08/06/2026
Carissimi fratelli e sorelle, nella solennità del Corpus Domini la Chiesa esce dalle sue mura e si mette in cammino dietro al Santissimo Sacramento, porta la S Messa che prolunga nella processione, la dov’è si vive, si soffre, si gioisce e si cresce; insomma, dove Dio stesso riceve l’offerta viva delle nostre vite. È un gesto antico e sempre nuovo, una professione di fede che attraversa le strade degli uomini e le illumina con la presenza del Signore. La processione eucaristica non è una semplice manifestazione di devozione popolare: essa è l’immagine viva della Chiesa pellegrina che percorre la storia seguendo il suo Signore. È l’unica vera ed autentica processione stabilita dalla Chiesa. In questo santo cammino possiamo contemplare in modo particolare le tre virtù teologali che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori: la Fede, la Speranza e la Ca**tà. Anzitutto la Fede. La processione del Corpus Domini è una pubblica proclamazione della nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia. Gli occhi del corpo vedono il pane consacrato custodito nell’ostensorio; gli occhi della fede riconoscono il Signore risorto, vero Dio e vero uomo, realmente presente con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità. Mentre il mondo spesso cerca segni straordinari e prove evidenti, il cristiano si lascia guidare dalla parola di Cristo: «Questo è il mio Corpo». La processione diventa così una testimonianza luminosa: noi crediamo che Colui che ha creato il cielo e la terra cammina in mezzo al suo popolo; crediamo che il Redentore continua a rimanere con noi fino alla fine dei tempi; crediamo che il Santissimo Sacramento non è un simbolo, ma la presenza viva del Signore che salva. Ma il nostro cammino è anche espressione di Speranza. Il cristiano non cammina senza meta. L’unica vera ambizione del discepolo di Cristo è vedere il volto mite e festoso del Signore e partecipare alla sua gloria. Noi procediamo dietro all’Eucaristia perché tutta la nostra vita è orientata verso l’incontro definitivo con Cristo risorto. Ogni processione terrena è immagine del grande pellegrinaggio dell’umanità verso la Gerusalemme celeste. Seguiamo il Signore perché desideriamo raggiungere la pienezza della comunione con Lui, quella comunione che l’uomo conobbe all’origine della creazione, quando camminava con Dio nel giardino dell’Eden. Il peccato ha ferito quell’amicizia, ma Cristo l’ha restaurata mediante la sua Pasqua. La nostra speranza non consiste semplicemente nell’attesa di una vita migliore, ma nella certezza che, attraverso la morte e la risurrezione del Signore, siamo chiamati a risorgere come Lui. In Cristo ci è promesso il recupero dei doni originari: la piena armonia con Dio, la libertà dal peccato, la pace del cuore, la partecipazione alla vita divina. Per questo la Chiesa cammina con gli occhi rivolti al cielo: il suo tesoro non è nel mondo che passa, ma nella gloria eterna che ci attende. Infine la processione del Corpus Domini manifesta la Ca**tà. Non possiamo amare con le nostre sole forze. Il cuore umano è troppo fragile, troppo limitato per sostenere da sé il peso dell’amore evangelico. Per questo il Signore ci dona l’Eucaristia, sorgente inesauribile della ca**tà. Dio è Amore, e nel Santissimo Sacramento l’Amore stesso si rende presente, si offre, si dona, si lascia incontrare. Dall’altare sgorga quella grazia che rende possibile amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come Cristo ci ha amati. Ogni volta che ci accostiamo all’Eucaristia attingiamo alla fonte originaria dell’amore. Senza questa sorgente la ca**tà si inaridisce, si riduce a sentimento passeggero o a semplice filantropia. Con Cristo presente nel Sacramento, invece, il nostro amore viene purificato, elevato e reso fecondo. La processione ci ricorda che la Chiesa non porta il Signore per mostrarlo soltanto al mondo; essa stessa riceve continuamente da Lui la forza per vivere il comandamento nuovo dell’amore. Carissimi, mentre accompagniamo il Santissimo Sacramento lungo le vie delle nostre città, ricordiamo che tutta la nostra esistenza è una processione verso l’eternità. Camminiamo nella fede, sostenuti dalla speranza, alimentati dalla ca**tà. Siamo noi che accompagniamo Gesù oppure, è più tosto Lui che vive con noi la nostra vita? E in questo santo cammino risuonano le parole immortali della Sequenza del Corpus Domini:
Ecce Panis Angelorum, factus cibus viatorum.
Ecco il Pane degli Angeli, divenuto cibo dei pellegrini.
Noi siamo viandanti, non ancora giunti alla meta. Attraversiamo le fatiche della storia, le prove del tempo presente, le oscurità del mondo. Ma il Signore non ci lascia soli: ci nutre con il Pane del Cielo. Senza il Pane degli Angeli non possiamo essere autentici pellegrini verso la Vita Eterna. Senza l’Eucaristia la fede si indebolisce, la speranza si affievolisce e la ca**tà si raffredda. Con l’Eucaristia, invece, Cristo stesso cammina con noi, ci sostiene lungo il percorso e ci conduce fino al giorno in cui non Lo contempleremo più velato sotto i segni sacramentali, ma faccia a faccia nella gloria del Regno. Amen.
Corpus Domini 2026