Parrocchia San Giuseppe Cafasso Palermo

Parrocchia San Giuseppe Cafasso Palermo Parrocchia San Giuseppe Cafasso La parrocchia di San Giuseppe Cafasso in San Giorgio in Kemonia è ubicata in via dei Benedettini 16.

Anticamente nelle sue vicinanze scorreva il fiume Kemonia, da cui prese il nome. Nel 1953 il Cardinale Ruffini, sensibile alle pene delle recluse nel dirimpettaio Carcere delle Benedettine, decise di dedicarla a S. Giuseppe Cafasso, Patrono dei carcerati. La Chiesa, dalle linee barocche, sorse nel 1765 sulle fondamenta di un preesistente luogo di culto risalente al IV Sec.. Al suo fianco si erge i

n tutta la sua mole Palazzo Marrozzo della Rocca, ex Monastero dei Benedettini Bianchi di Monte Oliveto (1747), ristrutturato da poco, nel quale in epoca successiva al 1866 sono stati creati degli alloggi per militari; destinazione che conserva tutt'ora. L'interno del tempio, in stile neoclassico, ospita pregevoli dipinti e, nell'abside, stucchi attribuiti a Giovan Maria Serpotta.

Viva Maria!
04/08/2026

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27/07/2026

Il 27 luglio 1624 il Senato proclamò la Santuzza protettrice del capoluogo, impegnandosi a costruire una ca****la in Cattedrale e a custodirne le reliquie in un’arca d’argento. Il testo del documento

Solenne celebrazione eucaristica in onore del nostro santo patrono. W San Giuseppe Cafasso
27/06/2026

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23/06/2026
Congratulazioni al nostro liturgista Giuseppe Costa.. buon lavoro prof!
19/06/2026

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Costituito, con Decreto dell’Arcivescovo S.E. Mons. Corrado Lorefice, l’Ufficio Liturgico Diocesano

Il Cancelliere della Curia Arcivescovile comunica che con Decreto del 28 maggio 2026 l’Arcivescovo di Palermo S.E. Mons. Corrado Lorefice ha costituito l’Ufficio Liturgico Diocesano, approvando e promulgando lo Statuto dell’Ufficio.

Con Decreto del 19 giugno 2026 l’Arcivescovo di Palermo S.E. Mons. Corrado Lorefice ha nominato il Sig. Giuseppe Costa Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano.

Auguri al “ nostro “ don Salvatore Biancorosso, nominato vicario episcopale del nostro territorio diocesano! Auguri ♥️
07/06/2026

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Auguri ♥️

23/04/2026

Il cavaliere, la principessa, il drago.

Ci sono storie che hanno tutti gli ingredienti per risultare subito affascinanti. Quella di san Giorgio ne è uno degli esempi più eclatanti, tanto che la sua leggenda come una favola è stata una delle più diffuse per tutto il medioevo, e oltre, dominando nei secoli l’immaginario collettivo con la sua immediata e potente carica simbolica. E anche oggi che la sua festa è stata «ridotta di grado» (e non soppressa, come erroneamente si crede) «per mancanza di notizie biografiche sicure da inserire nella liturgia» (come si espresse già sessant’anni fa la Congregazione dei riti), il santo dalla scintillante armatura continua instancabile la sua giusta lotta sulle pareti delle nostre chiese, difendendo i deboli e salvando gli oppressi dalle più terribili minacce, mettendo tutta la sua energia, ma confidando innanzitutto nell’aiuto di Dio.
La leggenda narra che Giorgio fosse un nobile cavaliere errante, originario della Cappadocia (nell’attuale Turchia), di fede cristiana. Apostolo su un bianco cavallo, giunse un giorno nel regno di Silene, in Cirenaica, che era funestato dalla presenza di un terribile drago, la cui forza distruttrice poteva essere contenuta solo da sacrifici umani. Fu proprio il “soldato di Cristo” a salvare dalle fauci del mostro la figlia del re, e come ricompensa non volle né onori né denari, ma che tutto il popolo si convertisse ricevendo il battesimo.
In realtà di san Giorgio non abbiamo notizie storiche e l’unico dato certo è il suo martirio, che avvenne agli inizi del IV secolo in Palestina: sul luogo della sua sepoltura, a Lidda, sorse una basilica che fu centro di culto vivissimo e meta di pellegrinaggi. E laddove mancavano i documenti subentrò la fantasia popolare, attingendo a piene mani anche a racconti mitologici come quello di Perseo e Andromeda. Del resto, già Jacopo da Varagine, il frate domenicano che nel Duecento raccolse i vari racconti agiografici nella sua monumentale Legenda aurea e che ampio spazio dedica proprio a questa vicenda, avvertiva i lettori che la mirabolante avventura del nostro cavaliere non era da considerare in senso letterale, ma simbolico.
La leggenda di san Giorgio, infatti, esemplifica la lotta del bene contro il male, sul modello della battaglia condotta dall’arcangelo Michele, così come è descritta nel libro dell’Apocalisse: testo dal quale, presumibilmente, è tratta anche l’immagine del drago. Ma è anche la narrazione figurata dell’evangelizzazione dei popoli pagani nei primi secoli del cristianesimo, operata attraverso la testimonianza dei “martiri”, appunto. Senza dimenticare che, al tempo delle crociate, la figura del santo cavaliere divenne facilmente il patrono di quanti si dedicavano all’impresa di riconquistare i luoghi santi, con corporazioni e perfino intere nazioni che si misero sotto la sua protezione, dall’Inghilterra all’Etiopia.
L’apparato iconografico, naturalmente, andò di pari passo, tanto che la rappresentazione di san Giorgio che combatte con il drago è in assoluto una delle più diffuse nell’arte cristiana, in epoca medievale ma ancora nei tempi moderni, in Occidente come in Oriente (dove il cavaliere è annoverato fra i megalomartyroi, cioè i santi per eccellenza della tradizione ortodossa).
Non si può tralasciare, inoltre, il fatto che il nome Giorgio, in greco, significa: “uomo della terra”. La qual cosa, d’acchito, sembra contrastare con l’idea di nobiltà che accompagna la vicenda del nostro cavaliere… In realtà, a ben pensarci, questa storia racconta anche l’azione “civilizzatrice” degli uomini nei confronti di ambienti naturali che, ancora in epoca medievale, apparivano selvaggi, inospitali e perfino pericolosi (il drago della Cirenaica, infatti, uccideva con il suo fiato pestilenziale: una metafora, dunque, dei miasmi mortiferi delle paludi).
la nostra chiesa sorge sull'antico tempio dedicato al Santo Cavaliere, San Giorgio in Kemonia, trasformata della seconda metà del '700 in ca****la del monastero degli olivetani, fu dedicata a Santa Maria dello Spasimo, ma il ricordo del santo è in qualche modo rimasto con l'altare laterale dedicatogli e anche grazie all'antica confraternita.

Indirizzo

Via Benedettini 16
Palermo
90134

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
16:30 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:00
16:30 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:00
16:30 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:00
16:30 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:00
16:30 - 19:30
Sabato 16:30 - 19:30
Domenica 10:00 - 12:30

Telefono

+393516525990

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