Caritas Diocesana di Palermo

Caritas Diocesana di Palermo Pagina ufficiale della Caritas Diocesana di Palermo La CARITAS è l’ ORGANISMO PASTORALE della diocesi che promuove la testimonianza della ca**tà.

Un insieme di persone, elementi, azioni e strumenti della comunità ecclesiale, che operano insieme, con prevalente funzione pedagogica, per lo sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale, della pace, con particolare attenzione agli ultimi. La Caritas, non è un'agenzia di servizio sociale, non è un’organizzazione non governativa, non è un’associazione di volontariato, ma un organismo dell

a chiesa, presieduto dal vescovo, con il compito di animare la comunità al senso della ca**tà e della giustizia con uno stile di approccio alla realtà basato sull’ascolto, come capacità di entrare in relazione; sull’osservazione, come capacità di porsi domande, ricercare, approfondire; sul discernimento come capacità di scegliere.

Un sincero ed emozionato grazie di cuore al Rotary Club di Palermo per queste splendide parole e per essere costantement...
06/09/2026

Un sincero ed emozionato grazie di cuore al Rotary Club di Palermo per queste splendide parole e per essere costantemente al nostro fianco.
Giovanna è un dono prezioso per la mensa di San Carlo e per tutta la nostra Caritas diocesana. La sua testimonianza, improntata a una straordinaria e umile quotidianità, ci ricorda ogni giorno che la ca**tà non è un gesto eccezionale, ma uno stile di vita fatto di presenza, ascolto e cura per i più fragili. Grazie al Rotary per questo riconoscimento e per la bella e costante collaborazione: è solo camminando e servendo insieme che si costruisce un vero impatto di speranza per la nostra comunità.

04/09/2026
04/09/2026

“Siamo tutti dentro le fiamme del fuoco che ci hanno tolto Salvatore, e con lui ci hanno tolto la vita. Le fiamme che hanno bruciato lui, la vostra vita, tolgono pure a noi le parole. Quel rogo è frutto di una mano criminale”

Le parole dell'Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice che nella Chiesa Madre di Ciminna ha presieduto le esequie del giovane Salvatore Giglia, morto per le gravi ustioni riportate nel tentativo di arginare l'incendio di alcuni giorni fa / OMELIA ARCIVESCOVO:
https://stampa.chiesadipalermo.it/siamo-tutti-dentro-le-fiamme-del-fuoco-che-ci-hanno-tolto-salvatore-e-con-lui-ci-hanno-tolto-la-vita-le-fiamme-che-hanno-bruciato-lui-la-vostra-vita-tolgono-pure-a-noi-le-parole-lo-strazio-ci-b/

26/08/2026

“Europa in crisi di identità” è il tema della tavola rotonda aperta alla cittadinanza promossa dalla Summer School “Mobilità umana e giustizia sociale” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” giovedì 27 agosto 2026, ore 16.30 Presenti il cardinal Fabio Baggio e gli arcivescovi Corrado Lorefice e Gian Carlo Perego. A conclusione della XIV edizione sul tema “Mobilità umana e giustizia globale”: incontri e scontri di culture, per una cultura dell’interculturalità. Palermo, 24-27 agosto 2026

Tutte le info: https://stampa.chiesadipalermo.it/summer-school-mobilita-umana-e-giustizia-globale-xiv-edizione-incontri-e-scontri-di-culture-per-una-cultura-dellinterculturalita/

17/08/2026

Dal 12 settembre al 21 ottobre un percorso diffuso promosso dal Centro Diocesano Padre Pino Puglisi, tra celebrazioni, testimonianze, incontri e momenti di preghiera nei luoghi che hanno segnato la vita e il ministero del Beato

06/08/2026

Tre incontri dedicati alla partecipazione, al senso di comunità e al legame tra generazioni hanno coinvolto persone senza dimora e operatori nel Centro diocesano San Carlo e Santa Rosalia.

01/08/2026

“A Ceuta un’Europa sempre più disumana conclama il declino della sua civiltà”: l’intervento di Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo e Presidente della Commissione CEI sulle Migrazioni

Quel che è accaduto nell’enclave sp****la in Marocco, a Ceuta, è certamente una trappola dei mercanti di morte e un evento scientemente organizzato e manovrato. Tuttavia, il suo valore simbolico è difficilmente sottovalutabile. È la dimostrazione lampante di un desiderio di libertà e di vita che giunge fino a noi dal Sud del mondo e che non può essere trattato solo come un problema di pubblica sicurezza. Lasciare la propria terra, il proprio paese, non è cosa che nessuna donna e nessun uomo fa a cuor leggero. Partire significa andare verso l’ignoto, lasciare le sicurezze, abbandonare usi, costumi e tradizioni che hanno segnato la propria vita, rischiare l’incolumità di sé stessi e dei propri cari. Quante persone sono morte nel tentativo di attraversare il mare? Le stiamo contando con freddezza, senza renderci conto che sono vite umane, volti, sogni e desideri annegati per la speranza di una nuova patria. Al di là delle necessarie valutazioni politiche e dei provvedimenti legislativi, eventi come quelli di Ceuta rimangono la cartina di tornasole dello squilibrio enorme del mondo, della distribuzione iniqua delle ricchezze, del restringimento delle democrazie in tutto il pianeta (e dei relativi diritti sociali, civili, economici), della crisi climatica. Tutto condensato in quella disperata speranza di Europa dei migranti. Si ripetono così senza fine fatti tragici, nei quali le speranze, i sorrisi, i corpi di tanti, in un attimo, vengono distrutti per decisioni di altri uomini, che si arrogano il diritto di togliere la vita altrui, cancellando come inutili i tanti amori che li hanno messi al mondo. Il rischio è proprio l’anestesia della coscienza, che rende banale il male. Creare torpore, creare coscienze assopite è il progetto occulto dell’Occidente. Prova ne è il modo in cui Ceuta viene raccontata dai governi e dai media del Vecchio Continente (con la solita indefinibile propaggine americana). Una modalità, ai miei e ai nostri occhi, assolutamente terribile. Nessun rispetto, nessuna partecipazione, nessun dolore, nessun senso di umanità, nessuna spiegazione delle ragioni profonde. Solo l’allarme, del tutto infondato dal punto di vista giuridico, di una invasione di fatto impossibile (c’è il mare, c’è Gibilterra tra Ceuta e l’Europa); solo la squalifica, assurda e in verità controintuitiva, di ogni politica di accoglienza e di inclusione. Sta qui il peccato originale dell’Europa odierna di fronte ai migranti: non voler ammettere che si tratta di un fenomeno mondiale, irreversibile, da affrontare e gestire con la politica e non con gli eserciti; che siamo di fronte a un esodo a cui non si può rispondere con accordi ignobili con i paesi terzi, come la Libia di Almasri. Prima di cadere nel sonno che – come la Storia ci ha insegnato – non fa percepire la violenza, il suo scandalo, fino a farla accettare come normale o addirittura necessaria. A Ceuta l’Europa dimostra in maniera lampante la crisi profonda della sua civiltà e dei suoi valori. Rinnega sé stessa in quanto patria del diritto e del riconoscimento di ogni donna e di ogni uomo in quanto appartenenti a una comune umanità, a una fraternità universale che ci supera. Non si rende conto che le soluzioni tipo ‘pannolini caldi’ tolgono il fastidio di un giorno ma preparano la tragedia di domani. E soprattutto, rifiutandosi di pensare e di agire secondo i propri principi e le proprie capacità, l’Europa rischia di condannarsi a morte. La storia ci insegna che i cosiddetti barbari, entrati nel territorio romano, hanno fondato, insieme ai cittadini dell’Impero, una nuova civiltà. Non precipitiamo nella notte della ragione, del cuore e della coscienza.

Indirizzo

Piazza Santa Chiara 10
Palermo
90133

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:30
Martedì 09:00 - 13:30
Mercoledì 09:00 - 13:30
16:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 13:30
Venerdì 09:00 - 13:30

Telefono

+39091327986

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