16/06/2026
Ecco su Libertà la toccante storia del coro di voci bianche 'Le Campanelle', bambine e bambini profughi di guerra, e della sua maestra Natalija Kampov.
Da un lato c'erano loro, feriti dal trauma della guerra e della fuga precipitosa che li aveva catapultati a Piacenza. Erano alla ricerca di uno spazio per ritrovarsi insieme, e il cantare poteva essere un'ottima terapia. Dall'altro lato noi avevamo spazio in una chiesa, San Pietro - che in seguito al Covid era già stata aperta alle prove delle voci bianche del Nicolini -, e così ci è sembrato ovvio accogliere anche loro.
Certo, qualcuno avrebbe potuto arricciare il naso nel veder usare una chiesa per prove di canto, ma io vedevo bambini e bambine con dentro un dramma più grande di loro, che potevano trovare un momento di svago e di formazione in quella che noi diciamo essere 'la casa del Signore', e ho pensato che forse Lui sarebbe stato contento nel vederli giocare e cantare in casa Sua.. Ricordo che mi era venuto in mente il film 'State buoni se potete', dove nella Roma del '500 un gruppo di monelli vive in una chiesa, e canta sotto la guida di un maestro che nel film era impersonato nientemeno che da Angelo Branduardi.
Ovviamente non ci siamo posti il problema se tra loro ci fossero cattolici, greco-cattolici, ortodossi o di altra religione, semplicemente con il loro appuntamento settimanale in San Pietro sono diventati nostri cari amici. Provano (sono davvero molto bravi come anche i piccoli del m° Giorgio Ubaldi) e intanto si trovano insieme. Sono passati più di 4 anni, ormai sono cresciuti e si sono integrati nel mondo e nelle scuole piacentine (oggi sono un po' diminuiti perché alcuni sono andati in Germania o negli USA, e altri hanno trovato casa fuori città), ma il loro ritrovo del martedì pomeriggio è un appuntamento fisso. E tra l'altro l'incontro di Natalija con il m° Ubaldi ha aperto a importanti collaborazioni ed esibizioni insieme.
E insieme alla bravissima e generosissima maestra Natalija, fin dall'inizio dietro c'è il preziosissimo servizio della nostra Graziella, la signora che si prende cura della chiesa, sempre disponibile e ospitale con tutti i piccoli che per tre pomeriggi a settimana riempiono di canti San Pietro. Senza di lei queste storie non sarebbero state possibili..