Dalla bibbia

Dalla bibbia Pagina usata per far conoscere il contenuto della bibbia Le sacre scritture. Il libro più conosciuto in questo nostro mondo.

Attraverso di esse si viene a conoscenza della storia della civiltà, di come esse abbiano influenzato e indirizzato gli uomini, perché da esse illuminati e guidati nella conoscenza dell’unico e vero Dio e colui che egli ha mandato, Gesù Cristo. Scritture preparate da uomini che a loro volta hanno parlato sotto il flusso dello Spirito santo. Le conclusioni di tali scritture sono e continuano ad ess

ere influenzate dalla posizione presa da ciascuno nei confronti di esse, ma come detto da San Paolo “Galati 6:16” a tutti quelli che cammineranno secondo questa regola sia pace e misericordia. A tutti coloro che rimangono interessati a tali scritture “la bibbia” mettiamo a conoscenza che periodicamente e con i ritagli di tempo che ci rimangono pubblicheremo delle parti di esse secondo che lo Spirito ci spingerà “un po’ qui un po’ là Isaia 28:10.”

*Parte della predicazione degli Apostoli*                                                                               ...
02/09/2023

*Parte della predicazione degli Apostoli* In questo nostro trattato raggrupperemo i vari passaggi dove Gesù diede ordini riguardanti, il Regno di Dio e il tenore del messaggio da presentare al suo popolo e alle Genti.
Iniziamo con Matteo: Andate dunque, e fate discepoli, battezzandoli “nel nome del padre e del figlio e della Spirito Santo”, insegnando loro di osservare tutte le cose che vi ho comandato. Matteo 28: 19-20. Alcuni sostengono che la formula del battesimo nel nome del…, sia Interpolazione ossia “aggiunzione”.
Scrisse Marco: Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo a ogni creatura; chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato, ma chi non ha creduto, sarà condannato, Marco 16:15-16. “Si noti che Marco non fece alcun accenno ad una formula da usare per battezzare… Scrisse di usare il nome di Gesù solo per i segni e opere.
Scrisse Luca: Nel suo nome si predicasse il ravvedimento e il perdono dei peccati a tutte le genti cominciando da Gerusalemme Luca 24; 47…. Anche Luca, non fece accennò a qualche formula per battezzare. Luca Scrisse anche: Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e sino all’estremità della terra” Fatti 1:8.

Diciamo subito che Il punto principale qui, non è il “BATTESIMO” ma la PREDICAZIONE. Quindi, da Matteo fu detto di, trasmettere gli insegnamenti; da Marco fu detto di, predicare solo l’Evangelo; da Luca fu detto di, predicare ravvedimento e Perdono; da Giovanni che Gesù disse a Pietro, di Pascere le pecore e gli Agnelli. “I fedeli”.
Domanda 1° Quale era dunque il tenore del messaggio Apostolico, e sin dove si potevano inoltrare di loro iniziativa con la parola visto che il nuovo testamento ancora non esisteva? Gesù anti vedendo il pericolo di aggiunzioni arbitrarie alla sua volontà nel predicare, e volendo impedire che si illudessero nel credere che tutti quelli che avrebbero udito la loro predicazione si convertissero disse loro: “Nessuno può ve**re a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira ”Giov. 6:44; dunque agli apostoli era proibito credere ad' una conversione di massa, o, l’illusione di convertire usando di propria iniziativa la conoscenza, poiché sta scritto: “il salvare appartiene al Signore, Salmo 3:8 non all’uomo”; parole confermate da Gesù in Giov. 6:45“ E tutti saranno ammaestrati da Dio” non dall’uomo; già predetto da Isaia Cap.54:13. A conclusione, gli Apostoli nel predicare erano limitati a presentare il regno di Dio “che è Gesù” la sua giustizia, e la vita Eterna. Lo S. Santo avrebbe “Ha” l’azione di convincere. Quanto detto non lascia spazio all’iniziativa arbitraria dei predicatori.
Passiamo adesso alla dottrina che crediamo sia più importante: Il predicatore che ha ricevuto conoscenza del figlio Matteo 11:27 “che prima era solo il segreto del Padre” può arbitrariamente comunicare tale luce o dottrina di sua iniziativa alle anime ancora all’oscuro di tale rivelazione? Rispondiamo; Basandoci sulle tante religioni ormai esistenti a causa di aver anticipato Dio nel presentare tali conoscenze di propria iniziativa, la risposta è NO. Lo prova Gesù con le parole dette ai dotti religiosi in Matteo 23: 15 voi scorrete il mare e la terra, per fare proseliti: cioè gente piena di cultura ma senza conoscenza di Dio, e senza la grazia. Quindi per la massa che seguiva e segue gli indottrinati, non Gesù, non vuol dire che siano convertiti o salvati; Perché Mancando la rivelazione diretta da Gesù, resta solo una dottrina, ossia, cibo per la mente dei religiosi, i quali, non conoscono ne il padre ne il figlio vedi Giov. 8:19; conclusione: la loro resta, Religione volontaria, apparente ma mancante di Dio e del suo governo. Dunque i predicatori dovrebbero attendere che il figlio decida a chi rivelare la conoscenza del mistero Divino. La stessa tesi vale per ogni forma di Dottrina nata dall’uomo, perché; “solo Dio ammaestra con verità, non l’uomo”.
E ancora; Il predicatore, non può ne deve sperare nella propria certezza o cultura quando espone la parola. Gesù fu chiaro a tale proposito quando fece loro udire il dialogo che ebbe col Padre sulle cose attinenti al Regno; dal Padre, furono destinate esclusivamente ai piccoli fanciulli Matteo 11: 25, non ai Savi e intendenti; ne consegue che se il predicatore si illude di convincere chi che sia, con la propria bravura e cultura, pecca. E ancora, chi ha udito e si vuole avvicinare a Dio di propria iniziativa, senza la chiamata del padre, per costoro, non vi è conversione, ne può diventare come piccolo fanciullo senza la conversione “nuova nascita”, non può entrare nel Regno Matt. 18:3.
E ancora, Il predicatore non è il mezzo o la porta per entrare nel Regno di Dio e nella sua verità, quello è e rimane il privilegio, appartenente solo a Gesù Cristo, ecco perché attestò: “Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me, sarà salvato” Giovanni 10:9 … Non sarà dunque per la frenesia o bravura del predicatore nel voler far sapere ciò che ancora il figlio non ha rivelato per convertire; difatti nei profeti sta scritto a tale proposito: “E tutti saranno ammaestrati da Dio” Giov. 6:45; non dall’uomo. Ogni uomo dunque che ha udito e imparato dal Padre “dallo Spirito” viene a me; e Io non lo caccerò fuori dice Gesù vedi in Giov. 6:37. “Concludiamo”. Badiamo bene dunque a non anticipare Mai lo Spirito Santo per convincere il prossimo con dottrine, o di peccato, di Giustizia e di Giudizio, Giovanni 16:8: chi lo ha fatto in precedenza, o ancora lo fa incorre nella condanna di Dio.

L’Inganno delle convinzioni personali. Quando un novizio “uno che ha accettato da Poco l’Evangelo” inizia il suo percors...
01/03/2023

L’Inganno delle convinzioni personali. Quando un novizio “uno che ha accettato da Poco l’Evangelo” inizia il suo percorso di credente, Ha il dovere di accertarsi se Cristo ha fatto dimora nel proprio cuore, come è scritto in Giov. 14:23 Io e il padre faremo dimora presso di lui. Non è scontata la sua abitazione nel cuore, poiché come si legge nel Cantico dei cantici Cap. 5:2 a 6 per motivi carnali la sposa non gli ha permesso di entrare perché tenne la porta “del cuore” chiusa. Per cui la stanza, rimane spazzata e adorna ma senza che alcuno vi abiti. A quel punto la forza spirituale avversa, come sta scritto in Matteo 12: 43 a 45 tornando a visitare quel credente e non vedendo Cristo come abitante in quella stanza, va a chiamare 7 spiriti peggiori di lui i quali, si impossessano nuovamente di quella stanza “di quel credente”. Per evitare equivoci e confusione spirituale citiamo il dire di Giovanni nella prima Epistola 5:19 dove Sta scritto che tutto il mondo giace nel maligno, per cui, chi è stato liberato dello spirito del mondo accettando Gesù Cristo come personale salvatore, si ritrova ad avere la stanza del cuore spazzata e adorna ma senza avere sperimentato la nascita dello spirito, come affermò Gesù a Nicodemo in Giov. 3:6. Ecco un suggerimento: Il credente se non vuole che la sua condizione spirituale peggiori 7 volte, deve assicurarsi se nel proprio cuore vi abiti Cristo e se la propria vita è amministrata da lui; Signore, padrone e sposo della chiesa, o continuare per scelta a vivere una vita da religioso osservatore della bibbia come viveva Nicodemo fino all’incontro col Signore avvenuto in quella notte, in quel caso, senza essere cittadino del cielo e pieno di grazia.

Capo scoperto. Capo coperto  Trattato sul Capitolo 11 della prima epistola ai Corinzi. In questo nostro trattato mettere...
25/02/2023

Capo scoperto. Capo coperto Trattato sul Capitolo 11 della prima epistola ai Corinzi.
In questo nostro trattato metteremo In evidenza cosa vedono nelle scritture coloro che affermano di avere la vista spirituale e che sanno intendere bene quando leggono la parola di Dio, a proposito del su detto Capitolo. L’argomento che qui tratteremo è il Comandamento sul capo coperto dell’uomo e della donna, durante la preghiera, l’adorazione e il profetare.
Diciamo subito che ubbidire ad un ordinamento di Dio dorante il periodo che si sta alla sua presenza, non ha niente a che vedere sul come l’uomo e la donna si comportano nella vita privata; Perché di quella, sbagliata o giusta che sia ne risponderemo tutti, non all’uomo ma personalmente a Dio.

Al Soggetto. Si è constatato che in intere comunità le donne durante il culto non tengono più il capo coperto. Sarà per erronea interpretazione dei passi in questione, o per spirito di ribellione, o perché quel’ordine non si ritiene più in vigore, o era valevole solo per i Corinzi; sta di fatto che pregano col capo scoperto.

Iniziamo il trattato con la proibizione per l’uomo Il V.4 dice: Ogni uomo che prega o profetizza col capo coperto - fa vergogna al suo Capo. Dicendo Capo coperto fa riferimento alla sua testa, Mentre fare vergogna al suo capo, spiega nel V.3 che Cristo è il capo dell’uomo, perciò fa vergogna a Gesù. Si noti la differenza tra capo “uguale” testa e capo “uguale” Cristo; Perciò senza equivoci, Dio proibisce all’uomo l’uso di ogni tipo di copri capo: di velo, o berretto, cappello ecc. solo durante la funzione. Alla fine, è libero di indossarli a suo piacere.

Alla donna nel V.5 dice il contrario: ma ogni donna che prega o profetizza col capo scoperto - fa vergogna al suo capo. Come già detto sopra per Capo scoperto vuol dire testa senza velo, cappello o copricapo; mentre fare vergogna al suo capo, sempre nel V. 3 dice che il suo capo è l’Uomo, di seguito dice: che anche Cristo ha un capo superiore che Non è la sua testa ne i suoi capelli, è Dio. Ognuno dunque deve onorare il suo capo. Concludiamo, col V. 13: che dice: giudicate fra voi stessi. E’ conveniente che la donna preghi senza essere coperta? Cioè senza copricapo!..
Parliamo adesso dei Capelli. Anche l'uomo possiede i capelli, e ordinandogli di pregare col capo scoperto: per ubbidire all’ordine, dovrebbe rasarsi prima di pregare, visto che alcuni scambiano i capelli per copertura?.... Certo che No! Tale ipotesi varrebbe Se per copertura si intendesse capelli! Si legga in Ez. Cap. 44:20: dice: non si raderanno il capo né si lasceranno crescere i capelli, ma li taglieranno regolarmente; perciò l’uomo non li può tagliare; anche nel Salmo 68:21dice che schiaccerà la testa a quelli che portano chioma; perché è disonore portarla 1Cor. 11: 14; anche in Levitico 19:27 proibisce solo certi tagli, sia dei capelli che della barba. Dunque, capo scoperto non vuol dire senza capelli, ne capo coperto vuol dire di capelli.
Passiamo adesso al V.15 dice: se la donna porta la chioma, ciò è per lei un onore; “non ad onore di Dio, ne dell’uomo”. Lo prova il verso 6 dove fa la differenza tra capelli e copertura: dice: se la donna non si copre, “con velo o altro” si faccia pure tagliare i capelli o rasare. Quindi copertura non significa “capelli ne chioma”; ma un copricapo da usare solo quando prega o profetizza.

Perciò, Iddio non le proibisce di portare i capelli, Le ordina solo di coprirsi il capo quando sta alla sua presenza, tutto qua. Per finire: la donna è la gloria dell’uomo V. 7 è deve onorarlo col capo coperto; l’uomo è la gloria di Cristo e deve onorarlo col capo scoperto; così Come Cristo onora il suo Capo che è Dio; si tratta dunque di un atto di “Dipendenza e Sottomissione”. E ancora: Forse Dio alla donna canuta, “senza capelli” ordina di aspettare che gli crescano per poter pregare?.... Certo che No… Forse quella dovrebbe procurarsi una parrucca da usare solo al momento della preghiera?.... “Magari se ne è capace può farseli spuntare come magicamente ogni qual volta che deciderà di pregare”! … Donne del Signore che affermate di amarlo e di volerlo servire! “non seguite certe guide” quelli, dimostrano che hanno in odio Dio e la sua parola, sono solo Cianciatori: Cosa sperano di vedere attraverso una luce non chiara?.. Dunque, i capelli o chioma, come conferma in (Apocalisse 9:8) rimangono come copertura che la donna deve sempre avere sul capo; ma alla presenza di Dio, deve avere in aggiunta un copricapo.
Per finire. Ci permettiamo una esortazione per tutti coloro che temono Dio; Fratelli, quando pregate il Signore, o profetizzate, studiatevi di non avere un copri capo, offendereste Cristo. Sorelle, se per voi è un onore avere i capelli in testa o la chioma, fatelo, ma quando vi accingete a pregare, o quando il Signore vi dà di profetizzare, assicuratevi che il vostro capo sia coperto; “se di velo o di altro genere” perché se non lo fate disubbidite ad un ordine di Dio, dato alla donna subito dopo il peccato di Eva vedi (Genesi 3: 16). Concludiamo col Verso 16 se alcuno vuol essere contenzioso, noi non abbiamo una tale usanza e
neppure le chiese di Dio. (“l’usanza di disubbidire ad una legge di Dio”).

Riflettendo su ciò che evince nella mente di molti credenti.Se il credente  si  esaminasse oggi, eviterebbe domani la de...
25/11/2022

Riflettendo su ciò che evince nella mente di molti credenti.
Se il credente si esaminasse oggi, eviterebbe domani la delusione nell’udire Gesù che rivolgendosi agli illusi dirà, in (Mat. 7: 23) “Io non vi ho mai conosciuti” i quali però vivono convinti di entrare in cielo per le molte opere che possono fare durante la loro vita.
l’argomento lo Inizieremo con il consiglio di Gesù dato a quelli che avevano creduto in lui. In (Giov. 8:31) disse loro: se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli. conferma In (Giov.15: 4), “dimorate in me e Io dimorerò in voi”: sappiamo che dimorare Significa Abitare, perciò “abitate in me e io abiterò in voi”; un esempio lo troviamo in (Giov. 1: 38) che i due discepoli di Giovanni chiesero a Gesù, nella vecchia Diodati: dove dimori? Oggi però nella nuova Diodati è tradotto, dove Abiti. Come si può dimostrare che Cristo dimora “Abita” in noi? Dal parlare, difatti è scritto in (Mat. 12:34) che “la bocca parla dall’abbondanza del cuore” dunque, se il cuore è pieno di Gesù e vi abita, ne è piena anche la bocca e ne parla; altrimenti parla sempre di se stesso o di tutto tranne che di lui. Tornando a (Giov. 8: 32) Gesù Seguendo il discorso dice: conoscerete la verità e la verità vi farà liberi; qui ci chiediamo: liberi da cosa o da chi? Per poter dare una risposta chiara, Useremo le Parole di Paolo dette ai Corinzi (nella seconda Epistola al capo 5:17); dice: Se dunque uno è in Cristo...Dentro lui “Egli è una nuova creatura. “chiediamo: Siamo noi in Cristo “dimoranti o abitanti dentro lui?” proprio come se Gesù fosse la nostra abitazione. Dunque, solo se dimoriamo in lui parola, siamo suoi discepoli (Giov. 8:31). Paolo continua dicendo: “le cose vecchie sono passate, e tutte le cose sono diventate nuove”; per spiegare il significato di nuova creatura useremo le parole che Gesù disse a Nicodemo in (Giov. 3:3) “se uno non è nato di nuovo, cioè rinato di acqua e di Spirito” V.5 non è una nuova creatura; per cui, se il credente non sperimenta la già detta Nuova nascita, non potrà mai vivere la nuova condizione di vita per come asserisce Paolo. Conseguentemente la vita di quei tali rimane una vita senza Cristo, quindi ancora schiavi di colui che regna nelle tenebre; vive perciò senza conoscere ne Cristo , ne la libertà. illudendosi però di fare parte del regno di Dio con la pretesa di entrarvi. Il risultato finale contrariamente sarà, una eternità lontana, in perdizione eterna.

Raccolta di ciò che si dice in giro sul battesimo Cristiano.         Prima di iniziare il nostro argomento, ci teniamo a...
16/07/2022

Raccolta di ciò che si dice in giro sul battesimo Cristiano.
Prima di iniziare il nostro argomento, ci teniamo a puntualizzare che crediamo a tutta la scrittura, “la Bibbia”, nella quale tra l’altro, troviamo scritto che l’Eterno è uno (Deut. 6:4) Creatore di tutte le cose. Diciamo Ciò, a scanso di equivoci che potrebbero degenerare in dibattiti e discorsi dottrinali vani e inutili. Al soggetto Battesimo; Metteremo da subito in parallelo il dire di Matteo, con quello di Luca. Matteo scrisse che Gesù ordinò ai discepoli, divenuti in seguito Apostoli, di battezzare i novizi “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Matteo 28:19). Pietro per come scrisse Luca nei (Fatti 2:38) disse diversamente: “e ciascuno di voi sia Battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati”. Adesso mettiamo insieme parte di ciò che si dice in giro sulle due formule per capirci qualcosa. C’è chi afferma che quella trascritta in Matteo, manca nei manoscritti originali, affermando che venne arbitrariamente introdotta da coloro che credono nell’esistenza di tre Dii, o un dio a tre teste, o un dio che fa l’attore; impersonando; prima da padre, poi da figlio e per finire come Spirito Santo .Ipotizziamo! Se quanto si dice in giro sull’aggiunzione, corrispondesse a verità! quanta credibilità si può avere nella bibbia che usiamo tutti i giorni? Di sicuro eviteremmo di menzionarla, colpevolizzando i traduttori, che hanno manipolato le scritture, pur sapendo che sta scritto: non aggiungere ne togliere (Apoc. 22:18-19; Per cui, se quella formula rimane solo un’aggiunzione, allora Gesù secondo Matteo non lasciò alcuna formula agli Apostoli, perciò chiediamo: li ha forse lasciati liberi di agire, magari come fu libero di agire Giovanni il Battista che scelse il tipo di battesimo da usare?). Se la notizia dell’aggiunzione risultasse falsa e Gesù avesse veramente ordinato di battezzare nel nome dei tre, in quel caso Pietro risulterebbe mendace e disubbidiente, inventore della formula “nel nome di Gesù Cristo” (Fatti 2:38). Riflettiamo su ciò perché non è un fatto da lasciare insoluto!. Se Pietro invece l’ebbe rivelata dal Padre, come quando gli rivelò che Gesù è figlio di Dio (Mat. 16:16) in quel caso si dovrà ipotizzare che Gesù abbia sbagliato o si sia espresso male, causando confusione che dura sino ai nostri giorni. In quel caso Il padre avrebbe rimediato all’errore del figlio, rivelando a Pietro la giusta formula, come già detto “nel nome di Gesù”. E ancora: Se la formula di Matteo fosse esistente ed esatta, in quel caso Pietro non volle presentare una formula, ma semplicemente informare i novizi che loro, non essendo servitori riconosciuti, come lo erano i Sacerdoti, si permettevano di battezzare perché furono costituiti ministri da Gesù, è l’ordine lo ricevettero direttamente da lui; come a dire: “battezziamo per sua autorizazione; “ossia, per comando di Gesù” nel suo nome. Si legga nei (Fatti 4: 7) che i Sacerdoti gli chiesero: con quale potere e nel nome di chi fate questo? Nel (V. 18) chiarisce che la proibizione fu di non parlare ne di insegnare nel nome di Gesù; C’è dell’altro.. Se Gesù non lasciò alcuna formula, allora è conforme a quanto scrisse (Marco al Cap. 16:16) che dice: “chi ha creduto e ed è stato battezzato sarà salvato”. Si noti che marco non presentò alcuna formula, e anche che il battesimo evitò di introdurlo nelle opere da fare nel nome di Gesù (V, 17). Un’ipotesi: E possibile che Gesù li abbia lasciati liberi di decidere quale formula usare? Magari Perché per lui, ha valore la confessione di averlo accettato come personale salvatore! Si sa pure che l’immersione nelle acque sta a simboleggiare la morte e la resurrezione. Vogliamo ricordare che nei Fatti degli Apostoli e nelle Epistole, non si trova una sola scena dove un battezzatore dentro le acque dica: Io ti battezzo nel nome del padre del figlio e dello Spirito santo, O, Io ti battezzo nel nome di Gesù; troviamo solo, “E ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù”; nei (Fatti 2:41) “furono battezzati in quel giorno” ma dentro le acque, cosa dissero? Sembra che il novizio per essere salvato debba solo confessare Gesù Cristo come personale salvatore. Per tanto dopo aver presentato in parte ciò che si dice in giro, pensiamo che sia di salute spirituale evitare i continui dibattiti, dove si vede del continuo che ognuno tira la corda cercando di far cadere colui che la tira dalla estremità opposta. Il nostro credo; “Non è una formula che salva ma l’unico e vero Dio”.

Il potere di Dio nella salvezza attraverso Cristo                                                                       ...
05/03/2022

Il potere di Dio nella salvezza attraverso Cristo Come afferma Paolo ai Romani Cap. 1: 16 il potere divino è stato manifestato attraverso l’Evangelo predicato, vissuto e dimostrato dal suo figlio Gesù il Cristo. Si riscontra in oltre che I quattro Evangeli ci dicono anche che nel suo tempo, “di Gesù” molti hanno provato ad avvicinarsi a lui per curiosare: a scopo culturale; come avversari; perché malati; per convenienza. Quelli, Hanno persino provato ad accettare quanto veniva da lui predicato, ma senza un risultato positivo; “vera e sincera conversione”: come mai? Il libro stesso ci da la spiegazione; si legge che Paolo da dopo convertito in un suo viaggio missionario si trovò ad evangelizzare nella città di Filippi, nel racconto si riscontra che una donna di nome Lidia “una mercante di porpora” bene ascoltava la predica di Paolo, ma se non ci fosse stato per l’intervento del Signore che gli apri il cuore, sarebbe rimasta una semplice uditrice e nulla più; vedi nei Fatti al Cap. 16: 14. Ancora al presente fra i tanti che professiamo Cristo, non mancano i molti uditori spinti forse dagli stessi motivi elencati sopra; A conferma di quanto detto dell’azione di Dio su Lidia, evidenziamo che Dio già dal tempo che ha cercato un re per Israele fece un giro tra il popolo e prima di ungere Davide investigò il suo cuore e lo trovò secondo il suo Fat.13:22. Non volendoci fermare ai due casi; su Lidia, e sul Re Davide; citiamo le parole di Gesù dette a proposito di questo argomento, si trovano nell’ Evangelo di Giov. 6:44 è scritto: “nessuno può ve**re a me se il padre non lo attira”. Dunque è il Signore che apre il cuore di tutti coloro che sono disposti per il suo regno, i quali sono pronti a credere le parole dettegli dal padre nel cuore quando da esso è visitato, o; per mezzo i tanti unti e consacrati che presentano il suo figliolo Cristo e la salvezza. Per quanto riguarda al potere di Dio, esso si manifesta nell’invisibile ma percepibile dall’anima, Si legga in Luca 17:21 la conferma; “non si dirà eccolo qui o; eccolo la; perché avviene dentro al cuore”; l’evidenza la troviamo nell’evangelo di Marco Cap. 2: 5 quando Gesù disse al paralitico portato da quattro persone in una barella: i tuoi peccati ti sono rimessi; quell’opera avvenne invisibilmente nel cuore di quel malcapitato; quell’azione, venne poi seguita dalla visibile guarigione del corpo. Chiaro è che Dio, come troviamo scritto nel libro dei Romani Cap 1:19 “è da sempre manifesto in loro”; una presente azione continua nell’invisibile, cioè non percepibile dai sensi naturali che si trovano nell’uomo. Concludiamo la nostra riflessione con le parole di Paolo; “Il Signore conosce quelli che sono suoi 2 Timoteo 2:19”. L’Eterno ci sia propizio come sempre: perdonandoci, convertendoci e tirandoci sempre a se.

Imparando a conoscere il padre della Misericordia.                                                                      ...
12/11/2021

Imparando a conoscere il padre della Misericordia. Oggi con l’aiuto di Dio in questo nostro scritto, metteremo in evidenza il dire di S. Paolo in 2Cor. 1:3 che dice: “Dio è il padre del nostro Signore Gesù Cristo, padre delle misericordie e il Dio di ogni consolazione. … Quell’affermazione è credibile, perché viene da uno che veramente ha sperimentato sulla propria pelle cosa fosse la misericordia di Dio; lui che nel passato gli fu nemico per ignoranza, vedi 1Tim. 1:15-16 e fu graziato per misericordia. … Davanti ad una tale testimonianza; anche noi attestiamo che è Buona cosa avere propositi santi per accorciare le distanze con chi ci ha creati; Spece se al presente stiamo scoprendo come Davide, la verità sulla nostra vita; lui scrisse nel Salmo 51: 5 “io sono stato formato nell’ iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato; parole scritte dall’uomo dal cuore secondo Dio, vedi 1°Samuele 13: !4 e nei Fatti 13:22”… Vale dunque la pena dopo aver imparato a conoscersi nel cospetto del suo creatore, iniziare il percorso per acquisire piena conoscenza di un tale padre che mostra di non vedere la nostra natura peccaminosa; … Chiaro è che si interessa in prima del cuore se è sincero o malvagio; da li inizia il lavoro per cambiare la nostra natura … E chiaro che questa parola vale per chi desidera essere cambiato e vivere della sua pace che solo lui sa dare; in seguito vivere l’eternità nel suo cospetto. … Avendo perciò conoscenza di un così grande Dio, Non è errato attestare che il figlio sia la misericordia incarnata e la consolazione per molti. Così ogni credente, dopo che ha ricevuto la sua luce e scoperta “la verità su se stesso, che non è diversa da quella del re Davide” … DÌ seguito, Dopo molte prove, scoprendo l’incapacità di cambiare o resistere alle naturali carnalità; Riteniamo di vitale importanza fare appello alla sua misericordia, cioè “al figlio” . Il quale senza esitare inizierà “se ancora non lo ha già fatto” il processo di cambiare il nostro modo di vivere, tramite un cuore nuovo e una mente rinnovata. Che si compia in tutti noi il miracolo … esattamente come avvenne con Saul dopo che fu designato come re in Israele: si legga in (1Sam. 10:9) è scritto che il suo cuore fu mutato, badando bene nel proseguo, di non imitarlo in una condotta da disubbidiente come fu la sua; faremmo la sua stessa fine vedi 1Sam. 15:11. … Dio ci benedica.

Raggruppamento delle notizie sul Cristo prima di incarnarsi.                  Argomento questo molto dibattuto dagli est...
14/05/2021

Raggruppamento delle notizie sul Cristo prima di incarnarsi.
Argomento questo molto dibattuto dagli estremisti religiosi.
Noi, conoscendo l’ordine impartito da Gesù agli Apostoli di questo tenore: “andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo”; non abbiamo intenzione di continuare ad argomentare su Cristo, perché a parere nostro, servirebbe solo ad alimentare l’astio. Limiteremo perciò lo scritto su quanto dice la bibbia di lui Prima che si incarnasse nel corpo a cui venne posto il nome Gesù. La raccolta sull’argomento sarà accompagnata da interrogativi per un aiuto a chi volesse riflettere sull’argomento. Iniziamo perciò con il libro dei Proverbi (Cap. 8:12) nel quale lo Spirito viene chiamato Sapienza, nel V.22 dice che l’Eterno lo possedette sin dall’eternità, domanda: vuole forse significare dentro l’Eterno? Nel V. 30 dice che era Presso l’Eterno come architetto, che assieme progettarono e crearono; domanda: erano forse due volontà vicine e concordi, di pari sentimento? Nel V31 Dice che si deliziava con i figli degli uomini, domanda: “era dunque uno spirito che si compiaceva nel vedere come gli uomini vivevano?” Altra notizia la prendiamo dall’epistola agli Ebrei (Cap. 10: 5-7); quella entità disse entrando nel mondo, mi hai preparato un corpo … Allora Io ho detto: Ecco Io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me; io vengo per fare o Dio la tua volontà”. Parole già dette da Davide nel (salmo 40: 7,8); entrambe le scritture sembra vogliano far credere nell’esistenza di due entità di spirito che dialogano tra loro. domanda: chi fu dunque a parlare con Dio, offrendosi di scendere sulla terra e incarnarsi nel grembo di Maria? Vogliamo chiarire che ci limitiamo alle sole domande per evidenziare che nella bibbia esistono anche queste scritture ma sembrano ignorate di proposito dagli estremisti per evidenziare la propria dottrina. Andiamo avanti; I versi che seguono come a voler contraddire quanto detto, ci rivelano che vi è un solo Dio; ne presentiamo solo due per non dilungarci, vedi “Deut. 4:35 Affinché si riconosca che l’Eterno è Dio e Non v’è alcun altro fuori di lui” (Is. 43:10); prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me non ve ne sarà alcuno. Davanti a tali affermazioni diventa arduo dare risposta esaudente su chi possa essere stato a parlare con Dio. Pensare che Il corpo a cui venne dato il nome Gesù, che esistesse da sempre, non è scritto; di quello, l’Eterno stesso ne aveva già parlato al serpente in (Gen. Cap. 3:15) disse “Il seme di lei ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno”; ma si trattò di una profezia che si doveva adempiere con Maria. Trascriviamo comunque delle ipotesi presentate da alcuni religiosi a riguardo; dicono: “forse fu un angelo a parlare” Altri dicono: “forse parlò Dio facendo un monologo” vogliamo Ricordare qui che quanto non è scritto cioè: l’opinione personale, il secondo me, a parer mio, tutta fantasia che non ci è dato di aggiungerla alla rivelata parola di Dio: chi fu dunque a parlare? Andiamo avanti con altre scritture. In (Esodo 23: 20,21) l’Eterno disse a Mosè, Io mando un angelo davanti a te “il mio nome è in lui” Or sappiamo che solo Dio ha il diritto di dire “Io sono” perché è Eterno (Es. 3:14), mentre gli angeli sta scritto che sono stati creati in secondo tempo (Salmo 33:6) Chi è dunque quella entità o Angelo che porta il suo nome! Un angelo Può identificarsi nell’Io sono? Intanto In (Giov. 8:58) Gesù disse: Prima che Abrahamo fosse nato Io sono; in quella occasione, crediamo che non abbia parlato la volontà umana perché aveva appena 30 anni domanda: in quella occasione Gesù, si identificò nell’angelo che porta il nome di Dio o in Dio stesso? Altre scritture ci dicono che Esso angelo, prima di incarnarsi, di tanto in tanto appariva ai vari servi di Dio con forma umana, nominato l’Angelo di Dio (Gen. 21: 17); Ecco di lui un esempio inconfutabile: Il patriarca Giacobbe, nel capo (32 dal V. 24) “dice che di notte, lottò con un uomo”; domanda: Giacobbe lottò con un angelo o con Dio? a sua volta l’uomo o angelo disse nel (Verso 28), “poiché tu hai lottato con Dio e con gli uomini, ed hai vinto”; intanto Giacobbe affermò nel (Verso 30) “ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è stata risparmiata”; domande: era Dio che per l’occasione prese forma umana? Era colui che disse a Dio, “Mi hai preparato un corpo”? L’Eterno In molte parti del vecchio testamento Ha parlato sull’esistenza di quell’Angelo! non si confonda Perciò con l’umano a cui venne dato il nome Gesù. Quante domande e quante scritture che abbisognano di luce divina per una vera ed unica chiarezza!. Passiamo adesso ad altri passi che parlano dell’esistenza di “uno, detto figlio di Dio”: eccoli di seguito (Mat. 3:17; 4: 3) Una voce dal cielo disse: “Questi è il mio amato figlio; (Giov. 3: 16) Dio ha mandato il suo unigenito figlio ; 26:63-65) “Io ti scongiuro di dirci se sei il Cristo figlio di Dio” domanda: di chi si tratta? Or Sappiamo che ciò che nasce dalla carne è altra carne, e ciò che nasce dallo spirito è altro spirito, vedi (Giov. 3:6) e Gesù nacque dalla carne. L’evangelista Giovanni riferendosi allo spirito scrisse al (Cap. 1 V. 1) “Nel principio era la Parola, e la parola era presso Dio” domanda: scrisse della carne “l’uomo Gesù” o dello spirito dentro di lui? E ancora: cosa ha voluto dire con la parola “presso” accanto a Dio, o dentro Dio? Sembra che Gesù abbia voluto rispondere a questa domanda, più avanti in (Giov. 16:27) dicendo “Io sono proceduto da Dio; domanda: vuole forse dire che si staccò una parte di Spirito dell’Eterno e venne fuori Nell’istante che ha soffiato? l’Eterno del resto fece così con tutti gli angeli e gli spirito abitanti negli uomini? Vedi (Salmo 33:6 e Gen. 2:6) Quante domande! Intanto Giovanni continua “la Parola era Dio”. Proseguiamo l’argomento con delle testimonianze attendibili su quanto è stato detto su Gesù dagli uomini. Il primo in questione è Gesù stesso che nella tenera età di 12 anni attestò che il padre suo era l’Eterno e non Giuseppe (Luca 2:49); l’Eterno a sua volta confermò quelle parole nel giorno del suo battesimo dicendo: “questi è il mio amato figlio (Mat 3:17)”; più avanti in (Mat. 11:27) Gesù affermò di conoscere il padre e che egli era il figlio (Giov.10: 36) disse, che fu il padre a mandarlo sulla terra (Giov. 20:21); a questo punto Introduciamo un’altra domanda: Dio, è padre del corpo, o dello spirito dentro Gesù? La domanda la facciamo perché in (Ebrei 12:9) dice che l’Eterno è padre degli spiriti non della carne. Anche Satana in modo sottinteso attestò che Gesù era figlio di Dio (Mat. 4:3); si riferiva al corpo o allo spirito? Pietro per rivelazione attestò che è il figlio di Dio (Mat. 16:16); confermato nel V. 17 da Gesù stesso. Il sommo sacerdote Caifa sapendo da altre fonti quella verità gli fece la domanda: dicci se sei figlio di Dio? La risposta fu “tu l’hai detto, quindi glielo ha confermato (Mat. 26:63)”. A conclusione, Dopo aver assembrata questa raccolta, diciamo che non troviamo chiare risposte su chi possa essere stato a parlare nel regno dello spirito, promettendo a Dio di incarnarsi prendendo forma umana. Per altro diciamo; quando saremo nel suo cospetto capiremo il mistero e l’ameremo ancora di più. Oggi per noi, quel che conta è di averlo accettato come personale salvatore, di aver ricevuto la caparra del suo spirito, e di servirlo, ora e nel proseguo. Dio benedica i buoni intenzionati nei confronti della deità e li faccia riflettere prima di asserire cose che agli effetti non si possono provare, mantenendo per quanto è possibile l’unione della chiesa, corpo di Cristo; Nell’attesa del suo ritorno che per certo porterà completezza e perfezione di conoscenza (1Cor. 13: 10) cerchiamo di lodarlo e servirlo. Sicuramente In quel giorno non vedremo più in modo velato come dice il V. 12. Dio ci benedica dandoci di amarci gli uni gli altri e di rispettarci, che è quanto richiede Cristo, ed è la cosa più importante dopo la salvezza!.

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