Ofs Pesaro Cappuccini

Ofs Pesaro Cappuccini dal Vangelo alla vita, dalla vita al Vangelo

“L’Ordine Francescano Secolare rappresenta la più antica forma di organizzazione di laici che, sotto la guida della Chiesa, fraternamente uniti, ed ispirandosi al carisma di san Francesco, si impegnano a testimoniare con la vita il Vangelo, dedicandosi all’apostolato secondo le forme richieste nelle condizioni proprie dello stato laicale. Chiamati a vivere nel secolo ma spinti dallo Spirito Santo

a raggiungere la perfezione della ca**tà, sul modello di vita del serafico Poverello di Assisi, voi operate nel mondo a guisa di fermento, ripieni di spirito cristiano, consapevoli di dover camminare generosamente nella vita della santità”

[Giovanni Paolo II – Roma, 11 novembre 1989]

buongiorno☀️pace e bene🤎
30/05/2026

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pace e bene 🤎
29/05/2026

pace e bene 🤎

fraternità... 🤎💖🥰
28/05/2026

fraternità... 🤎💖🥰

28 maggio 2026
"Per "giocarsi la vita" si ha bisogno dei fratelli. Da soli non è dato fare alcun passo significativo in nessuna direzione"
(Marco Emanuele Schiatti)


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Santa Maria, Vergine della notte, noi t'imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore, e irrompe la prova, e sibi...
22/05/2026

Santa Maria,
Vergine della notte, noi t'imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore, e irrompe la prova, e sibila il vento della disperazione, e sovrastano sulla nostra esistenza il cielo nero degli affanni o il freddo delle delusioni, o l'ala severa della morte. Liberaci dai brividi delle tenebre. Nell'ora del nostro Calvario, tu, che hai sperimentato l'eclisse del sole, stendi il tuo manto su di noi, sicché, fasciati dal tuo respiro, ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà. Alleggerisci con carezze di madre la sofferenza dei malati. Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo. Spegni i focolai di nostalgia nel cuore dei naviganti, e offri loro la spalla perché vi poggino il capo. Preserva da ogni male i nostri cari che faticano in terre lontane e conforta, col baleno struggente degli occhi, chi ha perso la fiducia nella vita. Ripeti ancora oggi la canzone del Magnifìcat, e annuncia straripamenti di giustizia a tutti gli oppressi della terra. Non ci lasciare soli nella notte a salmodiare le nostre paure. Anzi, se nei momenti dell'oscurità ti metterai vicino a noi e ci sussurrerai che anche tu, Vergine dell'avvento, stai aspettando la luce, le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto. E sveglieremo insieme l'aurora. Così sia.
Don Tonino Bello

Santa Maria, Vergine della sera, Madre dell'ora in cui si fa ritorno a casa, e si assapora la gioia di sentirsi accolti ...
18/05/2026

Santa Maria,
Vergine della sera, Madre dell'ora in cui si fa ritorno a casa, e si assapora la gioia di sentirsi accolti da qualcuno, e si vive la letizia indicibile di sedersi a cena con gli altri, facci il regalo della comunione. Te lo chiediamo per la nostra Chiesa, che non sembra estranea neanch'essa alle lusinghe della frammentazione, del parrocchialismo, e della chiusura nei perimetri segnati dall'ombra del campanile. Te lo chiediamo per la nostra città, che spesso lo spirito di parte riduce così tanto a terra contesa, che a volte sembra diventata terra di nessuno. Te lo chiediamo per le nostre famiglie, perché il dialogo, l'amore crocifisso, e la fruizione serena degli affetti domestici, le rendano luogo privilegiato di crescita cristiana e civile. Te lo chiediamo per tutti noi, perché, lontani dalle scomuniche dell'egoismo e dell'isolamento, possiamo stare sempre dalla parte della vita, là dove essa nasce, cresce e muore. Te lo chiediamo per il mondo intero, perché la solidarietà tra i popoli non sia vissuta più come uno dei tanti impegni morali, ma venga riscoperta come l'unico imperativo etico su cui fondare l'umana convivenza. E i poveri possano assidersi, con pari dignità, alla mensa di tutti. E la pace diventi traguardo dei nostri impegni quotidiani.

Santa Maria, Vergine del meriggio, donaci l'ebbrezza della luce. Stiamo fin troppo sperimentando lo spegnersi delle nost...
15/05/2026

Santa Maria,
Vergine del meriggio, donaci l'ebbrezza della luce.
Stiamo fin troppo sperimentando lo spegnersi delle nostre lanterne, e il declinare delle ideologie di potenza, e l'allungarsi delle ombre crepuscolari sugli angusti sentieri della terra, per non sentire la nostalgia del sole meridiano. Strappaci dalla desolazione dello smarrimento e ispiraci l'umiltà della ricerca. Abbevera la nostra arsura di grazia nel cavo della tua mano. Riportaci alla fede che un'altra Madre, povera e buona come te, ci ha trasmesso quando eravamo bambini, e che forse un giorno abbiamo in parte svenduto per una miserabile porzione di lenticchie. Tu, mendicante dello Spirito, riempi le nostre anfore di olio destinato a bruciare dinanzi a Dio: ne abbiamo già fatto ardere troppo davanti agli idoli del deserto. Facci capaci di abbandoni sovrumani in Lui. Tempera le nostre superbie carnali. Fa' che la luce della fede, anche quando assume accenti di denuncia profetica, non ci renda arroganti o presuntuosi, ma ci doni il gaudio della tolleranza e della comprensione. Soprattutto, però, liberaci dalla tragedia che il nostro credere in Dio rimanga estraneo alle scelte concrete di ogni momento sia pubbliche che private, e corra il rischio di non diventare mai carne e sangue sull' altare della ferialità.
Don Tonino Bello

Santa Maria, Vergine del mattino, donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell' aurora, le speranze del gio...
11/05/2026

Santa Maria,
Vergine del mattino,
donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell' aurora, le speranze del giorno nuovo. Ispiraci parole di coraggio. Non farci tremare la voce quando, a dispetto di tante cattiverie e di tanti peccati che invecchiano il mondo, osiamo annunciare che verranno tempi migliori. Non permettere che sulle nostre labbra il lamento prevalga mai sullo stupore, che lo sconforto sovrasti l'operosità, che lo scetticismo schiacci l'entusiasmo, e che la pesantezza del passato ci impedisca di far credito sul futuro.
Aiutaci a scommettere con più audacia sui giovani, e preservaci dalla tentazione di blandirli con la furbizia di sterili parole, consapevoli che solo dalle nostre scelte di autenticità e di coerenza essi saranno disposti ancora a lasciarsi sedurre. Moltiplica le nostre energie perché sappiamo investirle nell'unico affare ancora redditizio sul mercato della civiltà: la prevenzione delle nuove generazioni dai mali atroci che oggi rendono corto il respiro della terra. Da' alle nostre voci la cadenza degli alleluia pasquali. Intridi di sogni le sabbie del nostro realismo. Rendici cultori delle calde utopie dalle cui feritoie sanguina la speranza sul mondo. Aiutaci a comprendere che additare le gemme che spuntano sui rami vale più che piangere sulle foglie che cadono. E infondici la sicurezza di chi già vede l'oriente incendiarsi ai primi raggi del sole.
Don Tonino Bello

Santa Maria,Madre tenera e forte,nostra compagna di viaggio sulle strade della vita,ogni volta che contempliamole cose g...
08/05/2026

Santa Maria,
Madre tenera e forte,
nostra compagna di viaggio sulle strade della vita,
ogni volta che contempliamo
le cose grandi che l’Onnipotente ha fatto in te,
proviamo una così viva malinconia per le nostre lentezze,
che sentiamo il bisogno di allungare il passo
per camminarti vicino.
Asseconda, pertanto, il nostro desiderio di prenderti per mano,
e accelera le nostre cadenze di camminatori un po’ stanchi.
Divenuti anche noi pellegrini nella fede,
non solo cercheremo il volto del Signore,
ma, contemplandoti quale icona della sollecitudine umana
verso coloro che si trovano nel bisogno,
raggiungeremo in fretta la “città”
recandole gli stessi frutti di gioia
che tu portasti un giorno a Elisabetta lontana.
Don Tonino Bello

07/05/2026
Il Venerabile Servo di Dio Gianfranco Maria Chiti nacque il 6 maggio 1921 a Gignese, vicino Novara (Italia). Nel 1926, i...
06/05/2026

Il Venerabile Servo di Dio Gianfranco Maria Chiti nacque il 6 maggio 1921 a Gignese, vicino Novara (Italia). Nel 1926, insieme alla famiglia si trasferì a Pesaro perché il padre era stato chiamato ad insegnare violino al Conservatorio. Fin da ragazzo cominciò a frequentare i Cappuccini e, attratto dalla vita e dalla spiritualità francescana, entrò nel Terz’Ordine Francescano Secolare. Si iscrisse anche alla Conferenza di San Vincenzo per poter aiutare i poveri.

A 15 anni, entrò nella Scuola Militare di Milano e completò gli studi superiori come allievo ufficiale nella Scuola Militare di Roma. Il 6 maggio 1938 si arruolò come volontario. Nel 1939 entrò come Allievo nella Regia Accademia di Fanteria e Cavalleria di Modena e ne uscì nel 1941 con il grado di Sottotenente. Destinato al 3° Reggimento Granatieri di Sardegna, nel 1942 fu inviato al fronte sloveno-croato e, successivamente, si offrì volontario per il fronte russo, partecipando alla battaglia del Don, dove fu ferito e subì il congelamento delle gambe, affrontando con i suoi soldati la drammatica ritirata di Russia.

Nel contesto dei tragici eventi bellici e politici seguiti all’8 settembre 1943, pur non condividendo l’ideologia fascista, aderì alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) credendo che fosse la scelta migliore per il bene della Patria, ma seppe prodigarsi per mettere in salvo ebrei e partigiani. Il 5 maggio 1945 fu arrestato dagli Alleati a Baldissero Canavese, presso Ivrea, e fu condotto alle carceri “Le Nuove” di Torino. Fu liberato il 20 dicembre 1945.
Deferito alla Commissione Epurazione Personale Militare per la sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana e riconosciuto il suo comportamento leale, fu reintegrato nell’Esercito. Nel 1947 prestò giuramento alla Repubblica Italiana e, l’anno successivo, fu assegnato al primo Reggimento Granatieri di Sardegna a Roma, ricevendo il grado di Capitano. Nel 1950 si offrì volontario per la missione militare italiana in Somalia e vi rimase fino al 1954.

Dopo il rientro in Italia, proseguì la sua carriera, distinguendosi fra i militari per la rettitudine e per il coraggio con cui testimoniava la sua fede. Dopo essere stato promosso Maggiore, nel 1960, Colonnello, nel 1971 e, infine, Generale di Brigata, nel 1978, andò in pensione.

Mostrandosi sempre più chiaro in lui il progetto di entrare tra i Frati Minori Cappuccini, fu accolto come Postulante nel Convento di Rieti e iniziò un percorso formativo personalizzato che teneva conto della sua età e della sua maturità spirituale. Terminato il Noviziato, emise la professione temporanea dei voti il 1° novembre 1979 e quella perpetua il 2 agosto 1982. Fu ordinato presbitero a Rieti 12 settembre 1982. Per la sua profonda spiritualità e le grandi qualità umane venne nominato vicemaestro dei novizi. Fu padre spirituale del noviziato dal 1983 al 1985. Il 23 maggio 1990 divenne padre spirituale dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna.

Nel 1990 i Superiori gli affidarono l’incarico di restaurare il Convento di Orvieto che versava in un grave stato di abbandono. Ricorrendo a generosi benefattori che erano affascinati dalla sua vita esemplare di frate e di sacerdote, mise mano all’opera che gli era stata affidata e, in tempi relativamente brevi, fece del convento di Orvieto un luogo accogliente e un punto di riferimento per chiunque cercasse quiete e raccoglimento. Nel novembre del 1991 ricevette l’ufficio di vicario parrocchiale di Ciconia, vicino Orvieto.

Morì il 20 novembre 2004 nell’Ospedale Militare del Celio a Roma (Italia), in seguito ad un incidente automobilistico.

Nelle varie tappe della vita, il Venerabile Servo di Dio ricercò costantemente la volontà di Dio, unito all’impegno di coerenza evangelica. Uomo di grande fede, coltivò una profonda devozione mariana ed eucaristica. Ovunque andava come militare faceva collocare una statua o un quadro della Madonna e destinava luoghi appositi per la recita del rosario. La fede vissuta con radicalità e coerenza umanizzò la sua vita in ogni ambito e fu una bussola sicura anche nei momenti più difficili. Nel suo servizio militare, pur conscio di aver agito nel compimento del proprio dovere di soldato, avvertì un turbamento di coscienza che lo accompagnò per tutta la vita. Sui campi di battaglia si adoperò generosamente nel compimento di atti di ca**tà a difesa della vita umana, dimostrò rispetto per il nemico e benevolenza verso i perseguitati politici. La sua personalità fu caratterizzata da lealtà e coraggio evangelico.

Con i soldati era amorevole e aperto al perdono. Nei luoghi di guerra piangeva di fronte ai militari morti e pregava il Signore che fosse preso lui al posto dei suoi commilitoni. Poi, da religioso cappuccino, fu benvoluto dalla gente che venne a conoscenza della sua vita austera e sempre disponibile.

La scelta di aderire alla Repubblica di Salò non fu determinata dalla condivisione dell’ideologia fascista, quanto piuttosto dal dovere morale di rispettare il giuramento di fedeltà alla Patria. Anche il quel contesto, si adoperò per salvare vite umane, comprese quelle di ebrei e partigiani. Nei luoghi in cui operò fu un autentico evangelizzatore. Per i meriti conseguiti e le sue capacità ricevette numerose onorificenze civili e militari, tra cui il titolo onorifico di Generale di Divisione quando già era frate e sacerdote.

Sia da militare che da religioso perseguì l’ideale francescano di povertà e umiltà e fu animato da spirito di servizio rivolto soprattutto agli ultimi. Il passaggio dalla vita militare a quella religiosa non fu per lui traumatico poiché entrambe caratterizzate dal porsi al servizio di quanti lo necessitavano. Il sacerdozio fu per lui il culmine di un cammino di fede costante e in continua crescita. Abituato alla disciplina e al rigore militare, fu fedele alla regola dell’Ordine Francescano e obbediente ai Superiori. Il grande zelo per la salvezza delle anime lo portò a non risparmiarsi nel ministero pastorale.

La fama di santità del Chiti già presente in vita, risulta diffusa e persistente, accompagnata da fama signorum.

Indirizzo

Via Cardinal Massaia N 1. PESARO
Pesaro
61122

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