Letture e Santo del Giorno

Letture e Santo del Giorno PUBBLICAZIONE QUOTIDIANA LETTURE E SANTO DEL GIORNO

14/06/2026

LUNEDÌ DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA

Nabot venne lapidato e morì, e Acab si impadronì della sua vigna.

Dal primo libro dei Re
1Re 21,1-16

In quel tempo, Nabot di Izreèl possedeva una vigna che era a Izreèl, vicino al palazzo di Acab, re di Samarìa. Acab disse a Nabot: «Cedimi la tua vigna; ne farò un orto, perché è confinante con la mia casa. Al suo posto ti darò una vigna migliore di quella, oppure, se preferisci, te la pagherò in denaro al prezzo che vale». Nabot rispose ad Acab: «Mi guardi il Signore dal cederti l'eredità dei miei padri»

Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izreèl, che aveva affermato: «Non ti cederò l'eredità dei miei padri!». Si coricò sul letto, voltò la faccia da un lato e non mangiò niente. Entrò da lui la moglie Gezabèle e gli domandò: «Perché mai il tuo animo è tanto amareggiato e perché non vuoi mangiare?». Le rispose: «Perché ho detto a Nabot di Izreèl: "Cedimi la tua vigna per denaro, o, se preferisci, ti darò un'altra vigna" ed egli mi ha risposto: "Non cederò la mia vigna!"». Allora sua moglie Gezabèle gli disse: «Tu eserciti così la potestà regale su Israele? Àlzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la farò avere io la vigna di Nabot di Izreèl!».
Ella scrisse lettere con il nome di Acab, le sigillò con il suo sigillo, quindi le spedì agli anziani e ai notabili della città, che abitavano vicino a Nabot. Nelle lettere scrisse: «Bandite un digiuno e fate sedere Nabot alla testa del popolo. Di fronte a lui fate sedere due uomini perversi, i quali l'accusino: "Hai maledetto Dio e il re!". Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli muoia».
Gli uomini della città di Nabot, gli anziani e i notabili che abitavano nella sua città, fecero come aveva ordinato loro Gezabèle, ossia come era scritto nelle lettere che aveva loro spedito. Bandirono un digiuno e fecero sedere Nabot alla testa del popolo. Giunsero i due uomini perversi, che si sedettero di fronte a lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo affermando: «Nabot ha maledetto Dio e il re». Lo condussero fuori della città e lo lapidarono ed egli morì. Quindi mandarono a dire a Gezabèle: «Nabot è stato lapidato ed è morto».
Appena Gezabèle sentì che Nabot era stato lapidato ed era morto, disse ad Acab: «Su, prendi possesso della vigna di Nabot di Izreèl, il quale ha rifiutato di dartela in cambio de denaro, perché Nabot non vive più, è morto». Quando sentì che Nabot era morto, Acab si alzò per scendere nella vigna di Nabot di Izreèl a prenderne possesso.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE
Sal 5

℟.Sii attento, Signore, al mio lamento. Oppure: Ascolta, Signore, il povero che ti invoca.

Porgi l'orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
Sii attento alla voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché a te, Signore, rivolgo la mia preghiera.℟.

Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo.℟.

Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta.℟.

CANTO AL VANGELO

℟.Alleluia, alleluia.

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.

℟.Alleluia.

VANGELO

Io vi dico di non opporvi al malvagio.

✠ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Parola del Signore

LE PAROLE DEI PAPI

Gesù cita l’antica legge: «Occhio per occhio e dente per dente» (Mt 5,38; Es 21,24). Sappiamo che cosa voleva dire: a chi ti toglie qualcosa, tu toglierai la stessa cosa. Era in realtà un grande progresso, perché impediva ritorsioni peggiori: se uno ti ha fatto del male, lo ripagherai con la stessa misura, non potrai fargli di peggio. Chiudere le contese in pareggio era un passo avanti. Eppure Gesù va oltre, molto oltre: «Ma io vi dico di non opporvi al malvagio» (Mt 5,39). Ma come, Signore? Se qualcuno pensa male di me, se qualcuno mi fa del male, non posso ripagarlo con la stessa moneta? “No”, dice Gesù: non-violenza, nessuna violenza. Possiamo pensare che l’insegnamento di Gesù persegua una strategia: alla fine il malvagio desisterà. Ma non è questo il motivo per cui Gesù chiede di amare anche chi ci fa del male. Qual è la ragione? Che il Padre, nostro Padre, ama sempre tutti, anche se non è ricambiato. (…) Allora, se vogliamo essere discepoli di Cristo, se vogliamo dirci cristiani, questa è la via, non ce n’è un’altra. Amati da Dio, siamo chiamati ad amare; perdonati, a perdonare; toccati dall’amore, a dare amore senza aspettare che comincino gli altri; salvati gratuitamente, a non ricercare alcun utile nel bene che facciamo. (Francesco - Omelia nella Santa Messa a Bari in occasione dell'Incontro di riflessione e spiritualità "Mediterraneo frontiera di pace, 23 febbraio 2020)

San Vito Martire Nato a Mazara del Vallo da un ricco nobile pagano di nome Ila, Vito rimase orfano di madre in tenerissi...
14/06/2026

San Vito Martire

Nato a Mazara del Vallo da un ricco nobile pagano di nome Ila, Vito rimase orfano di madre in tenerissima età. Venne quindi affidato alle cure di Crescenzia e Modesto, che lo educarono segretamente al cristianesimo. Quando il padre scoprì la fede del figlio, tentò in ogni modo di farlo abiurare, prima con le lusinghe e i piaceri, poi con la reclusione e le torture. La tradizione narra che, quando il padre lo rinchiuse nella sua stanza, vide attraverso la fessura della porta il fanciullo circondato da sette angeli splendenti che danzavano con lui, un bagliore accecante che privò temporaneamente l'uomo della vista, poi guarita dalle preghiere del figlio.

Per sfuggire alle persecuzioni del padre e del governatore locale, Vito, Modesto e Crescenzia fuggirono via mare, guidati da un angelo, e approdarono in Lucania. La fama della santità del giovane Vito e i suoi straordinari poteri di guarigione giunsero fino alle orecchie dell'imperatore Diocleziano. Il sovrano lo fece condurre a Roma perché il figlio, tormentato da un terribile epilessia (all'epoca considerata una possessione demoniaca), potesse essere risanato.

Nonostante Vito avesse liberato il figlio dell'imperatore dal male, Diocleziano non mostrò alcuna gratitudine. Al contrario, davanti al rifiuto del giovane di sacrificare agli dèi pagani, ordinò che venisse torturato insieme ai suoi protettori.

La tradizione agiografica elenca una serie di supplizi miracolosamente superati:
Venne immerso in un calderone di piombo fuso, pece e olio bollenti, dal quale uscì completamente illeso, continuando a cantare lodi a Dio.
Fu gettato in pasto a un leone famelico nell'anfiteatro, ma la fiera, invece di sbranarlo, si ammansì improvvisamente, leccandogli i piedi.
Venne infine appeso, insieme a Modesto e Crescenzia, al cavalletto da tortura. Durante quest'ultimo supplizio, la terra tremò, i templi pagani crollarono e gli stessi aguzzini fuggirono terrorizzati. Liberati dagli angeli, i tre martiri morirono stremati dalle sofferenze presso il fiume Sele, in Lucania, dove i loro corpi vennero piamente sepolti dalla nobile cristiana Fiorenza.

Nel Medioevo, il culto di San Vito conobbe una diffusione straordinaria, in particolare in Germania, dove le sue reliquie furono in parte traslate nell'abbazia di Corvey. Divenne uno dei Quattordici Santi Ausiliatori, un gruppo di santi considerati particolarmente efficaci nel guarire specifiche malattie.

Il nome del santo è storicamente legato alla corea di Sydenham, una malattia neurologica caratterizzata da movimenti involontari, convulsi e disordinati, popolarmente ribattezzata "ballo di San Vito". Questa associazione nacque nel XVI secolo in Germania, dove i malati si recavano in pellegrinaggio nelle cappelle dedicate al santo e ballavano davanti alla sua statua nella speranza di ottenere la guarigione.

Oltre a essere il protettore dei ballerini, degli attori e dei muti, San Vito è tradizionalmente invocato contro l'idrofobia e i morsi degli animali rabbiosi (simboleggiati dal cagnolino presente anche in image.png), contro i temporali e per risvegliare i dormiglioni, motivo per cui in molte località viene iconograficamente associato anche al gallo.

PREGHIERA TRADIZIONALEAmabilissimo giovane e gloriosissimo nostro Protettore S. Vito, deh! gradite, vi prego, con l'amab...
14/06/2026

PREGHIERA TRADIZIONALE

Amabilissimo giovane e gloriosissimo nostro Protettore S. Vito, deh! gradite, vi prego, con l'amabilità del vostro genio, la piccolezza dei nostri ossequi e con la grandezza dei vostri meriti date valore alle nostre suppliche. Accettate benignamente nelle nostre offerte i nostri cuori che insieme a quelle vi consacriamo. Siateci protettore amorevole in questa vita, siateci avvocato valevole in cielo. La vostra tenera età sia sempre di guida agli anni nostri, la vostra generosa costanza - sempre vittoriosa tra mille assalti - dia forza alle nostre fiacchezze contro le nostre passioni ribelli e contro i nostri comuni nemici Deh! Santo nostro amabilissimo Protettore, fate si che possiamo noi sempre vivere con la più tenera e soda devozione sotto il vostro potente patrocinio, fate si che possiamo essere imitatori delle vostre generose azioni, sempre forti nella fede, sempre vivi nella speranza, sempre ferventi nella ca**tà verso l'Eterno amore. Cosi verremo a godere sicuramente quanto voi intercedeste dalla Divina liberalità ai veri vostri devoti e gli opportuni soccorsi nei temporali e spirituali bisogni in questa vita, e gli eterni godimenti nell'altra.

13/06/2026

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA

Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.

Dal libro dell'Èsono
Es 19,2-6a

In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti ve**re fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
Dal Sal 99 (100)

℟.Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.℟.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.℟.

Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. ℟.

SECONDA LETTURA

Se siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio, molto più saremo salvati mediante la sua vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 5,6-11

Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, a stento qualcuno è disposto a morire pe run giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Mc 1,15

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo.

Alleluia.

VANGELO

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò.

✠ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,36-10,8

In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù invò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.

San Fortunato di Napoli è stato un importante vescovo della città partenopea, vissuto in un'epoca di profonda transizion...
13/06/2026

San Fortunato di Napoli è stato un importante vescovo della città partenopea, vissuto in un'epoca di profonda transizione per la Chiesa paleocristiana, presumibilmente intorno al IV secolo. La sua figura si colloca nella f***a cronotassi dei pastori napoletani che hanno guidato la comunità cristiana locale durante i primi secoli di diffusione del Vangelo.

Come mostra splendidamente l'iconografia tradizionale, il santo viene ritratto con i paramenti solenni della dignità episcopale, tra cui la mitra e il pastorale, colto in un momento di intensa preghiera contemplativa con lo sguardo rivolto verso la luce divina. Questo atteggiamento riflette la memoria che la Chiesa di Napoli ha conservato di lui: un pastore dedito all'orazione, alla difesa della fede ortodossa e alla cura amorevole del suo gregge in tempi tutt'altro che facili.

La memoria liturgica di San Fortunato di Napoli ricorre il 14 giugno, giorno in cui i fedeli ne celebrano la testimonianza e l'eredità spirituale, invocando la sua intercessione per la protezione della comunità e la perseveranza nella fede.

12/06/2026

CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA – MEMORIA

PRIMA LETTURA

Gioisco pienamente nel Signore.

Dal libro del profeta Isaìa

Is 61,9-11

Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,
la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno
che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE
1Sam 2,1.4-8

℟. Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.

Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia forza s'innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io gioisco per la tua salvezza. ℟.

L'arco dei forti s'è spezzato,
ma i deboli si sono rivestiti di vigore.
I sazi si sono venduti per un pane,
hanno smesso di farlo gli affamati.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita. ℟.

Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta.℟.

Solleva dalla polvere il debole,
dall'immondizia rialza il povero,
per farli sedere con i nobili
e assegnare loro un trono di gloria. ℟.

CANTO AL VANGELO
Lc 2,19

℟.Alleuia, alleluia.

Beata la Vergine Maria:
custodiva la parola di Dio,
meditandola nel suo cuore.

℟.Alleluia.

VANGELO

Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

✠Dal Vangelo secondo Luca

Lc 2,41-51

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Parola del Signore

LE PAROLE DEI PAPI

Se vogliamo che il mondo cambi, deve cambiare anzitutto il nostro cuore. Per fare questo, oggi lasciamoci prendere per mano dalla Madonna. Guardiamo al suo Cuore immacolato, dove Dio si è posato, all’unico Cuore di creatura umana senza ombre. Lei è «piena di grazia», e dunque vuota di peccato: in lei non c’è traccia di male e perciò con lei Dio ha potuto iniziare una storia nuova di salvezza e di pace. Lì la storia ha svoltato. Dio ha cambiato la storia bussando al Cuore di Maria. (….) Ricorriamo alla Madre, gettando nel suo Cuore paura e dolore, consegnando noi stessi a lei. È riporre in quel Cuore limpido, incontaminato, dove Dio si rispecchia, i beni preziosi della fraternità e della pace, tutto quanto abbiamo e siamo, perché sia lei, la Madre che il Signore ci ha donato, a proteggerci e custodirci. (Francesco - Omelia nella celebrazione della penitenza e atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, 25 marzo 2022)

La devozione al Cuore Immacolato di Maria, richiamata esplicitamente nell'immagine denominata image.png, affonda le sue ...
12/06/2026

La devozione al Cuore Immacolato di Maria, richiamata esplicitamente nell'immagine denominata image.png, affonda le sue radici nei testi evangelici, in particolare nei passi di Luca che descrivono Maria nell'atto di custodire e meditare tutte le cose nel proprio cuore. Dal punto di vista storico, questo culto ha vissuto un'evoluzione significativa nel corso dei secoli, trasformandosi da espressione di pietà privata a solennità universale per la Chiesa cattolica.

Sebbene accenni alla devozione si trovino già negli scritti di grandi santi medievali come Anselmo d'Aosta, Bernardo di Chiaravalle e Gertrude di Helfta, la vera svolta teologica e la diffusione popolare avvennero nel XVII secolo. Il merito principale va attribuito a San Giovanni Eudes, che promosse attivamente il culto unito a quello del Sacro Cuore di Gesù, fondando congregazioni e componendo i primi testi liturgici per la celebrazione della festa.

Nel corso del XIX secolo, la devozione ricevette un forte impulso formale. Nel 1805 Papa Pio VII ne concesse la celebrazione alle diocesi che ne facevano esplicita richiesta e, pochi decenni dopo, nel 1855, Pio IX ne approvò la messa e l'ufficio liturgico proprio.

Il momento di massima centralità storica si verificò nel 1917 con le apparizioni di Fatima. Secondo le testimonianze dei pastorelli portoghesi, la Vergine stessa indicò la devozione al suo Cuore Immacolato come lo strumento scelto da Dio per salvare le anime e stabilire la pace nel mondo, chiedendo in modo specifico la comunione riparatrice nei primi sabati del mese e la consacrazione della Russia.

In risposta a questi messaggi e nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, Papa Pio XII consacrò il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria nel 1942. Successivamente, nel 1944, lo stesso pontefice estese la festa liturgica a tutta la Chiesa universale, fissandola inizialmente all'ottavo giorno dopo l'Assunzione.

Oggi, a seguito della riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, la memoria del Cuore Immacolato di Maria è considerata una memoria obbligatoria. È stata volutamente collocata nel calendario subito dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù (che si celebra il venerdì successivo alla solennità del Corpus Domini), per sottolineare visivamente e teologicamente l'unione indissolubile tra il cuore del Figlio e quello della Madre nell'opera della redenzione cristiana.

Nato a Lisbona nel 1195 con il nome di Fernando Martins de Bulhões, il santo abbracciò inizialmente la vita monastica tr...
12/06/2026

Nato a Lisbona nel 1195 con il nome di Fernando Martins de Bulhões, il santo abbracciò inizialmente la vita monastica tra gli Agostiniani, per poi passare all'Ordine dei Frati Minori affascinato dal fervore e dal martirio dei primi compagni di San Francesco d'Assisi. Fu in quel momento che scelse il nome di Antonio, intraprendendo un viaggio che lo avrebbe portato prima in Nord Africa e poi, a causa di una tempesta, sulle coste della Sicilia.
Dotato di una straordinaria cultura teologica e di una formidabile eloquenza, Antonio divenne uno dei predicatori più celebri del Medioevo. La sua voce si scagliò con forza contro le eresie del tempo e contro l'usura, difendendo instancabilmente i poveri e gli oppressi. La sua capacità di toccare i cuori e i numerosi prodigi a lui attribuiti in vita seminarono una profonda devozione ovunque passasse, specialmente a Padova, città dove scelse di stabilirsi e dove morì nel 1231 a soli 36 anni. La sua fama di santità era tale che Papa Gregorio IX lo canonizzò meno di un anno dopo la sua scomparsa.

Nell'immagine iconografica si ritrovano gli attributi tipici che ne raccontano la spiritualità. Il Gesu Bambino tra le sue braccia rievoca la celebre visione avuta a Camposampiero, simbolo della sua purezza e dell'intimità della sua preghiera. Il giglio bianco rappresenta la sua castità e la vittoria contro le tentazioni, mentre il libro simboleggia la sua profonda conoscenza delle Sacre Scritture e la sua dottrina, che gli valse il titolo di Dottore della Chiesa.

PREGHIERA TRADIZIONALEO glorioso S. Antonio, modello ammirabile di ca**tà e di bontà, il tuo grande amore per Dio e per ...
12/06/2026

PREGHIERA TRADIZIONALE

O glorioso S. Antonio, modello ammirabile di ca**tà e di bontà, il tuo grande amore per Dio e per il prossimo mi spinge a ricorrere a te nelle mie presenti necessità.

Durante la tua vita mortale. consolasti ogni afflizione, operasti miracolo di ogni specie ed ora nel soggiorno della gloria non è scemata la tua potenza. Vieni quindi in mio aiuto. Dì per me una parola al Pargolo Onnipotente che stringi tra le tue braccia, non rendere vana la speranza che in te ripongo, affrettati a soccorrermi perché grande è la mia tribolazione.

Rinnova per me uno di quei prodigi che ti resero taumaturgo affinché confortato nelle mie pene possa innalzare a Dio il canto della riconoscenza e dell’amore dei suoi Santi.

12/06/2026

SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ - SOLENNITÀ - ANNO A

PRIMA LETTURA

Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti.

Dal libro del Deuteronòmio
Dt 7,6-11

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio: il Signore, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra.
Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli –, ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d’Egitto.
Riconosci dunque il Signore, tuo Dio: egli è Dio, il Dio fedele, che mantiene l’alleanza e la bontà per mille generazioni, con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti; ma ripaga direttamente coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma lo ripaga direttamente.
Osserverai, dunque, mettendoli in pratica, i comandi, le leggi e le norme che oggi ti prescrivo».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE
Dal Sal 102 (103)

℟.L'amore del Signore è per sempre.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.℟.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. ℟.

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. ℟.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. ℟.

SECONDA LETTURA

Dio ci ha amati.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 4,7-16

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi.
Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Mt 11,29ab

Alleluia, alleluia.

Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.

Alleluia.

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.

✠ Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

LE PAROLE DEI PAPI

“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29). Forse una sola volta, con parole sue, il Signore Gesù si è richiamato al proprio cuore. E ha messo in evidenza questo unico tratto: “mitezza e umiltà”. Come se volesse dire che solo con questa via vuole conquistare l’uomo; che mediante “la mitezza e l’umiltà” vuole essere il Re dei cuori. Tutto il mistero del suo regnare si è espresso in queste parole. La mitezza e l’umiltà coprono in un certo senso tutta la “ricchezza” del Cuore del Redentore (…). Ma anche quella “mitezza e umiltà” lo svelano pienamente, e meglio ci permettono di conoscerlo e di accettarlo; lo fanno oggetto di ammirazione suprema. La bella litania al Sacro Cuore di Gesù è composta da molte simili parole di più, dalle esclamazioni di ammirazione per la ricchezza del Cuore di Cristo. Meditiamole con attenzione (…). Così, alla fine di questo fondamentale ciclo liturgico della Chiesa – che si è iniziato con la prima domenica d’Avvento, ed è passato per il tempo di Natale, poi della Quaresima, della Risurrezione fino alla Pentecoste, alla Domenica della Santissima Trinità e al “Corpus Domini” – si presenta discretamente la festa del Cuore Divino, del Sacro Cuore di Gesù. Tutto questo ciclo si racchiude definitivamente in esso; nel Cuore del Dio-Uomo. Da esso anche ogni anno irradia tutta la vita della Chiesa. Questo Cuore è “fonte di vita e di santità”. (San Giovanni Paolo II - Udienza generale, 20 giugno 1979)

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Piacenza

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