Confraternita del Ss. Sacramento e Maria Ss del Soccorso

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Confraternita del Ss. Sacramento e Maria Ss del Soccorso La Confraternita nasce nel 18° secolo, per promuovere la devozione alla Madonna del Soccorso

Carissimi fratelli e sorelle, nella solennità del Corpus Domini la Chiesa esce dalle sue mura e si mette in cammino diet...
08/06/2026

Carissimi fratelli e sorelle, nella solennità del Corpus Domini la Chiesa esce dalle sue mura e si mette in cammino dietro al Santissimo Sacramento, porta la S Messa che prolunga nella processione, la dov’è si vive, si soffre, si gioisce e si cresce; insomma, dove Dio stesso riceve l’offerta viva delle nostre vite. È un gesto antico e sempre nuovo, una professione di fede che attraversa le strade degli uomini e le illumina con la presenza del Signore. La processione eucaristica non è una semplice manifestazione di devozione popolare: essa è l’immagine viva della Chiesa pellegrina che percorre la storia seguendo il suo Signore. È l’unica vera ed autentica processione stabilita dalla Chiesa. In questo santo cammino possiamo contemplare in modo particolare le tre virtù teologali che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori: la Fede, la Speranza e la Ca**tà. Anzitutto la Fede. La processione del Corpus Domini è una pubblica proclamazione della nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia. Gli occhi del corpo vedono il pane consacrato custodito nell’ostensorio; gli occhi della fede riconoscono il Signore risorto, vero Dio e vero uomo, realmente presente con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità. Mentre il mondo spesso cerca segni straordinari e prove evidenti, il cristiano si lascia guidare dalla parola di Cristo: «Questo è il mio Corpo». La processione diventa così una testimonianza luminosa: noi crediamo che Colui che ha creato il cielo e la terra cammina in mezzo al suo popolo; crediamo che il Redentore continua a rimanere con noi fino alla fine dei tempi; crediamo che il Santissimo Sacramento non è un simbolo, ma la presenza viva del Signore che salva. Ma il nostro cammino è anche espressione di Speranza. Il cristiano non cammina senza meta. L’unica vera ambizione del discepolo di Cristo è vedere il volto mite e festoso del Signore e partecipare alla sua gloria. Noi procediamo dietro all’Eucaristia perché tutta la nostra vita è orientata verso l’incontro definitivo con Cristo risorto. Ogni processione terrena è immagine del grande pellegrinaggio dell’umanità verso la Gerusalemme celeste. Seguiamo il Signore perché desideriamo raggiungere la pienezza della comunione con Lui, quella comunione che l’uomo conobbe all’origine della creazione, quando camminava con Dio nel giardino dell’Eden. Il peccato ha ferito quell’amicizia, ma Cristo l’ha restaurata mediante la sua Pasqua. La nostra speranza non consiste semplicemente nell’attesa di una vita migliore, ma nella certezza che, attraverso la morte e la risurrezione del Signore, siamo chiamati a risorgere come Lui. In Cristo ci è promesso il recupero dei doni originari: la piena armonia con Dio, la libertà dal peccato, la pace del cuore, la partecipazione alla vita divina. Per questo la Chiesa cammina con gli occhi rivolti al cielo: il suo tesoro non è nel mondo che passa, ma nella gloria eterna che ci attende. Infine la processione del Corpus Domini manifesta la Ca**tà. Non possiamo amare con le nostre sole forze. Il cuore umano è troppo fragile, troppo limitato per sostenere da sé il peso dell’amore evangelico. Per questo il Signore ci dona l’Eucaristia, sorgente inesauribile della ca**tà. Dio è Amore, e nel Santissimo Sacramento l’Amore stesso si rende presente, si offre, si dona, si lascia incontrare. Dall’altare sgorga quella grazia che rende possibile amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come Cristo ci ha amati. Ogni volta che ci accostiamo all’Eucaristia attingiamo alla fonte originaria dell’amore. Senza questa sorgente la ca**tà si inaridisce, si riduce a sentimento passeggero o a semplice filantropia. Con Cristo presente nel Sacramento, invece, il nostro amore viene purificato, elevato e reso fecondo. La processione ci ricorda che la Chiesa non porta il Signore per mostrarlo soltanto al mondo; essa stessa riceve continuamente da Lui la forza per vivere il comandamento nuovo dell’amore. Carissimi, mentre accompagniamo il Santissimo Sacramento lungo le vie delle nostre città, ricordiamo che tutta la nostra esistenza è una processione verso l’eternità. Camminiamo nella fede, sostenuti dalla speranza, alimentati dalla ca**tà. Siamo noi che accompagniamo Gesù oppure, è più tosto Lui che vive con noi la nostra vita? E in questo santo cammino risuonano le parole immortali della Sequenza del Corpus Domini:
Ecce Panis Angelorum, factus cibus viatorum.
Ecco il Pane degli Angeli, divenuto cibo dei pellegrini.
Noi siamo viandanti, non ancora giunti alla meta. Attraversiamo le fatiche della storia, le prove del tempo presente, le oscurità del mondo. Ma il Signore non ci lascia soli: ci nutre con il Pane del Cielo. Senza il Pane degli Angeli non possiamo essere autentici pellegrini verso la Vita Eterna. Senza l’Eucaristia la fede si indebolisce, la speranza si affievolisce e la ca**tà si raffredda. Con l’Eucaristia, invece, Cristo stesso cammina con noi, ci sostiene lungo il percorso e ci conduce fino al giorno in cui non Lo contempleremo più velato sotto i segni sacramentali, ma faccia a faccia nella gloria del Regno. Amen.
Corpus Domini 2026

🔴 AVVISO CONFRATERNALE 🔴Carissimi confratelli e carissime consorelle, domenica 7 ci sarà la solennità del corpus domini....
05/06/2026

🔴 AVVISO CONFRATERNALE 🔴
Carissimi confratelli e carissime consorelle, domenica 7 ci sarà la solennità del corpus domini. Come confraternita siamo chiamati a partecipare. ricordiamoci che la nostra prima denominazione è proprio legata al santissimo sacramento. Vi aspetto domenica alle 18,00 con abito confraternale ( per chi lo possiede ) ovvero con fascia e fazzoletto per partecipare alla S.S.ma messa e successiva processione.

Il filo invisibile che ci unisce al passato.Ci sono notti in cui, sfogliando una vecchia fotografia ingiallita o ascolta...
31/05/2026

Il filo invisibile che ci unisce al passato.

Ci sono notti in cui, sfogliando una vecchia fotografia ingiallita o ascoltando il racconto di un nonno, percepiamo qualcosa di più profondo di una semplice nostalgia: sentiamo la presenza silenziosa di chi ci ha preceduto. Ricordare la storia dei nostri avi non è un esercizio di archeologia familiare, ma un atto di responsabilità verso il futuro. La memoria come atto di gratitudine. Ricordare significa anzitutto riconoscere.
In una società che vive nell'eterno presente, ossessionata dalla novità e dal consumo rapido, fermarsi a ricordare è un gesto rivoluzionario.
Ma la memoria, se rimane chiusa in un cassetto, diventa polvere. Per essere viva deve trasformarsi in tradizione attiva, in racconto, in esempio. Ecco perché abbiamo il dovere — sì, un vero dovere morale — di raccontare ai nostri figli le storie dei bisnonni, di portarli nei luoghi d'origine, di insegnare loro il dialetto, di cucinare insieme i piatti delle feste, di mostrare le lettere ingiallite e le medaglie nascoste nei cassetti.
I valori non si trasmettono per decreto, ma per contagio narrativo. Un bambino che cresce sentendo parlare del bisnonno emigrato con una valigia di cartone imparerà, senza che nessuno glielo spieghi, cosa significano coraggio, sacrificio e speranza.
Tramandare i valori degli avi non significa vivere rivolti all'indietro, né idealizzare un passato che aveva anche le sue ombre. Significa scegliere, con consapevolezza, cosa portare avanti e cosa lasciare andare. Significa innestare sull'albero antico nuovi germogli, perché continui a dare frutti.
Ogni volta che un genitore racconta a un figlio la storia di una nonna, ogni volta che una comunità celebra una ricorrenza, ogni volta che un giovane decide di imparare un mestiere antico, si compie un piccolo miracolo: il tempo si fa cerchio, e i morti continuano a vivere nei vivi.
Ecco perché oggi abbiamo reso omaggio ai confratelli d’America che nel 1936 contribuirono alla realizzazione della nostra veretta processionale oggi restaurata. Oggi nella Confraternita del Ss. Sacramento e Maria Ss del Soccorso si può ammirare il risultato del lavoro certosino del confratello che celebra un ponte tra passato e il futuro, il tutto sotto l’amore e la devozione di Maria del Soccorso.
Da Priore sono onorato di restituire a rinnovata bellezza parte della nostra storia.

La confraternita ringrazia, le maestre, i catechisti, i fedeli palmesi ed extra palmesi che hanno acquistato le crocette...
30/03/2026

La confraternita ringrazia, le maestre, i catechisti, i fedeli palmesi ed extra palmesi che hanno acquistato le crocette con i rami di ulivo, realizzate da Luisa Anastasio e Angela la Capria , per finanziare un progetto della Confraternita, le crocette sono state molto gradite ed il ricavato è stato ti circa 200€...grazie ancora e Arrivederci all'anno prossimo....
Buona Settimana Santa a tutti

Anche quest' anno abbiamo preparato le crocette per ornare i rametti d'ulivo per la domenica delle palme, per il costo s...
22/03/2026

Anche quest' anno abbiamo preparato le crocette per ornare i rametti d'ulivo per la domenica delle palme, per il costo simbolico di 1€ si può offrire in dono il rametto d'ulivo Oppure tenerlo nella propria abitazione

13/03/2026
11/03/2026

Anche quest' anno stiamo preparando le crocette con i rami d'ulivo per la domenica delle Palme, chi fosse interessato può prenotarle contattando Luisa Anastasio Oppure Angela la Capria; l'offerta rimane invariata 1€ per ogni crocetta.
L'immagine pubblicata ha solo scopo promozionale,

15/02/2026

Indirizzo

Piazza Soccorso
Palmi
89015

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