Letture e Santo del Giorno

Letture e Santo del Giorno PUBBLICAZIONE QUOTIDIANA LETTURE E SANTO DEL GIORNO

06/09/2026

LUNEDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA

Togliete via il lievito vecchio. Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 5,1-8

Fratelli, si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti in modo che venga escluso di mezzo a voi colui che ha compiuto un’azione simile!
Ebbene, io, assente con il corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha compiuto tale azione. Nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati voi e il mio spirito insieme alla potenza del Signore nostro Gesù, questo individuo venga consegnato a Satana a rovina della carne, affinché lo spirito possa essere salvato nel giorno del Signore.
Non è bello che voi vi vantiate. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete àzzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con àzzimi di sincerità e di verità.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
Dal Sal 5

℟. Guidami, Signore, nella tua giustizia.

Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo. ℟.

Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta. ℟.

Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine.
Proteggili, perché in te si allietino
quanti amano il tuo nome. ℟.

CANTO AL VANGELO
Gv 10,27

Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluia.

VANGELO

Osservavano per vedere se guariva in giorno di sabato.

✠ Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,6-11

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Parola del Signore.

LE PAROLE DEI PAPI

Nei Vangeli, molte pagine raccontano gli incontri di Gesù con i malati e il suo impegno a guarirli. Egli si presenta pubblicamente come uno che lotta contro la malattia e che è venuto per guarire l’uomo da ogni male: il male dello spirito e il male del corpo. (…) E quando un padre o una madre, oppure anche semplicemente persone amiche gli portavano davanti un malato perché lo toccasse e lo guarisse, non metteva tempo in mezzo; la guarigione veniva prima della legge, anche di quella così sacra come il riposo del sabato (cfr Mc 3,1-6). I dottori della legge rimproveravano Gesù perché guariva il sabato, faceva il bene il sabato. Ma l’amore di Gesù era dare la salute, fare il bene: e questo va sempre al primo posto! (…) Ecco la gloria di Dio! Ecco il compito della Chiesa! Aiutare i malati, non perdersi in chiacchiere, aiutare sempre, consolare, sollevare, essere vicino ai malati; è questo il compito (Francesco - Udienza generale, 10 giugno 2015)

San Grato fu il secondo vescovo di Aosta ed è tuttora venerato come patrono principale della città e della diocesi alpin...
06/09/2026

San Grato fu il secondo vescovo di Aosta ed è tuttora venerato come patrono principale della città e della diocesi alpina. Vissuto nel V secolo, si ritiene fosse di origini greche e che avesse ricevuto la sua formazione monastica nel cenobio di Vercelli, fondato da Sant'Eusebio. La prima attestazione storica certa che lo riguarda risale al 451, quando partecipò al Concilio Provinciale di Milano come presbitero e delegato del primo vescovo aostano, Eustasio. In quella sede firmò una lettera indirizzata a papa Leone Magno per riaffermare la dottrina dell'ortodossia cristiana sulle due nature, umana e divina, di Cristo, condannando l'eresia monofisita.

Alla morte di Eustasio, Grato gli succedette alla guida della diocesi, distinguendosi per un'intensa opera di evangelizzazione e cura pastorale del territorio alpino. Morì nella seconda metà del V secolo e fu sepolto il 7 settembre, data riportata da una celebre epigrafe tombale conservata a Saint-Christophe che ne ha fissato per sempre la memoria liturgica.

Attorno alla sua figura si è sviluppata nel corso dei secoli una ricca tradizione agiografica e popolare. Secondo la leggenda medievale, il santo avrebbe compiuto un viaggio in Terra Santa ritrovando miracolosamente la testa di San Giovanni Battista immersa in un pozzo. Per questo motivo la sua iconografia classica lo raffigura in abiti vescovili, con mitria e pastorale, mentre regge il capo del Battista oppure mentre fa cadere la tempesta dentro un pozzo per proteggere i campi. Nel mondo contadino è infatti invocato come potente taumaturgo e protettore contro le avversità atmosferiche, in particolare la grandine, i fulmini e gli insetti nocivi alle colture. Le sue reliquie sono oggi custodite nella cattedrale di Aosta all'interno di un prezioso reliquiario cassettonato.

05/09/2026

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA

Se tu non parli al malvagio, della sua morte domanderò conto a te.

Dal libro del profeta Ezechièle
Ez 33,1.7-9

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «O figlio dell'uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d'Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
Se io dico al malvagio: "Malvagio, tu morirai", e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te.
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
Dal Sal 94 (95)

℟. Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. ℟.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. ℟.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere». ℟.

SECONDA LETTURA

Pienezza della Legge è la ca**tà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 13,8-10

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole; perché chi ama l'altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
La ca**tà non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la ca**tà.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
2Cor 5,19

Alleluia, alleluia.

Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.

Alleluia.

VANGELO

Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.

✠ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore.

LE PAROLE DEI PAPI

Se mio fratello commette una colpa contro di me, io devo usare ca**tà verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, facendogli presente che ciò che ha detto o fatto non è buono. Questo modo di agire si chiama correzione fraterna: essa non è una reazione all’offesa subita, ma è mossa dall’amore per il fratello. (…) E se il fratello non mi ascolta? Gesù nel Vangelo odierno indica una gradualità: prima tornare a parlargli con altre due o tre persone, per aiutarlo meglio a rendersi conto di quello che ha fatto; se, malgrado questo, egli respinge ancora l’osservazione, bisogna dirlo alla comunità; e se non ascolta neppure la comunità, occorre fargli percepire il distacco che lui stesso ha provocato (…) Ciascuno, consapevole dei propri limiti e difetti, è chiamato ad accogliere la correzione fraterna e ad aiutare gli altri con questo particolare servizio. Un altro frutto della ca**tà nella comunità è la preghiera concorde. Dice Gesù: “(…) dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore. (…) Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo. (Benedetto XVI, Angelus del 4 settembre 2011 )

San Zaccaria è una figura di fondamentale importanza nella storia sacra, venerato come sacerdote del Tempio di Gerusalem...
05/09/2026

San Zaccaria è una figura di fondamentale importanza nella storia sacra, venerato come sacerdote del Tempio di Gerusalemme e padre di san Giovanni Battista, il Precursore di Gesù. La sua vicenda ci viene tramandata con ricchezza di dettagli nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca, integrata da una secolare tradizione che ne colloca la memoria liturgica nel calendario romano proprio il 6 settembre.

Sposato con Elisabetta, discendente anch'essa da una famiglia sacerdotale e cugina della Vergine Maria, Zaccaria condusse una vita irreprensibile nell'osservanza dei comandamenti del Signore. La coppia visse per decenni con il dolore della sterile senelità, condizione all'epoca considerata un segno di privazione della benedizione divina. Nonostante l'avanzata età di entrambi avesse ormai spento ogni speranza umana, la svolta arrivò durante il turno di servizio liturgico di Zaccaria nel Tempio. Sorteggiato per offrire l'incenso nel Santo dei Santi, gli apparve l'arcangelo Gabriele alla destra dell'altare per annunciargli che le sue preghiere erano state ascoltate: Elisabetta gli avrebbe dato un figlio, a cui avrebbero imposto il nome di Giovanni, il quale sarebbe stato pieno di Spirito Santo fin dal grembo materno e avrebbe preparato il popolo alla venuta del Messia.

Di fronte alla grandezza imprevista dell'annuncio, Zaccaria espresse il proprio smarrimento chiedendo un segno di conferma, poiché sia lui sia la moglie erano ormai anziani. A causa del suo tentennamento nella fede, l'arcangelo gli impose il silenzio: Zaccaria rimase muto e incapace di parlare fino al giorno in cui queste promesse non si fossero adempiute. Uscito dal Tempio, non poté pronunciare la consueta benedizione sui fedeli in attesa, che compresero subito come egli avesse avuto una visione divina.

Compiuti i giorni del suo ministero, Zaccaria tornò a casa e, come predetto, Elisabetta concepì un figlio. Nove mesi dopo nacque il bambino e, al momento della circoncisione l'ottavo giorno, i parenti intendevano chiamarlo con il nome del padre. Elisabetta si oppose dichiarando che si sarebbe chiamato Giovanni. Consultato il padre tramite una tavoletta di cera, Zaccaria vi scrisse «Giovanni è il suo nome». In quel preciso istante la sua lingua si sciolse e la prima parola da lui pronunciata fu un inno di lode a Dio, noto nella tradizione cristiana come il cantico del Benedictus. In questo canto profetico, recitato quotidianamente nella liturgia delle Lodi Mattutine, Zaccaria glorifica Dio per aver visitato e redento il suo popolo e predice la missione del figlio come profeta dell'Altissimo.

Secondo tradizioni apocrife e scritti dei Primi Padri della Chiesa, come Origene e san Girolamo, Zaccaria andò incontro al martirio negli ultimi anni della sua vita, ucciso all'interno del Tempio di Gerusalemme tra il santuario e l'altare per ordine del re Erode, adirato per non essere riuscito a scovare il piccolo Giovanni durante la strage degli innocenti. Le sue reliquie furono in seguito traslate a Costantinopoli e successivamente a Venezia, dove sorge la celebre chiesa a lui intitolata.

PREGHIERA TRADIZIONALETu solo sei santo, Signore, e fuori di te non c'è luce di bontà: per l'intercessione e l'esempio d...
05/09/2026

PREGHIERA TRADIZIONALE

Tu solo sei santo, Signore, e fuori di te non c'è luce di bontà: per l'intercessione e l'esempio di san Zaccaria profeta, fa' che viviamo una vita autenticamente cristiana, per non essere privati della tua visione nel cielo.

05/09/2026

SABATO DELLA XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura

Soffriamo la fame, la sete, la nudità.
1Cor 4,6b-15

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 4,6b-15

Fratelli, imparate [da me e da Apollo] a stare a ciò che è scritto, e non vi gonfiate d’orgoglio favorendo uno a scapito di un altro. Chi dunque ti dà questo privilegio? Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l’avessi ricevuto?
Voi siete già sazi, siete già diventati ricchi; senza di noi, siete già diventati re. Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi. Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.
Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 144 (145)

R. Il Signore è vicino a chiunque lo invoca.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R.

Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore custodisce tutti quelli che lo amano,
ma distrugge tutti i malvagi. R.

Canti la mia bocca la lode del Signore
e benedica ogni vivente il suo santo nome,
in eterno e per sempre. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6)

Alleluia.

Vangelo

Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?
Lc 6,1-5

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore.

LE PAROLE DEI PAPI

Questa strada di vivere attaccati alla legge, li allontanava dall’amore e dalla giustizia. Curavano la legge, trascuravano la giustizia. Curavano la legge, trascuravano l’amore. Uomini di chiusura, uomini tanto attaccati alla legge, alla lettera della legge, non alla legge, ché la legge è amore; ma alla lettera della legge, che sempre chiudevano le porte della speranza, dell’amore, della salvezza (…) Questa è la strada che ci insegna Gesù, totalmente opposta a quella dei dottori della legge. E questa strada dall’amore alla giustizia, porta a Dio. Invece, l’altra strada, di essere attaccati soltanto alla legge, alla lettera della legge, porta alla chiusura, porta all’egoismo. La strada che va dall’amore alla conoscenza e al discernimento, al pieno compimento, porta alla santità, alla salvezza, all’incontro con Gesù. Invece, questa strada porta all’egoismo, alla superbia di sentirsi giusti, a quella santità fra virgolette delle apparenze, no? (…) Gesù si avvicina: la vicinanza è proprio la prova che noi andiamo sulla vera strada. Perché è proprio la strada che ha scelto Dio per salvarci: la vicinanza. Si avvicinò a noi, si è fatto uomo. Dio che si è fatto uomo come uno di noi, e noi che dobbiamo farci come gli altri, come i bisognosi, come quelli che hanno bisogno del nostro aiuto. (Francesco - Omelia Santa Marta, 31 ottobre 2014)

Santa Teresa di Calcutta, al secolo Anjeza Gonxhe Bojaxhiu, nasce a Skopje nel 1910 in una famiglia albanese e avverte f...
05/09/2026

Santa Teresa di Calcutta, al secolo Anjeza Gonxhe Bojaxhiu, nasce a Skopje nel 1910 in una famiglia albanese e avverte fin da giovanissima la vocazione religiosa, consacrandosi alla vita monastica a soli diciotto anni ed entrando nella Congregazione delle Suore di Loreto. Inviata in India come insegnante, trascorre diversi anni a Calcutta guidando un istituto femminile, fino a quando, il 10 settembre 1946, vive la "chiamata nella chiamata", un un'esperienza interiore profonda che la spinge ad abbandonare la quiete del convento per dedicarsi interamente agli ultimi dei poveri, ai malati abbandonati e ai moribondi negli slum più degradati della città.

Nel 1950 fonda la Congregazione delle Missionarie della Ca**tà, indossando l'ormai iconico sari bianco bordato d'azzurro che richiama la veste delle donne più umili dell'India. La sua opera si espande rapidamente dalle periferie indiane a tutto il mondo, attraverso la creazione di case d'accoglienza, lebbrosari, ospizi e orfanotrofi che offrono dignità e conforto spirituale a chiunque si trovi in stato di estremo bisogno.

Riconosciuta a livello internazionale per la sua totale dedizione alla causa degli emarginati e per il continuo messaggio di pace, amore e dignità umana, riceve il Premio Nobel per la Pace nel 1979. Madre Teresa si spegne il 5 settembre 1997 a Calcutta, lasciando un'eredità spirituale profonda che porta Papa Francesco a proclamarla santa il 4 settembre 2016, fissando la sua memoria liturgica il 5 settembre, giorno della sua nascita al cielo.

PREGHIERA TRADIZIONALEO Santa Teresa di Calcutta che nel tuo desiderio struggente di amare Gesù come non è stato mai ama...
05/09/2026

PREGHIERA TRADIZIONALE

O Santa Teresa di Calcutta che nel tuo desiderio struggente di amare Gesù come non è stato mai amato prima, ti sei donata totalmente a Lui, senza mai rifiutargli nulla. In unione al Cuore Immacolato di Maria, hai accettato la chiamata a saziare la Sua sete infinita di amore e di anime e a dive**re portatrice del Suo amore tra i poveri. Con amorevole fiducia e totale abbandono tu hai compiuto la Sua volontà. Sei diventata così intimamente unita a Gesù, il tuo Sposo crocifisso, che Egli, sospeso sulla croce, si è degnato di condividere con te l'agonia del Suo Cuore. Santa Teresa, tu che hai promesso di portare la luce dell'amore a coloro che sono sulla terra, prega affinché anche noi desideriamo saziare la sete ardente di Gesù con un amore appassionato, condividendo con gioia le Sue sofferenze, e servendoLo con tutto il cuore nei nostri fratelli e sorelle, specialmente in coloro che, più di tutti, sono « non amati » e « non voluti ». Amen

04/09/2026

VENERDÌ DELLA XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA

Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 4,1-5

Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di ve**re giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
Dal Sal 36 (37)

℟. La salvezza dei giusti viene dal Signore.

Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore. ℟.

Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno. ℟.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama il diritto
e non abbandona i suoi fedeli. ℟.

La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati. ℟.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita. (Gv 8,12)

Alleluia.

VANGELO

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

✠ Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,33-39

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

Parola del Signore.

LE PAROLE DEI PAPI

A vini nuovi, otri nuovi. La novità del Vangelo. Cosa ci porta il Vangelo? Gioia e novità. Questi dottori della legge erano rinchiusi nei loro comandamenti, nelle loro prescrizioni. San Paolo, parlando di loro, ci dice che prima che venisse la fede - cioè Gesù - noi tutti eravamo custoditi come prigionieri sotto la legge. Questa legge di questa gente non era cattiva: custoditi ma prigionieri, in attesa che venisse la fede. Quella fede che sarebbe stata rivelata in Gesù stesso. (…) Gesù ha detto: ‘Io non vengo a chiudere la legge, ma a portarla alla sua pienezza’. E la pienezza della legge, per esempio, sono le Beatitudini, la legge dell’amore, l’amore totale, come Lui - Gesù - ci ha amato. E quando Gesù rimprovera questa gente, questi dottori della legge, li rimprovera di non aver custodito il popolo con la legge, ma fatto schiavo di tante piccole leggi, di tante piccole cose che si dovevano fare. (…) San Paolo distingue bene: figli della legge e figli della fede. A vini nuovi, otri nuovi. E per questo la Chiesa ci chiede, a tutti noi, alcuni cambiamenti. Ci chiede di lasciare da parte le strutture caduche: non servono! E prendere otri nuovi, quelli del Vangelo. Non si può capire la mentalità - per esempio - di questi dottori della legge, di questi teologi farisei: non si può capire la mentalità loro con lo spirito del Vangelo. Sono cose diverse. Lo stile del Vangelo è uno stile diverso, che porta alla pienezza la legge. Sì! Ma in un modo nuovo: è il vino nuovo, in otri nuovi”. (Francesco - Omelia Santa Marta, 5 settembre 2014)

Santa Rosalia, nobile fanciulla vissuta a Palermo nel XII secolo, nacque attorno al 1130 dalla famiglia dei Sinibaldi, s...
03/09/2026

Santa Rosalia, nobile fanciulla vissuta a Palermo nel XII secolo, nacque attorno al 1130 dalla famiglia dei Sinibaldi, signori della Quisquina e del Monte delle Rose. Cresciuta nell'ambiente agiato e raffinato della corte normanna di re Guglielmo I e della regina Margherita, la giovane spiccava per la sua bellezza e virtù, tanto che il suo destino appariva già segnato verso un matrimonio di alto rango. Tuttavia, mossa da una profonda e precoce vocazione spirituale, Rosalia decise di consacrare interamente la propria vita a Cristo, rifiutando i privilegi della nobiltà e le nozze terrene per abbracciare la via dell'eremitaggio.

Abbandonata la vita di palazzo, la giovane cercò inizialmente rifugio in una grotta nei fitti boschi della Quisquina, luogo impervio in cui incise sulla roccia la testimonianza della sua scelta di ritirarsi in solitudine e preghiera. Successivamente, secondo la tradizione, fece ritorno verso la sua città natale insediandosi in una cavità sul Monte Pellegrino, promontorio che domina il golfo palermitano. In questa grotta trascorse il resto dei suoi giorni dedita al silenzio, alla contemplazione e alla mortificazione corporale, spegnendosi in totale solitudine il 4 settembre 1170, a circa quarant'anni di età.

Benché la devozione locale fosse rimasta viva nei secoli successivi, la figura di Rosalia emerse con straordinaria forza nel 1624, quando una terribile epidemia di peste flagellò Palermo. In quell'anno drammatico la santa apparve in visione ad una donna malata e poi a un cacciatore, rivelando l'ubicazione delle sue spoglie mortali e chiedendo che venissero portate in processione per la città. Il 15 luglio 1624 i resti vennero rinvenuti sul Monte Pellegrino e, l'anno seguente, condotti solennemente tra le vie di Palermo: al passaggio delle reliquie, il contagio cessò prodigiosamente. Da quel momento Rosalia divenne la venerata patrona di Palermo, affettuosamente chiamata "la Santuzza", celebrata ogni anno sia nel giorno della sua nascita al cielo, il 4 settembre, sia con il celebre Festino di luglio che commemora la liberazione della città dalla peste.

Nella tradizione iconografica, come illustrato nell'immagine, Santa Rosalia viene raffigurata con il capo cinto da una corona di rose — simbolo della purezza e del suo stesso nome — e con in mano il giglio, anch'esso emblema di verginità, spesso affiancata da un teschio o dal libro delle Sacre Scritture a ricordare la sua scelta monastica ed eremitica.

Indirizzo

Piacenza

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