26/07/2026
MONTE DELLE FORMICHE, LUOGO DI FEDE
Il Santuario della Madonna del Monte delle Formiche sorge nel Comune di Pianoro, a 638 m. di altitudine, a circa 30 km da Bologna. La Madonna è la patrona delle tre valli: Idice, Zena e Savena.
La chiesa è attorniata da una bella macchia boschiva, dove, nei giorni della Festa omonima (815 settembre), si svolge l’antichissima «Processione nel bosco».
Il «Monte», come viene comunemente chiamata la zona, corrisponde ad un sollevamento del fondo marino, avvenuto milioni di anni fa. Infatti, nella vicina località di Gorgognano, sono stati trovati i resti di una balena che si è arenata nella spiaggia venutasi a creare vicino al Monte.
In certe mattine limpide, l’occhio può spaziare dalla riviera romagnola fino alle Prealpi Venete. Si ha una prima notizia di questo luogo di culto nel 1078, quando la contessa Matilde di Canossa donò il luogo al vescovo di Pisa, Landolfo. Allora la chiesa aveva l’appellativo di Santa Maria Barbarese.
Fu certamente luogo di devozione mariana fra i più antichi, antecedente a quelli più noti come il Santuario della Madonna di San Luca (1160) o quello di Boccadirio (1480).
Nel Santuario è stata sempre venerata un’immagine della Vergine in trono, incoronata dagli angeli, che tiene il Divin Bambino in piedi sul ginocchio sinistro, mentre san Giovanni Battista fanciullo gli mostra il labaro della Risurrezione.
L’immagine attuale è opera di un artista bolognese, Roberto Aldrovandi, che ha riprodotto fedelmente l’immagine autentica del 1500, che ha due ulteriori elementi: le piccole formiche stese ai piedi della Vergine e il castello sullo sfondo, riferibile al famoso castello di Zena di Matilde.
La chiesa è dal 1400 indicata come Santa Maria di Zena al Monte delle Formiche; e questo nome è collegato alla migrazione a sciami, ogni anno, di una varietà di formiche alate, che giunge dal centro Europa, per compiere qui il volo nuziale. Similmente a quel che avviene per le api, il maschio, una volta fecondata la femmina, muore, mentre la femmina ritorna, per l’itinerario percorso nell’andata, alla sua regione di origine; nell’anno seguente nuove generazioni di formiche rifaranno il viaggio.
I volontari raccolgono le formiche morte, che vengono benedette e donate ai devoti.
Il Monte delle Formiche è pure noto per la «Grotta dell’eremita», un antro scavato nella roccia dello sperone su cui sorge il Santuario e che nel XVI secolo ha ospitato un eremita di nome Barberio, dell’antico ordine religioso dei Gesuati, poi soppresso. Oggi tale grotta è scomparsa, a seguito di un’enorme frana che ha colpito la zona. Le antiche carte d’archivio narrano come anche la morte di questo eremita fosse annunciata a tutta la vallata dal suono delle campane.
Quando l’arciprete raggiunse la grotta, constatò la morte dell’eremita, ed anche che le campane avevano suonato da sole, mentre gli uccelli cantavano per accompagnare la sua anima in Paradiso.
Grazie ai volontari del Monte, la Sala di accoglienza, costruita dal precedente parroco don Orfeo Facchini, offre oggi ospitalità ai devoti, agli escursionisti ed ai pellegrini. Il Santuario è diventato anche tappa lungo il percorso della Via Mater Dei, il cammino escursionistico della diocesi che porta a dieci santuari mariani, da Bologna fino a Riola (www.viamaterdei.it).