È la chiesa parrocchiale del quartiere di San Giuseppe, costruita negli anni sessanta e consacrata nel 1972.
Palazzolo, divenuta ormai città, si espande demograficamente ed occupa nuovi spazi abitativi e si rende così necessaria l'edificazione di una nuova chiesa che accolga gli abitanti del nuovo quartiere.
Il 10 luglio 1962 don Giuseppe Chiodi convoca la prima assemblea dei capi famiglia di San Giuseppe per illustrare il primo progetto della nuova chiesa parrocchiale che sarebbe stata costruita secondo il progetto dell'architetto Guido Isella, che in origine era previsto a pianta ellittica.
La scelta della dedicazione a S. Giuseppe, è dovuta al fatto che questa zona, negli anni sessanta, era prettamente abitata da operai e circondata da industrie.
Il 22 settembre 1962 l'arcivescovo Monsignor Tredici, posa la prima pietra e il 18 aprile 1963 viene benedetto il seminterrato, come prima chiesa, mentre un gruppo di volontari lavora perla costruzione dell'oratorio.
Il 27 novembre 1965 giunge il riconoscimento civile della nuova parrocchia e l'8 dicembre 1966 don Giuseppe Chiodi vi entra quale primo parroco-arciprete.
Nel 1972 avviene la consacrazione solenne da parte di monsignor Luigi Morstabilini.
Si accede mediante una scalinata, con rampa centrale e laterale. La facciata, con sviluppo orizzontale, è in cemento armato, come il resto della struttura della chiesa.
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Essa è decorata con un grande crocifisso in metallo smaltato che simula l'effetto "vetrata", posto in corrispondenza dell'ingresso principale, affiancato a sinistra da 4 finestre rettangolari, lunghe e strette. Le finestre policrome, di cui una più lunga delle altre, viste in trasparenza, fanno percepire la presenza di un albero, simbolo di vita e di fede, fortificato dalla presenza del sole, simbolo di Cristo.
L'ingresso non immette direttamente nell'aula, ma in una zona "filtro", molto funzionale, che separa il “dentro” dal “fuori”. È un po' come la funzione svolta nel tempio greco dal pronao e, nelle chiese paleocristiane, dal nartece: dividere il sacro dal profano. La particolarità di questa chiesa è che l’entrata principale è, però, laterale.
È una chiesa a pianta longitudinale, caratterizzata dal presbiterio rialzato rispetto all’aula e illuminata dall’alto da una vasta finestratura collocata nella parte centrale del soffitto.
È presente una zona dedicata ora al coro dei cantori, che originariamente serviva da fonte battesimale: una grande vasca con blocchi in cemento disposti irregolarmente, che ricordava il paesaggio roccioso del Fiume Giordano.
Gli altri locali presenti all’interno sono: la sacrestia, la Ca****la invernale, un piccolo ufficio e, in posizione sopraelevata a balconata, l’ex zona del coro o matroneo. Infine esiste anche un piano interrato, ora adibito ad aule e saloni oratoriali.
I materiali impiegati sono quelli che ricorrono spesso negli edifici, sia religiosi che civili, degli anni Sessanta : cemento armato, vetrocemento, mattoni, piastrelle e cemento a vista, superfici intonacate di bianco, infissi in metallo (alluminio e non).
Il pavimento è ricoperto da piastrelle color marrone testa di moro.
Le pareti sono rivestite da mattoni e mattonelle di colore grigio e, nella zona del tabernacolo, le mattonelle sono in acciaio inox lucide ed opache per creare un piacevole effetto “cangiante” e riflessi di luce che valorizzano il Santissimo.
La chiesa non è dotata di campanile né di campane, sostituite da un impianto elettronico a diffusione sonora (altoparlanti).
All’interno molti sono i riferimenti alla figura di San Giuseppe:
· la statua in prossimità del presbiterio,
· sul lato destro il dipinto con San Giuseppe falegname insieme a Gesù adolescente,
· sul lato sinistro il grande pannello nel quale vengono raffigurate le varie attività lavorative che vedono San Giuseppe come protettore e patrono,
· una formella della Sacra Famiglia, vicino alla zona del coro dei cantori
Presbiterio: zona altare
Dipinto olio su tela, di grandi dimensioni, avente come tema l’Ultima cena, della fine del sec. XVIII (proveniente da Erbusco, in comodato d’uso).
Lato sinistro: a partire dal presbiterio andando verso il fondo
Sotto il pannello è collocato un bassorilievo in terracotta opera di Padre Ruggeri, che descrive degli episodi biblici ed evangelici (Annunciazione, Profeta Isaia, Nascita di Gesù, Annuncio del Regno, Buon samaritano, Figliol prodigo, Gesù di fronte a Pilato, Gesù caricato della Croce, Cireneo, Crocifissione e Resurrezione, Cena in Emmaus).
Quattro formelle quadrangolari, sagomate in modo irregolare, realizzate con la tecnica del bassorilievo, narranti 4 temi :
1 – Battesimo
2 – Crocifissione
3 – Resurrezione
4 – Discesa dello Spirito Santo.
Lato destro : a partire dal presbiterio andando verso il fondo
Dipinto olio su tela, tema San Giuseppe falegname e Gesù adolescente.
Dipinto olio su tela, Madonna con Bambino.
Crocifisso ligneo del sec. XIX. proveniente dal Cimitero di Palazzolo sull’Oglio
Zona coro (ex fonte battesimale)
Formella quadrangolare di materiale cementizio e dai contorni irregolari, realizzata con la tecnica del bassorilievo, rappresentante la Sacra Famiglia.
Parete di fondo
Quattro acquarelli, recanti la firma ‘Lino’:
1 - Gesù catturato e spogliato dalle vesti,
2 – Gesù alla colonna,
3 - Gesù che porta la croce,
4 - Gesù crocifisso.
Testo originale scritto dalla Professoressa Clara Beretta
Da domenica 23 Novembre 2019, inizia a far parte dell’Erigenda di Palazzolo sull’Oglio