23/08/2026
I TEATINI A SALISBURGO: UNA PAGINA POCO CONOSCIUTA DELLA NOSTRA STORIA
Nel cuore di Salisburgo, a pochi passi dalla celebre Abbazia di Nonnberg, sorge una chiesa che ancora oggi porta nel suo nome la memoria della presenza dei Chierici Regolari Teatini: la Kajetanerkirche, la Chiesa di San Gaetano.
È una pagina forse poco conosciuta della storia del nostro Ordine, ma straordinariamente affascinante: per oltre un secolo i Teatini furono presenti nella città dei principi-arcivescovi, lasciando un’impronta nella predicazione, nella formazione del clero, nella cultura e nella spiritualità della città.
Il luogo sul quale oggi sorge la Kajetanerkirche aveva una storia molto più antica dell’arrivo dei Teatini. Già nel 1150 vi sono documentati una chiesa dedicata a Sant’Anna e un ospedale. Nella zona si trovava anche il cosiddetto Raplbad, legato alla memoria del celebre medico Paracelso.
Nel XVII secolo l’area entrò nei progetti degli arcivescovi di Salisburgo per la formazione del clero.
La svolta arrivò con il principe-arcivescovo Max Gandolf von Kuenburg, che nel 1684 volle istituire un nuovo seminario sacerdotale.
Dietro questa fondazione troviamo un particolare interessante: il finanziamento era stato assicurato dal barone Georg Konrad von Lerchenfeld, ciambellano e consigliere bavarese, il quale pose una precisa condizione: la direzione del seminario doveva essere affidata ai Teatini, chiamati nei paesi di lingua tedesca anche Kajetaner, dal nome di san Gaetano.
E da dove arrivarono i primi padri?
Da Monaco di Baviera. Questo particolare è fondamentale per comprendere la storia della fondazione salisburghese.
La presenza teatina nell’Europa centrale aveva avuto uno dei suoi centri principali proprio a Monaco, dove i padri erano giunti nel 1662 e dove sorse la grandiosa chiesa di San Gaetano e Sant’Adelaide, la celebre Theatinerkirche.
La casa di Monaco divenne un vero punto di irradiazione dell’Ordine verso il mondo germanico e centroeuropeo.
Da questa esperienza nacquero infatti altre fondazioni: Praga nel 1664,
Salisburgo nel 1686, Vienna nel 1703.
La comunità di Salisburgo appartiene dunque a questa straordinaria espansione teatina oltre le Alpi.
L’introduzione ufficiale dei Teatini a Salisburgo avvenne il 16 ottobre 1686.
Già nel 1685 erano iniziati i lavori del nuovo complesso comprendente chiesa, convento e seminario.
L’architetto incaricato fu Giovanni Gaspare Zuccalli, conosciuto anche come Caspar Zugalli, esponente di quella grande tradizione di architetti italiani e ticinesi che portarono il Barocco nell’Europa centrale.
Anche qui troviamo un interessante legame con Monaco: Giovanni Gaspare era nipote e allievo di Enrico Zuccalli, protagonista della costruzione della Theatinerkirche di Monaco.
Con la Kajetanerkirche, dunque, non arrivavano a Salisburgo soltanto i Teatini: arrivava anche quella cultura artistica e spirituale italiana che aveva accompagnato l’espansione dell’Ordine.
Gli stucchi furono affidati, tra gli altri, a Francesco e Carlo Antonio Brenno e ad Antonio Carabelli.
La grande cupola ovale, la luminosità dell’interno e l’impostazione scenografica della chiesa testimoniano ancora oggi questa impronta barocca italiana.
Il progetto originario era ambizioso.
I Teatini non dovevano limitarsi alla cura della chiesa: avrebbero dovuto assumere un ruolo importante nella formazione del clero salisburghese.
Ma nel 1687 morì improvvisamente il loro grande protettore, l’arcivescovo Max Gandolf.
Con il suo successore, Johann Ernst von Thun, la situazione cambiò radicalmente.
Il nuovo arcivescovo non nutriva la stessa simpatia per i Teatini e contemporaneamente nacque un serio conflitto con l’Università benedettina di Salisburgo.
I Benedettini vedevano nell’attività accademica dei Teatini una possibile violazione del loro privilegio d’insegnamento.
La questione divenne così seria che nella capitolazione elettorale del nuovo arcivescovo venne inserito addirittura un divieto per i Teatini di tenere lezioni.
Il grande progetto educativo immaginato all’inizio non poté quindi svilupparsi pienamente. Ma i padri rimasero. E continuarono la loro missione soprattutto attraverso la predicazione, il ministero sacerdotale e la vita spirituale.
Le fonti archivistiche permettono oggi di restituire un nome ad alcuni dei Teatini che vissero in questa casa. Il primo Preposito della comunità teatina di Salisburgo risulta essere: P. Wolfgang Törring C.R., che guidò la comunità negli anni iniziali, indicativamente tra il 1685 e il 1687. Dopo di lui troviamo una figura particolarmente interessante: P. Felix Fossa C.R., nato Renerus Joseph Fossa nel 1656. Era entrato tra i Teatini a Monaco nel 1675 assumendo il nome religioso di Felix. Fu uomo di cultura, predicatore e autore spirituale. Le fonti lo indicano alla guida della realtà salisburghese già tra 1687 e 1690; più tardi ricoprì nuovamente incarichi importanti nella comunità e nel 1709 risulta anche Visitatore Generale. Morì a Salisburgo il 15 settembre 1725.
Di lui conosciamo diverse opere, tra cui il Geistliches Glocken-Spiel, una raccolta di prediche pubblicata nel 1706, una vita di Sant’Andrea Avellino pubblicata a Salisburgo nel 1713 e altre opere di spiritualità. E qui emerge un particolare bellissimo. Nel 1698 P. Felix Fossa predicò il ciclo delle prediche quaresimali nel Duomo di Salisburgo.
Non era un caso isolato. L’anno precedente, nel 1697, le prediche quaresimali nel Duomo erano state affidate a un altro nostro confratello:
P. Aloisius Dalasco C.R. Un manoscritto conservato dall’Archivio dell’Arcidiocesi di Salisburgo raccoglie ancora queste predicazioni. È una testimonianza preziosa: i Teatini non vivevano chiusi nel loro convento, ma partecipavano alla vita religiosa della città fino a predicare nella sua cattedrale.
Tra i superiori troviamo inoltre: P. Ferdinando Zuccalli C.R., indicato alla guida tra 1690 e 1693; P. Wolf Benedikt Überacker C.R., nato a Henndorf il 2 maggio 1674, appartenente a una nota famiglia salisburghese e divenuto Preposito della casa teatina; P. Franciscus Maria Grimming C.R., anch’egli documentato dalle antiche provenienze librarie come successivo Preposito della comunità.
Questi nomi emergono anche attraverso una fonte particolarmente suggestiva: alcuni manoscritti provenienti dall’antica biblioteca del convento teatino, oggi conservati nelle raccolte salisburghesi, portano ancora i segni di possesso dei nostri padri.
Sono piccole tracce materiali di uomini che qui pregarono, studiarono, predicarono e vissero la loro vocazione teatina.
La storia di Salisburgo non può essere compresa isolatamente. La vera casa-madre immediata della fondazione fu Monaco. Da Monaco provenivano uomini, formazione, esperienza pastorale e cultura religiosa.
La fondazione bavarese era nata grazie anche alla grande influenza della principessa Enrichetta Adelaide di Savoia, moglie dell’elettore Ferdinando Maria di Baviera, che aveva fortemente desiderato la presenza dei Teatini.
Tra i protagonisti della prima stagione monacense troviamo figure come P. Stefano Pepe C.R., primo superiore della comunità, e soprattutto P. Antonio Spinelli C.R., giurista, predicatore, confessore della corte bavarese e uomo di grande influenza.
Da Monaco si formò progressivamente una vera rete teatina nell’Europa centrale. Ma Monaco stessa non era un mondo indipendente.
Dietro questa espansione rimaneva naturalmente Roma, cuore del governo generale dell’Ordine e soprattutto luogo simbolico delle origini e della grande tradizione teatina.
La stessa architettura racconta questo legame: la Theatinerkirche di Monaco guardava idealmente alla grande chiesa teatina romana di Sant’Andrea della Valle.
Così si può quasi seguire una linea:
Roma → Monaco → Praga, Salisburgo e Vienna.
Non soltanto una geografia, ma una circolazione di religiosi, spiritualità, cultura, predicazione e arte.
Un esempio eloquente è ancora P. Felix Fossa: formatosi nella casa di Monaco, lo ritroviamo poi protagonista della vita teatina di Salisburgo.
Dopo la morte dell’arcivescovo Max Gandolf i lavori avevano subito una lunga interruzione. Ripresero nel 1696 e procedettero lentamente. Finalmente, il 31 ottobre 1700, la chiesa fu consacrata da Sigmund Carl von Castel-Barco, vescovo di Chiemsee. Era nata definitivamente la Kajetanerkirche zu Salzburg, dedicata ai Santi Massimiliano e Gaetano.
All’interno del complesso esiste un elemento particolarmente suggestivo: una Scala Santa, realizzata nel 1712 sul modello della Scala Santa di Roma. I fedeli la percorrevano in ginocchio in spirito di penitenza e preghiera.
Anche questo particolare rivela qualcosa della pastorale teatina: una spiritualità profondamente cristocentrica, penitenziale e popolare, capace di coniugare la solennità del Barocco con una concreta proposta di conversione.
C’è infine una curiosità che rende questa storia ancora più affascinante. La presenza teatina apparteneva pienamente all’ambiente religioso della Salisburgo nella quale crebbe Wolfgang Amadeus Mozart.
Sappiamo inoltre che la famiglia Mozart ebbe contatti con ambienti teatini: durante un soggiorno a Vienna nel 1773, proprio il 7 agosto, festa di San Gaetano, Wolfgang e suo padre Leopold visitarono il convento dei Teatini vicino al loro alloggio e il giovane Mozart suonò un concerto per violino sulla cantoria.
È un piccolo episodio, ma mostra quanto il mondo teatino fosse inserito nella cultura cattolica dell’Europa del Settecento.
La storia terrena della casa teatina di Salisburgo si concluse nel drammatico periodo napoleonico. Già il 21 ottobre 1807 l’imperatore Francesco I ordinò che il convento fosse destinato a ospedale militare. La situazione della comunità era ormai fragile.
All’inizio dell’Ottocento risultavano sette religiosi: due impegnati nella cura pastorale nelle zone montane e cinque rimasti a Salisburgo, descritti dalle fonti dell’epoca come anziani e malati.
Durante l’occupazione francese avevano persino dovuto lasciare il loro grande convento ed erano stati ospitati nella residenza del decano del Duomo.
Nel 1809 la casa teatina di Salisburgo fu definitivamente soppressa.
Si chiudevano così più di centoventi anni di presenza teatina.
Il complesso venne destinato a ospedale militare e rimase tale, con diverse vicende, per oltre un secolo.
Nel 1923 chiesa e convento furono affidati ai Fatebenefratelli, che ancora oggi gestiscono l’ospedale collegato alla chiesa.
Durante la Seconda guerra mondiale il complesso servì nuovamente come ospedale; nel 1944 subì danni a causa dei bombardamenti.
Il 7 agosto 1945, significativamente proprio nella festa di San Gaetano, la Kajetanerkirche venne riaperta.
Tra il 2019 e marzo 2026 la Kajetanerkirche è stata oggetto di un’importante campagna di restauro che ha interessato sia l’interno sia la facciata, restituendo al complesso molto della sua originaria magnificenza barocca. È stata restaurata anche l’antica organo del 1696, attribuito a Christoph Egedacher e considerato il più antico organo conservato di Salisburgo.
Oggi, entrando nella Kajetanerkirche, forse molti visitatori vedono semplicemente una bellissima chiesa barocca.
Per noi Teatini, invece, quelle mura raccontano qualcosa di più.
Raccontano confratelli partiti da altre terre; raccontano una comunità religiosa nata dalla collaborazione tra Monaco, Salisburgo e il più ampio corpo dell’Ordine; raccontano predicatori che salirono sul pulpito della Cattedrale, religiosi che formarono giovani, scrissero libri, confessarono, celebrarono l’Eucaristia e annunciarono il Vangelo.
E soprattutto ricordano una verità che attraversa tutta la storia del nostro Ordine: il carisma di San Gaetano non è mai appartenuto a una sola città o a una sola nazione.
Da Roma a Monaco, da Praga a Salisburgo e Vienna, uomini diversi per lingua e provenienza hanno cercato di vivere lo stesso ideale: cercare anzitutto il Regno di Dio, confidando nella sua Provvidenza.
Oggi, dopo più di tre secoli, il nome della piazza, del convento e della chiesa continua ancora a pronunciare il nome del nostro Fondatore:
San Gaetano è ancora lì. E con lui rimane la memoria di quei confratelli che, per oltre un secolo, fecero di Salisburgo una casa teatina.
Una pagina della nostra storia da riscoprire, custodire e raccontare.