08/06/2026
Piacenza, Venerdì 5 giugno. Servire Cristo e combattere per Cristo per la conquista di nuovi territori spirituali. È questa la missione che la Chiesa deve perseguire, non attraverso la sola figura del pastore, ma anche per mezzo di tutti i suoi componenti che, come un corpo unico, devono sostenerlo ed essere di incoraggiamento gli uni per gli altri. È ben chiarito nella predica di Andrea, in visita alla Chiesa di Piacenza con sua moglie Marta, che, citando Esodo 17- 7:13, ricorda come il popolo di Israele si trovò di fronte all'opposizione di Amalec, deciso a non farlo proseguire nel suo cammino verso la terra promessa, proprio nel momento in cui aprì nel proprio cuore la porta del dubbio "il Signore è in mezzo a noi sì o no?" (Es. 17:7) Questo episodio rappresenta una chiara figura della vita del credente e degli impedimenti che il nemico pone nel suo cammino spirituale quando viene distolto lo sguardo e la fiducia nel Signore Gesù. Il nostro sguardo deve essere fisso e saldo in Cristo per vincere le battaglie spirituali, così come il popolo dì Israele, quando sconfisse Amalec, tenne lo sguardo fisso sul bastone di Dio che Mosè innalzava stando sul colle, come incoraggiamento verso il suo popolo. "Quando Mosè teneva le mani alzate, Israele vinceva; e quando le abbassava, vinceva Amalec" (Es. 17-11).
Così Aaron e Cur intervennero in suo sostegno, tenendogli le mani alzate quando queste, per la stanchezza, si facevano pesanti e procurando a Mosè una pietra su cui sedersi
Così, ci ricorda Andrea, deve essere la Chiesa di Dio, pronta a intervenire e a sostenere chi ha ricevuto la missione di condurre, senza mai lasciarlo solo nella battaglia per il regno di Cristo.