20/07/2026
🔥Vitoria Animalista in Cassazione: Dar da mangiare ai gatti randagi si può sempre e, di per sé, non è sufficiente per trasformarla eventualmente nella responsabile penale di ciò che gli animali avevano fatto dopo.
👉 La signora Z. per prendersi cura di una colonia felina aveva messo a disposizione cibo, acqua e ripari, occupandosi anche di sterilizzazioni e cure veterinarie. Ma quella stessa attività l'aveva portata davanti a un giudice, dopo le lamentele di una residente per le deiezioni e i cattivi odori provocati dai gatti. Ora la Cassazione ha cancellato la condanna: accudire i felini non significa automaticamente diventare responsabili di tutto ciò che fanno.
Il Giudice di primo grado aveva ritenuto che le esalazioni maleodoranti provenienti dalle deiezioni dei felini, che «ormai abitualmente stazionavano nel giardino della sig.ra in quanto prossimo al luogo in cui l'odierna imputata forniva loro cibo», avessero recato offesa al benessere della persona offesa e al «sereno svolgimento della sua vita di relazione, ledendone sia la quiete che la vivibilità».
La condanna a 200 euro di ammenda per il reato previsto dall'articolo 674 del Codice penale, quello relativo al cosiddetto getto pericoloso di cose.
👉👉 La Cassazione ha ribaltato tutto con un importante principio, il fatto non sussiste: sia perché il cibo veniva dato un un giardino privata, sia perché per condannare una persona non basta dimostrare che si è occupata di alcuni animali e che, in seguito, quegli animali hanno provocato un problema. Occorre dimostrare che quella persona aveva un preciso obbligo giuridico di impedire ciò che è accaduto e che la sua condotta rientra esattamente in un reato previsto dalla legge. La donna non aveva materialmente gettato le deiezioni e non aveva compiuto direttamente la condotta che aveva provocato il disturbo. La sua eventuale responsabilità sarebbe stata quindi legata al fatto di non aver impedito il comportamento successivo dei gatti.
Ma perché una persona possa essere ritenuta penalmente responsabile per non avere impedito un evento, deve esistere uno specifico obbligo giuridico di impedirlo.
Secondo la Cassazione, nel caso esaminato, questo obbligo non era stato dimostrato.
👉👉 La Cassazione ha ricordato che la giurisprudenza relativa alla responsabilità dei proprietari o detentori di cani non può essere automaticamente estesa ai gatti.
In precedenti casi, infatti, i giudici avevano riconosciuto la responsabilità di chi aveva la custodia di cani quando gli animali avevano aggredito o messo in pericolo altre persone.
La Corte ha però sottolineato che questo ragionamento non può essere applicato automaticamente ai felini.
I gatti, randagi o meno, non sono considerati animali pericolosi agli effetti della norma richiamata. Di conseguenza, secondo i giudici, non si può dedurre automaticamente che chi li nutre abbia assunto una posizione di controllo e custodia tale da dover prevenire ogni possibile comportamento degli animali