Marco Di Giorgio

Marco Di Giorgio Dormivo. Sognavo che la vita era gioia. Mi svegliai e vidi che la vita era servizio. Servii e mi accorsi che il servizio era gioia. (Tagore)

24/06/2026
22/06/2026

Teofilo III, Patriarca di Gerusalemme e di tutta la Palestina e Giordania, e il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di , sono giunti oggi a per una nuova visita pastorale. Lo rende noto il Patriarcato Latino di Gerusalemme in un comunicato, precisando che le due autorità religiose sono accompagnate da Josef D. Blotz, Gran Ospedaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta, insieme a rappresentanti di Malteser International.

La visita, si precisa, vuole esprime la responsabilità pastorale delle Chiese di Gerusalemme verso le Chiese locali e verso l'intera popolazione di Gaza, dove le famiglie continuano a sopportare gravi sofferenze umanitarie, paura, perdite e incertezza. La presenza del Patriarca Teofilo III e del Cardinale Pizzaballa porta la preghiera di Gerusalemme ai fedeli feriti di Gaza e a tutti coloro che soffrono, in un ministero di consolazione, misericordia e incrollabile testimonianza cristiana radicata nel Vangelo e nella sacra vocazione della Città Santa.

Durante la visita, Pizzaballa e Teofilo incontreranno il clero, le comunità religiose, le famiglie cristiane locali e le persone colpite dalla persistente crisi umanitaria. Attraverso la preghiera, l'incontro personale e la presenza pastorale, cercheranno di offrire forza spirituale, conforto e speranza in mezzo a tanta sofferenza.

La partecipazione del Gran Ospedaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta e dei rappresentanti di Malteser International riflette il costante impegno del servizio umanitario di ispirazione religiosa nell'assistenza sanitaria, negli interventi di soccorso e nella tutela della dignità umana a Gaza.

18/06/2026

The Greek Orthodox Patriarchate of Jerusalem has strongly condemned what it describes as the illegal seizure of Church-owned land in the Silwan area of East Jerusalem.

According to the Patriarchate, Israeli authorities entered the property, removed Church representatives, confiscated equipment, uprooted trees, and fenced off land that legally belongs to the Patriarchate and is located near the historic Monastery of Saint Onuphrius. The Church argues that the municipal order used to justify the operation had already expired and therefore provided no legal basis for the action.

The Patriarchate warned that the incident threatens not only Church property rights but also the religious, historical, and cultural heritage of Jerusalem. Church leaders have increasingly raised concerns over pressure on Christian communities and sacred sites throughout the Holy Land, calling on the international community to protect Christian heritage and uphold religious freedom.

For many Orthodox Christians, the case is another reminder of the ongoing challenges facing the ancient Christian presence in Jerusalem, a city that has been at the heart of Christianity for nearly two thousand years.

16/06/2026
14/06/2026
14/06/2026

IL 7 OTTOBRE? NE AVEVATE BISOGNO PER FARE TUTTO QUESTO

Taybeh un villaggio palestinese della Cisgiordania occupata. È un luogo caro ai cristiani. Nei Vangeli c’è scritto che Efraim (l’attuale Taybeh) fu il villaggio scelto da Gesù per ritirarsi con i suoi discepoli in quanto, dopo la risurrezione di Lazzaro, i sommi sacerdoti e i farisei avevano deciso di ucciderlo.
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Nel Vangelo di Giovanni c’è scritto: “Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché essi potessero prenderlo”.

Taybeh è oggi un villaggio interamente cristiano. Ebbene, nelle ultime ore i coloni sionisti lo hanno attaccato ancora una volta.

“Diversi giovani di Taybeh sono stati ostacolati e aggrediti dai coloni mentre aiutavano alcuni residenti locali a spegnere un vasto incendio appiccato deliberatamente nei pressi di Jabal Al-Masis e divampato fin sopra le colline. Molte persone hanno subito violenze fisiche e percosse, alcuni veicoli sono stati danneggiati, beni personali sono stati rubati e sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco in tre diverse occasioni, mettendo così in pericolo la vita dei civili”. Questo l’ha appena raccontato padre Bashar Fawadleh, il parroco di Taybeh.

E ancora: “Questo episodio si inserisce in un più ampio contesto di violenze e intimidazioni che continua a minacciare la sicurezza e il benessere degli abitanti di Taybeh”.

Il parroco ha chiesto alla Comunità internazionale e alle Chiese di tutto il mondo di intervenire affinché venga messa fine alle violenze.

Campi incendiati, molotov contro le case, furti (i coloni israeliani sono oltretutto ladri indecenti) e violenze sugli abitanti. I coloni israeliani fanno tutto questo e lo fanno con il sostegno dell’IDF e del governo israeliano.

Alessandro Di Battista

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