26/05/2026
Don Antonino D'Esposito nel decimo anniversario della Nascita al Cielo di Don Antonino Guarracino si sofferma sull'importanza della "presenza", che "non si riferisce semplicemente all'essere fisicamente nello stesso luogo, ma alla capacità di essere intenzionalmente attivi, attenti, empatici e "vivi" all'interno di una comunità, di una famiglia o di una Confraternita".
Perché come "nella dimensione ecclesiale e spirituale, la presenza è il fondamento stesso della fede - il cristianesimo si basa sul mistero dell'Incarnazione: Dio che non resta distante, ma si fa "presenza reale, viva" in mezzo agli uomini, l'Emmanuele, il Dio-con-noi - così una Chiesa che "c'è" solo come istituzione o burocrazia si svuota".
"La presenza reale di pastori come lo è stato Don Antonino per molti di voi presenti stasera, trasforma l'impegno cristiano in un in esempio vivo. Significa condividere la preghiera, i sacramenti e la liturgia non come rituali automatici, ma come incontri reali".
"Essere presenti per noi cristiani non solo nella fede , nei sacramenti, ma nella società, nelle famiglie significa esercitare una responsabilità attiva. Significa vivere il quotidiano coi suoi problemi, significa prendersi cura dei beni comuni, toccare con mano in prima persona bisogni e necessità dell'altro. Chi è "assente" e delega ad altri le decisioni, indebolisce se stesso".
In sintesi, per Don Antonino "la presenza è l'atto di esserci con tutto se stessi. È il dono più prezioso che possiamo fare agli altri perché, alla fine, il tempo e l'attenzione sono le uniche monete non rinnovabili che possediamo".