzione miracolosamente falliti: fornaci ardenti, belve feroci e torture di ogni genere. Questi episodi appartengono al linguaggio simbolico della letteratura dei martiri e vogliono sottolineare una verità spirituale fondamentale: nessuna forza terrena riuscì a piegare la fedeltà di Vito a Cristo.

Alla fine il giovane martire rese la propria anima a Dio il 15 giugno del 303. Il suo culto si diffuse rapidamente in molte regioni dell'Europa e del Mediterraneo. Il suo nome compare già nelle più antiche raccolte martirologiche e la sua venerazione è attestata fin dai primi secoli sia in Oriente sia in Occidente.

Nel Medioevo San Vito venne annoverato tra i Quattordici Santi Ausiliatori, un gruppo di santi particolarmente invocati dal popolo cristiano nelle malattie e nelle difficoltà. Ancora oggi è patrono di numerose città e località italiane ed europee.

La tradizione lo invoca inoltre come patrono dei ballerini, degli attori, degli epilettici e di quanti soffrono particolari infermità o pericoli legati ai morsi degli animali.

Al di là delle diverse tradizioni che ne hanno arricchito la memoria, la figura di San Vito continua a trasmettere un messaggio di straordinaria attualità. La sua testimonianza ricorda che la santità non dipende dall'età, dalla forza fisica o dalla posizione sociale, ma dalla fedeltà a Dio e dalla perseveranza nel bene.

In un tempo in cui spesso si pensa che i giovani abbiano poco da offrire, San Vito dimostra il contrario: anche un ragazzo può diventare luce per gli altri, esempio di coraggio e testimone della verità. È per questo che, dopo oltre diciassette secoli, il suo nome continua a essere ricordato e venerato in tante parti del mondo.

La memoria di San Vito ci invita a riscoprire quella che potremmo chiamare la «perseveranza dei piccoli»: la forza silenziosa di chi rimane fedele al bene, anche quando questo richiede sacrificio, fiducia e coraggio.

𝙄𝙡 𝙘𝙪𝙡𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙎𝙖𝙣 𝙑𝙞𝙩𝙤

San Vito è rappresentato in numerose immagini iconografiche che richiamano episodi della sua vita e del suo martirio. Elemento comune a tutte le raffigurazioni è la giovane età del santo, che la tradizione ricorda come un adolescente coraggioso e fedele a Cristo fino alla morte.

Spesso viene raffigurato con la toga praetexta, a memoria delle sue nobili origini, oppure con la palma del martirio. In molte immagini compare accanto a lui un cane, legato ad antiche tradizioni popolari e ad alcuni miracoli attribuiti alla sua intercessione; altre volte è rappresentato con un leone ai piedi, a ricordo delle fiere che, secondo la tradizione agiografica, si ammansirono durante il suo supplizio.

Una diffusa tradizione popolare racconta che San Vito camminasse tra i campi di grano insieme a Gesù. Vedendo la malvagità degli uomini, il Signore avrebbe deciso di ridurre l'abbondanza del raccolto, strappando i chicchi dalle spighe. San Vito intervenne allora pregandoLo di avere misericordia almeno per i cani, creature innocenti che dipendevano dal grano per il proprio sostentamento. Per questo, secondo il racconto, i chicchi rimasti nella parte superiore delle spighe furono risparmiati. Da questa leggenda deriva l'usanza di raffigurare il santo con un cane o con alcune spighe di grano.

Numerose sono le feste popolari che ancora oggi ricordano e onorano San Vito in diverse regioni d'Italia. Particolarmente celebri sono quelle di Mazara del Vallo, Pagani, Ricigliano, San Gregorio Magno, Polignano a Mare, Capaccio Scalo, Burgio e San Vito Lo Capo, dove la devozione verso il giovane martire continua a essere tramandata di generazione in generazione attraverso processioni, celebrazioni liturgiche e antiche tradizioni popolari.

A distanza di oltre diciassette secoli dal suo martirio, San Vito continua a essere per i cristiani un luminoso esempio di fedeltà a Cristo, di coraggio nella prova e di perseveranza nella fede. Le numerose tradizioni sorte attorno alla sua figura testimoniano quanto profondamente la sua memoria sia rimasta viva nel cuore del popolo cristiano

𝙋𝙧𝙚𝙜𝙝𝙞𝙚𝙧𝙖 𝙖 𝙎𝙖𝙣 𝙑𝙞𝙩𝙤 𝙈𝙖𝙧𝙩𝙞𝙧𝙚

San Vito, giovane atleta di Cristo, che tanto amasti Gesù e tanto desiderasti farLo conoscere a tutti, chiediamo con fiducia la tua intercessione per essere accompagnati nel cammino della fede.

Poche sono le notizie della tua vita. Così ci ricordi che la via della perfezione evangelica attraversa spesso la quotidianità nascosta. Aiutaci a vivere la nostra vita ordinaria nella straordinarietà dell'amore.

Hai resistito a tante e diverse torture. Così ci ricordi la necessità di lottare contro lo spirito del male per conseguire la corona della vittoria nei Cieli. Aiutaci nel combattimento contro il peccato.

Sei rimasto fedele nella fede fino all'effusione del sangue. Così ci ricordi che cosa significa amare il Signore sopra ogni cosa. Sostieni la nostra testimonianza del Vangelo.

Hai amato eroicamente i tuoi persecutori. Così ci ricordi la bellezza della ca**tà, che sgorga da un cuore abitato dalla grazia. Sostieni il nostro desiderio di donare la vita per la salvezza delle anime.

Prega per noi, San Vito. Fa' che l'esempio della tua santa vita susciti in noi una profonda nostalgia del Cielo e un ardente desiderio di santità.

𝘼𝙢𝙚𝙣.

14 giugno 2026. Alla vigilia dei festeggiamenti in onore di San Vito Martire, protettore di Pisciotta, la reliquia del s...
15/06/2026

14 giugno 2026. Alla vigilia dei festeggiamenti in onore di San Vito Martire, protettore di Pisciotta, la reliquia del sangue del Santo è stata portata in processione lungo le vie del centro storico. Il rito si è concluso ai piedi di Palazzo Pappacoda con la solenne benedizione impartita all'intero paese.

Indirizzo

Piazzetta Michelangelo Pagano
Pisciotta
84066

Orario di apertura

18:00 - 20:00

Telefono

+393395237196

Sito Web

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