1143
Il territorio di Sant’Antonio fin dai secoli più antichi si estendeva dal Po (Mezzanino e Bosella) fino alla linea Quartazzola-Vallera-Manfredina-Quarto e comprendeva la Fratesca, la Besurica, la Pellegrina, Santa Franca e Pittolo. A Quartazzola sorgeva il monastero di santa Maria del Ponte, poi di San Salvatore, i cui monaci dal 1143 avevano la custodia del ponte sul Trebbia.
1172
Inizia (s
econdo il Poggiali) fuori di Strada Levata, la costruzione della chiesa di S. Il Ciampi accenna ad una precedente chiesa "piccola e antica che insieme con l'Hospitale di Sant'Antonio doveva haver havuto principio molti anni prima". Attorno all’ospedale ed alla chiesa nasce e si sviluppa il Borgo di Sant'Antonio.
1361
La chiesa viene ricostruita ed ampliata con la struttura architettonica che ancora oggi la caratterizza. Il complesso costituito da: chiesa, ospedale, chiostro, sacrestia, giardino, peschiera, orto e cimitero, costruito come era consuetudine ad ovest rispetto al nucleo urbano, in contrapposizione al lazzaretto che invece soleva essere posizionato ad Est (San Lazzaro), fu gestito dai frati Antonini (dell'ordine Ospitalieri di Sant'Antonio, detti anche Frati del Tau, fondato attorno al 1095). L'ospedale, in particolare, serviva principalmente per il "ricovero de' poverelli tocchi da esso Fuoco sacro", ed è proprio attorno al complesso ospedaliero che si sviluppa il Borgo di Sant'Antonio.
1471
I numerosi e piccoli ospedali della città vengono unificati e restano in funzione solo quelli di S. Lazzaro.
1589
Il 27 Luglio la chiesa è eretta in Parrocchia e nel 1613 è affidata, insieme all’ospedale, alla cura dei Francescani.
1760
L'edificio sacro viene allungato, occupando l'androne passante che conduceva al chiostro dell'ospedale.
1805
Il 9 Giugno Napoleone decreta la soppressione del convento di Sant'Antonio e tutte le strutture (Ospedale, Chiostro e Convento, esclusa la chiesa) sono incamerate dal Demanio Nazionale.
1811
Il Demanio vende all’Avv. Giancarlo Concari, giudice di pace del Comune di S. Antonio, tutti i beni requisiti al convento. Alla Parrocchia resta solamente la chiesa.
1815
I Francescani lasciano S. Antonio e la parrocchia è retta dal Clero Secolare. Dal 1839 viene affidata ad un Prevosto.
1843
Sopra l'ingresso viene collocato il nuovo organo a canne, costruito dal Bossi di Bergamo. Tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, la maggior parte delle strutture monastiche vengono demolite o pesantemente trasformate. La chiesa, la sacrestia e la canonica sono, quindi, le uniche testimonianze significative sopravvisute dell'intero complesso.
1915
L’Ufficio Regionale per la conservazione dei monumenti dell’Emilia dichiara che la chiesa di S. Antonio è di interesse storico-artistico. Nella prima metà del 1920 viene rimosso l'intonaco che ricopriva il fronte sulla via Emilia.
1925
L'organo viene spostato nella posizione attuale.
1926
Per interessamento del parroco Don Giovanni Verani la chiesa viene ristrutturata secondo l’antico disegno e la Cantoria, che era posta sopra la porta principale, viene rifatta in forma più modesta in coro ex parte epistolae. Progettista l'arch. Camillo Guidotti. Nonostante i saggi eseguiti testimonino la presenza di affreschi quattrocenteschi sotto i decori barocchi, l'intonaco delle pareti interene viene rimosso.
1931
Il parroco Don Pietro Scarani procede al rifacimento del pavimento della chiesa ed al restauro del campanile cui viene aggiunta una guglia di 3 metri.
1939
Viene rialzato il sagrato.
1940
Successivamente allo scoppio dell "Pertite", sono sostituiti i vetri agli infissi della chiesa.
1974
Inaugurazione della Casa Della Gioventù “Luigi Bongiorni”.
1976
Sono rimossi gli altari laterali.
1977
Viene rimossa la balaustra in marmo.
1997
Completo rifacimento del tetto della chiesa e degli impianti di illuminazione e riscaldamento. Inaugurazione del salone “Piero Bongiorni”.
2006
Restauri interni con pulizia dei muri e dei pavimenti, nuovi infissi.