Chiesa Valdese di Pinerolo

Chiesa Valdese di Pinerolo Chiesa Valdese di Pinerolo (TO) LE NOSTRE CONVINZIONI:

- Solo a Dio la gloria
Nulla è sacro o assoluto tranne DIO.

Come comunità di Pinerolo (una delle più grandi in Italia) facciamo parte della Chiesa Valdese - Unione delle chiese valdesi e metodiste, e siamo presenti in Italia ed in Europa da più di 800 anni. Non apparteniamo a qualche strana setta, ma condividiamo le idee ed i principi di quei cristiani che nel mondo sono più di mezzo miliardo: gli evangelici protestanti. I protestanti pensano che nessuna i

mpresa umana abbia carattere assoluto. Tutto è relativo al cospetto della sua santità e della sua giustizia.

- Solo Cristo
Come la testimonianza evangelica attesta, Gesù Cristo è il solo mediatore fra Dio e gli uomini e non v'è altro nome sulla terra che noi possiamo invocare per la nostra salvezza.

- Sola grazia
La grazia è l'amore gratuito, unilaterale ed originario di Dio per l'umanità. Fin dall'inizio della Riforma, nel XVI secolo, i protestanti insistono in modo particolare su questo articolo di fede. In maniera indipendente dai propri meriti, l'essere umano è GIA' SALVATO malgrado la sua condizione di peccatore. Malgrado non siamo in grado di meritare alcunché da Dio, non dobbiamo mettere in atto nessuna "pratica religiosa" per conquistarci l'amore, l'attenzione e la sua benevolenza.

- Sola fede
La fede, dono meraviglioso del Signore, nasce dall'incontro personale dell'essere umano con Dio. Può essere il risultato oppure l'inizio di un percorso difficile ma sempre accessibile a chiunque oda la Parola Dio come contenuta nella Bibbia.

- Sola Scrittura
Per i protestanti la SOLA autorità riconosciuta in materia di fede è la Bibbia. Essi non riconoscono dunque nessun magistero ecclesiastico come fonte ed interpretazione della rivelazione divina. L'attuale comprensione del contenuto della Scrittura deriva dagli sforzi di tutte le chiese cristiane, nel rispetto dei loro doni e delle loro diversità. La Bibbia non viene presa in senso letterale ma è interpretata secondo ricerche esegetiche, alla luce dello Spirito Santo in coloro che vi si accostano.

- La libertà individuale
La libertà individuale appare al protestante come un valore fondamentale. Non è la chiesa a poter determinare ciò che si può fare o in cui si può credere. Nel protestantesimo non vi sono istituti come la "scomunica" oppure prescrizioni catechetiche di ordine etico. Questa libertà tuttavia implica che il singolo sia responsabile in modo personale della propria fede e del proprio comportamento sia nella società sia davanti a Dio.

- Le chiese sono sempre chiese da riformare
Scriveva nel 1948 il teologo riformato Karl Barth: "la chiesa consiste nella riunione di quegli uomini e quelle donne che il Signore vivente Gesù Cristo sceglie e chiama per essere testimoni della vittoria che egli ha già conquistato, e araldi della sua futura manifestazione":

- Il sacerdozio universale ed il pastore/la pastora
Nella Chiesa universale cristiana qualunque battezzato ha lo stesso rango, che si tratti di un laico oppure di un pastore. Questi ultimi, uomini o donne che siano, sposati o meno che siano, non sono i membri di una categoria sacra "a parte", ma quelli la cui vocazione e la cui formazione teologica permettono di animare la comunità, di aiutarne la ricerca di fede e di sostenerla con cura nelle prove della vita.

17/02/2026
03/02/2026
Culto domenica 7 aprile 2024
07/04/2024

Culto domenica 7 aprile 2024

Predicazione a cura del Pastore Giuseppe Ficara su Giovanni 20,19-20. 24-29

06/03/2024
22/01/2024
31/08/2023

Sul quotidiano Domani del 31 agosto, che ringraziamo per lo spazio che ci ha concesso, il commento della Moderatora della Tavola Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) Alessandra Trotta:

LA POLITICA DEVE SERVIRE L'EQUITA'. IL PENSIERO DEI VALDESI SULLA GPA (Gestazione Per Altri)

Il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, riunitosi a Torre Pellice (TO) dal 20 al 25 agosto, al termine di una breve ma intensa discussione, ha approvato un ordine del giorno sul tema della gestazione per altri (Gpa)

Diversamente da quanto riportato in alcune sintesi e vari commenti del giorno dopo, il Sinodo non è entrato nel merito delle varie modalità in cui si può concretizzare la pratica di gestazione per altri, fra le quali sono contemplate anche scelte solidali ed altruistiche, totalmente prive di corrispettivo economico e dunque non riconducibili all’orribile semplificazione del cosiddetto “utero in affitto”, che domina nel dibattito e nella comunicazione pubblica.

Non lo ha fatto responsabilmente, perché le nostre chiese sono abituate ad affrontare temi delicati e complessi che interrogano le coscienze dei credenti sulla base anche di un’adeguata riflessione teologica e di fede, nella consapevolezza che il loro intreccio con difficili nozioni tecnico-scientifiche e problematiche giuridiche e le loro profonde implicazioni umane e sociali rendono serio un dibattito solo se preceduto dalla fatica di un’adeguata informazione e dalla condivisione di spazi curati per il confronto, accessibili a tutti e tutte.

Per soddisfare queste esigenze di informazione e accompagnamento del discernimento individuale e comunitario, è pronto per l’invio alle nostre chiese locali un documento elaborato dalla Commissione per i problemi etici posti dalla scienza delle chiese valdesi, metodiste e battiste, che si offre anche come contributo al dibattito pubblico ed ecumenico sul tema.

Si tratta di un documento che, provando ad affrontare in modo comprensibile per tutti anche le nozioni e questioni più complesse, rimane aperto nelle conclusioni, dopo avere allargato lo sguardo sui temi ben più ampi in cui la tematica specifica della Gpa appare inserita, quali il senso della genitorialità, la comprensione della dimensione del dono, il rischio della riduzione di esseri umani (e in particolare del corpo delle donne) a funzioni utilitaristiche, la tensione fra desideri (anche di genitorialità) e diritti.

Nell’attesa che si possa avviare, anche sulla scorta di questo documento, questa palestra di confronto dentro le chiese su temi tanto rilevanti, il nostro Sinodo ha comunque avvertito l’esigenza di fissare alcuni paletti entro i quali sviluppare la discussione dentro e fuori le chiese: innanzitutto la tutela, al di sopra e al di là di ogni ideologia, dei diritti dei bambini e delle bambine comunque nati dal rischio di essere privati di uno dei due genitori; l’invito alle chiese ad essere luoghi sicuri e accoglienti per ogni famiglia “reale”, di cui prendersi cura e da supportare al di là delle definizioni e immagini tradizionali o ideali che ciascuno può legittimamente coltivare (in coerenza con l’ampia riflessione già condotta sul tema delle nuove forme di famiglia, condensata in un documento accolto dal Sinodo nel 2017).

In terzo luogo, la necessità di evitare in ogni caso la criminalizzazione delle scelte introducendo per legge nuovi reati addirittura definiti "universali", anche in questo caso in coerenza con un consolidato orientamento delle nostre chiese a riconoscere che «la politica non ha la funzione di realizzare il vero, ma di cercare soluzioni il più possibile eque [e] la misura dell'equità sta nella capacità delle soluzioni adottate di garantire diritti e libertà e aiutare a compiere scelte responsabili nei confronti di problemi complessi, che nessuna ideologia può semplificare» (così si esprimeva il nostro Sinodo nell’anno 2007, nel pieno di altri dibattiti su temi eticamente sensibili).

Nella consapevolezza che tutto questo lavorio non sia riducibile a slogan mediaticamente efficaci, ringraziamo questo giornale per lo spazio che ci ha concesso.

Indirizzo

Via Dei Mille, 1
Pinerolo
10064

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