OFS Piedimonte Matese

OFS Piedimonte Matese L’Ordine Francescano Secolare, di carattere interparrocchiale, nasce a Piedimonte Matese nel 1918. In seguito, interpretando le intenzioni di S.

L'Ordine Francescano Secolare, meglio conosciuto come Terz'Ordine Francescano, nasce dal cuore di Francesco d'Assisi, che più di ogni altro santo ha saputo incarnare, nelle concrete situazioni ecclesiali e sociali del suo tempo, il Vangelo di Cristo. Francesco, convertitosi completamente a Cristo e diventato suo perfetto imitatore, viene ammirato, amato e seguito da un sempre maggior numero di uom

ini e donne di ogni condizione sociale. Egli, allora, ispirato dallo Spirito Santo, istituisce tre Ordini che fa approvare dalla Chiesa:
Primo Ordine costituito dai Frati;
Secondo Ordine: le monache di S. Chiara, o Clarisse;
Terzo Ordine costituito da uomini e donne che si impegnano a vivere nel mondo il suo ideale di vita evangelica. A ciascuno dei suoi Ordini dona una direttiva di vita, o Regola. Nel corso dei secoli moltissime persone sono rimaste affascinate da S. Francesco d'Assisi e si sono ispirate a lui per dare un senso alla propria vita senza tuttavia abbandonare le proprie case: sono i Terziari Francescani. Francesco e adattando il suo ideale alle mutevoli realtà dei tempi, la Chiesa ha formulato testi di Regola continuamente aggiornati: Regola di papa Nicolò IV (1289); Regola di papa Leone XIII (1883); Regola di papa Paolo VI (1978) attualmente in vigore. L'Ordine Francescano Secolare si configura come una unione organica di tutte le fraternità cattoliche sparse nel mondo e aperte a ogni ceto di fedeli, nelle quali i fratelli e le sorelle, spinti dallo Spirito a raggiungere la perfezione della ca**tà nel proprio stato secolare, con la professione si impegnano a vivere il vangelo alla maniera di san Francesco e mediante la regola autenticata dalla Chiesa. Gesù Cristo è l'ispiratore e il centro della vita con Dio e con gli uomini. Il francescano lo cerca, vivente e operante, nei fratelli, nella sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche. La scelta evangelica comporta, nel francescano, l'assunzione di atteggiamenti vissuti con chiarezza ed efficacia in ogni luogo e circostanza. La fraternità è il "luogo'' dove l'ideale evangelico francescano si fa realtà vissuta e si concretizza in lode a Dio, impegno apostolico e proposta di vita agli uomini. In comunione con il Papa e i Vescovi il francescano secolare è testimone e strumento della sua missione tra gli uomini in fiducioso e aperto dialogo di creatività apostolica, annunciando la grazia e il messaggio di Cristo, lievitando evangelicamente le realtà temporali. In campo sociale
L'urgenza di costruire un mondo più fraterno ed evangelico rende il francescano presente, con la testimonianza e l'impegno della propria vita, con iniziative coraggiose, nella promozione della giustizia e nella vita pubblica socio-politica, mettendosi al servizio di tutti, specialmente dei più deboli. In famiglia e nel lavoro
Nel contesto familiare vive come chi appartiene a Cristo, nello spirito di pace, nella fedeltà e nel rispetto alla vita. Il lavoro è esercitato come dono di Dio, come partecipazione all'opera creatrice e come servizio alla comunità umana. La ricerca della pace rappresenta un impegno continuo da realizzarsi attraverso le vie dell'unità, delle intese fraterne, nel dialogo e nello spirito della speranza e nella gioia. L'amore per il creato impegna il francescano a promuovere il rispetto e l'uso secondo il disegno di Dio, di tutte le creature che "dell'Altissimo portano significazione".

« La sua voce viene spenta, ma la sua testimonianza rimane »
29/08/2026

« La sua voce viene spenta, ma la sua testimonianza rimane »

"VEGLIATE"
27/08/2026

"VEGLIATE"

Mercoledì 26 Agosto – San AlessandroRiflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 23, 27-32)A volte il pericolo più grande no...
26/08/2026

Mercoledì 26 Agosto – San Alessandro
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 23, 27-32)

A volte il pericolo più grande non viene da chi dice apertamente di essere lontano da Dio, ma da chi pensa di possedere Dio.
Gesù, davanti agli scribi e ai farisei, usa parole molto forti: li paragona a sepolcri imbiancati, belli fuori, ma pieni di morte dentro. È un’immagine dura, perché vuole svegliarci. La fede non può diventare una facciata. Non può essere solo apparenza, parole giuste, atteggiamenti religiosi, difesa esterna della verità.
Se dentro il cuore non c’è conversione, anche le cose più sacre possono diventare strumenti di giudizio, di durezza, perfino di violenza. Gesù denuncia un rischio sempre attuale: quelli che costruiscono monumenti ai profeti del passato possono essere gli stessi che rifiutano i profeti del presente.
È possibile venerare i santi morti e non ascoltare le persone vive che Dio ci mette accanto. È possibile credere di proteggere Dio, mentre in realtà stiamo proteggendo il nostro orgoglio. Questa pagina non serve per puntare il dito contro qualcuno, ma per guardarci dentro con sincerità. La vera fede non uccide la voce dei profeti, ma si lascia inquietare.
Non usa Dio per sentirsi superiore, ma si mette davanti a Dio con umiltà. Chiediamo al Signore un cuore vivo, non solo una facciata religiosa.
Un cuore capace di ascoltare, di cambiare, di riconoscere la sua voce anche quando arriva in modo scomodo. Perché difendere davvero la fede significa lasciarsi convertire da Gesù e diventare testimoni della sua luce.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI

Mercoledì 1 Luglio – San AronneRiflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 8, 28-34)“ Gesù è una presenza più forte del mal...
01/07/2026

Mercoledì 1 Luglio – San Aronne
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 8, 28-34)

“ Gesù è una presenza più forte del male ”

Il vangelo, in alcuni punti sembra distaccarsi completamente dalla realtà in cui viviamo: ci parla di uomini tormentati dai demoni, violenza, paura, distruzione. Eppure, se guardiamo bene, non è così distante da noi.
Forse oggi non parliamo più di “demoni”, ma vediamo chiaramente ciò che divide, ciò che distrugge, ciò che prende possesso del cuore dell’uomo: pensieri che ci chiudono nella paura, dipendenze che ci tolgono libertà, rabbia che rovina le relazioni, menzogne che deformano la verità. Il Vangelo non vuole spaventarci, ma aprirci gli occhi: il male non è solo teoria, è una realtà che cerca spazio dentro di noi. Eppure, c’è un punto decisivo nel Vangelo: i demoni quando riconoscono Gesù tremano. Non sono più forti di Lui. Questo cambia tutto.
Anche oggi, il male può bussare alla nostra porta, può farci sentire confusi, oppressi, scoraggiati. Ma non può decidere chi siamo. Non può vincere se noi restiamo uniti a Cristo. E allora la domanda non è: “Il male esiste?”
La domanda è: “A chi sto dando spazio dentro di me?”
Se lasciamo entrare Gesù nella nostra vita, anche nei punti più fragili, anche nelle zone più oscure, succede qualcosa: ciò che ci opprime perde forza, ciò che ci divide si scioglie, ciò che ci blocca comincia a cedere.
Dobbiamo solo accogliere lo Spirito di Gesù. E questa è la speranza: non siamo soli nella lotta. C’è una presenza più forte del male.
E quando scegliamo di fidarci di Gesù, il buio non sparisce in un attimo… ma non è più padrone della nostra vita.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI

Martedì 30 Giugno – Santi Primi martiriRiflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 8, 23-27)“La barca può tremare… ma non a...
30/06/2026

Martedì 30 Giugno – Santi Primi martiri
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 8, 23-27)

“La barca può tremare… ma non affonda”

Ci sono momenti in cui sembra che tutto si metta contro di noi. Le onde si alzano, il vento soffia forte, e dentro di noi nasce una domanda:
“Ma dove sta Dio?”.
È la stessa scena del Vangelo: i discepoli sono nella barca, il mare è in tempesta… e Gesù dorme.
E lì nasce lo scoraggiamento. Non solo per il problema, ma perché sembra che Dio non intervenga. Il male ci appare più forte, più deciso, quasi inevitabile. Come se la storia fosse già scritta e noi non potessimo farci nulla.
Ma il Vangelo ci sorprende. Gesù si alza, comanda al vento e al mare… e tutto si placa. Non perché la tempesta non fosse reale, ma perché la presenza di Gesù è altrettanto reale, ed è più forte.
E forse è proprio questo il punto: noi guardiamo le onde, Gesù guarda oltre. Noi vediamo il caos, Lui vede già la pace che può nascere. La fede non è non avere tempeste, ma sapere che nella barca non siamo soli.
Allora, quando tutto sembra perduto, prova a fare come i discepoli: non scappare, non chiuderti… sveglia Gesù. Chiamalo dentro la tua paura, dentro la tua fatica. Anche una preghiera semplice, quasi gridata, è già un atto di fede.
E ricordati: nessuna tempesta è più forte della presenza di Dio nella tua vita. Il male può alzare la voce, ma davanti a Dio deve tacere.
Coraggio. La barca può tremare… ma non affonda, perché Gesù è con te.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI

Domenica 28 Giugno – Sant’AttilioRiflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 10,37-42)“un bicchiere d’acqua fresca”Ci porti...
29/06/2026

Domenica 28 Giugno – Sant’Attilio
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 10,37-42)

“un bicchiere d’acqua fresca”

Ci portiamo dentro un’idea un po’ ingombrante, e cioè che per entrare nel Regno di Dio bisogna fare qualcosa di straordinario, quasi impossibile. Come se la santità fosse riservata a pochi super-eroi capaci di gesti eccezionali.
E invece Gesù spiazza tutti. Non parla di imprese grandiose, ma di un gesto semplice: dare anche solo un bicchiere d’acqua fresca. Una cosa piccola, quotidiana, alla portata di tutti. Ma deve essere acqua fresca, vale a dire che deve essere data con il cuore giusto, donata perché davanti a te riconosci qualcuno che appartiene a Gesù.
Allora cambia lo sguardo: non devo aspettare occasioni speciali per amare, non devo sentirmi inadeguato perché non faccio cose grandi. Posso vivere il Vangelo lì dove sono, nelle piccole attenzioni, nell’accogliere chi mi viene incontro, nel non chiudere il cuore.
E forse è proprio questo che apre il Regno: una vita che, poco alla volta, diventa un dono agli altri e a Dio. Un bicchiere d’acqua, un gesto di bene, una presenza accolta… e Dio passa proprio da lì.
Non sottovalutare il poco che puoi fare oggi. È da lì che comincia il cielo.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI

Sabato 27 Giugno – Santi Cirillo e MetodioRiflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 8,5-17)“Signore, dimmi tu… e io provo...
27/06/2026

Sabato 27 Giugno – Santi Cirillo e Metodio
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Mt 8,5-17)

“Signore, dimmi tu… e io provo a farlo”.

Il centurione del Vangelo mi mette sempre un po’ in crisi. È un uomo abituato al comando, alla disciplina, all’obbedienza. Dice:
“Io sono uno che ha dei soldati sotto di me, e dico a uno: va’, ed egli va…”.
E allora mi viene da chiedermi:
“che esercito ha Dio a sua disposizione?”
Perché se guardo a me… vedo spesso un soldato distratto. Dio parla, ma io ascolto a metà. Dio mi suggerisce una strada, ma io la cambio. Mi chiede un passo, e io ne faccio un altro, quello che mi sembra più comodo. Più che parte di un popolo guidato da Dio, a volte mi comporto come uno “spirito libero”, che sceglie da solo cosa fare, senza rendere conto a nessuno.
Il centurione non si sente degno, ma si fida della parola di Gesù.
Noi spesso ci sentiamo liberi, ma fatichiamo a fidarci davvero.
E allora forse oggi il passo non è diventare soldati perfetti, ma semplicemente tornare ad ascoltare.
“Signore, dimmi tu… e io provo a farlo”.
E magari proprio da lì, da quella piccola obbedienza, può cominciare una fede grande.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI

Mercoledì 24 Giugno – Natività di San Giovanni BattistaRiflessioni sul Vangelo del giorno – (Lc 1,57-66.80)Nomen est ome...
24/06/2026

Mercoledì 24 Giugno – Natività di San Giovanni Battista
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Lc 1,57-66.80)

Nomen est omen dicevano gli antichi. Cioè il nome è un presagio, indica un destino. Giovanni significa Dio ha usato misericordia. Quale nome più appropriato per Elisabetta sterile? E questo lo capisce bene proprio Elisabetta che in modo risoluto ha capito la novità di vita di Dio e inizia ad accoglierla obbedendo al suo volere. L'angelo messaggero di Dio aveva indicato a Zaccaria il nome del bambino: Giovanni. E quando Zaccaria obbedisce a Dio gli si scioglie la lingua ritorna a parlare.
Quando Dio entra nella nostra sterilità di vita, nel nostro vuoto e non senso, porta la sua novità che è vita, misericordia, amore. Se lo cogliamo non possiamo fare a meno di obbedirgli e allora diventeremo donne e uomini di benedizione come fu Elisabetta per Maria, indicheremo agli altri dove abita Gesù...
Come fece Giovanni il precursore.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI

Accettiamo che Lui veda più lontano di noi.Venerdì 5 Giugno – San BonifacioRiflessioni sul Vangelo del giorno – (Mc 12,3...
05/06/2026

Accettiamo che Lui veda più lontano di noi.

Venerdì 5 Giugno – San Bonifacio
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Mc 12,35-37)

A volte anche noi facciamo come gli scribi: pensiamo di sapere già chi è Dio, come dovrebbe agire, cosa dovrebbe fare nella nostra vita. Lo immaginiamo dentro schemi già pronti, comodi, controllabili. E invece Gesù spiazza tutti. Dice che il Cristo non è solo “figlio di Davide”, ma anche “Signore”. Cioè: non è qualcuno che possiamo ridurre alle nostre aspettative. È più grande. È oltre. È libero.
E questo ci riguarda da vicino.
Perché anche nella nostra vita rischiamo di costruirci un Dio “a misura nostra”: un Dio che deve risolvere i problemi, che deve confermare le nostre idee, che deve seguire i nostri tempi.
Ma quando Dio non entra in questi schemi, ci confondiamo, restiamo delusi, ci chiudiamo. Gesù invece ci invita a fare un passo diverso: non a capire Dio, ma lasciarci sorprendere da Lui.
Accettare che Lui veda più lontano di noi. Che il suo modo di agire sia più profondo, anche quando non lo capiamo subito. E allora questa parola diventa una luce: forse Dio sta già operando nella nostra vita, ma non come ci aspettavamo.
Forse la risposta che cerchiamo è già presente, ma in una forma diversa.
Non avere paura di un Dio più grande delle tue idee.
È proprio lì che inizia qualcosa di nuovo. È proprio lì che la vita si apre, respira, cambia. E noi possiamo camminare con più fiducia, perché non siamo nelle mani di un Dio piccolo… ma di un Signore che ci ama più di quanto riusciamo a immaginare.

BUONA RIFLESSIONE A TUTTI

« Quando risorgeremo dai morti, saremo come angeli nei cieli.»Mercoledì 3 Giugno – Santi Carlo Lwanga e compagni, martir...
03/06/2026

« Quando risorgeremo dai morti, saremo come angeli nei cieli.»

Mercoledì 3 Giugno – Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri.
Riflessioni sul Vangelo del giorno – (Mc 12,18-27)

Gesù oggi non risponde semplicemente a una domanda sulla risurrezione.
Smaschera un errore molto più profondo:
"Voi siete in grave errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio."
Parole dure. Eppure attualissime.
Quanti giudizi sbagliati, quante scelte sbagliate, quante paure inutili nascono proprio da qui: dal non conoscere davvero la Parola di Dio.
Quando non conosciamo le Scritture, finiamo per interpretare la vita con la mentalità del mondo. Riduciamo Dio alle nostre categorie, ai nostri ragionamenti, ai nostri limiti. I sadducei immaginavano la risurrezione come una semplice continuazione della vita terrena. Gesù invece apre una prospettiva completamente nuova: la vita eterna non è una copia di questa vita. È una realtà trasfigurata.
Noi qui viviamo spesso nell'ossessione del possesso: il mio coniuge, i miei figli, i miei amici, la mia comunità, il mio ruolo.
Nel Regno di Dio non esiste il possesso, ma la comunione.
Non si ama meno ma infinitamente di più.
La risurrezione non è trattenere ciò che abbiamo avuto. È entrare in una libertà così grande da renderci finalmente capaci di amare come ama Dio.
Forse il problema non è se crediamo nella risurrezione. La vera domanda è:
stiamo già imparando a vivere senza possedere le persone che diciamo di amare?

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