Venerabile Congrega dell'Immacolata e del Glorioso San Rocco Palmi - RC

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Venerabile Congrega dell'Immacolata e del Glorioso San Rocco Palmi - RC Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Venerabile Congrega dell'Immacolata e del Glorioso San Rocco Palmi - RC, Organizzazione religiosa, Via San Rocco 44, Palmi.

È stata una bella serata di musica e socialità.Complimenti ai ragazzi dell'ENSEMBLE di FIATI BARLAAM e al direttore M° B...
27/08/2026

È stata una bella serata di musica e socialità.
Complimenti ai ragazzi dell'ENSEMBLE di FIATI BARLAAM e al direttore M° Bruno ZEMA per l'esibizione e l'ambizioso progetto finalizzato alla realizzazione di un'orchestra città di Palmi.
Abbiamo già invitato i ragazzi ad eseguire, per la Confraternita, il loro primo Concerto di Natale, orgogliosi di continuare a sostenerli.

Coltiviamo futuro...sosteniamo con la presenza i nostri giovani musicisti.Vi aspettiamo domani sera 26 agosto ore 20:45 ...
25/08/2026

Coltiviamo futuro...sosteniamo con la presenza i nostri giovani musicisti.
Vi aspettiamo domani sera 26 agosto ore 20:45 piazzetta San Rocco - Palmi

📢 AVVISO 📢La tradizionale reposizione della Sacra effigie di SAN ROCCO sarà eseguita martedì 25 agosto ore 17:30
24/08/2026

📢 AVVISO 📢
La tradizionale reposizione
della Sacra effigie di SAN ROCCO
sarà eseguita martedì 25 agosto ore 17:30

15/08/2026

📚📖Aspettando SAN ROCCO 🔔⛪

📌"GLI SPINATI"
di Jessica Malagreca (socia de "Gli Amici di Gisa")

Gli spinati di Palmi sono uomini e donne penitenti che compiono tutto il percorso della processione indossando una cappa di spine chiamata “spalas” e gli uomini lo fanno a petto n**o.
Le spalas sono composte da rami di ginestra e spine, tagliati alla base della pianta e intrecciati tra loro come a formare una grande nassa con cerchi decrescenti. In uso, soprattutto tra le donne invece, sono le coroncine sempre di rami di ginestra selvatici e spine, a ricordare quella indossata da Gesù sulla croce, ma sempre più spesso anch’esse scelgono di indossare la spalas.
Queste cappe di spine che ogni penitente costruisce da sé uno o due giorni prima della processione, saranno indossate con l’aiuto dei familiari ricadendo dalla testa fino al bacino. Le spine, a causa della forma di queste spalas, lacerano la pelle facendone fuoriuscire il sangue.
Gli spinati, sotto le loro cappe di spine stringono al petto con braccia incrociate l’ immagine della statua di San Rocco. Questo voto può essere fatto per una sola volta o per tutta la vita.
Prima della processione, gli spinati si dividono in due file indiane, entrano in chiesa per rendere omaggio al Santo inginocchiandosi davanti alla Statua.
Il primo posto della fila spetta al penitente più anziano. Alla fine della processione le cappe e le coroncine vengono tolte e accatastate nella piazza frontale la chiesa di San Rocco per poi essere smaltite.

(Dialetto palmese)
«O santu Rroccu filici e ‘mbiatu,
Cu cerca grazzia e cu di vui s’inchina,
arretu a na spina fustu ‘ndinocchiatu,
di notti e jornu e di sir’e matina.
E cu nu libriceddhu accreditatu,
la studiau la leggi divina,
e di Gesù Vui fustu mandatu,
mi disponiti grazzij sir’e matina.
Gloria Patri, Figghju e Spiritu Santu,
santu Rroccu è nu gran santu,
è gran santu di valuri,
santu Rroccu lu protetturi.»

(Antica preghiera degli Spinati - AA. VV., La Fonte di San Rocco, Palmi, Associazione di volontariato “Prometeus”, 2010)

14/08/2026

📚📖Aspettando SAN ROCCO 🔔⛪

📌"I PORTATORI DEL SANTO"
di Jessica Malagreca (socia de "Gli Amici di GISA")

Il 16 agosto, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Rocco, la statua del Santo viene portata in processione per le vie della città sulla tradizionale “varetta”, un momento di grande partecipazione popolare e di profonda devozione.
A sostenere la varetta e il peso della statua sono circa trenta portatori, ai quali si aggiungono due figure fondamentali per lo svolgimento della processione: i timonieri, uno posizionato alla testa e uno alla coda della varetta. I portatori, nel dialetto calabrese, vengono chiamati “mbuttaturi” e hanno il compito di sostenere la pesante struttura e accompagnare il Santo durante tutto il percorso, con impegno, sacrificio e devozione.
I due timonieri svolgono un ruolo essenziale nel coordinamento dei portatori e nelle manovre della varetta. Il timoniere di coda, camminando rivolto nella direzione di marcia, ha il compito di mantenere la varetta perfettamente in linea e di indicare le eventuali correzioni necessarie durante il percorso. Il timoniere di testa, invece, cammina all’indietro e rappresenta una guida e un punto di riferimento costante per gli “mbuttaturi”: dà indicazioni sul passo, coordina i movimenti e contribuisce a evitare che la varetta possa sbilanciarsi in avanti.
Essere tra gli “mbuttaturi” di San Rocco non significa soltanto sostenere fisicamente il peso della statua, ma rappresenta soprattutto un atto di fede e di profonda devozione. Secondo una tradizione che si tramanda nel tempo, i posti sotto le stanghe vengono spesso ereditati e trasmessi di padre in figlio, di fratello in fratello o tra parenti stretti, creando un legame familiare e spirituale che unisce generazioni diverse nel nome del Santo.
Gli “mbuttaturi” appartengono principalmente alla Venerabile Congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco, alla quale è affidato anche il compito di custodire e tramandare questa importante tradizione religiosa e popolare.
La divisa indossata durante la processione è semplice e caratteristica: pantalone di jeans e maglietta bianca, sulla quale è raffigurata l’effigie di San Rocco. Un abbigliamento sobrio che richiama l'essenza stessa di questo ruolo: nessuna ostentazione, ma solo la volontà di servire il Santo, portandolo per le strade tra la preghiera, la fatica e l'affetto di un'intera comunità.
La processione di San Rocco diventa così non soltanto un momento religioso, ma anche una testimonianza viva di una tradizione che attraversa le generazioni, fatta di fede, sacrificio, appartenenza e memoria. Gli “mbuttaturi”, con il loro passo cadenzato e il peso della varetta sulle spalle, rappresentano uno dei simboli più autentici della devozione popolare verso il Santo.

«A MODU NOSTRU»
di Mario Bagalà

Dassatindi mbùttari a modu nostru,
non ndi cangiati nenti di lu POSTU…
li nonni di pronnonni vecchiareddi
ndi li dassaru “IDDHI” i Santiceddhi.

Na spina na candila e lu mbùttari,
su fruttu di là menti no toccari…
e no ndi mpàpocchiari TONACATU,
co parmisanu è duru e perdi u xiatu!

Ca ndi giriamu nui i nostri Santi,
cu bandi cu tambura a PALIU avanti...
cantandu storielli a cu ndi sapi,
cu Avi, Patrinosta e Gloria Patri.

N’vimu nò bisognu forzi strani,
ca simu di simenza parmisani…
e Tu, santu Rroccuzzu di ssu gatu,
na bòna vestuniata o figghiu ngràtu.

13/08/2026
13/08/2026

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📌"LA PIETA’ POPOLARE"
di Deborah Serratore (socia de "Gli Amici di GISA"

A Palmi, la devozione a San Rocco risale al 1600 quando i palmesi, sottomessi al dominio feudale, elessero come loro avvocato contro le epidemie che perseguitavano la città, proprio San Rocco, erigendo una grande chiesa, abbellita di opere d’arte e un altare commissionato al Gagini. La presenza della chiesa è testimoniata sia da una supplica della comunità di Palmi, conservata nell’Archivio segreto Vaticano e datata 12 maggio 1623, sia da un verbale di una visita del Vescovo di Mileto, Mons. Del Tufo nel 1586 alla chiesa sede della Congrega di Immacolata e San Rocco. Era inoltre usanza partire dalla propria Congrega di appartenenza verso il Camposanto, dove il padre spirituale benediva le tombe e benedire l’altare maggiore, il quale era decorato di tre tovaglie di seta gialla e candelieri, con sopra un dipinto raffigurante San Rocco.
I continui terremoti ed altre calamità portarono alla distruzione del tempio originario. In seguito al terremoto del 1908 la statua fu portata in una ca****la di legno e lamiere, ad oggi esistente ma sconsacrata. L’attuale chiesa dedicata all’Immacolata e San Rocco, aperta al culto nel 1951, riporta l’altare con bassorilievi in bronzo di Alessandro Monteleone e due grandi tele di Maurizio Carnevali. La chiesa è molto frequentata dai fedeli a partire dai giorni della novena dedicata al santo che inizia il 7 Agosto e nella tradizionale calata, ossia l’esposizione della statua alla devozione popolare che si svolge il 12 Agosto. Nei tempi passati, in particolare, durante questo periodo i fedeli manifestavano la loro devozione con segni anche eccessivi, come il percorrere la navata in ginocchio, o addirittura con la lingua.
Il Santo, ancor oggi, viene acclamato con canti che suscitano commozione in chi li ascolta. In particolare, si ricorda con gratitudine il Sig. Gianni, fedele che in maniera viscerale e appassionata, dedicava al Santo canti come questo:

“Santu Rroccuzzu meu chi siti bellu
La facci aviti di lu Bambinellu
E vi l’ha datu la matri di Ddeu
Fammi la grazzia Santu Rroccu meu…”

Oltre ai canti che esaltano le fattezze del santo, ve n’è uno che ripercorre la vita (con qualche variante rispetto all’agiografia originale)

O sentiti cristiani
chi vi vegnu a raccuntari
quandu Santu Rroccu fu statu carceratu
stezi cinc’anni a li carciari scuri
d’amici e di parenti abbandunatu
di la Tuscana fu perseguitatu
arrispundiu ddhu mpamiu crudeli
“Chissu a nui la pesta nd’ha portatu
Pe’ distruggiri la cristianitati
Santu Rroccu arrispundiu:
“Sugnu veru mandatu di Ddiu
Pe’ sanari li malati
Tutta la pesta mi la cogghiu iu”.
“Se eri veru mandatu di Ddiu
Sanavi la piaga ch’a la gamba porti
Prestu piatilu e legatilu forti
E mentitilu ‘n criminali
E pe castigu di la so’morti
No ci dati pani a mangiari”.
Santu Rroccu aviva nu cani
Mandatu di Ddiu e so ‘nniputenti
Quandu so’ zziu andava a mangiari
Pani piava di supra a la menza
E lu piava cu na vera fidi
Pe’ cibbari lu pellegrinu.
Quandu so’zziu lu vinni appurari
A la caserma vozi andari
“Senti a mmia pellegrinu
Dimmi tu comu ti chiami”
“Sugnu Rroccu di la Francia
A rivilenza di bon pacenza
Figghiu di principi e baruni
Tuttu lu mundu vozi giriari
Figghiu di principi e cavaleri
E se non cridi a la me vuci,
guardami ‘mpettu ca portu la cruci”
Quandu so’zziu la cruci avvistau
Di luntanu s’andinocchiau
E cercandu lu so’ perdunu
Santu Rroccu lu perdunau.
E cu la dici pe’ divizioni
Santu Rroccu nci manda la benedizioni
E cu la dici pe’ daveru
è liberatu du pesta e di coleru
E cu la dici pe’ tri voti
È liberatu di guerra e terremoti.

13/08/2026

📚📖Aspettando SAN ROCCO 🔔⛪

📌"I Giganti e il Palio"

Forte tradizione popolare palmese, soprattutto nel periodo di San Rocco, è la sfilata dei giganti. Da stasera, al suono ritmico dei tamburi sfileranno per le vie cittadine Mata e Grifone; due giganti di cartapesta che rappresentano un’ antica Regina bionda e prosperosa e un re saraceno dalla pelle scura che se ne innamora. I più romantici vedono nelle due figure la leggendaria Donna Canfora e il re che la rapì.
Altri invece ritrovano le origini della popolazione palmese.
I due giganti, portati a spalla e accompagnati dal complesso dei tamburinari, mettono in scena una sorta di danza di corteggiamento per le vie di Palmi al ritmo scandito dei tamburi. A loro si affianca un cavalluccio che spesso si mette in mezzo per separarli, ma alla fine si arrende al loro amore e balla accanto a Mata e Grifone.
Ad accompagnare il complesso dei tamburinari un palio con un drappo di seta color cremisi, su cui lati sono impressi da una parte lo stemma civico della città di Palmi e dall’ altra il monogramma in onore della Madonna della Sacra Lettera, patrona della città.
Questa copia dei giganti è stata realizzata nel 1885 dall’ artista palmese Cicala ed appartengono alla Venerabile Congrega di Maria Santissima Immacolata e del Glorioso San Rocco.

di Jessica Malagreca (Socia de "Gli Amici di GISA)

👇Per vedere i giganti sfilare dal vivo, vi riportiamo di seguito le uscite:
🔴12 Agosto ore 21.00 , partenza Chiesa San Rocco;
🔴14, 15 Agosto ore 8.30 e ore 21.00 , partenza Chiesa San Rocco.

Indirizzo

Via San Rocco 44
Palmi
89015

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 19:30
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 16:30 - 19:30
Venerdì 16:30 - 19:30

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