Cammino Francescano"Piacenza"

Cammino Francescano"Piacenza" Basilica di Santa Maria di Campagna è uno dei luoghi più suggestivi della città di Piacenza.

Papa Urbano II, nella primavera del 1095, riunì il Concilio a cui seguì il bando a Clermont della prima crociata in Terra Santa.

Vangelo e lettureMartedì della X settimana del Tempo OrdinarioMARTEDÌ 9 giugno · Ciclo A · Feria Prima lettura1Re 17, 7-...
09/06/2026

Vangelo e letture

Martedì della X settimana del Tempo Ordinario

MARTEDÌ 9 giugno · Ciclo A · Feria

Prima lettura

1Re 17, 7-16 • La farina della giara non meno venne secondo la parola del Signore.
Dal primo libro dei ReIn quei giorni, il torrente [nei cui pressi Elìa si era nascosto] si seccò, perché non era piovuto sulla terra. Fu rivolta a lui la parola del Signore: «Àlzati, va’ a Sarèpta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti». Egli si alzò e andò a Sarèpta.Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere». Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Elìa le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».Quella andò e fece come aveva detto Elìa; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elìa.
Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 4℟. Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!Nell’angoscia mi hai dato sollievo;pietà di me, ascolta la mia preghiera.Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,amerete cose vane e cercherete la menzogna? ℟Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;il Signore mi ascolta quando lo invoco.Tremate e più non peccate,nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore. ℟Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?».Hai messo più gioia nel mio cuoredi quanta ne diano a loro grano e vino in abbondanza. ℟

Vangelo

Mt 5, 13-16 • Voi siete la luce del mondo.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore

Commento al Vangelo

Papa Giovanni Paolo II, papa (XX sec.). Omelia (11 agosto 1993) • «Si riceve la luce per donarla. “Voi siete il sale della terra”».
“Voi siete il sale della terra” (Mt 5, 13). Sono parole di Gesù rivolte ai suoi discepoli, che abbiamo ascoltato nella lettura del Vangelo in questa solenne celebrazione eucaristica.Voi e io siamo non solo frutto, ma anche seminatori delle parole di Gesù: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni” (Mt 28, 19), rendeteli cioè apostoli della nuova evangelizzazione cui, in virtù del nostro battesimo, siamo tutti chiamati. Per questo, il Signore oggi ci ricorda nuovamente che siamo “il sale della terra, la luce del mondo” (cf. Mt 5, 13-14). Sono parole che il Signore rivolge oggi a voi. Nella fede cristiana siete veramente il sale della terra. Voi, che avete accolto nel vostro cuore il messaggio salvifico di Cristo, siete quindi il sale della terra, perché dovete contribuire ad evitare che la vita dell’uomo si deteriori o che si corrompa perseguendo i falsi valori, che tante volte si propongono nella società contemporanea.La Chiesa, come Madre e Maestra, fa suoi i problemi che affliggono gli uomini, e in particolare i più poveri e abbandonati, e cerca di illuminarli partendo dal Vangelo. Per questo, nella costruzione di una società più giusta e fraterna, la dottrina sociale della chiesa sostiene sempre la predominanza della persona sulle cose (cf. Centesimus annus, 53-54), della coscienza morale sui criteri utilitaristici, che pretendono di ignorare la dignità dell’uomo, creato a immaginare e somiglianza di Dio.Cristo, luce del mondo (cf. Gv 8, 12), ci esorta oggi affinché siamo anche luce dinanzi agli uomini perché, vedendo le nostre buone opere, essi glorifichino il Padre che è nei cieli (cf. Mt 5, 16). Cristo, luce vera, quella che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (cf. Gv 1, 9), è il Verbo proclamato da San Giovanni nel prologo del suo Vangelo (Gv 1, 1-4): il Figlio eterno, della stessa sostanza del Padre. La Vita era in Lui, e Lui l’ha portata al mondo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui... abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).Questa è la prova suprema dell’amore di Dio per gli uomini da tutta l’eternità: l’incarnazione del Verbo. Anche voi, cari fratelli e sorelle, siete stati oggetto di questo amore di predilezione da parte di Dio; anche per amore vostro si incarnò il suo Figlio Unigenito. Anche a voi Dio Padre lo dà come Salvatore, affinché abbiate la vita eterna. “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17, 3).Cristo è la luce del mondo, quindi in Lui si è rivelata la Vita. Si è rivelata mediante la parola del Vangelo, ma soprattutto si è rivelata per mezzo della sua morte redentrice sulla Croce. Ha offerto in sacrificio al Padre la sua vita per espiare i peccati del mondo. Con questo sacrificio cruento Egli ha vinto il peccato e la morte. Sul Golgota accettò la morte, ma il terzo giorno risuscitò e vive per sempre. Vive per darci la sua Vita. In questo modo, Cristo è quella Luce, quella Vita che ha dimostrato di essere più forte della morte. In Lui è la Vita divina, che è la luce per gli uomini (cf. Gv 1, 4). Cristo, luce del mondo, vi sta mandando, fratelli e sorelle, discendenti degli antenati, verso il cammino della vita. Questo è il cammino della verità, è il cammino di sempre ed è il cammino della nuova evangelizzazione. Anche voi, cari fratelli e sorelle, grazie al Vangelo, avete ricevuto la luce e siete chiamati a dare una valida testimonianza di essa. Ognuno di voi deve sentirsi chiamato ad essere sale della terra e luce del mondo. Dovete essere sale che preserva dalla corruzione e che dà sapore ai frutti della terra. Dovete illuminare coloro che vi circondano con la vostra ca**tà; ca**tà che è amare gli altri come Cristo ha amato noi (cf. Gv 15, 12). Questa è l’evangelizzazione di ieri, di oggi e di sempre. Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo. Ve lo dice Cristo stesso, che è la luce. Lo dice anche con l’esempio della sua vita, con la verità delle sue sofferenze, con la sua morte sulla Croce.

✨ Riflessione al Vangelo

«Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo».

Gesù non dice ai suoi discepoli: dovete diventare sale e luce, ma afferma: voi siete sale e luce. È una missione che nasce dal Battesimo e che ogni cristiano è chiamato a vivere ogni giorno.

Il sale dà sapore e conserva dalla corruzione. Così il cristiano è chiamato a portare il sapore del Vangelo nel mondo, senza lasciarsi trascinare dall'indifferenza, dall'egoismo o dalla menzogna. La luce, invece, non vive per se stessa: illumina gli altri. Una lampada accesa non si nasconde. Anche la nostra fede non deve restare chiusa nel cuore, ma manifestarsi attraverso gesti concreti di amore, misericordia e bontà.

La vedova di Sarèpta, nella prima lettura, ci offre un esempio meraviglioso di fiducia. Pur avendo pochissimo, si affida alla parola di Dio e scopre che il Signore non abbandona chi si fida di Lui. Quando mettiamo nelle mani di Dio ciò che siamo e ciò che abbiamo, anche il poco può diventare una benedizione per molti.

Oggi il Signore ci invita a domandarci: la mia vita illumina chi mi sta accanto? Le mie parole e le mie azioni portano il sapore del Vangelo?

🙏 Preghiera dei Fedeli

℟. Ascoltaci, Signore.

Per la Chiesa, perché sia sempre luce che guida gli uomini verso Cristo, preghiamo.

Per i governanti e i responsabili delle nazioni, perché operino per il bene comune e la giustizia, preghiamo.

Per chi vive momenti di scoraggiamento, malattia o solitudine, perché trovi conforto nella presenza del Signore, preghiamo.

Per le famiglie, perché siano luoghi di amore, fede e reciproco sostegno, preghiamo.

Per ciascuno di noi, perché sappiamo essere sale della terra e luce del mondo nelle situazioni quotidiane, preghiamo.

℣. O Padre, che ci chiami a testimoniare il tuo amore, ascolta le nostre preghiere e sostienici con la tua grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

🌟 Pensiero del Giorno

La luce non fa rumore, ma illumina tutto ciò che incontra. Così anche un piccolo gesto d'amore, fatto con sincerità, può portare Dio nel cuore di qualcuno.

Buona giornata nel Signore. 🙏☀️🌹

pace e bene brava gente 🌿 Santo del GiornoOggi 9 giugno si celebra:Efrem il SiroDiacono e dottore della Chiesa✨ Agiograf...
09/06/2026

pace e bene brava gente

🌿 Santo del Giorno

Oggi 9 giugno si celebra:

Efrem il Siro

Diacono e dottore della Chiesa

✨ Agiografia

Sant'Efrem nacque intorno all'anno 306 a Nisibi, nell'antica Mesopotamia, oggi situata tra Turchia e Siria. È uno dei più grandi scrittori e teologi della Chiesa orientale.

Fin da giovane si dedicò allo studio della Sacra Scrittura e alla vita di preghiera. Fu ordinato diacono e scelse di rimanere tale per tutta la vita, considerandosi un semplice servitore della Parola di Dio.

Quando la sua città fu conquistata dai Persiani, si trasferì a Edessa, dove continuò la sua missione di insegnamento e di evangelizzazione. Scrisse numerosi commenti biblici, inni e opere spirituali che ancora oggi sono considerati capolavori della letteratura cristiana.

Per la profondità delle sue riflessioni e la bellezza dei suoi scritti, è conosciuto come "l'Arpa dello Spirito Santo". Attraverso la poesia e il canto riusciva a spiegare le verità della fede in modo accessibile e coinvolgente.

Durante una grave carestia si dedicò generosamente ai poveri e agli ammalati, spendendo le sue energie per alleviare le sofferenze del popolo. Morì nel 373, lasciando una straordinaria eredità spirituale. Nel 1920 fu proclamato Dottore della Chiesa.

🙏 Preghiera

O Sant'Efrem,
sapiente maestro della fede
e umile servitore del Vangelo,
aiutaci ad amare la Parola di Dio.

Insegnaci a cercare la verità con cuore sincero,
a vivere nella preghiera
e a servire con generosità chi è nel bisogno.

Ottienici la grazia di testimoniare Cristo
con le parole e con le opere,
seguendo il tuo esempio di umiltà e ca**tà.
Amen.

🙏 Preghiera a Sant'Antonio di Padova

O caro Sant'Antonio,
tu che hai annunciato il Vangelo con sapienza e amore,
intercedi per noi presso il Signore.

Aiutaci a trovare ciò che abbiamo smarrito:
la fede quando vacilla,
la speranza quando si affievolisce
e la pace quando il cuore è inquieto.

Proteggi le nostre famiglie,
sostieni gli ammalati,
conforta chi soffre
e guida i nostri passi sulla via del bene.
Amen.

🌾 Riflessione

Sant'Efrem ci insegna che la fede non è soltanto conoscenza, ma incontro vivo con Dio.

Attraverso i suoi scritti e i suoi inni ci ricorda che la bellezza può diventare una strada per avvicinarsi al Signore. Le parole, quando nascono dalla fede e dall'amore, possono illuminare i cuori e portare speranza.

La sua vita ci invita a unire preghiera e ca**tà, contemplazione e servizio. Chi ascolta la Parola di Dio con sincerità è chiamato anche a tradurla in gesti concreti di amore verso il prossimo.

🌿 Pensiero del giorno

"La vera sapienza non consiste nel sapere molte cose, ma nel lasciarsi guidare da Dio e nel riconoscerlo presente nella propria vita." 🙏🌿

Vangelo e lettureLunedì della X settimana del Tempo OrdinarioLUNEDÌ 8 giugno · Ciclo A · Feria Prima lettura1Re 17, 1-6 ...
08/06/2026

Vangelo e letture

Lunedì della X settimana del Tempo Ordinario

LUNEDÌ 8 giugno · Ciclo A · Feria

Prima lettura

1Re 17, 1-6 • Elìa stava alla presenza del Signore, Dio d’Israele.
Dal primo libro dei ReIn quei giorni, Elìa, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Gàlaad, disse ad Acab: «Per la vita del Signore, Dio d’Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io».A lui fu rivolta questa parola del Signore: «Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare».Egli partì e fece secondo la parola del Signore; andò a stabilirsi accanto al torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera; egli beveva dal torrente.
Parola di Dio

Lunedì della X Settimana del Tempo Ordinario

🌿 Riflessione al Vangelo

Oggi il Vangelo ci presenta uno dei brani più belli e più conosciuti di tutta la Sacra Scrittura: le Beatitudini.

Gesù sale sul monte e insegna ai suoi discepoli una strada completamente diversa da quella proposta dal mondo. Mentre il mondo considera beati i ricchi, i potenti, coloro che riescono sempre a imporsi sugli altri, Gesù proclama beati i poveri in spirito, i miti, i misericordiosi, gli operatori di pace e coloro che soffrono per la giustizia.

Le Beatitudini non sono semplicemente belle parole o un ideale irraggiungibile. Sono il ritratto stesso di Gesù. Egli è stato povero, mite, misericordioso, perseguitato e fedele fino alla croce. Per questo chi sceglie di vivere secondo le Beatitudini cammina sulle sue orme.

Papa Benedetto XVI ci ricorda che le Beatitudini non sono un'ideologia, ma un insegnamento che viene da Dio e che apre il cuore ai veri beni. Spesso ci troviamo a inseguire ciò che sembra dare felicità immediata, ma che lascia il cuore vuoto. Gesù invece ci mostra una felicità più profonda, che nasce dalla fiducia in Dio e dall'amore verso il prossimo.

La prima lettura ci offre l'esempio del profeta Elia. In un momento difficile della sua vita, Dio non lo abbandona. Lo conduce presso il torrente Cherìt e provvede a lui attraverso mezzi impensabili. Anche noi, quando attraversiamo prove e preoccupazioni, possiamo ricordare che il Signore non dimentica mai i suoi figli.

Le Beatitudini ci invitano a guardare oltre le apparenze e a fidarci della promessa di Dio. Chi vive con un cuore semplice, chi sa perdonare, chi porta la propria croce con fede, forse non sarà compreso dal mondo, ma è prezioso agli occhi del Signore.

Oggi chiediamo la grazia di vivere almeno una Beatitudine in modo concreto, trasformandola in un gesto di amore, di pazienza o di misericordia verso qualcuno.

🙏 Preghiera dei fedeli

Celebrante: Fratelli e sorelle, rivolgiamo al Padre le nostre preghiere, certi che Egli ascolta chi confida in Lui.

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.

🔹 Per la Chiesa, perché annunci sempre con coraggio il Vangelo delle Beatitudini. Preghiamo.

🔹 Per il Papa Leone XIV, i vescovi, i sacerdoti e tutti i consacrati, perché siano testimoni credibili della gioia del Vangelo. Preghiamo.

🔹 Per coloro che vivono nel dolore, nella malattia o nella solitudine, perché trovino nel Signore consolazione e speranza. Preghiamo.

🔹 Per quanti lavorano per la pace e la giustizia, perché il loro impegno porti frutti di fraternità e riconciliazione. Preghiamo.

🔹 Per le nostre famiglie, perché siano luoghi di amore, dialogo e reciproco sostegno. Preghiamo.

🔹 Per noi qui riuniti, perché impariamo a vivere ogni giorno secondo lo spirito delle Beatitudini. Preghiamo.

Celebrante: O Padre buono, che ci hai mostrato in Gesù il cammino della vera felicità, ascolta le nostre preghiere e guidaci sulla via del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

✨ Pensiero del giorno

"Le Beatitudini non promettono una vita senza difficoltà, ma un cuore che, con Dio accanto, trova la vera felicità anche nelle prove." ✨🙏

Buon lunedì. Il Signore vi custodisca, vi accompagni nelle vostre fatiche e vi doni la pace che nasce dalla fiducia in Lui. 🌿✝️🙏🏻

Salmo responsoriale

Sal 120℟. Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra.
Alzo gli occhi verso i monti:da dove mi verrà l’aiuto?Il mio aiuto viene dal Signore:egli ha fatto cielo e terra. ℟Non lascerà vacillare il tuo piede,non si addormenterà il tuo custode.Non si addormenterà, non prenderà sonnoil custode d’Israele. ℟Il Signore è il tuo custode,il Signore è la tua ombrae sta alla tua destra.Di giorno non ti colpirà il sole,né la luna di notte. ℟Il Signore ti custodirà da ogni male:egli custodirà la tua vita.Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,da ora e per sempre. ℟

Vangelo

Mt 5, 1-12 • Beati i poveri in spirito.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, vedendo le f***e, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:«Beati i poveri in spirito,perché di essi è il regno dei cieli.Beati quelli che sono nel pianto,perché saranno consolati.Beati i miti,perché avranno in eredità la terra.Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati.Beati i misericordiosi,perché troveranno misericordia.Beati i puri di cuore,perché vedranno Dio.Beati gli operatori di pace,perché saranno chiamati figli di Dio.Beati i perseguitati per la giustizia,perché di essi è il regno dei cieli.Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Parola del Signore

Commento al Vangelo

Papa Benedetto XVI (papa XXI sec). Angelus (30 gennaio 2011) • «Non è un’ideologia, viene dall’alto. “Beati i poveri in spirito”».
In questa quarta domenica del Tempo Ordinario, il Vangelo presenta il primo grande discorso che il Signore rivolge alla gente, sulle dolci colline intorno al Lago di Galilea. «Vedendo le f***e – scrive san Matteo –, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro» (Mt 5,1-2). Gesù, nuovo Mosè, «prende posto sulla “cattedra” della montagna» (Gesù di Nazaret, Milano 2007, p. 88) e proclama «beati» i poveri in spirito, gli afflitti, i misericordiosi, quanti hanno fame della giustizia, i puri di cuore, i perseguitati (cfr Mt 5,3-10). Non si tratta di una nuova ideologia, ma di un insegnamento che viene dall’alto e tocca la condizione umana, proprio quella che il Signore, incarnandosi, ha voluto assumere, per salvarla. Perciò, «il Discorso della montagna è diretto a tutto il mondo, nel presente e nel futuro … e può essere compreso e vissuto solo nella sequela di Gesù, nel camminare con Lui» (Gesù di Nazaret, p. 92). Le Beatitudini sono un nuovo programma di vita, per liberarsi dai falsi valori del mondo e aprirsi ai veri beni, presenti e futuri. Quando, infatti, Dio consola, sazia la fame di giustizia, asciuga le lacrime degli afflitti, significa che, oltre a ricompensare ciascuno in modo sensibile, apre il Regno dei Cieli. «Le Beatitudini sono la trasposizione della croce e della risurrezione nell’esistenza dei discepoli» (ibid., p. 97). Esse rispecchiano la vita del Figlio di Dio che si lascia perseguitare, disprezzare fino alla condanna a morte, affinché agli uomini sia donata la salvezza.Afferma un antico eremita: «Le Beatitudini sono doni di Dio, e dobbiamo rendergli grandi grazie per esse e per le ricompense che ne derivano, cioè il Regno dei Cieli nel secolo futuro, la consolazione qui, la pienezza di ogni bene e misericordia da parte di Dio … una volta che si sia divenuti immagine del Cristo sulla terra» (Pietro di Damasco, in Filocalia, vol. 3, Torino 1985, p. 79). Il Vangelo delle Beatitudini si commenta con la storia stessa della Chiesa, la storia della santità cristiana, perché – come scrive san Paolo – «quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono» (1 Cor 1,27-28). Per questo la Chiesa non teme la povertà, il disprezzo, la persecuzione in una società spesso attratta dal benessere materiale e dal potere mondano. Sant’Agostino ci ricorda che «non giova soffrire questi mali, ma sopportarli per il nome di Gesù, non solo con animo sereno, ma anche con gioia» (De sermone Domini in monte, I, 5,13: CCL 35, 13).

con lo stesso schema di ieri

pace e bene brava gente 🌿 Santo del GiornoOggi 8 giugno si celebra:Medardo di NoyonVescovo✨ AgiografiaSan Medardo nacque...
08/06/2026

pace e bene brava gente

🌿 Santo del Giorno

Oggi 8 giugno si celebra:

Medardo di Noyon

Vescovo

✨ Agiografia

San Medardo nacque intorno al 456 in Piccardia, nell'attuale Francia. Fin da giovane si distinse per la sua bontà, la generosità verso i poveri e la profonda fede cristiana.

La tradizione racconta che un giorno, mentre era ancora bambino, un'aquila si posò sopra di lui con le ali aperte per proteggerlo dalla pioggia. Questo episodio fu interpretato come un segno della speciale protezione di Dio sulla sua vita.

Ordinato sacerdote, si dedicò con grande zelo all'evangelizzazione e all'assistenza dei più bisognosi. La sua fama di santità crebbe rapidamente e fu nominato vescovo di Noyon e successivamente anche di Tournai.

San Medardo fu un pastore vicino al popolo, attento alle necessità dei poveri, degli ammalati e di quanti soffrivano. Cercò sempre di favorire la pace, la giustizia e la riconciliazione, diventando un punto di riferimento per la sua comunità.

Morì intorno all'anno 560 e il suo culto si diffuse rapidamente in molte regioni d'Europa. Ancora oggi è ricordato come esempio di ca**tà, umiltà e servizio.

🙏 Preghiera

O San Medardo,
vescovo buono e fedele,
insegnaci a vivere con generosità
e ad avere attenzione verso chi è nel bisogno.

Aiutaci a essere strumenti di pace,
di consolazione e di speranza
nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità.

Ottienici un cuore umile,
capace di amare Dio
e di servire il prossimo con gioia.
Amen.

🌾 Riflessione

San Medardo ci ricorda che la vera grandezza non si misura con il potere o il prestigio, ma con la capacità di amare e servire gli altri.

La sua vita è stata una testimonianza concreta di ca**tà e vicinanza verso chi soffriva.

Anche noi siamo chiamati a compiere piccoli gesti di bontà ogni giorno: una parola gentile, un aiuto sincero, un ascolto attento.

Spesso sono proprio queste semplici attenzioni a rendere visibile l'amore di Dio nel mondo.

🙏🌿 Chi vive nella ca**tà rende presente il Signore nel cuore dei fratelli. 🌿🙏

Vangelo e lettureSantissimo Corpo e Sangue di CristoDOMENICA 7 giugno · Ciclo A · SolennitàPrima letturaDt 8, 2-3.14b-16...
07/06/2026

Vangelo e letture

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

DOMENICA 7 giugno · Ciclo A · Solennità

Prima lettura
Dt 8, 2-3.14b-16a: • Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.

Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».
Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 147
℟. Celebra il Signore, Gerusalemme.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. ℟

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. ℟

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. ℟
Seconda lettura
1 Cor 10, 16-17 • Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?

Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Parola di Dio

Acclamazione
La sequenza è facoltativa e si può cantare o recitare anche nella forma breve, a cominciare dalla strofa: • Ecce panis.
Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona].

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nùtrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
Vangelo
Gv 6, 51-58 • La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore

Commento al Vangelo

Papa Leone XIV (XXI sec.) • Omelia per il Corpus Domini 2020 – Cattedrale di Chiclayo, Perù.
(...) In questo giorno della solennità del Corpus Domini, il Corpo e il Sangue di Cristo, vogliamo riconoscere e celebrare Cristo presente in mezzo a noi. E per questo usciamo per le strade: per manifestare al mondo la nostra fede, per dare testimonianza e per portare a tutti il mistero della Presenza di Cristo.
È vero che esistono diversi modi della presenza di Gesù Cristo in mezzo a noi, nella Chiesa e nel mondo. San Paolo VI ha parlato di questi modi indicandone alcuni:
Cristo è presente nella sua Chiesa che prega, perché è lui che prega per noi, prega in noi e a lui noi preghiamo: prega per noi come nostro Sacerdote; prega in noi come nostra Capo e a lui noi preghiamo come al nostro Dio. Ed egli stesso ha promesso: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Cristo è presente nella sua Chiesa che compie le opere di misericordia, non solo perché quando facciamo del bene a uno dei suoi fratelli più piccoli lo facciamo allo stesso Cristo, ma anche perché è Cristo stesso che compie queste opere per mezzo della sua Chiesa, soccorrendo così continuamente gli uomini con la sua divina ca**tà.
È presente nella sua Chiesa che pellegrina e anela a giungere al porto della vita eterna, perché egli abita nei nostri cuori mediante la fede e in essi diffonde la ca**tà per opera dello Spirito Santo che ci ha donato.
È presente anche nella sua Chiesa che predica, poiché il Vangelo che essa annuncia è la Parola di Dio, e solo nel nome, con l’autorità e con l’assistenza di Cristo, Verbo di Dio incarnato, essa viene proclamata, affinché vi sia un solo gregge guidato da un solo pastore.
Cristo è presente nella sua Chiesa che guida e governa il popolo di Dio, poiché la sacra autorità deriva da Cristo, e Cristo, Pastore dei pastori, assiste i pastori che la esercitano, secondo la promessa fatta agli Apostoli.
Inoltre, in modo ancora più sublime, Cristo è presente nella sua Chiesa che nel suo nome offre il sacrificio della Messa e amministra i sacramenti. Ma in modo del tutto diverso, veramente sublime, Cristo è presente alla sua Chiesa nel sacramento dell’Eucaristia, che per questo è, tra gli altri sacramenti, «il più dolce per la devozione, il più bello per l’intelligenza, il più santo per il contenuto», poiché contiene lo stesso Cristo ed è «come la perfezione della vita spirituale e il fine di tutti i sacramenti».
Fratelli, nell’Eucaristia Cristo è veramente presente in mezzo a noi – e mediante il suo Corpo e il suo Sangue ci rende tutti Chiesa – noi siamo Chiesa e viviamo in comunione, uniti in Cristo.
La Chiesa vive dell’Eucaristia. Questa verità non esprime soltanto un’esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il nucleo del mistero della Chiesa. Essa sperimenta con gioia come si realizzi continuamente, in molteplici forme, la promessa del Signore: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Nella santa Eucaristia, per la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue del Signore, essa si rallegra di questa presenza con un’intensità unica.
Questo è il grande mistero che celebriamo oggi. Un mistero grande, mistero di misericordia, mistero di amore. Che altro poteva fare Gesù per noi? Veramente, nell’Eucaristia ci mostra un amore che arriva «fino alla fine» (Gv 13,1), un amore che non conosce misura.
L’amore di Dio non conosce misura. Sant’Agostino dice che «la misura dell’amore è amare senza misura». Amare senza limiti: così Dio ci ama, e così ci chiama a vivere, a condividere il suo amore con gli altri. È il suo amore che ci convoca, che ci unisce, che ci rende una sola famiglia, amore che crea la Chiesa, la comunione dell’amore.

Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini)

🌿 Riflessione al Vangelo

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo».

Con queste parole Gesù ci rivela uno dei doni più grandi del suo amore: l'Eucaristia. Non si accontenta di insegnarci la strada verso Dio, ma sceglie di rimanere con noi, di farsi nostro nutrimento e nostra forza.

Nel deserto, come ricorda la prima lettura, Dio aveva donato la manna al suo popolo per sostenerlo nel cammino. Oggi Gesù ci dona un pane ancora più prezioso: il suo stesso Corpo. Un pane che non nutre soltanto il corpo, ma l'anima, la speranza, la fede.

L'Eucaristia è il segno più grande dell'amore di Dio. Ogni volta che partecipiamo alla Santa Messa, Gesù si offre ancora per noi e ci invita alla sua mensa. Non guarda i nostri meriti o le nostre fragilità, ma il desiderio del nostro cuore di incontrarlo.

Papa Leone XIV ci ricorda che Cristo è presente nella preghiera, nella Parola, nei poveri e nelle opere di ca**tà, ma nell'Eucaristia è presente in modo unico e sublime. Qui non riceviamo qualcosa di Gesù: riceviamo Gesù stesso.

Questa festa ci invita a chiederci: quanto spazio lascio a Gesù nella mia vita? Mi accosto all'Eucaristia con fede e gratitudine? Mi lascio trasformare dal suo amore per diventare anch'io pane spezzato per gli altri?

L'Eucaristia non termina quando usciamo dalla chiesa. Chi riceve Gesù è chiamato a portarlo nel mondo attraverso la bontà, il perdono, la ca**tà e la testimonianza della propria vita.

Oggi ringraziamo il Signore per questo dono immenso e chiediamogli di non permettere mai che ci abituiamo alla sua presenza.

🙏 Preghiera dei fedeli

Celebrante: Fratelli e sorelle, rivolgiamo con fiducia le nostre preghiere a Cristo, Pane vivo disceso dal cielo.

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.

🔹 Per la Chiesa, perché trovi nell'Eucaristia la fonte della sua unità e della sua missione nel mondo. Preghiamo.

🔹 Per il Papa Leone XIV, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, perché siano fedeli ministri del mistero eucaristico. Preghiamo.

🔹 Per quanti soffrono la solitudine, la malattia o la povertà, perché trovino conforto nella presenza di Cristo e nella solidarietà dei fratelli. Preghiamo.

🔹 Per coloro che si sono allontanati dalla fede o dai sacramenti, perché possano riscoprire la gioia dell'incontro con Gesù Eucaristia. Preghiamo.

🔹 Per le nostre famiglie, perché attorno alla mensa del Signore crescano nell'amore, nella pace e nella comunione reciproca. Preghiamo.

🔹 Per tutti noi qui riuniti, perché il Pane della vita ci renda testimoni credibili del Vangelo. Preghiamo.

Celebrante: O Padre, che nel tuo Figlio ci doni il Pane della vita eterna, ascolta le nostre suppliche e sostienici nel cammino verso di Te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

✨ Pensiero del giorno

"Gesù ha scelto di restare nel pane e nel vino consacrati perché nessuno possa dire: Dio è lontano da me. Nell'Eucaristia il Cielo si fa vicino e l'amore di Dio diventa presenza viva." ✨🙏🏻

Buona Domenica del Corpus Domini. Che Gesù Eucaristia accompagni il vostro cammino, sostenga le vostre fatiche e riempia il vostro cuore della sua pace. 🌾✝️🤍

Indirizzo

Piacenza
29121

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