Basilica Di San Pietro Pg

Basilica Di San Pietro Pg Tesoro Benedettino nel cuore di Perugia
1000 anni di fede, arte e liturgia. Visite guidate ed eventi culturali,
celebrazione matrimoni

Luoghi del Silenzio – Camporeggiano La visita al monastero di Camporeggiano è stata un’immersione concreta in una forma ...
22/06/2026

Luoghi del Silenzio – Camporeggiano

La visita al monastero di Camporeggiano è stata un’immersione concreta in una forma di vita che continua a interrogare il nostro tempo attraverso il linguaggio discreto del silenzio, della preghiera e della comunione.

Accolti con grande cordialità dalle monache di Betlemme, abbiamo avuto accesso agli spazi della clausura, percorrendo in silenzio luoghi che custodiscono una tradizione contemplativa secolare: la chiesa, il chiostro, le celle monastiche e gli ambienti della vita quotidiana.

Le testimonianze delle monache hanno offerto uno sguardo diretto sulla loro vocazione, mostrando come la ricerca di Dio non sia fuga dal mondo, ma una forma radicale di presenza al mistero dell’esistenza. Particolarmente significativa è stata anche la scoperta del loro lavoro artistico, espressione di una contemplazione che si traduce in bellezza e creatività.

La giornata è stata arricchita da momenti di fraternità condivisa, dall’accoglienza attenta della comunità, dalla possibilità delle confessioni e dalla partecipazione, per alcuni, alla Lectio Divina vissuta insieme alle monache.

A conclusione del percorso, le testimonianze dell’intera comunità e la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Gubbio, Mons. Luciano Paolucci Bedini, hanno raccolto e orientato verso il loro centro tutti i momenti vissuti durante la giornata.

Ciò che rimane è soprattutto l’esperienza di una comunione che trova la sua sorgente nel mistero della Trinità: un richiamo prezioso, nel cuore di una cultura spesso frammentata e rumorosa, alla possibilità di una vita unificata dall’ascolto, dalla preghiera e dalla relazione autentica con Dio e con gli altri.

21/06/2026

Commento al Vangelo della XII Domenica del Tempo Ordinario.

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - Anno AA volte non siamo dominati dal male, ma dalla paura.Paura di essere fragili. Pa...
21/06/2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - Anno A

A volte non siamo dominati dal male, ma dalla paura.

Paura di essere fragili. Paura di non valere abbastanza. Paura che qualcuno scopra ciò che tentiamo di nascondere: una debolezza, un fallimento, una tristezza, un difetto, un peccato.

Per questo costruiamo corazze: la forma fisica, il ruolo sociale, l’immagine impeccabile, il benessere esibito. Mostriamo forza, ma spesso dentro siamo attraversati da insicurezza.

La paura, però, non resta mai neutra. Diventa rabbia, giudizio, confronto, invidia, gelosia. L’altro diventa una minaccia, perché ci ricorda ciò che non accettiamo di noi stessi. E così la paura genera solitudine, muri, distanza. Una vera cultura di morte.

Nel Vangelo Gesù ripete tre volte: “Non abbiate paura”.

Non lo dice perché la vita sia facile. Lo dice perché il Padre conosce tutto di noi. Anche ciò che noi nascondiamo. Anche ciò che ci umilia. Anche le nostre cadute.

Dio non illumina le nostre tenebre per condannarci, ma per liberarci. La sua luce non è uno scandaglio impietoso: è una luce che guarisce.

Gesù dice che valiamo più di molti passeri e che perfino i capelli del nostro capo sono contati. Nulla di noi è insignificante. Nulla è perduto. Nemmeno ciò che noi giudichiamo fallimento può cadere fuori dalle mani di Dio.

La vera paura, allora, non è essere fragili. Non è cadere. Non è essere scoperti nella nostra povertà.

La vera paura è restare soli, lontani da Dio, chiusi alla sua misericordia.

Cristo non ci salva perché siamo forti. Ci salva proprio dove smettiamo di fingere di esserlo.

La domanda è semplice e decisiva: stiamo vivendo per nascondere le nostre debolezze o per lasciarle illuminare dall’amore di Dio?

17/06/2026
07/06/2026

Commento al Vangelo della Solennità della Santissima Trinità.

07/06/2026

Commento al Vangelo della solennità del Corpus Domini.

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - ANNO AChe cosa stai mangiando per vivere?Tutti abbiamo fame. Non solo di cibo, ma ...
06/06/2026

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - ANNO A

Che cosa stai mangiando per vivere?

Tutti abbiamo fame. Non solo di cibo, ma di sicurezza, di amore, di pace, di senso. Eppure spesso cerchiamo di saziare questa fame con ciò che non può nutrirci davvero.

C’è chi si rifugia nel cibo, chi nel lavoro, chi nel divertimento, chi nell’approvazione degli altri. C’è chi si lascia consumare dalle preoccupazioni, dall’ansia, dal risentimento. Sono tutti tentativi di riempire un vuoto che continua a riaffacciarsi.

Il problema non è avere fame. Il problema è ciò di cui ci nutriamo.

Gesù, nella solennità del Corpus Domini, compie un’affermazione sorprendente: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo» (Gv 6,51).

Non dice semplicemente di portare un messaggio o un insegnamento. Dice di essere lui stesso il nutrimento di cui abbiamo bisogno. Perché ci sono cibi che saziano per un momento e poi lasciano ancora più affamati, e c’è un Pane che comunica la vita stessa di Dio.

Per questo Gesù aggiunge: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna» (Gv 6,54).

L’Eucaristia non è un simbolo qualsiasi. È il gesto concreto con cui Cristo desidera unirsi alla nostra vita. Come il cibo diventa parte di noi, così lui vuole entrare nella nostra storia, nelle nostre fragilità, nelle nostre ferite, per trasformarle dall’interno.

Spesso pensiamo che la nostra vita sia troppo povera, troppo confusa, troppo lontana da Dio. In fondo è la stessa obiezione dei Giudei: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Eppure il Vangelo ci dice proprio questo: Dio non aspetta che diventiamo perfetti per donarci se stesso. Si dona perché possiamo vivere della sua stessa vita.

L’Eucaristia è il pane dei pellegrini, la forza dei deboli, il sostegno di chi è in cammino. È il luogo in cui la nostra storia si impasta con quella di Cristo.

La domanda allora non è se abbiamo fame. Tutti abbiamo fame.

La domanda è: da quale pane stiamo cercando la nostra sicurezza? Da quello che riempie per un momento e poi lascia più vuoti di prima, oppure da quel Pane vivo che solo può saziare il desiderio più profondo del nostro cuore?

Ultimo incontro di "RivelArti". Vi aspettiamo Domenica 7 Giugno alle ore 17.00!
03/06/2026

Ultimo incontro di "RivelArti". Vi aspettiamo Domenica 7 Giugno alle ore 17.00!

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