Parrocchia San Michele Arcangelo - Pietranico

Parrocchia San Michele Arcangelo - Pietranico Arcidiocesi Pescara-Penne - Parroco Don Antonio Di Giulio

31 Maggio  -  SANTISSIMA TRINITA'  (ANNO A)(Gv 3,16-18)Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:...
30/05/2026

31 Maggio - SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A)

(Gv 3,16-18)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

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COMMENTO AL VANGELO

Domenica della Santissima Trinità, festa che segue sempre la domenica di Pentecoste. Abbiamo celebrato il dono dello Spirito, ora la liturgia ci presenta il mistero dell’unico Dio in tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo.
In questo Vangelo è riportato il dialogo di Gesù con Nicodemo.
Nicodemo era un membro del Sinedrio ed era appassionato del mistero di Dio. Riconosce in Gesù il Maestro Divino e, per non essere visto da nessuno, va di notte a parlare con Lui.
Gesù comprende che Nicodemo è un uomo in ricerca; lo ascolta e poi gli svela il mistero di "Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna".
Nicodemo è un uomo in ricerca, e forse rappresenta quell’umanità che cerca una via di eternità. Un cammino difficile che avviene di notte, un cammino aspro che non bada alla provenienza di sé, un cammino sincero che non bada all’appartenenza e all’importanza del grado sociale.
In quella notte Nicodemo scopre la luce emanata dall’Amore infinito del Padre e del Figlio. Chi crede nel Padre crede nel Figlio, chi crede nel Figlio ama il Padre, chi crede e ama il Padre e il Figlio è pieno della forza dello Spirito Santo, perché Essi sono in completa comunione; la Santissima Trinità è il modello perfetto della comunità fondata sull’Amore.
Dio ama così tanto la sua creatura che, per la salvezza di essa, sacrifica la cosa più preziosa: Gesù, del quale si era sempre compiaciuto. Difatti dirà Gesù a Nicodemo che "non è venuto per condannare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui". Gesù incarna nella pienezza la missione salvifica affinché l’Amore del Padre e la Potenza dello Spirito si realizzino in ogni uomo.

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PREGHIERA

Immersi nell’oceano d’amore

Padre, immenso nell’amore,
vogliamo vivere di te,
respirare la tua infinita tenerezza,
sentirci raggiunti dal tuo incomprensibile perdono.
È amore, ciò che ti unisce al Figlio,
ed è sempre amore ciò che vi spinge verso di noi,
ogni giorno, per sollevarci dal nostro peccato,
per abbracciare le nostre fragilità,
per liberarci da quel male di cui siamo capaci.
Padre, aiutaci a credere nella forza trasformante
di questo vostro amore. Amen.

(Sr. Mariangela Tassielli)

24 Maggio  -  DOMENICA DI PENTECOSTE  (ANNO A)(Gv 20,19-23)Dal Vangelo secondo Giovanni La sera di quel giorno, il primo...
23/05/2026

24 Maggio - DOMENICA DI PENTECOSTE (ANNO A)

(Gv 20,19-23)
Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

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COMMENTO AL VANGELO

La solennità di Pentecoste conclude il Tempo Pasquale e celebra la nascita della Chiesa attraverso il dono dello Spirito Santo.
La Pentecoste narrata dal Vangelo di Giovanni, l’ora di Gesù, che dà compimento alla sua presenza nel mondo, è l’ora del mistero della passione, morte e risurrezione; avviene la sera stessa della Risurrezione, il primo giorno dopo lo Shabbat che, in quell’anno era coinciso con la Pasqua ebraica. Diversamente dall’evangelista Luca, che la colloca cinquanta giorni dopo per farla coincidere con la Pentecoste ebraica (Shavuot) che fa memoria del dono delle tavole della Legge sul Sinai al popolo uscito dall’Egitto.
Nella parte iniziale del brano vi è il riconoscimento di Gesù da parte dei discepoli che si trovavano chiusi nel cenacolo per paura dei giudei e la loro gioia nel vedere Gesù.
Nella parte finale del brano si legge di Gesù che dona il suo Spirito e invia i suoi discepoli a continuare nel mondo la sua opera di riconciliazione.
Gesù risorto appare ai suoi discepoli impauriti e smarriti per tutti gli eventi vissuti, di cui non comprendevano ancora il significato; si sentivano orfani senza il loro Signore e Maestro, ma Gesù entra nel luogo dove si trovavano donandogli la pace: «Pace a voi!».
Ai discepoli il Risorto mostra i segni del suo amore donato sulla Croce “Mostrò loro le mani e il fianco. Ed i discepoli gioirono al vedere il Signore”. Di fronte a Gesù, ogni paura si dissolve e la pace ritorna nel cuore ridonando nuovo slancio e nuovo vigore.
Gesù dona ai suoi discepoli il suo Spirito affinché possano avere la forza di continuare nel mondo la sua missione: «Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Gesù dona il suo Spirito, ma è necessario che l’uomo lo accolga; i discepoli contemplano le ferite mostrate da Gesù e si affidano al suo amore.
La Pentecoste è la festa della liberazione che la Pasqua ci ha donato, liberazione che raggiunge le nostre vite quotidiane con le loro fatiche, le loro cadute, il male che le imprigiona.

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PREGHIERA

Vieni, Spirito di Dio

Vieni, Spirito del Risorto,
vieni, e riempi di aria nuova la nostra vita.
Vieni, e semina nel cuore la pace.
Vieni, e rendici capaci di costruire pace.
Vieni, Spirito che avvolge il cosmo, vieni, in noi!

Vieni, e insegnaci a percorrere vie nuove,
anche rischiose o non ancora battute,
pur di fare germogliare nel mondo
nuove scintille di speranza. Amen

(Sr. Mariangela Tassielli)

17 Maggio  -  SCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)(Mt 28,16-20)Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, gli undici discepoli a...
16/05/2026

17 Maggio - SCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

(Mt 28,16-20)
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

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COMMENTO AL VANGELO

Nel cammino del tempo pasquale siamo giunti alla solennità dell’Ascensione. In questo anno A nel brano del Vangelo di Matteo leggiamo un racconto molto sintetico, ma altrettanto prezioso.
Gli undici vanno in Galilea in obbedienza alle indicazioni del Signore. Sono passati quaranta giorni dalla Pasqua. Più volte il Signore Gesù si è manifestato ai suoi dal giorno della risurrezione, eppure gli undici, nel loro umano atteggiamento, “dubitano” ancora. Vedendo Gesù si prostrano, ma dubitano, eppure ascoltano le sue parole, il suo ultimo testamento prima di ascendere al Cielo.
Gesù ai suoi discepoli affida la missione di annunciare il Vangelo a tutti i popoli, dicendo loro: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”.
Ogni cristiano, in virtù del Battesimo, è chiamato ad annunciare il Vangelo e a testimoniarlo nell’ambito del proprio quotidiano, nella diversità della vocazione che Dio affida a ciascuno.
Ogni cristiano è chiamato a nutrirsi della Parola di Dio e a vivere la vita sacramentale della Chiesa per poter annunciare agli altri il Vangelo di Gesù.
In questa missione non si è soli ma c’è accanto a noi Gesù che ci guida e ci sostiene con il suo infinito amore. Come ci dice Gesù stesso in questo brano del Vangelo: “ Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

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PREGHIERA

Signore Risorto, inviaci nel mondo!

Inviaci, Signore risorto,
per essere nel mondo
voce della sua salvezza,
mani della tua bontà,
bocca della tua parola
di perdono e misericordia,
seme della tua vita.
Insegnaci ad andare, Signore,
leggeri e forti,
perché il mondo ti conosca,
e conoscendoti
si abbandoni in te.
Amen.

(Sr: Mariangela Tassielli)

12/05/2026
10 Maggio  -  VI DOMENICA DI PASQUA  (ANNO A)(Gv 14,15-21)Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù disse ai suoi ...
12/05/2026

10 Maggio - VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

(Gv 14,15-21)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

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COMMENTO AL VANGELO

Siamo giunti alla VI Domenica di Pasqua e il cammino liturgico ci conduce ormai verso la Solennità dell’Ascensione del Signore.
Gesù sta per lasciare i suoi e tornare al Padre. Proprio mentre si avvicina il momento del distacco, però consegna ai discepoli una promessa consolante, quella che lo Spirito Santo non li lascerà soli una volta che Egli sarà andato in cielo.
Gesù utilizza nella promessa il termine di “orfani”: “Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi”.
Lo Spirito Santo è il Paraclito, cioè: il Consolatore, il Difensore, l’Avvocato, il Sostenitore, la Verità.
Gesù usa il termine “Paraclito” per descrivere le qualità e la potenza dello Spirito Santo che sarà inviato dal Padre per l’assistenza dei suoi discepoli dopo la Sua ascesa in cielo. Questo significa che non si rimane soli, cioè orfani e abbandonati al proprio destino, ma ricchi per la presenza dello Spirito che si prende cura di loro grazie all’Amore del Padre Celeste.
“Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi”.
Gesù dice ancora: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.
Ecco allora che l’Amore si estrinseca in un circuito Trinitario sempre presente nella storia dell’umanità cristiana. La via per questo Amore è il dono di sé e la preghiera.
“Pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre...”

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PREGHIERA

Manda il tuo Spirito

Manda su noi, Signore risorto, il tuo Spirito:
rimanga con noi per sempre.
Manda il tuo Spirito, e ci apra alla vita.
Manda il tuo Spirito, e ci renda bellezza,
cura, mitezza, riconciliazione.
Manda il tuo Spirito, e ci renda Vangelo.
Manda il tuo Spirito, e in ogni passo
sia viva la tua presenza.
Manda il tuo Spirito, e saremo capaci di amore.
Manda su noi, Signore risorto, il tuo Spirito:
tu vivi e noi vivremo.
Amen, Alleluia.

(Sr. Mariangela Tassielli)

3 Maggio - FESTA DELLA MADONNA DELLA CROCEOrazione a Maria Santissima della CroceO Maria Santissima della Croce, nelle v...
03/05/2026

3 Maggio - FESTA DELLA MADONNA DELLA CROCE

Orazione a Maria Santissima della Croce

O Maria Santissima della Croce, nelle vostre mani ha Dio depositati tutti i tesori delle sue grazie e Voi ne siete amorosa e larghissima dispensatrice a pro' di tutti coloro che a Voi ricorrono con viva fiducia. Eccoci dunque pieni di speranza, nel vostro efficacissimo patrocinio ad implorare da Voi la grazia che ardentemente desideriamo se pure è espediente alla nostra eterna salute: e Voi, non vogliate negarla, o cara Madre, ai vostri amati figliuoli.
Ricordatevi, o Maria, che non mai si è udito dire che alcuno abbia in Voi riposte le sue speranze e sia rimasto deluso. Voi dunque, o carissima nostra Signora, consolateci colla grazia che vi chiediamo istantemente, e della quale vi renderemo qui sulla terra i più devoti ringraziamenti, sperando poi di potervi più degnamente ringraziare nei secoli de' secoli lassù in cielo. E così sia.

Indi si recitano tre Ave Maria ripetendo a ciascuna:
Mater Divinae gratiae, ora pro nobis.

3 Maggio - V DOMENICA DI PASQUA  (ANNO A)(Gv 14,1-12)Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù disse ai suoi disce...
02/05/2026

3 Maggio - V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

(Gv 14,1-12)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

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COMMENTO AL VANGELO

In questa quinta Domenica di Pasqua, la liturgia ci presenta il brano del Vangelo di Giovanni nel racconto di Gesù che esorta i suoi a non avere timore e ad avere fede in Lui.
Avvicinandosi la Passione, infatti, Gesù rassicura i suoi discepoli dicendo loro: “ Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”.
Gesù instaura con i suoi discepoli un dialogo nel quale parla di Dio Padre. Dentro questo dialogo, l’apostolo Filippo chiede a Gesù: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.
La risposta di Gesù a Filippo è anche la risposta che dà a noi, introducendoci nella fede cristologica. Gesù afferma: “ Chi ha visto me, ha visto il Padre”. In questa espressione si racchiude sinteticamente la novità del Nuovo Testamento: “Dio si è fatto carne ed è venuto ad abitare tra noi”. Dio in Gesù si può vedere, si è fatto visibile attraverso il mistero dell’Incarnazione.
Gesù vero Dio e vero uomo è il mediatore tra Dio e l’uomo ed il mediatore della nuova ed eterna Alleanza.
Seguire gli insegnamenti di Gesù e cercare di attualizzarli, malgrado le fragilità e le difficoltà del cammino terreno, è l’unica Via per avere un posto in Paradiso; già chi pratica la Parola nella propria vita terrena pregusta la Gioia della Città Celeste.

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PREGHIERA

Credere.

Signore, è il sospiro del mio cuore,
il più intimo tra i desideri.
Credere in te, Figlio amato.
Credere in te, Salvatore gentile.
Credere in te, Pastore premuroso.
Credere in te, Dio fatto carne.
Credere che la tua vita sia
la nostra via verso la pienezza di Dio.
Credere che la tua parola sia
la nostra via verso il cuore di Dio.
Credere che i tuoi gesti siano
la più preziosa scuola
per regalare vita al mondo.
Insegnami a credere, Signore.
Amen, alleluia.

(Sr. Mariangela Tassielli)

26 Aprile - IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)(Gv 10,1-10)Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù disse:«In verità, ...
25/04/2026

26 Aprile - IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

(Gv 10,1-10)
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

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COMMENTO AL VANGELO

La quarta domenica del tempo di Pasqua è la domenica del Buon Pastore ed è da molti anni anche la “Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni”.
Oggi nel Vangelo Gesù si presenta come il “Buon Pastore”. Uno dei titoli che più ci sono cari.
Guardare a Gesù, il vero, il buon e bel pastore, ci dona forza e coraggio. Egli non fa mancare la sua presenza, il suo accompagnamento e soprattutto la certezza che egli è pronto a dare la sua vita per il suo gregge.
Al buon pastore deve corrispondere un gregge buono, docile e ubbidiente. Noi siamo chiamati a riconoscerci come suo gregge, pecore del suo ovile. A noi tocca riconoscere la sua voce tra le tante voci che ci confondono e ci disorientano.
In questa pagina di vangelo Gesù ci ricorda che il principio fondamentale per trovare la strada giusta è ascoltare la sua voce. E quella voce è nota al nostro cuore, perché è in noi, nel nostro intimo. Per questo la possiamo riconoscere e seguire, se apriamo il cuore, se desideriamo davvero ascoltarla. In questo incontro a tu per tu con il Signore, che parla al nostro cuore, possiamo scoprire la nostra vocazione.
Questa voce amica, che è quella del Pastore Bello, ci chiama, si fa riconoscere e ci guida. Ma lo fa nel pieno rispetto della nostra libertà. E infatti il Pastore non sta dietro al gregge, per controllarlo, spingere le pecore che restano indietro. Sta davanti. Si fida di noi, non ci costringe a seguirlo, ma ci aspetta con pazienza.
Non è solo il Pastore, Gesù, è anche la Porta dell’ovile, quella porta che ci permette di entrare per essere al riparo da ogni pericolo, ma anche di uscire, liberamente, sapendo che, quando decideremo di tornare, la troveremo aperta, perché Lui ci attende. È la Porta che ci fa entrare nel Regno, nella Salvezza.

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PREGHIERA

Nostro Custode
Signore Gesù, ci riconosci, ci chiami per nome,
ci offri il dono dell’eternità.
Sei tra noi come custode attento e premuroso,
che non dorme, non si distrae,
non ci lascia soli nel cammino della vita.
La tua voce è voce amica; la tua mano guida attenta;
la tua , dimora sicura in cui ritrovare la vita.

Ti lodiamo, Signore risorto!
Ti benediciamo, custode premuroso.
Ti ringraziamo, pastore attento.
Nulla, neppure noi stessi,
potrà separarci dal tuo amore.
Amen.

(Sr. Mariangela Tassielli)

19 Aprile  -  III DOMENICA DI PASQUA  (ANNO A)(Lc 24,13-35)Dal Vangelo secondo Luca Ed ecco, in quello stesso giorno [il...
18/04/2026

19 Aprile - III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

(Lc 24,13-35)
Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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COMMENTO AL VANGELO

La terza domenica di Pasqua ritroviamo il Vangelo che solitamente si legge la sera del giorno di Pasqua, alla messa vespertina. E in effetti il racconto si svolge proprio la sera del “primo giorno della settimana”, quello stesso giorno in cui, le donne sono andate al sepolcro, hanno trovato la tomba vuota e hanno visto un angelo che annunciava loro la risurrezione.
Il racconto continua e ha per protagonisti quelli che tutti chiamiamo “i discepoli di Emmaus”, i due che sono in cammino verso quel villaggio distante “undici chilometri da Gerusalemme”.
Non possono riconoscere quel viandante che si affianca a loro, perché, dice l'Evangelista, “i loro occhi erano impediti”. Da che cosa? Come farà loro notare Gesù, mancano di fede, il loro cuore è indurito, nonostante il racconto delle donne non ricordano la Parola.
È il Signore stesso a riportare alla loro memoria le Scritture. Ed è la forza della Parola che apre loro il cuore. Solo dopo aver ascoltato e aperto il cuore, iniziano a capire che Colui che cammina accanto a loro non è un semplice viandante, sanno che hanno bisogno di stare ancora con Lui e lo invitano a fermarsi con loro per quella sera che ormai è giunta. Ed ecco che anche gli occhi si aprono, allo spezzare del pane.
È l’esperienza della fede: dall’incontro con il Signore, all’ascolto della Parola, fino alla Comunione con quel pane spezzato che è Dio stesso che si dona tutto a noi. Il cuore arde, lo Spirito ora lo abita anche il corpo non è più stanco, i due sono pronti a correre nella notte, per undici chilometri, salendo a Gerusalemme dove tutta la comunità riunita ha ormai la certezza che la rianima e la illumina: il Signore è veramente risorto.
Nella celebrazione eucaristica, ogni volta ripercorriamo il percorso dei discepoli di Emmaus: arriviamo carichi delle nostre fatiche, dei dubbi, anche della rabbia, a volte, ma subito il Signore inizia a camminare con noi; nell’atto penitenziale ci fa notare che il cuore si è indurito, ma la Parola ce lo riscalda e illumina, finché possiamo aprire gli occhi e riconoscere nel pane spezzato sull’altare Gesù che si dona tutto a noi per amore. E possiamo anche noi correre ad annunciare che il Signore è veramente risorto.

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PREGHIERA

Un Dio sui nostri passi

Divino viandante, non lasciarci in balia della nostra tristezza,
delle mille forme di delusione che anestetizzano la speranza,
dell’imprevisto che fa arenare la nostra fiducia in te.

Cercaci! Incontraci! Libera i nostri occhi e il nostro cuore:
insegnaci a vederti nei segni che sempre ci offri.

Vogliamo riconoscerti, Signore Risorto,
perché il nostro cuore possa seminare,
con gioia, il tuo amore. Amen.

(Sr. Mariangela Tassielli)

Indirizzo

Largo Della Chiesa Nr. 3
Pietranico
65020

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