Cercate&Troverete

Cercate&Troverete Cocconi don Umberto

18/03/2026

✨Papa Giovanni Paolo II ✨

18/03/2026

Il fallimento non esiste! Il più grande errore è non permetterci di sbagliare. 🔐

18/03/2026

La bontà vince sempre: segretamente è stimata anche dai cuori più freddi, più solitari, più lontani. 🎈

18/03/2026

Il Rosario è noioso? Prova a metterci più cuore.
Nei commenti trovi il santo rosario audio, da ascoltare dove vuoi, e altri contenuti per rimanere vicini a Maria.

Oggi oltre a essere venerdì di Quaresima è giornata di digiuno e preghiera per la Pace come chiesto dal Papa.
13/03/2026

Oggi
oltre a essere venerdì di Quaresima
è giornata di digiuno e preghiera per la Pace
come chiesto dal Papa.

07/02/2026

🕯 ✨IL SANTO DEL GIORNO 🕯 ✨
BEATA ANNA MARIA ADORNI
7 Febbraio

Nacque a Fivizzano, in provincia di Massa, il 19 giugno 1805. A 15 anni, rimasta orfana del padre, si trasferì con la mamma a Parma, trovando lavoro come istitutrice presso una famiglia benestante. Già da bambina desiderava dedicarsi alla vita religiosa, ma la madre era contraria alla sua scelta e il confessore le consigliò di obbedire.

Nel 1826 si sposò con Antonio Botti, addetto presso la casa ducale di Parma. Ebbe sei figli, cinque dei quali morirono in tenera età. Solo Leopoldo raggiunse l'età adulta e si fece monaco benedettino. Alla morte del marito, che amò con affetto sincero, si ripresentò il desiderio della vita religiosa, ma ancora una volta il confessore le consigliò la via della ca**tà in aiuto delle carcerate. Le andava a trovare in carcere, le ascoltava, le consolava con parole ed aiuti, parlava loro della fede, le invitava alla speranza e alla preghiera.

Altre signore imitarono il suo esempio e con il loro aiuto organizzò una Pia unione di Dame visitatrici delle carcerate. La ca**tà si rivelava così profetica. Frequentando la povera gente la signora Adorni si rende conto che bisogna interve**re a favore delle detenute che lasciano il carcere, delle bambine orfane o abbandonate che corrono il rischio di finire sulla strada, delle malate che hanno bisogno di aiuto. Cori l'aiuto di otto compagne fonda allora la Congregazione delle Ancelle dell'Immacolata che viene riconosciuta dal vescovo di Parma. Morta nel 1893, è stata beatificata nel 2010.

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07/02/2026

Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti)
Nono figlio del conte Girolamo c di Caterina Sollazzi, nacque il 13 maggio 1792 a Senigallia. Ordinato sacerdote nel 1819, il 24 aprile 1827 fu nominato arcivescovo di Spoleto a soli 35 anni e il 14 dicembre...
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07/02/2026
06/02/2026

La sezione di Filosofia della Biblioteca rappresenta un punto di riferimento per lo studio del pensiero filosofico nelle sue molteplici articolazioni e raccoglie le opere fondamentali della tradizione occidentale insieme ai testi più significativi delle correnti moderne e contemporanee, offrendo un quadro ampio e rigoroso dell’evoluzione delle idee.
La collezione comprende contributi relativi ai principali ambiti della ricerca filosofica: dalla metafisica all’etica, dall’antropologia filosofica al dialogo tra filosofia, scienza e teologia. Le opere selezionate favoriscono un approccio critico e interdisciplinare, sostenendo lo studio accademico e la ricerca avanzata.
La sezione è pensata per accompagnare studenti, docenti e ricercatori nell’analisi delle questioni fondamentali che attraversano la storia del pensiero e che continuano a orientare la riflessione sul presente. In questo contesto, la Biblioteca si propone come luogo privilegiato per l’approfondimento e la crescita intellettuale.

04/02/2026

Benedizioni in casa… con cani, gatti e qualche sorpresa
Andando a benedire le case, mi capita di incontrare non solo uomini e donne, ma anche tanti cani e gatti.
Imparare i nomi di tutti? Già è difficile per me ricordare i vostri… figuriamoci anche quelli dei vostri piccoli amici a quattro zampe! 😄

Eppure c’è un nome che tutti conoscono: Adam, il cane del parroco.
Spesso è proprio lui a rendermi più simpatico agli occhi di molti parrocchiani. Anzi, a volte ho l’impressione che la gente venga più volentieri a salutare lui che me!

Quelli che magari si sentono più lontani dalla parrocchia, quando scoprono che ho un cane — e per di più un pitbull — iniziano a guardarmi con occhi diversi.
Ai loro occhi, improvvisamente, divento “un personaggio”.
E Adam, senza saperlo, fa una grande opera di evangelizzazione.

Forse dovremmo pensarci seriamente: il prossimo anno una benedizione per Sant’Antonio dedicata ai nostri animali, direttamente in chiesa.
Visto l’andazzo, la partecipazione sarebbe assicurata!

Il nostro quartiere sta diventando sempre più ricco di incontri.
E spesso sono proprio gli animali domestici a facilitarli.
Non ci sono molti negozi, ma ci sono cani e gatti: loro si cercano, si annusano, si riconoscono…
e intanto ci fanno incontrare anche noi.

Così, mentre loro diventano amici, pian piano lo diventiamo anche noi.
A volte la comunione comincia proprio da un guinzaglio. 🐕🐾

01/02/2026

🔝 I + letti della settimana: 𝐃𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐩𝐩𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚

Per papa Leone XIV, «le tecnologie devono servire la persona, non sostituirla; devono arricchire il processo di apprendimento, non impoverire relazioni e comunità». Occorrono creatività e discernimento nell’azione educativa, sapendo che «in ogni caso, nessun algoritmo potrà sostituire ciò che rende umana l’educazione».

Leggi di più:
https://www.laciviltacattolica.it/articolo/disegnare-nuove-mappe-di-speranza/

17/01/2026

Giovanni, vedendo Gesù ve**re verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (Vangelo secondo Giovanni).
Giovanni il Battista vede ve**re Gesù verso di lui e lo indica a tutti con l’espressione: «Ecco l’Agnello di Dio». È la prima apparizione di Gesù nel Vangelo di Giovanni. Quest’uomo non parla, non compie gesti straordinari: cammina verso Giovanni. E basta questo movimento perché il Battista pronunci una delle definizioni più dense e decisive di tutta la Scrittura.
Non è un titolo poetico né una formula devozionale. “Agnello di Dio” è una parola carica di memoria e di futuro. In una sola espressione, Giovanni raccoglie l’intero dramma della liberazione biblica: la Pasqua, l’Esodo, la notte in cui Israele esce dalla schiavitù grazie al sangue sugli stipiti delle case; la carne dell’agnello che dà la forza per mettersi in cammino; la tenda nel deserto, segno della presenza della gloria di Dio tra il suo popolo. Dire “Agnello di Dio” significa affermare che la salvezza non passa attraverso il dominio o la vendetta, ma attraverso una vita consegnata.
Giovanni lo chiarisce subito: questo Agnello «toglie il peccato del mondo». Non “i peccati”, al plurale, come se si trattasse di un elenco di colpe individuali, ma il peccato al singolare: la radice profonda del male, quella forza che chiude l’uomo alla fiducia, lo separa dalla vita e lo consegna alla paura. Il verbo usato dal Vangelo indica un gesto concreto: sollevare un peso dalle spalle di un altro. Non un atto giuridico, non una punizione sostitutiva, ma un’assunzione d’amore.
Per questo Gesù non è presentato come una figura potente o trionfante. Il Battista non lo chiama “leone di Giuda”, ma agnello. Non lo introduce come sacerdote o re, ma come uomo. In quell’umanità semplice e disarmata, Giovanni riconosce la pienezza di Dio. È una forza che non schiaccia, ma libera; che non impone, ma attira.
Il cuore del racconto è segnato da una visione: lo Spirito che scende su Gesù e rimane su di lui. È questo il centro della scena. Lo Spirito non passa, non sfiora: dimora. Gesù è l’uomo abitato dallo Spirito, colui nel quale Dio ha posto definitivamente la sua “tenda” tra gli uomini. L’immagine della colomba richiama l’inizio della creazione, quando lo Spirito aleggiava sulle acque del caos, e annuncia un inizio nuovo: non solo una redenzione dal passato, ma una rigenerazione dall’interno.
È qui che si comprende come l’Agnello “toglie il peccato del mondo”. Non combattendolo frontalmente, non schiacciandolo con la forza, ma immergendo l’uomo nello Spirito. Gesù non battezza più solo nell’acqua, come segno esteriore di conversione: egli battezza nello Spirito Santo, cioè comunica la stessa forza d’amore di Dio, capace di trasformare l’uomo dall’interno. La luce non combatte le tenebre: splende, e le tenebre si dissolvono.

Indirizzo

Parma
43124

Telefono

0521033552

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