02/09/2023
*Parte della predicazione degli Apostoli* In questo nostro trattato raggrupperemo i vari passaggi dove Gesù diede ordini riguardanti, il Regno di Dio e il tenore del messaggio da presentare al suo popolo e alle Genti.
Iniziamo con Matteo: Andate dunque, e fate discepoli, battezzandoli “nel nome del padre e del figlio e della Spirito Santo”, insegnando loro di osservare tutte le cose che vi ho comandato. Matteo 28: 19-20. Alcuni sostengono che la formula del battesimo nel nome del…, sia Interpolazione ossia “aggiunzione”.
Scrisse Marco: Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo a ogni creatura; chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato, ma chi non ha creduto, sarà condannato, Marco 16:15-16. “Si noti che Marco non fece alcun accenno ad una formula da usare per battezzare… Scrisse di usare il nome di Gesù solo per i segni e opere.
Scrisse Luca: Nel suo nome si predicasse il ravvedimento e il perdono dei peccati a tutte le genti cominciando da Gerusalemme Luca 24; 47…. Anche Luca, non fece accennò a qualche formula per battezzare. Luca Scrisse anche: Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e sino all’estremità della terra” Fatti 1:8.
Diciamo subito che Il punto principale qui, non è il “BATTESIMO” ma la PREDICAZIONE. Quindi, da Matteo fu detto di, trasmettere gli insegnamenti; da Marco fu detto di, predicare solo l’Evangelo; da Luca fu detto di, predicare ravvedimento e Perdono; da Giovanni che Gesù disse a Pietro, di Pascere le pecore e gli Agnelli. “I fedeli”.
Domanda 1° Quale era dunque il tenore del messaggio Apostolico, e sin dove si potevano inoltrare di loro iniziativa con la parola visto che il nuovo testamento ancora non esisteva? Gesù anti vedendo il pericolo di aggiunzioni arbitrarie alla sua volontà nel predicare, e volendo impedire che si illudessero nel credere che tutti quelli che avrebbero udito la loro predicazione si convertissero disse loro: “Nessuno può ve**re a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira ”Giov. 6:44; dunque agli apostoli era proibito credere ad' una conversione di massa, o, l’illusione di convertire usando di propria iniziativa la conoscenza, poiché sta scritto: “il salvare appartiene al Signore, Salmo 3:8 non all’uomo”; parole confermate da Gesù in Giov. 6:45“ E tutti saranno ammaestrati da Dio” non dall’uomo; già predetto da Isaia Cap.54:13. A conclusione, gli Apostoli nel predicare erano limitati a presentare il regno di Dio “che è Gesù” la sua giustizia, e la vita Eterna. Lo S. Santo avrebbe “Ha” l’azione di convincere. Quanto detto non lascia spazio all’iniziativa arbitraria dei predicatori.
Passiamo adesso alla dottrina che crediamo sia più importante: Il predicatore che ha ricevuto conoscenza del figlio Matteo 11:27 “che prima era solo il segreto del Padre” può arbitrariamente comunicare tale luce o dottrina di sua iniziativa alle anime ancora all’oscuro di tale rivelazione? Rispondiamo; Basandoci sulle tante religioni ormai esistenti a causa di aver anticipato Dio nel presentare tali conoscenze di propria iniziativa, la risposta è NO. Lo prova Gesù con le parole dette ai dotti religiosi in Matteo 23: 15 voi scorrete il mare e la terra, per fare proseliti: cioè gente piena di cultura ma senza conoscenza di Dio, e senza la grazia. Quindi per la massa che seguiva e segue gli indottrinati, non Gesù, non vuol dire che siano convertiti o salvati; Perché Mancando la rivelazione diretta da Gesù, resta solo una dottrina, ossia, cibo per la mente dei religiosi, i quali, non conoscono ne il padre ne il figlio vedi Giov. 8:19; conclusione: la loro resta, Religione volontaria, apparente ma mancante di Dio e del suo governo. Dunque i predicatori dovrebbero attendere che il figlio decida a chi rivelare la conoscenza del mistero Divino. La stessa tesi vale per ogni forma di Dottrina nata dall’uomo, perché; “solo Dio ammaestra con verità, non l’uomo”.
E ancora; Il predicatore, non può ne deve sperare nella propria certezza o cultura quando espone la parola. Gesù fu chiaro a tale proposito quando fece loro udire il dialogo che ebbe col Padre sulle cose attinenti al Regno; dal Padre, furono destinate esclusivamente ai piccoli fanciulli Matteo 11: 25, non ai Savi e intendenti; ne consegue che se il predicatore si illude di convincere chi che sia, con la propria bravura e cultura, pecca. E ancora, chi ha udito e si vuole avvicinare a Dio di propria iniziativa, senza la chiamata del padre, per costoro, non vi è conversione, ne può diventare come piccolo fanciullo senza la conversione “nuova nascita”, non può entrare nel Regno Matt. 18:3.
E ancora, Il predicatore non è il mezzo o la porta per entrare nel Regno di Dio e nella sua verità, quello è e rimane il privilegio, appartenente solo a Gesù Cristo, ecco perché attestò: “Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me, sarà salvato” Giovanni 10:9 … Non sarà dunque per la frenesia o bravura del predicatore nel voler far sapere ciò che ancora il figlio non ha rivelato per convertire; difatti nei profeti sta scritto a tale proposito: “E tutti saranno ammaestrati da Dio” Giov. 6:45; non dall’uomo. Ogni uomo dunque che ha udito e imparato dal Padre “dallo Spirito” viene a me; e Io non lo caccerò fuori dice Gesù vedi in Giov. 6:37. “Concludiamo”. Badiamo bene dunque a non anticipare Mai lo Spirito Santo per convincere il prossimo con dottrine, o di peccato, di Giustizia e di Giudizio, Giovanni 16:8: chi lo ha fatto in precedenza, o ancora lo fa incorre nella condanna di Dio.