Chiesa Riformata di Perugia

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01/09/2026

Nuovo Gruppo di Lettura a Perugia!

Da giovedì 17 settembre, alle ore 20:30
presso il Centro d'Ascolto HEBRON
in Corso Cavour 106

• Leggeremo ad alta voce "L'abolizione dell'uomo" di C.S. Lewis (autore de "Le cronache di Narnia")
• Seguirà una conversazione aperta

Informazioni e iscrizioni su WhatsApp al +39 351 9858783

Ti aspettiamo! 😊

Christian Church

30/08/2026

Servizio Divino di domenica 30 agosto 2026.

Lettura biblica: Luca 4:43 (leggere 4:40-44).

Soggetto: la missione di Gesù secondo la sua stessa testimonianza.

Introduzione : nei vangeli di Matteo, Marco e Luca (detti “sinottici” perché guardano “insieme” – ossia in modo simile – alla vita di Gesù) si trovano sparsi otto passi (alcuni dei quali paralleli) in cui “il Signore parla in modo diretto di se stesso e descrive la propria missione”… In questi otto passi, di solito Gesù parla in prima persona, oppure usa la terza persona facendo riferimento a se stesso come “Figlio dell’Uomo”… Ciò che unisce queste otto affermazioni del Signore è il termine tecnico “sono venuto”, che a volte – come nel caso del brano che stiamo considerando oggi – diventa “sono stato mandato” (B. B. Warfield, La persona e l’opera di Cristo, pp. 261-262)… Lo scopo delle nostre riflessioni su questi otto brani è comprendere la missione di Gesù secondo la sua stessa testimonianza…

Gesù stesso si preoccupava del modo in cui le persone ricevevano la sua testimonianza… In un’occasione, egli domandò ai suoi discepoli : “Chi dice la gente che io sia?”… Al che i discepoli risposero : “Alcuni, Giovanni il battista; altri, Elia, e altri, uno dei profeti”… Allora Gesù replicò dicendo : “E voi, chi dite che io sia?” (Marco 8:27-29)… Ecco qui la domanda più scottante per ogni uomo : chi è Gesù ? Si dicono molte cose sulla persona di Gesù e non tutte sono sbagliate… In questo caso, le opinioni della gente riportate dai discepoli non erano errate bensì incomplete, proprio perché non tenevano conto della testimonianza resa da Gesù alla propria missione… Anche noi oggi ci troviamo in una posizione analoga a quella dei discepoli : la gente crede e afferma tante cose sul conto di Gesù e non tutto ciò che si dice è sbagliato… Eppure, molti rigettano la testimonianza stessa di Gesù… E noi ? Chi è Gesù per noi ? È uno dei “g”esù delle opinioni popolari, del cinema, della letteratura, degli studiosi atei, oppure è il “G”esù che conosciamo tramite la sua stessa testimonianza ?

1. Una missione necessaria...

2. Una missione divina...

3. Una missione messianica...

Allora, chi diciamo sia Gesù ? Crediamo che egli doveva ve**re da parte di Dio per togliere il peccato col suo sacrificio e per inaugurare la nuova creazione con la sua risurrezione ? Oppure ci siamo plasmati un'immagine di Gesù secondo la testimonianza di chicchessia ?

23/08/2026

Servizio Divino di domenica 23 agosto 2026.

Lettura biblica : Salmi 66:1-19.

Soggetto : nel culto pubblico celebriamo il vero e grande esodo.

Introduzione : in via preliminare, osserviamo che il salmo 66 scandisce il ritmo dei momenti di comunione con Dio, specialmente nel culto pubblico… Prima di tutto, è un canto di ringraziamento che celebra l’opera della redenzione dall’Egitto e la liberazione dal potere di Faraone… Quindi, è un ringraziamento che scaturisce da una situazione precedente di afflizione e tormento… Ecco perché il ringraziamento è seguito dal ricordo dell’oppressione e dell’angoscia e poi, soprattutto, della libertà… Questa pratica spirituale della rievocazione favorisce l’esperienza della riviviscenza… Ancora oggi, nel fare memoria dell’esodo in occasione della Pasqua, gli ebrei ripetono queste parole: “In ogni generazione ogni figlio d’Israele deve considerare se stesso come se fosse uscito dall’Egitto; come è detto: ‘Si fa così a motivo di quello che il Signore fece per me quando uscii dall’Egitto’” [Esodo 13:8)… Quindi, vedete che pregando il salmo, l’orante rivive letteralmente l’esperienza di cui si parla… Dopo il ringraziamento, il ricordo e la riviviscenza, viene la riflessione sulle vie di Dio, che dopo l’esodo fece passare i suoi eletti “attraverso prove purificatrici” per mostrare che Dio non abbandona mai i suoi amici… Infine, abbiamo la conclusione che è una ripetizione della lode iniziale del salmo, perché la lode si addice al Signore perché le sue compassioni si rinnovano ogni mattina…

Come avremo modo di vedere meglio fra poco, questo è il ritmo “liturgico” al quale la comunità dei credenti partecipa soprattutto nel culto pubblico, quando i credenti rispondono alla chiamata all’adorazione “venite” (ripetuta due volte, vv. 4, 15)…

E allora, essendo entrati anche noi “oggi” nella casa del Signore, mentre ascoltiamo la Parola di Dio, celebriamo di vero cuore l’opera della redenzione, il grande e vero esodo, mediante il quale siamo stati liberato dal regno delle tenebre e della morte…

1. Esposizione biblica: al centro del culto pubblico vi è la redenzione...

2. Interpretazione cristologica: al centro del culto delle chiese cristiana vi è l’opera della redenzione...

3. Applicazione ecclesiologica: un’esortazione a celebrare il culto con tutto il nostro cuore...

16/08/2026

Servizio Divino di domenica 16 agosto 2026.

Lettura biblica : Salmi 65:1-13.

Soggetto : Cristo è il Dio che perdona, il Dio che governa e il Dio che cura.

Introduzione : negli ultimi sermoni ci siamo soffermasti molto sulla nostra esperienza soggettiva e interiore : il salmo 60 ci ha mostrato che dall’esperienza della sconfitta può rinascere la speranza di un nuovo inizio; il salmo 61 ci ha incoraggiati a guardare in faccia la nostra fragilità per farci guardare in alto, al luogo dove troviamo riparo e forza nella debolezza; il salmo 62 ci ha invitati alla disciplina spirituale del silenzio per far riposare l’anima nella quiete della presenza di Dio; il salmo 63 ci ha illuminati sulla spiritualità della sete e della fame; infine, il salmo 64 ci ha insegnato a curare le nostre paure con la medicina del timore di Dio…

Come osserva un commentatore, con il salmo 65 si dimenticano, quasi fossimo in un’oasi, i tormentati poemi precedenti… In particolare, il salmo 65 stimola un movimento più marcatamente “centrifugo” che mira ad allontanarci da noi stessi, insegnandoci che vivere facendo di se stessi il centro di tutto ci fa male… E questo lavoro di “decentramento” avviene prima di tutto quando – nel culto pubblico – adoriamo Dio… Lì, nella casa spirituale del Signore, alziamo gli occhi al cielo e invece di guardare a noi stessi guardiamo a Dio, che è “la realtà suprema da cui tutte le altre realtà derivano il loro significato” (G. Vos)…

Dunque, con uno spirito di preghiera, meditiamo questo salmo che ci “decentra”, facendoci guardare prima in alto e poi intorno per riempirci di meraviglia nella contemplazione del Dio che perdona, del Dio che governa e del Dio che cura…

1. Esposizione biblica: il culto d’adorazione comunitario ci decentra da noi stessi e ci guarisce dall’egocentrismo...

2. Interpretazione cristologica: il Signore nostro Gesù Cristo è il Dio che perdona, il Dio che governa e il Dio che cura...

Gesù è il Dio che perdona (Marco 2:1-12)…
Gesù è il Dio che governa (Marco 4:35-41)…
Gesù è il Dio che cura (Marco 6:30-44)…

3. Applicazione ecclesiologica: Cristo è il Dio che VI perdona personalemte, il Dio che VI governa personalmente e il Dio che VI cura personalmente...

09/08/2026

Servizio Divino di domenica 9 agosto 2026.

Lettura biblica : Salmi 63:1-11.

Soggetto : un invito a riflettere sulla “spiritualità della sete e della fame”.

Introduzione : molti ricordano le parole del Sommo Profeta e Maestro – il Signore nostro Gesù Cristo – che proclamò “beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati” (Matteo 5:6)… Il Maestro predicava come gli antichi profeti, i quali annunciavano: “Vengono i giorni – dice il Signore – in cui io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d’acqua, ma la fame e la sete di ascoltare la parola del Signore” (Amos 8:11)… È di questo che parla il salmo 63…

Il salmo comincia con un riferimento al deserto : nel deserto l’anima è messa alla prova dalla sete e dalla fame… In un’omelia del 15 agosto 1555, Calvino osserva che nella Bibbia l’esperienza del deserto “è una figura dell’esistenza umana : il deserto è uno specchio del nostro pellegrinaggio terreno, attraverso il quale dobbiamo passare fino a quando Dio non ci accoglierà nel suo riposo” (J. Calvin, Sermons on Deuteronomy, 347)… Come ci mostra il salmo 63, nel nostro pellegrinaggio nel deserto di questo mondo, lo Spirito che ha condotto Gesù nel deserto guida anche noi – e a volte nel deserto !!! – per farci trovare il vero cibo che sazia il nostro spirito, e la vera bevanda che placa la sete profonda dell’anima…

Perciò, “voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte” (Isaia 55:1)…

1. Esposizione biblica: nel profondo del nostro spirito siamo assetati e affamati dell’amore, cioè di Dio...

2. Interpretazione cristologica: il Signore Gesù Cristo è il vero cibo e la vera bevanda, ossia l’amore che andiamo cercando...

“Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete … In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda” (Giovanni 6:35, 53-55)…

3. Applicazione ecclesiologica: un’esortazione a “mangiare” e a “bere” Cristo nel deserto di questo mondo...

02/08/2026

Servizio Divino di domenica 2 agosto 2026.

Lettura biblica : Salmi 64:1-10.

Soggetto : un’esortazione a non aver paura ma a temere il Signore.

Introduzione : Nel 1921, all’età di 39 anni, Franklin Delano Roosevelt – il futuro presidente degli Stati Uniti – si ammalò di una malattia che lo rese invalido… Roosevelt zoppicava, non poteva più reggersi sulle proprie gambe e camminando doveva avere sempre qualcuno al fianco… Nonostante questo, egli affrontò il dolore con coraggio e determinazione e nel 1932 fu eletto presidente… Sprezzantemente e beffardamente, Mussolini disse di lui: “Nella storia non si è mai visto un popolo retto da un paralitico. Si sono avuti re calvi, re grossi, re belli e magari stupidi, ma mai re che per andare al gabinetto, al bagno o a tavola avessero bisogno d’essere retti da altri” :-(( Eppure, nonostante la debolezza fisica, Roosevelt fu una grande persona… Sabato 4 marzo 1933, nel vivo del terrore suscitato dalla terribile esperienza della “Grande Depressione”, tenne un discorso nel quale fece un’affermazione divenuta celebre:

"Prima di tutto, permettetemi di affermare la mia salda convinzione che l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa: quel terrore senza nome, irrazionale e ingiustificato, che paralizza gli sforzi necessari per convertire la ritirata in avanzata"…

Ciò su cui vorrei insistere è che i nemici che possono davvero abbatterci non sono tanto i contrasti con gli altri o le circostanze difficili bensì quel terrore senza nome, irrazionale e ingiustificato, che ci paralizza… Il fatto che il salmista dia sfogo alla sua paura mostra che spesso i nostri veri nemici non sono gli altri mai i nostri pensieri tossici e le nostre emozioni negative…

E allora, davanti alle fobie e agli spaventi che incontriamo – magari in certi periodi anche quotidianamente – vogliamo imparare dal salmo 64 a vincere le nostre paure curando l’anima con la medicina del timore di Dio…

1. Esposizione biblica: il salmo ci mostra il ritratto di chi prova terrore, di chi non ha paura e di chi teme il Signore...

2. Interpretazione cristologica: il Signore nostro Gesù Cristo ha curato il turbamento terrificante con la medicina del timore...

“Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura” (1 Giovanni 4:18)…

3. Applicazione ecclesiologica: un incoraggiamento a non aver paura ma a temere il Signore...

26/07/2026

Servizio Divino di domenica 26 luglio 2026.

Lettura biblica : Salmi 63:1-11.

Soggetto : un invito a riflettere sulla “spiritualità della sete e della fame”, nella quotidianità, dalla nascita del sole fino al suo tramonto.

Introduzione : molti ricordano le parole del Sommo Profeta e Maestro – il Signore nostro Gesù Cristo – che proclamò “beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati” (Matteo 5:6)… L’insegnamento del Maestro riprende la predicazione degli antichi profeti, i quali annunciarono: “Vengono i giorni – dice il Signore – in cui io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d’acqua, ma la fame e la sete di ascoltare la parola del Signore” (Amos 8:11)… È di questo che parla il salmo 63…

Il salmo comincia con un riferimento al deserto : nel deserto l’anima è messa alla prova dalla sete e dalla fame… In un’omelia del 15 agosto 1555, Calvino osserva che nella Bibbia l’esperienza del deserto “è una figura dell’esistenza umana : il deserto è uno specchio del nostro pellegrinaggio terreno, attraverso il quale dobbiamo passare fino a quando Dio non ci accoglierà nel suo riposo”… Come ci mostra il salmo 63, nel nostro pellegrinaggio nel deserto di questo mondo, lo Spirito che ha condotto Gesù nel deserto guida anche noi per farci trovare il vero cibo che sazia lo spirito umano e la vera bevanda che placa la sete profonda dell’anima…

Perciò, “voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte” (Isaia 55:1)…

1. Esposizione biblica: nel profondo del nostro spirito siamo assetati e affamati dell’amore, cioè di Dio, perché il suo amore vale più della vita stessa...

“Perché – domanda il profeta Isaia – spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia?” (Isaia 55:2)… Perché nel deserto di questo mondo (cioè nel centro commerciale globale e “domotico” che è questo mondo) vi illudete di trovare vita spendendo e consumando ? Ricordiamo le parole le parole del Signore Gesù : “Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà in vita eterna” (Giovanni 12:25)…

2. Interpretazione cristologica: il Signore Gesù Cristo è il vero cibo e la vera bevanda, ossia l’amore che andiamo cercando...

3. Applicazione ecclesiologica: un’esortazione a “mangiare” e a “bere” Cristo nel deserto di questo mondo...

19/07/2026

Servizio Divino di domenica 19 luglio 2026.

Lettura biblica : : Salmi 62:1-12.

Soggetto : esortiamo noi stessi quotidianamente a praticare il silenzio alla presenza di Dio.

Introduzione : Qualche tempo fa, all’asilo e alle elementari, le nostre maestre avevano un’arma segreta : quale ? Il “gioco del silenzio” :) E quando usavano quest’arma, quasi per miracolo, tutti gli alunni – anche i più vivaci (come me) !!! – rientravano in se stessi e si calmavano (almeno per un pochino)… Così, la maestra tirava un sospiro di sollievo e sopravviveva… Secondo alcuni pensatori, il nostro mondo globalizzato può essere paragonato a una grande scuola dove gli alunni – cioè noi – sono talmente fuori controllo per cui urge far loro trovare riposo nel silenzio…

Per esempio, il sociologo David Le Breton, nel suo libro “Sul Silenzio. Fuggire dal rumore del mondo”, afferma che “la modernità è avvento del rumore” (11), e aggiunge che, abituati come siamo alla “parola senza presenza” (14), il flusso ininterrotto di parole, musica, video e di tutto il resto “è un atto di accusa nei confronti del silenzio [e] l’eliminazione di ogni forma di interiorità” (15)… Nella comunicazione, nel senso moderno del termine, non c’è più posto per il silenzio: bisogna restare connessi, eternamente disponibili, in stato d’allerta. Se il pensiero esige pazienza e riflessione, la comunicazione, invece, è sempre caratterizzata da velocità e utilitarismo … e la parola che la moltitudine dei mezzi di comunicazione finge di liberare diviene insignificante (16)…

Come vedremo, il salmo 62 è un invito alla disciplina spirituale del silenzio, perché – come ripete il ritornello dei vv. 1 e 5 – solo in Dio trova silenzio, ossia quiete e riposo, l’anima nostra…
Perciò, preghiamo nei nostri cuori, affinché possiamo accogliere con fede e umiltà l’esortazione del profeta Geremia, che confessava: “Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza del nostro Dio” (Lamentazioni 3:26)…

1. Esposizione biblica: un’esortazione a confidare in silenzio nel Signore e nella sua opera...

2. Interpretazione cristologica: il Signore Gesù Cristo ha trovato rifugio nel silenzio della comunione col Padre...

3. Applicazione ecclesiologica: esortiamo noi stessi quotidianamente (e specialmente nel Giorno del Signore) a praticare il silenzio alla presenza di Dio...

12/07/2026

Servizio Divino di domenica 12 luglio 2026.

Lettura biblica : Salmi 61:1-8.

Soggetto : Dio ci ha preparato un luogo dove trovare salvezza quando giungiamo in fondo a un abisso infernale.

Introduzione : nell’ottobre del 2010, Brené Brown, una giovane professoressa di sociologia, presentò un discorso all’Università di Huston dal titolo “La forza della vulnerabilità”, che riscosse un enorme successo facendola diventare una celebrità… La professoressa Brown è la protagonista di “Brené Brown: la vocazione al coraggio”, un film-documentario apparso nel 2019 su Netflix… I suoi libri – “La forza della fragilità”, “I doni dell’imperfezione”, “Credevo fosse colpa mia”, “Osare in grande: il coraggio della vulnerabilità” – sono stati tradotti in molte lingue, anche in italiano…

Ma cosa c’entra Brené Brown con il salmo 61 ? Beh, c’entra perché le cose buone che insegna sulla nostra fragilità e vulnerabilità umane sono state insegnate anche molti secoli prima nelle Scritture… Infatti, il salmo 61 ci invita a guardare in faccia con onestà e umiltà alla nostra umana debolezza, non per crogiolarci nell’autocommiserazione e nel vittimismo, abbandonandoci a una disgraziata rassegnazione, ma per farci guardare in alto, a quel luogo dove troviamo riparo e forza nella debolezza…

La Bibbia è piena di storie di uomini e donne che – nonostante la loro debolezza – furono resi forti (Ebrei 11:34)… La Bibbia ci mostra che Dio ha scelto le cose deboli per svergognare le forti (1 Corinzi 1:27)… E Gesù stesso – il Signore della gloria – ha manifestato la debolezza di Dio, che però è più forte degli uomini (1 Corinzi 1:25)… Dunque, se ci sentiamo deboli, fragili, vulnerabili, inadeguati, imperfetti o – come si dice – “sbagliati”, apriamo bene i nostri orecchi per ascoltare ciò che lo Spirito ci dice nel salmo 61, pregando che Dio ci doni la fede…

1. Esposizione biblica: l’esperienza del fondo dell’abisso...

2. Interpretazione cristologica: Cristo è “il luogo” dove troviamo rifugio sotto le ali del Signore...

3. Applicazione ecclesiologica: un invito a trovare rifugio in Cristo, il nostro tempio santo, dove siamo al sicuro come in una forte torre dinanzi al nemico...

05/07/2026

Servizio Divino di domenica 5 luglio 2026.

Lettura biblica : : Salmi 60:1-12.

Soggetto : dalle esperienze della sconfitta e del fallimento può rinascere la speranza di un nuovo inizio…

Introduzione : secondo il giudizio di un commentatore, questo salmo descrive una “situazione psicologica disperata”… L’immagine è “quella del collasso di una persona davanti a una notizia tragica” : È il tipico “cadere a pezzi” per lo scoraggiamento e l’abbattimento; qui è la “terra” stessa, cioè la Palestina, personificata, che davanti all’abbandono di Dio e alla persecuzione dei nemici piomba a terra…

Il salmo 60 può essere dunque letto come riflessione sull’esperienza devastante della sconfitta e del fallimento personale, dalla quale però può rinascere la speranza di un nuovo inizio…

A questo riguardo, possiamo pensare alla parabola del fico sterile (Luca 13:6-9)… Dinanzi al fallimento totale del fico che non produce frutto, il vignaiuolo intercede a favore del fico e propone al padrone di dedicargli una cura attenta… In particolare, il vignaiuolo si impegna a “concimare” il fico… La menzione del “letame” nella parabola fa ve**re in mente una canzone di F. De André (Via del Campo) che si conclude con la celebre frase : “Dai diamanti non nasce niente / Dal letame nascono i fior”…

Preghiamo dunque nei nostri cuori, affinché possiamo vedere che dal letame nascono i fior e che l’esperienza devastante della sconfitta e del fallimento può far rinascere la speranza di un nuovo inizio…

1. Esposizione biblica: la dolorosa e umiliante esperienza della sconfitta...

2. Interpretazione cristologica: Gesù è il Verbo divino che fa rinascere la nostra speranza...

3. Applicazione ecclesiologica: le nostre sconfitte e i nostri fallimenti servono a far rinascere la speranza di un nuovo inizio...

Abbiamo detto che il salmo 60 descrive il tipico “cadere a pezzi” per lo scoraggiamento e l’abbattimento… Ebbene, a chi si sente come caduto a pezzi, Dio si dà a conoscere come il genio del kintsugi, quella tecnica giapponese che cerca di riunire, riparare e ricongiungere i cocci di una ceramica infranta, saldandoli con un metallo prezioso come l’oro o l’argento... Così, le linee di frattura dell’oggetto, le sue cicatrici divengono solchi di luce, trame preziose, che abbracciano il danno senza vergognarsi delle ferite, ormai redente come feritoie che lasciano filtrare i bagliori dell’alba…

Dunque, Dio prende i cocci della nostra tristissima esperienza di solitudine e abbandono e li usa per ricostruire quell’unità e quell’armonia che avevamo perduto (Isaia 64:8; Geremia 18:1-6)…

Indirizzo

Strada Trasimeno Ovest 122
Perugia
06132

Orario di apertura

10:00 - 12:30

Telefono

+393927336893

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