Marco Di Giorgio

Marco Di Giorgio Dormivo. Sognavo che la vita era gioia. Mi svegliai e vidi che la vita era servizio. Servii e mi accorsi che il servizio era gioia. (Tagore)

02/06/2026

Vincenzo , alle 18, sarà a per un incontro in piazzale Collenuccio.
La partecipazione è libera e gratuita.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di celebrazioni dedicate agli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi.

Un momento di dialogo aperto alla cittadinanza sui valori che ancora oggi rendono attuale il suo messaggio.
Un messaggio che trova nella testimonianza di San Francesco un riferimento ancora attuale e capace di parlare alle nuove generazioni.

Ospite d’eccezione dell’incontro sarà monsignor Vincenzo Paglia, tra i fondatori della Comunità di Sant’Egidio, una delle figure più autorevoli del panorama ecclesiale e culturale italiano, da anni impegnato nella promozione del dialogo, della pace e della fraternità tra i popoli.

"Pesaro è una città che promuove il dialogo, la cultura e l’attenzione alla persona. La presenza di monsignor Paglia rappresenta un’importante occasione di confronto su temi di grande attualità, che riguardano il valore delle relazioni umane, della solidarietà e della costruzione di comunità sempre più inclusive e coese. Attraverso la figura di San Francesco vogliamo offrire alla cittadinanza un momento di riflessione aperto e condiviso sui principi della fraternità e soprattutto della pace, in un momento in cui prevale l’idea che la guerra possa risolvere i problemi che attanagliano il mondo."

02/06/2026

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, Zuppi, ha indirizzato una lettera intensa al capo dello Stato, Sergio Mattarella, esprimendo profonda gratitudine, affetto e responsabilità condivisa, per il giorno storico dell'80esimo giorno della festa della repubblica del 2 giungo, che, scrive, “Non può essere solo memoria: deve diventare promessa. Non basta celebrare ciò che abbiamo ricevuto; occorre rinvigorirlo, preservarlo e mantenerlo vivo, con lo stesso spirito che apre al futuro". E proprio per guardare al futuro, il cardinale Matteo Maria Zuppi ripercorre quelle che sono le radici storiche della democrazia italiana: “La Repubblica è nata attraversando la sofferenza, riconquistando la libertà e rifiutando ogni forma di fascismo, con una speranza più forte della paura. È nata dal desiderio di non essere più gli uni contro gli altri, ma cittadini insieme”. Un percorso faticoso fatto da donne e uomini che, dopo la guerra, hanno scelto di ricominciare insieme, ricostruire quando tutto sembrava distrutto, e culminato nella stesura della Costituzione. Zuppi cita esplicitamente l'articolo 54 della Carta, richiamando il dovere di fedeltà alla Repubblica e l'obbligo, per chi esercita funzioni pubbliche, di adempierle “con disciplina e onore” per il bene di tutti. Un passaggio centrale del messaggio è dedicato al rapporto tra la Chiesa e lo Stato italiano, regolato dall'articolo 1 del Concordato. Il presidente della CEI ribadisce la volontà della Chiesa di continuare a cooperare nel pieno rispetto della libertà religiosa e dei valori democratici e ringrazia Mattarella per aver riconosciuto, durante la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici a Trieste, il contributo storico e, appunto, sociale, dell’intera comunità cattolica alla coesione nazionale.

24/05/2026
21/05/2026

RISVEGLIO!?
Buongiorno, e buon risveglio, a chi improvvisamente pare sconvolto dalle pratiche dell'amato alleato sionista.
Buongiorno, e buon risveglio, a chi evidentemente se ne è stato in letargo per anni.
Mica erano stati sufficienti gli innumerevoli video di bambini massacrati, dei tiri al bersaglio su civili inermi o delle tende incendiate per bruciare vivi gli occupanti; mica avevano smosso le loro coscienze le immagini di detenuti nudi e bendati o quelle dei soldati che si facevano beffe di loro; pure i video degli stupri sui prigionieri o le testimonianze delle centinaia di cadaveri restituiti privi di organi li avevano fatti trasalire minimamente.
Potrei continuare all'infinito ma sarebbe inutile, perchè per certi soggetti tutto questo era legittima difesa o, in ogni caso, non interessante. Insomma, per loro, ai palestinesi si poteva fare qualsiasi cosa che niente al mondo li avrebbe distratti dal cocktail o dalla tintarella in spiaggia.
Buongiorno anche alle nostre massime istituzioni, le quali ora "si stupiscono", "chiedono spiegazioni" e il rilascio dei prigionieri, un minimo e momentaneo barlume di dignità con l'unico evidente scopo di non perdere consensi o qualche elezione. Di tranciare ogni rapporto economico e commerciale con uno stato terrorista, ovviamente, non se ne parla.
Quel che è peggio, però, è la palese consapevolezza che Israele non sia un'eccezione del nostro mondo occidentale ma, al contrario, lo specchio perfetto del degrado morale imperante. Certo, loro usano modi brutali e primitivi che talvolta possono solleticare pure le nostre sopite e assuefatte coscienze, come ad esempio i video sul trattamento ai membri della Flotilla, ma i sionisti impersonificano alla perfezione la chiara direzione presa dell'Occidente: razzismo dilagante, nessun rispetto per la dignità umana, supremazia del dio denaro su esseri umani che spesso non sono ritenuti neppure tali, militarizzazione sociale, individualismo estremo, violenza totalmente impunita, diritto internazionale che vale "fino a un certo punto" o solo se ci fa comodo.
L'Israelizzazione attorno a noi è palese, il nostro mondo ne è talmente impregnato che quasi nessun leader occidentale osa balbettare nulla a difesa dei propri cittadini, tranne qualche timidissima voce di dissenso che subito viene ritrattata per terrore di ritorsioni, anche se questi sono sequestrati in acque internazionali, vittime di pirateria o presi di mira intenzionalmente. E, lo ripeto, ciò può solo far immaginare cosa venga riservato a chi è considerato "gentile" dalla razza superiore ed è nato nelle terre considerate altrui per diritto divino, oltre a tutto ciò di cui già sappiamo e che solo chi era in letargo fingeva di ignorare.
Che fare, ora? Non è facile, ma probabilmente bisognerebbe cingere d'assedio le nostre istituzioni, sia nazionali che europee, chiedendo incessantemente la fine di ogni relazione con uno Stato terrorista e far dimettere la totalità dei soggetti che hanno permesso, favorito o tollerato tutto ciò che di ignobile è stato commesso fino ad adesso. Probabilmente è pura utopia ma credo che tutti abbiano compreso che le istituzioni nazionali ed europee allo stato attuale siano assolutamente imbarazzanti e vergognose, se non proprio completamente inutili e certamente asservite ai loro padroni stranieri.

Indirizzo

Pesaro

Telefono

+393355650241

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Marco Di Giorgio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi