STORIA DEL CONVENTO
Il piccolo convento dei Carmelitani Scalzi dedicato a San Giovanni della Croce è stato inaugurato il 14 dicembre 1982. Da diversi anni la Provincia Romana del Carmelitani Scalzi aveva in mente di aprire una casa a Pescara. Con il trasferimento, poi, delle nostre Monache di clausura da Sant’Egidio in Roma in questa città (1972), apparve più urgente l’esigenza di accompagnare q
ueste nostre sorelle con la presenza di alcuni Padri che ne curassero la vita spirituale. Fortunato Fortuna (def. 1985), Parroco di Monteodorisio (Chieti), nel 1970, aveva tentato una presenza settimanale a Pescara, offrendo la sua disponibilità per le confessioni e la direzione spirituale del clero e delle religiose della diocesi. Filippo Sainz de Baranda, aveva convalidato la proposta del Capitolo Provinciale del 1978 di non abbandonare la nostra presenza nella regione d’Abruzzo, che aveva dato tante vocazioni alla Provincia. C’era inoltre da rispondere concretamente all’invito, più volte rivoltoci dal Vescovo di Pescara-Penne, Mons. Antonio Iannucci, che desiderava avere nei Padri Carmelitani dei promotori della vita spirituale del clero e delle religiose nella sua diocesi. Il Capitolo Provinciale seguente (1981) aveva demandato al Consiglio Provinciale l’eventuale fondazione. Il Provinciale, P. Arnaldo Pigna, rieletto per un secondo triennio, aveva preso a cuore la vicenda e si era recato più volte a Pescara per tastare il terreno. Fu così stabilito di inviare due Padri a studiare la situazione ed eventualmente trovare un sito adatto. Il 16 novembre 1981 vennero a Pescara il P. Lorenzo Menechini e il P. Raffaele Amendolagine. Furono ospitati nell’appartamento adiacente al monastero delle Carmelitane, riservato al Confessore. Girarono molto, aiutati da amici e benefattori delle medesime monache. Alla fine fu trovata una piccola casa “agricola”, a un piano, con una discreta fascia di terreno, confinante la ferrovia Roma-Pescara, poco dopo la biforcazione della linea che viene dal nord, sulla Via Tirino al numero 154. La zona era ancora prevalentemente agricola anche se da poco erano sorti due palazzi, confinanti con lo stesso terreno, ed erano iniziati i lavori per la costruzione di due case popolari dal lato opposto. L’8 dicembre tornarono a Roma e riferirono al Consiglio Provinciale l’esito dell’esplorazione. Il Consiglio era composto, oltre che dal P. Provinciale, nominato sopra, dal P. Roberto Moretti, dal P. Stanislao Gatto, dal P. Filippo Maini e dal P. Il Consiglio non se la sentì di approvare subito una fondazione, ma concesse di avviare “un’esperimento di vita forte”, stabilendo di usare il “denaro ricavato dalla vendita del nostro Asilo di Monteodorisio” per l’acquisto della nuova casa. Così per la festa di San Giovanni della Croce (14 dicembre 1981) si stabilì di mandare i medesimi padri ai quali si affidò l’iniziativa. Preferendo aspettare il parere di un eventuale Consiglio Plenario, che avrebbe coinvolto tutta la Provincia. Con l’aiuto del segretario generale del comune di Pescara, Luigi D’Amico, gli "esploratori" portarono a termine tutte le pratiche sia per l’acquisto come per la sopraelevazione dell’edificio. L’Abate di Pescara, Mons. Brandano, molto vicino alla nostre Monache, offrì l’anticipo per il compromesso d’acquisto, e presto iniziarono i lavori di ristrutturazione. Molto utili furono anche i membri dell'Ordine Secolare Carmelitano, sorto da qualche anno, che diventarono la “longa manus” del monastero per tante piccole e meno piccole urgenze. Le tappe per una vera e propria fondazione intercorsero nello stesso anno 1982. Il Consiglio Plenario si riunì il 9 marzo 1982, “a titolo di informazione e senza esigerne il parere favorevole o contrario”. Caldeggiò la fondazione il Visitatore Generale, P. Rodolfo Girardello a nome dello spesso Generale. Il 30 ott. 1982 il Definitorio Generale emise il decreto di erezione della nuova casa. L’inaugurazione avvenne il 14 dicembre 1982, festa di San Giovanni della Croce, con una solenne concelebrazione presieduta dallo stesso superiore provinciale, P. Parteciparono, oltre al nuovo Priore, P. Alessandro Paolini, ed ai Padri della comunità (P.Lorenzo Menechini, P. Raffaele Amendolagine e P.Ugo Serafini), P.Enrico Gemma, P.Stanislao Raponi, P.Mauro Paniccia, P.Agostino Agostini, P.Bernardino Ronconi, P.Stefano Guernelli, P.Marco Capogrossi, P.Filippo Maini, P.Paolino Caruso, P.Ennio Laudazi, P.Giuseppe Troncia e P.Michele Masella che aveva collaborato ai lavori di ristrutturazione. Non mancò Mons. Brandano, mentre il Vescovo aveva già celebrato col Provinciale il 10 maggio precedente, quando era stata aperta una ca****la provvisoria, prima dei lavori di sopraelevazione. Gli impegni della nuova comunità, accordati con la Diocesi, oltre naturalmente al servizio spirituale per le nostre monache, furono quelli dell’assistenza quotidiana alla chiesa del Santissimo Sacramento (chiamata dell'Adorazione). Inoltre si sarebbe provveduto alla promozione di vita spirituale per i fedeli con la presentazione del carisma carmelitano in incontri-scuola di preghiera, come pure si offriva la disponibilità per il clero e le comunità religiose con predicazione di ritiri ed esercizi spirituali. Appena possibile ci si sarebbe resi disponibili anche all’insegnamento nell’Istituto diocesano di scienze religiose. La fondazione nell’ambito dell’Ordine fu soprattutto finalizzata alla promozione vocazionale, tanto che presto furono ospitati diversi giovani che in seguito tentarono di condividerne la vita. Il Priore, P. Alessandro Poalini (def. 1996), noto specialista nella vita spirituale, offrì la sua competenza in illuminate conferenze tenute sia nella Casa di Via Tirino, come nella medesima chiesa del Santissimo Sacramento. P. Lorenzo Menechini (def. 1999) fu ricercato direttore spirituale e predicatore per religiose e laiche (ciccare su “pubblicazioni”). Bonifacio Bottoni (def. 1988), che lo sostituì per qualche anno, continuò soprattutto nell’ascolto delle confessioni. Ugo Serafini (def. 1993) fu prezioso con il suo andare in bicicletta per il servizio umile e nascosto in favore della comunità. Venne presto anche P. Stanislao Raponi che, insieme a P. Raffaele, aiutò le Parrocchie di Santo Stefano, Santa Filomena e Santa Caterina sia nella celebrazione delle Messe festive, come nelle confessioni e in incontri per la gioventù. Nel 1988 fu cambiata quasi completamente la comunità. Venne come Priore P. Basilio Visca, insieme a P. Michele Masella e a P. Valerio Eramo, rimanendo del vecchio gruppo solo P. Stanislao Raponi. Per l'occasione fu incrementato l’insegnamento all’Istituto diocesano di scienze religiose e si abbandonò il "rigore" voluto all'inizio (TV ecc...). Quando per decisione del visitatore generale, P.Bruno Zomparelli, si qualificò questa casa come sede di una comunità vocazionale della Provincia, si dovettero fare alcune scelte, con il tempo non apparse felici...
La nuova programmazione spinse a rinunciare all’assistenza nella chiesa del Santissimo Sacramento e stabilì di intraprendere un più intenso apostolato a beneficio delle parrocchie, con lo scopo di incontrare ragazzi e giovani per la promozione vocazionale. Seguì la presenza di P. Paolo Goffredo, che, rimasto solo per qualche anno, esercitò il suo apostolato soprattutto nell’assistenza ai malati in due ospedali della città. Unico vantaggio il doppio stipendio che gli permise di intraprendere diversi lavori di ristrutturazione sia nella casa che nel terreno. Sopraggiunti P. Luigi Graziosi prima e di P. Innocenzo Visca, dopo, si tentò di ricreare con P. Paolo, una piccola comunità (in due...), disponibile alle richieste dei parroci della città, ma l'attività vocazionale fu abbandonata. Nel 2002, diventato superiore padre Stanislao Raponi, già conventuale nei primi anni, si tentò di nuovo di creare la comunità. Innocenzo Visca non se la sentì di rimanere. Paolo fu trsferito in altro convento. Il superiore restò custode della casa. Dopo un tentativo di furto, gli ultimi giorni dell'anno, arrivò a dare una mano almeno come presenza padre Raffaele. Si riprese la cura del nostro Monastero (confessioni, formazione e ritiri) che era stato abbandonato, con piccole puntate di aiuto a qualche parrocchia. Nel triennio seguente (2005 - 2008) finalmente si è potuta ricostituire una comunità. Raffaele ha sostituito P. Stanislao e sono venuti P. Pierpaolo, P. Giorgio e poco dopo anche Padre Valerio. Come comunità è stata presa la vicecura della Parrocchia di San Gabriele per Messe e confessioni. Oltre all'assitenza più assidua alle nostre monache, P. Giorgio ha porttato avanti un programma vocazionale con puntate anche fuori Pescara. Nel 2006 si è resa abitabile la mansarda alzandola di un metro. Molta attenzione e diposonibilità da parte di tutti è stata programmata la direzione spirituale.