ORARI SANTE MESSE
Lun - Mar - Merc ore 18: Rettoria di San Lorenzo
Gio - Ven - Sab ore 18: Chiesa parrocchiale di San Michele
Dom ore 9.30: San Lorenzo - ore 11: San Michele
SANTO ROSARIO
Dal martedì al sabato mezz'ora prima della Santa Messa
CORONCINA PER LE ANIME SACERDOTALI IN PURGATORIO
Lunedì mezz'ora prima della Santa Messa in San Lorenzo
PRIMO VENERDI' DEL MESE
Vespro e Benedizione
Eucaristica mezz'ora prima della Santa Messa in San Michele
ROSARIO E SUPPLICA A NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE
Il primo sabato del mese mezz'ora prima della Santa Messa in San Michele
ROSARIO E SUPPLICA ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
Il 27 di ogni mese alle ore 17 in Oratorio a San Lorenzo
BENEDIZIONE EUCARISTICA
Ogni terza domenica del mese al termine delle Sante Messe
La Parrocchia dei Santi Lorenzo e Michele è situata a Giustenice, centro dell'entroterra ligure della provincia di Savona. Giustenice (dal latino Jus tenens, che significa “amministra il diritto”) è situato in una valle attraversata dal torrente Scarincio, affluente del più vasto bacino della Valle Maremola. Il più remoto documento rinvenuto, che attesti l’esistenza dell'insediamento, è un atto firmato da un certo Bonifacio di Clavesana il giorno 5 aprile 1248. L’antico borgo appartenne prima a Enrico del Vasto, capostipite della famiglia dei Del Carretto, poi al figlio Enrico II (cui si deve anche la fondazione del marchesato di Finale), il quale pose i propri domini sotto la protezione del ducato di Milano, retto dagli Sforza. Giustenice fu conservata dai Del Carretto fino al XV secolo, allorché un conflitto vide opporsi Genova a Milano: nel 1447 il castello fu conquistato e distrutto dalle preponderanti truppe genovesi. L’abitato è suddiviso in varie frazioni, raggruppate in cinque contrade, ognuna delle quali prende il nome dalla chiesa o dalla ca****la omonima. Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo
La chiesa parrocchiale si trova in quello che sicuramente è la più antica contrada, situata sulla sommità di un alto poggio, dove in età medievale si ergeva un ampio fortilizio o castello. All’interno della cinta muraria, si trovavano, oltre alle abitazioni, sia la casa municipale (la cosiddetta Cà Cumünà) sia una spaziosa ca****la, fondata nel XII secolo, nucleo originario dell’attuale chiesa parrocchiale. Chiesa rettoria di San Lorenzo Martire
La chiesa rettoria si trova nell'omonima contrada. Oratorio dei Disciplinanti - Nostra Signora della Neve
Sul crinale del colle della contrada di San Michele, all’estremità opposta rispetto all’organismo principale del castello, era situato il fabbricato che ospitava le scuderie, costruito verosimilmente insieme al fortilizio. La struttura fu in seguito rimaneggiata, fino a divenire l’Oratorio dei Disciplinanti tra il XV e il XVI secolo. La Confraternita ospitata - una delle più antiche della zona, forse costituita già nel XIII secolo - era unicamente maschile e partecipava alle processioni infrasettimanali e di carattere penitenziale, chiudendo il corteo. Nel corso delle manifestazioni religiose, i membri o confratelli si disponevano per due in una lunga colonna, vestiti con un saio bianco e cappuccio conico a occhiaia. I Disciplinanti erano così chiamati perché facevano uso di un antico strumento di tortura, la “disciplina”, che consisteva in un gruppo di strisce metalliche, unite da una catenella, con il quale si percuotevano le spalle. Essi avevano anche il compito secondario e occasionale di un vero e proprio servizio d’ordine nel corso delle processioni. In seguito a un’attenta ricerca storica, effettuata presso l’archivio diocesano ad Albenga, si è constatato la quasi totale assenza di documenti afferenti alle vicende legate all’Oratorio, andati dispersi probabilmente dopo lo scioglimento della Confraternita, avvenuto nel corso degli anni Sessanta del Ventesimo secolo. Tuttavia, testimonia l’antica origine della compagnia un lacerto di affresco del XV secolo, rinvenuto nella navata ovest della chiesa parrocchiale di San Michele, che raffigura un confratello in preghiera, vestito con la tipica tunica e affiancato da una disciplina. Le uniche attestazioni scritte sull’Oratorio sono offerte dal libro dei conti della Confraternita, dagli atti della Visita Apostolica del 1585 e dalla descrizione tratta dal secentesco “Sacro e Vago Giardinello” (Canonico Gio. Ambrogio Paneri, Del Sacro e Vago Giardinello e succinto riepilogo Delle Raggioni delle Chiese, e Diocesi d'Albenga, in tre tomi diviso - cominciato da Pier Francesco Costa, Vescovo di Albenga, nell'anno 1624). Nel libro dei conti è possibile rilevare la più lontana data riferita all’edificio dell’Oratorio di Nostra Signora della Neve, quella del 1573, segnata contestualmente alla donazione di un terreno alla Confraternita dei Disciplinanti. Nicolò Mascardi, vescovo di Ajaccio, sono analizzati diversi aspetti di conservazione e uso dell’Oratorio. Mascardi segnalò tra l’altro come il tetto fosse “indecentissimus et pluviosus”, e come il pavimento fosse sterrato e incompiuto. Nei decreti che seguirono, si può leggere:
Il tetto di questo Oratorio è indecentissimo e malamente aconcio, et per esso trapassa l’acqua ne l’Oratorio; però s’avertiscano i fratelli, che riparino à questo danno. Accomodino l’altare di esso Oratorio, et l’adornino di pallio, e tovaglie. Il giorno di giovedì Santo non faccino la solita collazione sotto pena di excomunnicatione di lata sententia se altrimenti faranno. Invece, nel Sacro e Vago Giardinello è scritto laconicamente:
L’Oratorio di Santa Maria della Neve de Confratelli Disciplinati ha di reddito lire 39 in tanti frutti di terre, quali redditi sono descritti nel libro della medesima Compagnia. Per ultimo, dal libro dei conti si apprende che nell’anno 1777 la Confraternita deliberò una “ristorazione” completa dell’Oratorio. Le date citate, possono essere affiancate da quelle che è ancora possibile trovare su alcuni elementi architettonici dell’edificio. Al di sopra dell’altare, sul frontone in stucco, si può osservare distintamente la data 1692, probabilmente l’anno di completamento delle decorazioni barocche, promosse dal Rettore sacerdote Giovanni Battista Lanfranco, come è possibile accertare nella scritta incisa sulla faccia inferiore della pietra sacra della mensa. Sulla porta d’ingresso si legge “restauratum - 1804”, mentre sotto le nicchie nella parete di fondo si nota scritto 1891, forse la data di un ulteriore intervento di restauro, effettuato in seguito ai danni causati dal terremoto del 1887. A completamento del frammentario quadro storico, lo studio di alcune caratteristiche del fabbricato può aggiungere qualche indicazione. La struttura risale molto probabilmente al XII secolo, almeno per quanto riguarda le murature poste a sud-est e nord-est, molto spesse e forse appartenenti all’originaria cinta del fortilizio dei marchesi Del Carretto. Lo spazio ad aula fu in seguito coperto da una massiccia volta a botte in pietrame e, nel Seicento, fu completato con l’aggiunta della campata all’ingresso e della facciata. All’esterno, al di sopra del portale d’accesso, è ancora possibile distinguere un affresco che rappresenta Nostra Signora della Neve, affiancata da un confratello battente. L’Oratorio rimase in uso fino al 1958/1960, quando si sciolse l’antica Confraternita dei Disciplinanti e lo spazio fu destinato a cinema parrocchiale. Negli anni successivi, la configurazione interna originaria venne brutalmente alterata: si persero gli arredi, le balaustre furono smontate, e il presbiterio, così come una parte della mensa dell’altare, furono demoliti, sostituiti da nuove strutture quali la platea con poltroncine, la cabina di proiezione e il palcoscenico. Dalla metà degli anni sessanta il cinema fu abbandonato e iniziò per l’edificio un progressivo degrado. Nel 2006 le superfetazioni furono completamente smantellate, lasciando il fabbricato nelle attuali condizioni di degrado. Oratorio dell'Immacolata (in San Lorenzo Martire)
L'oratorio è parte dell'edificio della chiesa rettoria di San Lorenzo Martire.