11/11/2025
“L’ADORNI A BRUGNERA, UN ALTRO MIRACOLO” di Eddy Lovaglio
Risvegliato nel paese lo spirito della beata “Abbiate il coraggio di seguire Gesù”. Domenica 12 si sono concluse le manifestazioni di quest’anno dedicate alla beata Anna Maria Adorni in un luogo simbolo: Brugnera, in provincia di Pordenone, là dove si compì il miracolo per intercessione di madre Adorni, nel 1939, che decretò la beatificazione della fondatrice delle Ancelle dell’Immacolata con cerimonia svoltasi nella Cattedrale di Parma il 3 ottobre 2010.
La giornata a Brugnera è iniziata con la celebrazione della Messa alle 10.15 nella chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Nicola; sull’altare è stata esposta la teca con la reliquia della beata e a lato la grande immagine che la raffigura; dopo il rito religioso la reliquia è stata portata in processione fino all’abitazione della famiglia Buttignol, dove avvenne il miracolo, in via Nazario Sauro 14.
Durante l’omelia il parroco don Michele Favret ha affermato: “Ci troviamo qui oggi riuniti per ricordare un evento miracoloso frutto della misericordia di Dio attraverso Anna Maria Adorni, un evento avvenuto proprio nel nostro paese e che riguarda la guarigione di Giuseppe Buttignol, un nostro fratello che ha ricevuto questa misericordia divina salvandosi da una malattia degenerativa che porta inesorabilmente alla morte, affetto infatti da una encefalite letargica, malattia che per fortuna oggi è stata debellata. È stato un miracolo certificato con un processo apposito di riconoscimento che ha portato poi ad una ulteriore grazia e cioè quella della beatificazione di madre Adorni.” L’auspicio di don Favret è che qualcuno della famiglia Buttignol conservi queste vicende e le tramandino perché non vadano perdute, perché si conservi la memoria di Giuseppe.
Il sacerdote ha speso anche due parole sui Buttignol dichiarando che non meno miracolosa è stata questa famiglia che ha donato alla Congregazione delle Ancelle Filomena, divenuta suora col nome di Maria Albina che per tre mandati ricoprì il ruolo di madre generale. la famiglia Buttignol ha avuto ben tredici figli e questo è un segno di misericordia ed un vero miracolo di generosità e di fede se pensiamo che anni fa non c’erano certo le condizioni economiche di cui godiamo oggigiorno. Le sacre letture di questa domenica d’ottobre in cui si rende omaggio al carisma di madre Adorni sembrano andare incontro al suo operato poiché narrano del lebbroso e del suo ringraziamento a Gesù, un insegnamento che ci offre la possibilità di riflettere sulla testimonianza della beata e sulla sua dedizione verso il prossimo, verso gli emarginati dalla società, gli ammalati e i bisognosi non solo a livello materiale ma soprattutto spirituale. La vita di madre Adorni, che per quarant’anni andò nelle prigioni di Parma per redimere le detenute, è un esempio della sua importante opera sociale che ancora oggi viene attuata dalle sue eredi, le Ancelle dell’Immacolata. Il loro operato è un messaggio di speranza per tutte le persone che incontrano sul loro cammino: gli abitanti di Brugnera le hanno accolte calorosamente e questo evento è stato un po’ come un secondo miracolo che ha risvegliato i loro cuori e instillato in loro quella forza di cui era animata madre Adorni che nelle sue scritture ha affermato: “Abbiate il coraggio di seguire Gesù, accettando le croci quotidiane, nella certezza di poter risorgere con lui.”
Una partecipazione massiccia di fedeli ha affollato la chiesa di Brugnera incamminandosi in processione verso la casa dei Buttignol, in un percorso entusiasmante che ha visto ogni finestra o balcone adornato di fiori e di bandiere bianche e blu.
LA TARGA RICORDO, INVITO A RISCOPRIRE VALORE SOLIDARIETÀ
La banda “Amici della musica” ha accompagnato la processione fin dinanzi a casa Buttignol dove si è radunata una nutrita folla per assistere alla benedizione ed inaugurazione della targa a ricordo dell’evento.
La targa, scoperta da Flavio Buttignol, uno degli eredi del capostipite Giuseppe, riporta la data della beatificazione di madre Adorni del 3 ottobre 2010 e la data del miracolo della guarigione del signor Buttignol avvenuta il 1° marzo 1939.
Nel suo discorso don Michele Favret ha affermato che “questa targa ci rammenta qualcosa di prezioso da custodire, un segno di fede, un’occasione che spero rimanga nel cuore di molti e ci aiuti a crescere nella fede rimanendo ancorati al bene e alla grazia di Dio e che questo possa accompagnarci sempre".
Ha preso poi la parola il sindaco di Brugnera, Renzo Dolfi, il quale ha affermato che con questa targa si vuole ricordare un evento che ha segnato la storia spirituale ed umana della comunità: “Un miracolo attribuito per intercessione di madre Adorni avvenuto proprio in questa casa, e che la Chiesa nel 2010 riconobbe come autentico il prodigio della guarigione di Giuseppe Buttignol, un nostro cittadino colpito da encefalite letargica, guarigione ritenuta inspiegabile dalla scienza e che la fede ha riconosciuto come segno della vicinanza di Dio per intercessione di una donna straordinaria ed illuminata.
Ricordare oggi questo avvenimento significa onorare un legame profondo tra la nostra comunità ed un esempio di vita che appartiene alla storia di tutti. Anna Maria Adorni ha incarnato una dote universale: la solidarietà verso chi soffre, l’impegno per la dignità della persona, la fiducia nel p***eguire il bene anche nei momenti più difficili. Con la sua opera e la sua fede ha saputo trasformare il dolore in speranza, la sofferenza in servizio, la solitudine in amore e rispetto verso gli altri. Il miracolo di Brugnera ci ricorda che la sua presenza, ed il suo esempio, continuano a generare fiducia verso il prossimo.
Questa targa non è solo un segno di memoria ma un invito per le generazioni future a costruire la spiritualità, a riscoprire il valore della solidarietà, anche nei piccoli gesti quotidiani. Essere qui oggi mi fa sentire parte di quello che era l’Adorni e per quello che ha trasmesso a tutti noi: la solidarietà verso chi soffre e la fiducia nel bene e nelle opere di ca**tà. Sono orgoglioso di essere a capo di questo Comune che è solidale ai principi fondamentali di madre Adorni”.
“LA SANTITÀ DI ANNA MARIA PUÒ ESSERE ANCHE LA NOSTRA”
A Brugnera era presente una delegazione delle Ancelle dell’Immacolata di Parma, partite di buon’ora per presenziare a questa importante manifestazione che celebrava la loro fondatrice. Suor Maria Assunta Pedrinzani, vicaria generale della Congregazione, è intervenuta durante l’inaugurazione della targa, affissa su palazzo Buttignol: “Quest’anno stiamo celebrando i 220 anni dalla nascita di Anna Maria Adorni e l’evento di questa giornata ricorda anche i quindici anni dalla beatificazione. È stato un anno molto ricco di celebrazioni religiose e culturali e l’evento a Brugnera chiude questo anno di grazia. Possiamo dire che oggi si è compiuto un evento che sicuramente ci fa riflettere su questa beata che ha saputo vivere evangelicamente tutte le stagioni della sua vita. La santità di Anna Maria può essere anche la nostra santità. Tutti siamo chiamati a camminare sulla via della santità, e questa via ha un nome, un volto: il volto di Gesù Cristo, riconosciuto nel povero, nell’affamato, nell'ammalato, nello sfruttato, nel detenuto e nell'abbandonato. Vi assicuro che avvicinando queste persone è più quello che si riceve di quello che si dona. Una targa nella casa dove è avvenuto il miracolo è una benedizione e un pregio per la famiglia Buttignol, ma anche per tutti voi abitanti di Brugnera che ora siete sotto la sua protezione. Noi Ancelle dell’Immacolata siamo molto grate alla comunità di Brugnera per averci dato vocazioni religiose che ci permettono di continuare nel mondo l'avventura di amore iniziata dalla fondatrice. Un particolare ricordo a Suor Albina Buttignol, per diciotto anni superiora generale della nostra congregazione. Donna di grande amore verso tutti, sempre attenta e vicino alle sofferenze altrui. È stata mamma e guida non solo per le suore ma anche per tante ragazze accolte nella nostra casa. Una vera figlia della nostra fondatrice. Così Suor Cecilia Rigo e le altre sorelle di Brugnera."
Suor Pedrinzani ha concluso affermando che madre Adorni è stata una persona di grande fede e ca**tà: “La sua luce brillava anche nei luoghi più oscuri, umile e generosa nell’arte del dono e donna straordinaria che ci trasmette il desiderio di essere migliori. Pregatela perché faccia rifiorire la speranza dove si è perduta e porti pace e amore nelle famiglie di Brugnera e in tutto il mondo. La sua intercessione è potente presso Dio."
Questa giornata si è conclusa con un momento conviviale di fraternità nell’oratorio della parrocchia, organizzato da Don Michele Favret con i suoi collaboratori e collaboratrici, al quale hanno partecipato tutti i fedeli e le autorità civili, militari e religiose. Un dolce creato appositamente da un maestro pasticcere ha riportato l’immagine di madre Adorni con scritto di fianco “Grazie. Questa piccola grande parola esprime più di ogni altra cosa la nostra gratitudine per ciò che ha fatto questa donna dell’Ottocento che ancora oggi ci insegna e ci aiuta a coltivare una fede che possa illuminare sempre il nostro cammino.
GIUSEPPE BUTTIGNOL, GUARITO PER SUA INTERCESSIONE
Tra i miracoli attribuiti a madre Adorni, venne scelto quello della guarigione del signor Giuseppe Buttignol, avvenuta il 1° marzo 1939 a Brugnera, allora provincia di Udine.
Buttignol nacque il 13 febbraio 1865 a Brugnera. Durante l’adolescenza, tra i quindici e i diciassette anni, soffrì di febbre tifoidea, verso i cinquant’anni di una leggera forma di difterite.
L’11 febbraio del 1939, quando stava per compiere 74 anni, ebbe disturbi visivi, forte mal di testa e disturbi del sonno. Due giorni più tardi, si acuirono i sintomi fino al punto di chiedere egli stesso i sacramenti che ricevette dal parroco, don Amadeo Gorin. Il medico condotto, dottor Cosimo Giarletta, vista la permanente sonnolenza del malato, con perdita totale della coscienza e paresi degli sfinteri a***e e vescicale, si convinse della natura encefalitica del male. Chiamato a consulto il primario dell’Ospedale di Sacile, professor Marco Meneghini, confermò la diagnosi di encefalite letargica, aggiungendo il sospetto di meningite a causa della rigidità della nuca del malato. Giuseppe Buttignol rimase in stato comatoso per sedici giorni, dall’11 febbraio al 1°marzo 1939, e secondo la testimonianza dei suoi figli Luigi e Giuseppe, non poteva essere nutrito né idratato. La respirazione era lenta e presto si fece presente il rantolo. Intanto veniva curato con terapia adeguata per l’epoca ma inefficace. Non vi erano segni di alcun miglioramento e non restava che attendere la sua morte che sarebbe sopraggiunta da un momento all’altro.
Il signor Giuseppe Buttignol aveva una figlia religiosa, Filomena (suor Albina Buttignol) appartenente alla Congregazione fondata da madre Adorni. Questa figlia informata dai fratelli delle gravi condizioni del padre, si recò in giornata al suo capezzale, vistolo in quelle condizioni disperate, pensò subito di ottenere dal Signore ciò che la medicina non poteva dare, e chiese poi alla superiora generale di inviare immaginette della serva di Dio, Anna Maria Adorni, con preghiera e una reliquia. La reliquia fu posta sotto il capo del morente, e una immagine sul comò, davanti alla quale la famiglia pregava. Nella famiglia Buttignol era ben nota la figura della santa fondatrice della Congregazione a cui apparteneva suor Albina e c’era anche la consapevolezza che molti affermavano di avere ricevuto grazie speciali per intercessione di Anna Maria Adorni.
Il sesto giorno di questa novena avvenne improvvisamente la guarigione del malato, completa, duratura e scientificamente inspiegabile. Era il 1° marzo 1939 il malato si svegliò improvvisamente come da un sonno, e riprese tutte e perfettamente le sue facoltà mentali. Domandò ai familiari perché si trovassero lì e dove stava il suo portafoglio con all’interno i soldi della pensione. Chiese da mangiare e da fumare, poi, tutto arzillo, prese la bicicletta percorrendo alcuni chilometri. Visse fino all’età di 88 anni senza mai soffrire il minimo disturbo della pregressa malattia: conservò chiare le sue facoltà mentali fino alla morte.
Dopo un lungo processo canonico papa Benedetto XVI riconosce il miracolo avvenuto per intercessione di Anna Maria Adorni, e il 3 ottobre 2010 viene proclamata beata nella Cattedrale di Parma. La prima beatificazione fatta fuori le mura vaticane.
Vita Nuova (il settima***e ufficiale della Diocesi di Parma), domenica 26 ottobre 2025, pagina 4